Augusto si era accontentato di una semplice dimora accanto a quella di Livia, sul Palatino; il primo vero palazzo imperiale, situato sul lato occidentale del colle Palatino, fu quindi la Domus Tiberiana, sede dei Giulio-Claudi. Questo fino a Nerone: dopo l'incendio del 64 d.C. infatti, l'imperatore volle costruire per sé un nuovo palazzo sfruttando il largo spazio lasciato nel centro di Roma dai quartieri distrutti dal fuoco, che aveva imperversato più giorni. Il progetto, dovuto, secondo la testimonianza di Tacito, agli architetti Severo e Celere, si ispirava alle grandi ville marittime costruite sul Golfo di Napoli, ma era di una grandiosità inusitata: adagiati tra le colline del Palatino e della Velia, gli edifici occupavano parte del colle Oppio, gli horti imperiali sull'Esquilino e arrivavano fino al Celio, dove il tempio del divo Claudio era stato trasformato in ninfeo. Al centro, nella parte più bassa della valle, era stato creato un lago artificiale, sul quale digradavano i giardini e i boschi che erano parte integrante del progetto. Ben poco oggi è rimasto della fastosa casa di Nerone, che già 34 anni dopo la costruzione fu distrutta in parte da un altro incendio. Nel 104, infatti, Traiano costruì sopra il padiglione del colle Oppio le sue terme, usando le strutture neroniane come costruzioni; e proprio questa circostanza ha salvato dalla totale distruzione il grande padiglione conservatosi al di sotto delle terme traianee, l'unico edificio rimastoci della Domus Aurea. Si tratta di una lunga struttura di circa 150 stanze, affacciate sui giardini digradanti; gli ambienti, privi di porte, di servizi e di riscaldamento, dovevano avere una funzione di rappresentanza più che di dimora vera e propria. Sebbene i lavori di costruzione delle terme traianee abbiano in parte creato divisioni e muri all'interno di essi e questi abbiano perduto, con l'interramento, tutto il fascino della luce che ne esaltava le decorazioni e i colori, ancora oggi le strutture di questo edificio sorprendono per la loro grandiosità. Le pareti anticamente rivestite di marmo, le pitture e gli stucchi delle volte, l'uso del calcestruzzo per le ardite coperture a botte e a cupola, la decorazione raffinata ed elegante riempirono di ammirazione anche coloro i quali, alla fine del Quattrocento, entrarono per caso attraverso i fori delle volte, calandosi letteralmente nei vani riempiti di terra e riscoprendo la casa di Nerone. La fortuna che nel Rinascimento ebbero le decorazioni delle "grottesche" (così erano chiamate le stanze neroniane per il loro interramento) si riscontra nei numerosi disegni rimastici e nelle imitazioni che ne sono state fatte all'interno di palazzi e dimore rinascimentali. Pittori come Perugino, Filippino Lippi, Pinturicchio, Ghirlandaio copiarono le eleganti colonnine, i candelabri, le ghirlande e l'inesauribile diffondersi di viticci, disegni vegetali, animali e quadretti di genere inseriti in appropriati punti della decorazione generale. Molti dei disegni cinquecenteschi sono oggi preziosi per avere un'idea più completa della decorazione, allora molto meglio leggibile e ora spesso del tutto offuscata. Oltre alle pitture la "riscoperta" della Domus Aurea portò alla messa in luce di opere d'arte che la decoravano: tra le statue rinvenute allora nelle sue sale vi sono, per fare qualche esempio, il Galata suicida e il Galata morente, il Laocoonte: splendidi ma limitati resti di una decorazione scultorea che doveva raccogliere il meglio dei capolavori della statuaria antica. Oggi la visita del padiglione della Domus Aurea permette di ammirare sia la grandiosità dell'insieme che la preziosità dei particolari e di farsi un'idea di quello che doveva essere al momento della sua realizzazione il palazzo di Nerone. |
la sfarzosa dimora di Nerone |
Risposta tratta da : Brani Esercito Italiano Quiz - Concorso per l'ammissione di 41 allievi al 7° corso Allievi Ufficiali in Ferma Prefissata (A.U.F.P.) dell'Esercito per il conseguimento della nomina a Tenente in Ferma Prefissata, ausiliario del ruolo normale del Corpo degli Ingegneri, del Corpo di Commissariato e del Corpo Sanitario dell'Esercito |
di seguito le risposte errate:
 il palazzo imperiale di Augusto
 il tempio eretto in onore del divo Claudio
 un edificio delle terme di Traiano
