Tutte le domande del quiz : Ragionamento critico verbaletratto da:Comune di Napoli / RIPAM Quiz - Concorso pubblico per il reclutamento di 11 maestre (categoria C, posizione economica C1, codice concorso DSI/NAE)  Esercitati su questo Quiz  |
RISPOSTA   Le fonti di inquinamento negli edifici comprendono gli stessi occupanti e le loro attività, per esempio il fumo del tabacco. Inoltre, i materiali da costruzione e di rivestimento possono contribuire sensibilmente all'inquinamento dell'edificio. Ma anche l'aria esterna di ricambio può contribuire al carico inquinante totale che grava sull'ambiente. La possibilità di ricambio dell'aria dipende fortemente dall'accettabilità dell'aria esterna. Qualora la qualità dell'aria immessa non fosse più che accettabile, si dovrebbero impiegare filtri adeguatamente dimensionati, avendo cura di posizionare la presa esterna in modo da minimizzare la concentrazione degli inquinanti esterni. Un fattore che, negli edifici recenti, ha contribuito a peggiorare ulteriormente la qualità dell'aria interna è stato l'impiego di serramenti a chiusura ermetica. In realtà, l'eccessiva impermeabilità all'aria degli edifici non solo ha eliminato la ventilazione naturale, ma ha creato nuovi disagi e pericoli. La cattiva qualità dell'aria interna crea non pochi problemi anche negli edifici che sono totalmente privi di ventilazione naturale: oltre a produrre una climatizzazione spesso squilibrata, gli stessi impianti di ventilazione possono trasformarsi - qualora siano mal progettati o mal gestiti - in pericolose fonti di inquinamento. La ventilazione controllata è uno strumento utile, indispensabile e oggi obbligatorio per garantire salute, sicurezza e comfort negli ambienti di vita e in quelli di lavoro. Lo stato dell'aria negli edifici: |
RISPOSTA   Le fonti di inquinamento negli edifici comprendono gli stessi occupanti e le loro attività, per esempio il fumo del tabacco. Inoltre, i materiali da costruzione e di rivestimento possono contribuire sensibilmente all'inquinamento dell'edificio. Ma anche l'aria esterna di ricambio può contribuire al carico inquinante totale che grava sull'ambiente. La possibilità di ricambio dell'aria dipende fortemente dall'accettabilità dell'aria esterna. Qualora la qualità dell'aria immessa non fosse più che accettabile, si dovrebbero impiegare filtri adeguatamente dimensionati, avendo cura di posizionare la presa esterna in modo da minimizzare la concentrazione degli inquinanti esterni. Un fattore che, negli edifici recenti, ha contribuito a peggiorare ulteriormente la qualità dell'aria interna è stato l'impiego di serramenti a chiusura ermetica. In realtà, l'eccessiva impermeabilità all'aria degli edifici non solo ha eliminato la ventilazione naturale, ma ha creato nuovi disagi e pericoli. La cattiva qualità dell'aria interna crea non pochi problemi anche negli edifici che sono totalmente privi di ventilazione naturale: oltre a produrre una climatizzazione spesso squilibrata, gli stessi impianti di ventilazione possono trasformarsi - qualora siano mal progettati o mal gestiti - in pericolose fonti di inquinamento. La ventilazione controllata è uno strumento utile, indispensabile e oggi obbligatorio per garantire salute, sicurezza e comfort negli ambienti di vita e in quelli di lavoro. Alcuni pericoli per l'aria negli ambienti chiusi: |
RISPOSTA   Le fonti di inquinamento negli edifici comprendono gli stessi occupanti e le loro attività, per esempio il fumo del tabacco. Inoltre, i materiali da costruzione e di rivestimento possono contribuire sensibilmente all'inquinamento dell'edificio. Ma anche l'aria esterna di ricambio può contribuire al carico inquinante totale che grava sull'ambiente. La possibilità di ricambio dell'aria dipende fortemente dall'accettabilità dell'aria esterna. Qualora la qualità dell'aria immessa non fosse più che accettabile, si dovrebbero impiegare filtri adeguatamente dimensionati, avendo cura di posizionare la presa esterna in modo da minimizzare la concentrazione degli inquinanti esterni. Un fattore che, negli edifici recenti, ha contribuito a peggiorare ulteriormente la qualità dell'aria interna è stato l'impiego di serramenti a chiusura ermetica. In realtà, l'eccessiva impermeabilità all'aria degli edifici non solo ha eliminato la ventilazione naturale, ma ha creato nuovi disagi e pericoli. La cattiva qualità dell'aria interna crea non pochi problemi anche negli edifici che sono totalmente privi di ventilazione naturale: oltre a produrre una climatizzazione spesso squilibrata, gli stessi impianti di ventilazione possono trasformarsi - qualora siano mal progettati o mal gestiti - in pericolose fonti di inquinamento. La ventilazione controllata è uno strumento utile, indispensabile e oggi obbligatorio per garantire salute, sicurezza e comfort negli ambienti di vita e in quelli di lavoro. L'utilizzo di un sistema filtrante adeguato: |
RISPOSTA   Le fonti di inquinamento negli edifici comprendono gli stessi occupanti e le loro attività, per esempio il fumo del tabacco. Inoltre, i materiali da costruzione e di rivestimento possono contribuire sensibilmente all'inquinamento dell'edificio. Ma anche l'aria esterna di ricambio può contribuire al carico inquinante totale che grava sull'ambiente. La possibilità di ricambio dell'aria dipende fortemente dall'accettabilità dell'aria esterna. Qualora la qualità dell'aria immessa non fosse più che accettabile, si dovrebbero impiegare filtri adeguatamente dimensionati, avendo cura di posizionare la presa esterna in modo da minimizzare la concentrazione degli inquinanti esterni. Un fattore che, negli edifici recenti, ha contribuito a peggiorare ulteriormente la qualità dell'aria interna è stato l'impiego di serramenti a chiusura ermetica. In realtà, l'eccessiva impermeabilità all'aria degli edifici non solo ha eliminato la ventilazione naturale, ma ha creato nuovi disagi e pericoli. La cattiva qualità dell'aria interna crea non pochi problemi anche negli edifici che sono totalmente privi di ventilazione naturale: oltre a produrre una climatizzazione spesso squilibrata, gli stessi impianti di ventilazione possono trasformarsi - qualora siano mal progettati o mal gestiti - in pericolose fonti di inquinamento. La ventilazione controllata è uno strumento utile, indispensabile e oggi obbligatorio per garantire salute, sicurezza e comfort negli ambienti di vita e in quelli di lavoro. Gli impianti di ventilazione: |
RISPOSTA   Le fonti di inquinamento negli edifici comprendono gli stessi occupanti e le loro attività, per esempio il fumo del tabacco. Inoltre, i materiali da costruzione e di rivestimento possono contribuire sensibilmente all'inquinamento dell'edificio. Ma anche l'aria esterna di ricambio può contribuire al carico inquinante totale che grava sull'ambiente. La possibilità di ricambio dell'aria dipende fortemente dall'accettabilità dell'aria esterna. Qualora la qualità dell'aria immessa non fosse più che accettabile, si dovrebbero impiegare filtri adeguatamente dimensionati, avendo cura di posizionare la presa esterna in modo da minimizzare la concentrazione degli inquinanti esterni. Un fattore che, negli edifici recenti, ha contribuito a peggiorare ulteriormente la qualità dell'aria interna è stato l'impiego di serramenti a chiusura ermetica. In realtà, l'eccessiva impermeabilità all'aria degli edifici non solo ha eliminato la ventilazione naturale, ma ha creato nuovi disagi e pericoli. La cattiva qualità dell'aria interna crea non pochi problemi anche negli edifici che sono totalmente privi di ventilazione naturale: oltre a produrre una climatizzazione spesso squilibrata, gli stessi impianti di ventilazione possono trasformarsi - qualora siano mal progettati o mal gestiti - in pericolose fonti di inquinamento. La ventilazione controllata è uno strumento utile, indispensabile e oggi obbligatorio per garantire salute, sicurezza e comfort negli ambienti di vita e in quelli di lavoro. Le persone che vivono negli edifici: |
RISPOSTA   Le monete greche coniate nell'antica regione Battriana (compresa tra gli odierni Afghanistan, Uzbekistan, Tagikistan) e nel Nord-Ovest dell'India, tra il III sec. a.C. e il primo decennio del I sec. d.C., rappresentano uno dei più grandi supporti per la ricostruzione della storia dei regni greci in queste aree tanto lontane dal Mediterraneo. Le emissioni dei sovrani dell'"estremo oriente" greco seguivano generalmente, per i tipi in argento, il modello ellenistico, con la rappresentazione del ritratto o del busto del sovrano sul dritto e l'immagine della divinità sul rovescio; per i tipi di bronzo invece si riallacciavano più spesso al modulo che prevedeva la rappresentazione dell'immagine divina su ambedue i lati delle monete. In questo caso la raffigurazione del rovescio poteva anche essere sostituita da un simbolo o da un animale associato alla divinità stessa. Tali monete si differenziavano spesso in due tipi: le monete greco-battriane, destinate a circolare esclusivamente nelle ex-satrapie di Battriana, Margiana e Sogdiana, caratterizzate da legenda monoglotta greca sul rovescio, accanto all'immagine della divinità e le monete indo-greche che presentano legenda bilingue, in greco sul dritto e in pracrito, il vernacolo parlato nell'India del Nord-Ovest, sul rovescio. Le emissioni di monete da parte dei sovrani dell'"estremo Oriente" greco: |
RISPOSTA   Le monete greche coniate nell'antica regione Battriana (compresa tra gli odierni Afghanistan, Uzbekistan, Tagikistan) e nel Nord-Ovest dell'India, tra il III sec. a.C. e il primo decennio del I sec. d.C., rappresentano uno dei più grandi supporti per la ricostruzione della storia dei regni greci in queste aree tanto lontane dal Mediterraneo. Le emissioni dei sovrani dell'"estremo oriente" greco seguivano generalmente, per i tipi in argento, il modello ellenistico, con la rappresentazione del ritratto o del busto del sovrano sul dritto e l'immagine della divinità sul rovescio; per i tipi di bronzo invece si riallacciavano più spesso al modulo che prevedeva la rappresentazione dell'immagine divina su ambedue i lati delle monete. In questo caso la raffigurazione del rovescio poteva anche essere sostituita da un simbolo o da un animale associato alla divinità stessa. Tali monete si differenziavano spesso in due tipi: le monete greco-battriane, destinate a circolare esclusivamente nelle ex-satrapie di Battriana, Margiana e Sogdiana, caratterizzate da legenda monoglotta greca sul rovescio, accanto all'immagine della divinità e le monete indo-greche che presentano legenda bilingue, in greco sul dritto e in pracrito, il vernacolo parlato nell'India del Nord-Ovest, sul rovescio. Sul rovescio delle monete in argento era raffigurata l'immagine: |
RISPOSTA   Le monete greche coniate nell'antica regione Battriana (compresa tra gli odierni Afghanistan, Uzbekistan, Tagikistan) e nel Nord-Ovest dell'India, tra il III sec. a.C. e il primo decennio del I sec. d.C., rappresentano uno dei più grandi supporti per la ricostruzione della storia dei regni greci in queste aree tanto lontane dal Mediterraneo. Le emissioni dei sovrani dell'"estremo oriente" greco seguivano generalmente, per i tipi in argento, il modello ellenistico, con la rappresentazione del ritratto o del busto del sovrano sul dritto e l'immagine della divinità sul rovescio; per i tipi di bronzo invece si riallacciavano più spesso al modulo che prevedeva la rappresentazione dell'immagine divina su ambedue i lati delle monete. In questo caso la raffigurazione del rovescio poteva anche essere sostituita da un simbolo o da un animale associato alla divinità stessa. Tali monete si differenziavano spesso in due tipi: le monete greco-battriane, destinate a circolare esclusivamente nelle ex-satrapie di Battriana, Margiana e Sogdiana, caratterizzate da legenda monoglotta greca sul rovescio, accanto all'immagine della divinità e le monete indo-greche che presentano legenda bilingue, in greco sul dritto e in pracrito, il vernacolo parlato nell'India del Nord-Ovest, sul rovescio. Le monete greco-battriane avevano: |
RISPOSTA   Le monete greche coniate nell'antica regione Battriana (compresa tra gli odierni Afghanistan, Uzbekistan, Tagikistan) e nel Nord-Ovest dell'India, tra il III sec. a.C. e il primo decennio del I sec. d.C., rappresentano uno dei più grandi supporti per la ricostruzione della storia dei regni greci in queste aree tanto lontane dal Mediterraneo. Le emissioni dei sovrani dell'"estremo oriente" greco seguivano generalmente, per i tipi in argento, il modello ellenistico, con la rappresentazione del ritratto o del busto del sovrano sul dritto e l'immagine della divinità sul rovescio; per i tipi di bronzo invece si riallacciavano più spesso al modulo che prevedeva la rappresentazione dell'immagine divina su ambedue i lati delle monete. In questo caso la raffigurazione del rovescio poteva anche essere sostituita da un simbolo o da un animale associato alla divinità stessa. Tali monete si differenziavano spesso in due tipi: le monete greco-battriane, destinate a circolare esclusivamente nelle ex-satrapie di Battriana, Margiana e Sogdiana, caratterizzate da legenda monoglotta greca sul rovescio, accanto all'immagine della divinità e le monete indo-greche che presentano legenda bilingue, in greco sul dritto e in pracrito, il vernacolo parlato nell'India del Nord-Ovest, sul rovescio. Le monete d'argento: |
RISPOSTA   Le monete greche coniate nell'antica regione Battriana (compresa tra gli odierni Afghanistan, Uzbekistan, Tagikistan) e nel Nord-Ovest dell'India, tra il III sec. a.C. e il primo decennio del I sec. d.C., rappresentano uno dei più grandi supporti per la ricostruzione della storia dei regni greci in queste aree tanto lontane dal Mediterraneo. Le emissioni dei sovrani dell'"estremo oriente" greco seguivano generalmente, per i tipi in argento, il modello ellenistico, con la rappresentazione del ritratto o del busto del sovrano sul dritto e l'immagine della divinità sul rovescio; per i tipi di bronzo invece si riallacciavano più spesso al modulo che prevedeva la rappresentazione dell'immagine divina su ambedue i lati delle monete. In questo caso la raffigurazione del rovescio poteva anche essere sostituita da un simbolo o da un animale associato alla divinità stessa. Tali monete si differenziavano spesso in due tipi: le monete greco-battriane, destinate a circolare esclusivamente nelle ex-satrapie di Battriana, Margiana e Sogdiana, caratterizzate da legenda monoglotta greca sul rovescio, accanto all'immagine della divinità e le monete indo-greche che presentano legenda bilingue, in greco sul dritto e in pracrito, il vernacolo parlato nell'India del Nord-Ovest, sul rovescio. Le monete di bronzo: |
RISPOSTA   Le ragioni del ritardo con cui il comparto assicurativo ha cominciato a occuparsi di Internet sono molteplici. In primo luogo le compagnie temono che un sempre maggior impiego di Internet possa costringere gli operatori del settore a basare la competizione sempre più sul prezzo, provocando un livellamento verso il basso delle tariffe e una maggiore difficoltà a mantenere i margini. Quindi è fortemente percepita la mancanza di sicurezza di certificazione della controparte. Infine i sistemi e le infrastrutture tecnologiche esistenti spesso non consentono di applicare soluzioni avanzate nel business elettronico. La vendita e il pagamento sono, tra tutti gli utilizzi della rete, gli aspetti in cui il settore assicurativo è più arretrato. Ma sono anche quelli che nel lungo periodo garantiranno gli scenari competitivi più interessanti. L'utilizzo di Internet, però, non si deve fermare all'acquisto di prodotti. La maggior parte delle aziende assicurative è convinta che il beneficio maggiore derivante dall'utilizzo della rete sia il supporto post-vendita al cliente. Le compagnie assicurative: |
RISPOSTA   Le ragioni del ritardo con cui il comparto assicurativo ha cominciato a occuparsi di Internet sono molteplici. In primo luogo le compagnie temono che un sempre maggior impiego di Internet possa costringere gli operatori del settore a basare la competizione sempre più sul prezzo, provocando un livellamento verso il basso delle tariffe e una maggiore difficoltà a mantenere i margini. Quindi è fortemente percepita la mancanza di sicurezza di certificazione della controparte. Infine i sistemi e le infrastrutture tecnologiche esistenti spesso non consentono di applicare soluzioni avanzate nel business elettronico. La vendita e il pagamento sono, tra tutti gli utilizzi della rete, gli aspetti in cui il settore assicurativo è più arretrato. Ma sono anche quelli che nel lungo periodo garantiranno gli scenari competitivi più interessanti. L'utilizzo di Internet, però, non si deve fermare all'acquisto di prodotti. La maggior parte delle aziende assicurative è convinta che il beneficio maggiore derivante dall'utilizzo della rete sia il supporto post-vendita al cliente. La vendita e il pagamento tramite Internet: |
RISPOSTA   Le ragioni del ritardo con cui il comparto assicurativo ha cominciato a occuparsi di Internet sono molteplici. In primo luogo le compagnie temono che un sempre maggior impiego di Internet possa costringere gli operatori del settore a basare la competizione sempre più sul prezzo, provocando un livellamento verso il basso delle tariffe e una maggiore difficoltà a mantenere i margini. Quindi è fortemente percepita la mancanza di sicurezza di certificazione della controparte. Infine i sistemi e le infrastrutture tecnologiche esistenti spesso non consentono di applicare soluzioni avanzate nel business elettronico. La vendita e il pagamento sono, tra tutti gli utilizzi della rete, gli aspetti in cui il settore assicurativo è più arretrato. Ma sono anche quelli che nel lungo periodo garantiranno gli scenari competitivi più interessanti. L'utilizzo di Internet, però, non si deve fermare all'acquisto di prodotti. La maggior parte delle aziende assicurative è convinta che il beneficio maggiore derivante dall'utilizzo della rete sia il supporto post-vendita al cliente. Molte aziende assicurative: |
RISPOSTA   Le ragioni del ritardo con cui il comparto assicurativo ha cominciato a occuparsi di Internet sono molteplici. In primo luogo le compagnie temono che un sempre maggior impiego di Internet possa costringere gli operatori del settore a basare la competizione sempre più sul prezzo, provocando un livellamento verso il basso delle tariffe e una maggiore difficoltà a mantenere i margini. Quindi è fortemente percepita la mancanza di sicurezza di certificazione della controparte. Infine i sistemi e le infrastrutture tecnologiche esistenti spesso non consentono di applicare soluzioni avanzate nel business elettronico. La vendita e il pagamento sono, tra tutti gli utilizzi della rete, gli aspetti in cui il settore assicurativo è più arretrato. Ma sono anche quelli che nel lungo periodo garantiranno gli scenari competitivi più interessanti. L'utilizzo di Internet, però, non si deve fermare all'acquisto di prodotti. La maggior parte delle aziende assicurative è convinta che il beneficio maggiore derivante dall'utilizzo della rete sia il supporto post-vendita al cliente. L'utilizzo della rete Internet: |
| RISPOSTA   Le ragioni del ritardo con cui il comparto assicurativo ha cominciato a occuparsi di Internet sono molteplici. In primo luogo le compagnie temono che un sempre maggior impiego di Internet possa costringere gli operatori del settore a basare la competizione sempre più sul prezzo, provocando un livellamento verso il basso delle tariffe e una maggiore difficoltà a mantenere i margini. Quindi è fortemente percepita la mancanza di sicurezza di certificazione della controparte. Infine i sistemi e le infrastrutture tecnologiche esistenti spesso non consentono di applicare soluzioni avanzate nel business elettronico. La vendita e il pagamento sono, tra tutti gli utilizzi della rete, gli aspetti in cui il settore assicurativo è più arretrato. Ma sono anche quelli che nel lungo periodo garantiranno gli scenari competitivi più interessanti. L'utilizzo di Internet, però, non si deve fermare all'acquisto di prodotti. La maggior parte delle aziende assicurative è convinta che il beneficio maggiore derivante dall'utilizzo della rete sia il supporto post-vendita al cliente. Un livellamento verso il basso delle tariffe: |
RISPOSTA   Le trombe d'aria rappresentano il fenomeno meteorologico più violento che si può verificare nell'area mediterranea. Si tratta in pratica di un vortice ruotante in senso ciclonico (cioè antiorario) che discende dalla base di un cumulonembo; spesso infatti le trombe d'aria si manifestano in concomitanza di temporali piuttosto violenti. Il tipico aspetto di una tromba d'aria è quello di una colonna nuvolosa, a forma di imbuto, che si protende fino al suolo, ove si allarga a forma di proboscide raggiungendo un diametro di 50-150 metri. Al centro del vortice la pressione raggiunge valori molto bassi; ed è proprio il dislivello barico tra il centro e la periferia del vortice a risucchiare l'aria verso l'interno e a costringerla a girare intorno al centro di bassa pressione, con velocità prossime ai 100-150 km/h. Una tromba d'aria di solito ha un ciclo vitale che non supera i trenta minuti, nei quali percorre qualche decina di chilometri. I danni che provoca lungo il suo percorso non sono tanto causati dall'effetto del vento sugli ostacoli incontrati, quanto dalla forza d'urto dell'aria che viene risucchiata dalle zone circostanti verso il centro del vortice stesso. Le violente correnti ascendenti all'interno del vortice proiettano inoltre verso l'alto gli oggetti ed i detriti risucchiati. Condizioni favorevoli all'innesco di una tromba d'aria sono quelle caratterizzate da un'elevata instabilità atmosferica che si sviluppa, per esempio, quando uno strato di aria fredda viene a trovarsi sovrapposto ad una massa d'aria molto calda e umida che staziona in prossimità del suolo. Quando l'equilibrio tra le due differenti masse d'aria si rompe, l'aria più calda viene bruscamente aspirata verso l'alto, richiamando aria dalle zone circostanti. Nell'area mediterranea, le trombe d'aria: |
RISPOSTA   Le trombe d'aria rappresentano il fenomeno meteorologico più violento che si può verificare nell'area mediterranea. Si tratta in pratica di un vortice ruotante in senso ciclonico (cioè antiorario) che discende dalla base di un cumulonembo; spesso infatti le trombe d'aria si manifestano in concomitanza di temporali piuttosto violenti. Il tipico aspetto di una tromba d'aria è quello di una colonna nuvolosa, a forma di imbuto, che si protende fino al suolo, ove si allarga a forma di proboscide raggiungendo un diametro di 50-150 metri. Al centro del vortice la pressione raggiunge valori molto bassi; ed è proprio il dislivello barico tra il centro e la periferia del vortice a risucchiare l'aria verso l'interno e a costringerla a girare intorno al centro di bassa pressione, con velocità prossime ai 100-150 km/h. Una tromba d'aria di solito ha un ciclo vitale che non supera i trenta minuti, nei quali percorre qualche decina di chilometri. I danni che provoca lungo il suo percorso non sono tanto causati dall'effetto del vento sugli ostacoli incontrati, quanto dalla forza d'urto dell'aria che viene risucchiata dalle zone circostanti verso il centro del vortice stesso. Le violente correnti ascendenti all'interno del vortice proiettano inoltre verso l'alto gli oggetti ed i detriti risucchiati. Condizioni favorevoli all'innesco di una tromba d'aria sono quelle caratterizzate da un'elevata instabilità atmosferica che si sviluppa, per esempio, quando uno strato di aria fredda viene a trovarsi sovrapposto ad una massa d'aria molto calda e umida che staziona in prossimità del suolo. Quando l'equilibrio tra le due differenti masse d'aria si rompe, l'aria più calda viene bruscamente aspirata verso l'alto, richiamando aria dalle zone circostanti. Che cosa provoca i danni durante il verificarsi di una tromba d'aria? |
RISPOSTA   Le trombe d'aria rappresentano il fenomeno meteorologico più violento che si può verificare nell'area mediterranea. Si tratta in pratica di un vortice ruotante in senso ciclonico (cioè antiorario) che discende dalla base di un cumulonembo; spesso infatti le trombe d'aria si manifestano in concomitanza di temporali piuttosto violenti. Il tipico aspetto di una tromba d'aria è quello di una colonna nuvolosa, a forma di imbuto, che si protende fino al suolo, ove si allarga a forma di proboscide raggiungendo un diametro di 50-150 metri. Al centro del vortice la pressione raggiunge valori molto bassi; ed è proprio il dislivello barico tra il centro e la periferia del vortice a risucchiare l'aria verso l'interno e a costringerla a girare intorno al centro di bassa pressione, con velocità prossime ai 100-150 km/h. Una tromba d'aria di solito ha un ciclo vitale che non supera i trenta minuti, nei quali percorre qualche decina di chilometri. I danni che provoca lungo il suo percorso non sono tanto causati dall'effetto del vento sugli ostacoli incontrati, quanto dalla forza d'urto dell'aria che viene risucchiata dalle zone circostanti verso il centro del vortice stesso. Le violente correnti ascendenti all'interno del vortice proiettano inoltre verso l'alto gli oggetti ed i detriti risucchiati. Condizioni favorevoli all'innesco di una tromba d'aria sono quelle caratterizzate da un'elevata instabilità atmosferica che si sviluppa, per esempio, quando uno strato di aria fredda viene a trovarsi sovrapposto ad una massa d'aria molto calda e umida che staziona in prossimità del suolo. Quando l'equilibrio tra le due differenti masse d'aria si rompe, l'aria più calda viene bruscamente aspirata verso l'alto, richiamando aria dalle zone circostanti. Le correnti all'interno del vortice sono: |
RISPOSTA   Le trombe d'aria rappresentano il fenomeno meteorologico più violento che si può verificare nell'area mediterranea. Si tratta in pratica di un vortice ruotante in senso ciclonico (cioè antiorario) che discende dalla base di un cumulonembo; spesso infatti le trombe d'aria si manifestano in concomitanza di temporali piuttosto violenti. Il tipico aspetto di una tromba d'aria è quello di una colonna nuvolosa, a forma di imbuto, che si protende fino al suolo, ove si allarga a forma di proboscide raggiungendo un diametro di 50-150 metri. Al centro del vortice la pressione raggiunge valori molto bassi; ed è proprio il dislivello barico tra il centro e la periferia del vortice a risucchiare l'aria verso l'interno e a costringerla a girare intorno al centro di bassa pressione, con velocità prossime ai 100-150 km/h. Una tromba d'aria di solito ha un ciclo vitale che non supera i trenta minuti, nei quali percorre qualche decina di chilometri. I danni che provoca lungo il suo percorso non sono tanto causati dall'effetto del vento sugli ostacoli incontrati, quanto dalla forza d'urto dell'aria che viene risucchiata dalle zone circostanti verso il centro del vortice stesso. Le violente correnti ascendenti all'interno del vortice proiettano inoltre verso l'alto gli oggetti ed i detriti risucchiati. Condizioni favorevoli all'innesco di una tromba d'aria sono quelle caratterizzate da un'elevata instabilità atmosferica che si sviluppa, per esempio, quando uno strato di aria fredda viene a trovarsi sovrapposto ad una massa d'aria molto calda e umida che staziona in prossimità del suolo. Quando l'equilibrio tra le due differenti masse d'aria si rompe, l'aria più calda viene bruscamente aspirata verso l'alto, richiamando aria dalle zone circostanti. Che cosa favorisce il manifestarsi di una tromba d'aria? |
RISPOSTA   Le trombe d'aria rappresentano il fenomeno meteorologico più violento che si può verificare nell'area mediterranea. Si tratta in pratica di un vortice ruotante in senso ciclonico (cioè antiorario) che discende dalla base di un cumulonembo; spesso infatti le trombe d'aria si manifestano in concomitanza di temporali piuttosto violenti. Il tipico aspetto di una tromba d'aria è quello di una colonna nuvolosa, a forma di imbuto, che si protende fino al suolo, ove si allarga a forma di proboscide raggiungendo un diametro di 50-150 metri. Al centro del vortice la pressione raggiunge valori molto bassi; ed è proprio il dislivello barico tra il centro e la periferia del vortice a risucchiare l'aria verso l'interno e a costringerla a girare intorno al centro di bassa pressione, con velocità prossime ai 100-150 km/h. Una tromba d'aria di solito ha un ciclo vitale che non supera i trenta minuti, nei quali percorre qualche decina di chilometri. I danni che provoca lungo il suo percorso non sono tanto causati dall'effetto del vento sugli ostacoli incontrati, quanto dalla forza d'urto dell'aria che viene risucchiata dalle zone circostanti verso il centro del vortice stesso. Le violente correnti ascendenti all'interno del vortice proiettano inoltre verso l'alto gli oggetti ed i detriti risucchiati. Condizioni favorevoli all'innesco di una tromba d'aria sono quelle caratterizzate da un'elevata instabilità atmosferica che si sviluppa, per esempio, quando uno strato di aria fredda viene a trovarsi sovrapposto ad una massa d'aria molto calda e umida che staziona in prossimità del suolo. Quando l'equilibrio tra le due differenti masse d'aria si rompe, l'aria più calda viene bruscamente aspirata verso l'alto, richiamando aria dalle zone circostanti. All'esterno del vortice: |
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Le fonti di inquinamento negli edifici comprendono gli stessi occupanti e le loro attività, per esempio il fumo del tabacco. Inoltre, i materiali da costruzione e di rivestimento possono contribuire sensibilmente all'inquinamento dell'edificio. Ma anche l'aria esterna di ricambio può contribuire al carico inquinante totale che grava sull'ambiente. La possibilità di ricambio dell'aria dipende fortemente dall'accettabilità dell'aria esterna. Qualora la qualità dell'aria immessa non fosse più che accettabile, si dovrebbero impiegare filtri adeguatamente dimensionati, avendo cura di posizionare la presa esterna in modo da minimizzare la concentrazione degli inquinanti esterni. Un fattore che, negli edifici recenti, ha contribuito a peggiorare ulteriormente la qualità dell'aria interna è stato l'impiego di serramenti a chiusura ermetica. In realtà, l'eccessiva impermeabilità all'aria degli edifici non solo ha eliminato la ventilazione naturale, ma ha creato nuovi disagi e pericoli. La cattiva qualità dell'aria interna crea non pochi problemi anche negli edifici che sono totalmente privi di ventilazione naturale: oltre a produrre una climatizzazione spesso squilibrata, gli stessi impianti di ventilazione possono trasformarsi - qualora siano mal progettati o mal gestiti - in pericolose fonti di inquinamento. La ventilazione controllata è uno strumento utile, indispensabile e oggi obbligatorio per garantire salute, sicurezza e comfort negli ambienti di vita e in quelli di lavoro. Lo stato dell'aria negli edifici:
Le fonti di inquinamento negli edifici comprendono gli stessi occupanti e le loro attività, per esempio il fumo del tabacco. Inoltre, i materiali da costruzione e di rivestimento possono contribuire sensibilmente all'inquinamento dell'edificio. Ma anche l'aria esterna di ricambio può contribuire al carico inquinante totale che grava sull'ambiente. La possibilità di ricambio dell'aria dipende fortemente dall'accettabilità dell'aria esterna. Qualora la qualità dell'aria immessa non fosse più che accettabile, si dovrebbero impiegare filtri adeguatamente dimensionati, avendo cura di posizionare la presa esterna in modo da minimizzare la concentrazione degli inquinanti esterni. Un fattore che, negli edifici recenti, ha contribuito a peggiorare ulteriormente la qualità dell'aria interna è stato l'impiego di serramenti a chiusura ermetica. In realtà, l'eccessiva impermeabilità all'aria degli edifici non solo ha eliminato la ventilazione naturale, ma ha creato nuovi disagi e pericoli. La cattiva qualità dell'aria interna crea non pochi problemi anche negli edifici che sono totalmente privi di ventilazione naturale: oltre a produrre una climatizzazione spesso squilibrata, gli stessi impianti di ventilazione possono trasformarsi - qualora siano mal progettati o mal gestiti - in pericolose fonti di inquinamento. La ventilazione controllata è uno strumento utile, indispensabile e oggi obbligatorio per garantire salute, sicurezza e comfort negli ambienti di vita e in quelli di lavoro. Le persone che vivono negli edifici: