Tutte le domande del quiz : Ragionamento critico verbaletratto da:Regione Campania Quiz - 2175 posti a tempo indeterminato - Nuovi concorsi per 950 laureati e 1225 diplomati a tempo indeterminato presso vari enti della Regione Campania  Esercitati su questo Quiz  |
| RISPOSTA   Il 13 Novembre 2009, la missione Rosetta dell'ESA ha effettuato l'ultimo fly-by della Terra permettendo a VIRTIS, lo strumento a responsabilità INAF e finanziato da fondi ASI (Agenzia Spaziale Italiana), di raccogliere interessanti immagini e dati del nostro pianeta. La prima immagine (VIS 1) rappresenta quello che vedrebbe l'occhio umano guardando il globo terrestre al posto di VIRTIS: i continenti sono poco visibili, coperti dalle nubi, è distinguibile tutto il centro e sud America e solo la parte orientale degli Stati Uniti ed il golfo del Messico. La seconda immagine (VIS 2) è la stessa immagine in cui sono però state combinate le varie lunghezze d'onda del visibile per rendere più evidente il contrasto tra terra, acqua e nuvole. Questo è uno dei possibili trattamenti a cui possono essere sottoposte le immagini multi-spettrali, che permettono di realizzare delle "mappe geologiche" che identificano la composizione delle varie zone dei pianeti. Nella terza immagine (VIS 3) è stata selezionata la banda spettrale della clorofilla. In verde, la vegetazione si staglia contro le zone nere (che rappresentano tutto ciò che non contiene clorofilla, dunque l'acqua degli oceani o le nuvole sovrastanti). La prima immagine raccolta da VIRTIS: |
| RISPOSTA   Il 13 Novembre 2009, la missione Rosetta dell'ESA ha effettuato l'ultimo fly-by della Terra permettendo a VIRTIS, lo strumento a responsabilità INAF e finanziato da fondi ASI (Agenzia Spaziale Italiana), di raccogliere interessanti immagini e dati del nostro pianeta. La prima immagine (VIS 1) rappresenta quello che vedrebbe l'occhio umano guardando il globo terrestre al posto di VIRTIS: i continenti sono poco visibili, coperti dalle nubi, è distinguibile tutto il centro e sud America e solo la parte orientale degli Stati Uniti ed il golfo del Messico. La seconda immagine (VIS 2) è la stessa immagine in cui sono però state combinate le varie lunghezze d'onda del visibile per rendere più evidente il contrasto tra terra, acqua e nuvole. Questo è uno dei possibili trattamenti a cui possono essere sottoposte le immagini multi-spettrali, che permettono di realizzare delle "mappe geologiche" che identificano la composizione delle varie zone dei pianeti. Nella terza immagine (VIS 3) è stata selezionata la banda spettrale della clorofilla. In verde, la vegetazione si staglia contro le zone nere (che rappresentano tutto ciò che non contiene clorofilla, dunque l'acqua degli oceani o le nuvole sovrastanti). La missione Rosetta: |
RISPOSTA   Il business elettronico è alla seconda rivoluzione. Può sembrare quasi un paradosso, per un business che nei Paesi più avanzati può essere considerato appena agli inizi, nonostante i già alti volumi di traffico. Le più recenti analisi mettono in evidenza che, nell'ambito del canale che vede scorrere le merci tra produttore e distributore, gli equilibri tradizionali tendono ad alterarsi, dando luogo a spazi, opportunità di business e nuove figure. Al fondo c'è la consapevolezza che si sia oggi di fronte a trasformazioni talmente radicali del business della distribuzione che non tutte le sfumature sono oggi ben chiare agli stessi operatori del mercato. Tutte da valutare, poi, le scelte di operatori nati come totalmente votati al business del commercio elettronico e ora molto interessati anche alle reti tradizionali di vendita. Insomma è chiaro a tutti che il business del commercio elettronico è una parte rilevante del futuro della distribuzione. Sono tutte da esplorare le possibilità di sviluppo di nuovi servizi legati alle relazioni online. I settori che stanno tirando di più sono rappresentati in questo momento dai servizi finanziari, dal software e dal turismo. La possibilità di operare in rete sta determinando profonde trasformazioni anche nell'organizzazione del lavoro bancario. La nascita di nuove figure professionali: |
| RISPOSTA   Il business elettronico è alla seconda rivoluzione. Può sembrare quasi un paradosso, per un business che nei Paesi più avanzati può essere considerato appena agli inizi, nonostante i già alti volumi di traffico. Le più recenti analisi mettono in evidenza che, nell'ambito del canale che vede scorrere le merci tra produttore e distributore, gli equilibri tradizionali tendono ad alterarsi, dando luogo a spazi, opportunità di business e nuove figure. Al fondo c'è la consapevolezza che si sia oggi di fronte a trasformazioni talmente radicali del business della distribuzione che non tutte le sfumature sono oggi ben chiare agli stessi operatori del mercato. Tutte da valutare, poi, le scelte di operatori nati come totalmente votati al business del commercio elettronico e ora molto interessati anche alle reti tradizionali di vendita. Insomma è chiaro a tutti che il business del commercio elettronico è una parte rilevante del futuro della distribuzione. Sono tutte da esplorare le possibilità di sviluppo di nuovi servizi legati alle relazioni online. I settori che stanno tirando di più sono rappresentati in questo momento dai servizi finanziari, dal software e dal turismo. La possibilità di operare in rete sta determinando profonde trasformazioni anche nell'organizzazione del lavoro bancario. Per quanto riguarda il futuro della distribuzione: |
| RISPOSTA   Il business elettronico è alla seconda rivoluzione. Può sembrare quasi un paradosso, per un business che nei Paesi più avanzati può essere considerato appena agli inizi, nonostante i già alti volumi di traffico. Le più recenti analisi mettono in evidenza che, nell'ambito del canale che vede scorrere le merci tra produttore e distributore, gli equilibri tradizionali tendono ad alterarsi, dando luogo a spazi, opportunità di business e nuove figure. Al fondo c'è la consapevolezza che si sia oggi di fronte a trasformazioni talmente radicali del business della distribuzione che non tutte le sfumature sono oggi ben chiare agli stessi operatori del mercato. Tutte da valutare, poi, le scelte di operatori nati come totalmente votati al business del commercio elettronico e ora molto interessati anche alle reti tradizionali di vendita. Insomma è chiaro a tutti che il business del commercio elettronico è una parte rilevante del futuro della distribuzione. Sono tutte da esplorare le possibilità di sviluppo di nuovi servizi legati alle relazioni online. I settori che stanno tirando di più sono rappresentati in questo momento dai servizi finanziari, dal software e dal turismo. La possibilità di operare in rete sta determinando profonde trasformazioni anche nell'organizzazione del lavoro bancario. Nei Paesi avanzati il business elettronico: |
| RISPOSTA   Il business elettronico è alla seconda rivoluzione. Può sembrare quasi un paradosso, per un business che nei Paesi più avanzati può essere considerato appena agli inizi, nonostante i già alti volumi di traffico. Le più recenti analisi mettono in evidenza che, nell'ambito del canale che vede scorrere le merci tra produttore e distributore, gli equilibri tradizionali tendono ad alterarsi, dando luogo a spazi, opportunità di business e nuove figure. Al fondo c'è la consapevolezza che si sia oggi di fronte a trasformazioni talmente radicali del business della distribuzione che non tutte le sfumature sono oggi ben chiare agli stessi operatori del mercato. Tutte da valutare, poi, le scelte di operatori nati come totalmente votati al business del commercio elettronico e ora molto interessati anche alle reti tradizionali di vendita. Insomma è chiaro a tutti che il business del commercio elettronico è una parte rilevante del futuro della distribuzione. Sono tutte da esplorare le possibilità di sviluppo di nuovi servizi legati alle relazioni online. I settori che stanno tirando di più sono rappresentati in questo momento dai servizi finanziari, dal software e dal turismo. La possibilità di operare in rete sta determinando profonde trasformazioni anche nell'organizzazione del lavoro bancario. In questo momento i settori che stanno tirando di più: |
| RISPOSTA   Il business elettronico è alla seconda rivoluzione. Può sembrare quasi un paradosso, per un business che nei Paesi più avanzati può essere considerato appena agli inizi, nonostante i già alti volumi di traffico. Le più recenti analisi mettono in evidenza che, nell'ambito del canale che vede scorrere le merci tra produttore e distributore, gli equilibri tradizionali tendono ad alterarsi, dando luogo a spazi, opportunità di business e nuove figure. Al fondo c'è la consapevolezza che si sia oggi di fronte a trasformazioni talmente radicali del business della distribuzione che non tutte le sfumature sono oggi ben chiare agli stessi operatori del mercato. Tutte da valutare, poi, le scelte di operatori nati come totalmente votati al business del commercio elettronico e ora molto interessati anche alle reti tradizionali di vendita. Insomma è chiaro a tutti che il business del commercio elettronico è una parte rilevante del futuro della distribuzione. Sono tutte da esplorare le possibilità di sviluppo di nuovi servizi legati alle relazioni online. I settori che stanno tirando di più sono rappresentati in questo momento dai servizi finanziari, dal software e dal turismo. La possibilità di operare in rete sta determinando profonde trasformazioni anche nell'organizzazione del lavoro bancario. La possibilità di operare in rete: |
| RISPOSTA   Il business elettronico è alla seconda rivoluzione. Può sembrare quasi un paradosso, per un business che nei Paesi più avanzati può essere considerato appena agli inizi, nonostante i già alti volumi di traffico. Le più recenti analisi mettono in evidenza che, nell'ambito del canale che vede scorrere le merci tra produttore e distributore, gli equilibri tradizionali tendono ad alterarsi, dando luogo a spazi, opportunità di business e nuove figure. Al fondo c'è la consapevolezza che si sia oggi di fronte a trasformazioni talmente radicali del business della distribuzione che non tutte le sfumature sono oggi ben chiare agli stessi operatori del mercato. Tutte da valutare, poi, le scelte di operatori nati come totalmente votati al business del commercio elettronico e ora molto interessati anche alle reti tradizionali di vendita. Insomma è chiaro a tutti che il business del commercio elettronico è una parte rilevante del futuro della distribuzione. Sono tutte da esplorare le possibilità di sviluppo di nuovi servizi legati alle relazioni online. I settori che stanno tirando di più sono rappresentati in questo momento dai servizi finanziari, dal software e dal turismo. La possibilità di operare in rete sta determinando profonde trasformazioni anche nell'organizzazione del lavoro bancario. Il business del commercio elettronico: |
| RISPOSTA   Il business elettronico è alla seconda rivoluzione. Può sembrare quasi un paradosso, per un business che nei Paesi più avanzati può essere considerato appena agli inizi, nonostante i già alti volumi di traffico. Le più recenti analisi mettono in evidenza che, nell'ambito del canale che vede scorrere le merci tra produttore e distributore, gli equilibri tradizionali tendono ad alterarsi, dando luogo a spazi, opportunità di business e nuove figure. Al fondo c'è la consapevolezza che si sia oggi di fronte a trasformazioni talmente radicali del business della distribuzione che non tutte le sfumature sono oggi ben chiare agli stessi operatori del mercato. Tutte da valutare, poi, le scelte di operatori nati come totalmente votati al business del commercio elettronico e ora molto interessati anche alle reti tradizionali di vendita. Insomma è chiaro a tutti che il business del commercio elettronico è una parte rilevante del futuro della distribuzione. Sono tutte da esplorare le possibilità di sviluppo di nuovi servizi legati alle relazioni online. I settori che stanno tirando di più sono rappresentati in questo momento dai servizi finanziari, dal software e dal turismo. La possibilità di operare in rete sta determinando profonde trasformazioni anche nell'organizzazione del lavoro bancario. Alcuni operatori nati come totalmente votati al business del commercio elettronico: |
| RISPOSTA   Il business elettronico è alla seconda rivoluzione. Può sembrare quasi un paradosso, per un business che nei Paesi più avanzati può essere considerato appena agli inizi, nonostante i già alti volumi di traffico. Le più recenti analisi mettono in evidenza che, nell'ambito del canale che vede scorrere le merci tra produttore e distributore, gli equilibri tradizionali tendono ad alterarsi, dando luogo a spazi, opportunità di business e nuove figure. Al fondo c'è la consapevolezza che si sia oggi di fronte a trasformazioni talmente radicali del business della distribuzione che non tutte le sfumature sono oggi ben chiare agli stessi operatori del mercato. Tutte da valutare, poi, le scelte di operatori nati come totalmente votati al business del commercio elettronico e ora molto interessati anche alle reti tradizionali di vendita. Insomma è chiaro a tutti che il business del commercio elettronico è una parte rilevante del futuro della distribuzione. Sono tutte da esplorare le possibilità di sviluppo di nuovi servizi legati alle relazioni online. I settori che stanno tirando di più sono rappresentati in questo momento dai servizi finanziari, dal software e dal turismo. La possibilità di operare in rete sta determinando profonde trasformazioni anche nell'organizzazione del lavoro bancario. Con la nascita del business elettronico, le trasformazioni del business della distribuzione: |
| RISPOSTA   Il cellulare semina tracce digitali, utili per inchiodare chi commette reati. Tutti i telefonini, quando sono attivati, segnalano il luogo in cui si trovano i loro possessori, e le relative informazioni vengono archiviate nei computer delle società telefoniche: in stanze protette si raccolgono i dischi digitali con le memorie di come abbiamo usato il cellulare negli ultimi cinque anni. Dischi inaccessibili, se non al magistrato che ne dovesse fare richiesta. Il gestore possiede data, ora, durata, destinazione e costo di una chiamata. Tutto questo è reso possibile dal fatto che il territorio è suddiviso in celle, da cui il termine cellulare, dotate di una stazione radio base che contatta l'antenna del telefonino. Una telefonata fa sapere alla centralina dell'operatore dove siamo con una approssimazione di cinquecento metri o al massimo un chilometro in città e di dieci chilometri in aree extra urbane, perché l'antenna invia la sua posizione al sistema centrale. Negli Stati Uniti è da poco passata una legge che impone alle società di telefonia mobile di dotarsi, tempo un anno, di un sistema di localizzazione continua che permette di identificare subito il luogo di provenienza di una chiamata con una approssimazione di cento metri. Da un telefonino cellulare è possibile localizzare il suo possessore: |
RISPOSTA   Il cellulare semina tracce digitali, utili per inchiodare chi commette reati. Tutti i telefonini, quando sono attivati, segnalano il luogo in cui si trovano i loro possessori, e le relative informazioni vengono archiviate nei computer delle società telefoniche: in stanze protette si raccolgono i dischi digitali con le memorie di come abbiamo usato il cellulare negli ultimi cinque anni. Dischi inaccessibili, se non al magistrato che ne dovesse fare richiesta. Il gestore possiede data, ora, durata, destinazione e costo di una chiamata. Tutto questo è reso possibile dal fatto che il territorio è suddiviso in celle, da cui il termine cellulare, dotate di una stazione radio base che contatta l'antenna del telefonino. Una telefonata fa sapere alla centralina dell'operatore dove siamo con una approssimazione di cinquecento metri o al massimo un chilometro in città e di dieci chilometri in aree extra urbane, perché l'antenna invia la sua posizione al sistema centrale. Negli Stati Uniti è da poco passata una legge che impone alle società di telefonia mobile di dotarsi, tempo un anno, di un sistema di localizzazione continua che permette di identificare subito il luogo di provenienza di una chiamata con una approssimazione di cento metri. L'archiviazione dei dati relativi alla posizione dei diversi cellulari viene effettuata: |
| RISPOSTA   Il cellulare semina tracce digitali, utili per inchiodare chi commette reati. Tutti i telefonini, quando sono attivati, segnalano il luogo in cui si trovano i loro possessori, e le relative informazioni vengono archiviate nei computer delle società telefoniche: in stanze protette si raccolgono i dischi digitali con le memorie di come abbiamo usato il cellulare negli ultimi cinque anni. Dischi inaccessibili, se non al magistrato che ne dovesse fare richiesta. Il gestore possiede data, ora, durata, destinazione e costo di una chiamata. Tutto questo è reso possibile dal fatto che il territorio è suddiviso in celle, da cui il termine cellulare, dotate di una stazione radio base che contatta l'antenna del telefonino. Una telefonata fa sapere alla centralina dell'operatore dove siamo con una approssimazione di cinquecento metri o al massimo un chilometro in città e di dieci chilometri in aree extra urbane, perché l'antenna invia la sua posizione al sistema centrale. Negli Stati Uniti è da poco passata una legge che impone alle società di telefonia mobile di dotarsi, tempo un anno, di un sistema di localizzazione continua che permette di identificare subito il luogo di provenienza di una chiamata con una approssimazione di cento metri. L'accesso agli archivi è consentito solamente: |
| RISPOSTA   Il cellulare semina tracce digitali, utili per inchiodare chi commette reati. Tutti i telefonini, quando sono attivati, segnalano il luogo in cui si trovano i loro possessori, e le relative informazioni vengono archiviate nei computer delle società telefoniche: in stanze protette si raccolgono i dischi digitali con le memorie di come abbiamo usato il cellulare negli ultimi cinque anni. Dischi inaccessibili, se non al magistrato che ne dovesse fare richiesta. Il gestore possiede data, ora, durata, destinazione e costo di una chiamata. Tutto questo è reso possibile dal fatto che il territorio è suddiviso in celle, da cui il termine cellulare, dotate di una stazione radio base che contatta l'antenna del telefonino. Una telefonata fa sapere alla centralina dell'operatore dove siamo con una approssimazione di cinquecento metri o al massimo un chilometro in città e di dieci chilometri in aree extra urbane, perché l'antenna invia la sua posizione al sistema centrale. Negli Stati Uniti è da poco passata una legge che impone alle società di telefonia mobile di dotarsi, tempo un anno, di un sistema di localizzazione continua che permette di identificare subito il luogo di provenienza di una chiamata con una approssimazione di cento metri. Attualmente, tramite cellulare, è possibile localizzare l'utente: |
| RISPOSTA   Il cellulare semina tracce digitali, utili per inchiodare chi commette reati. Tutti i telefonini, quando sono attivati, segnalano il luogo in cui si trovano i loro possessori, e le relative informazioni vengono archiviate nei computer delle società telefoniche: in stanze protette si raccolgono i dischi digitali con le memorie di come abbiamo usato il cellulare negli ultimi cinque anni. Dischi inaccessibili, se non al magistrato che ne dovesse fare richiesta. Il gestore possiede data, ora, durata, destinazione e costo di una chiamata. Tutto questo è reso possibile dal fatto che il territorio è suddiviso in celle, da cui il termine cellulare, dotate di una stazione radio base che contatta l'antenna del telefonino. Una telefonata fa sapere alla centralina dell'operatore dove siamo con una approssimazione di cinquecento metri o al massimo un chilometro in città e di dieci chilometri in aree extra urbane, perché l'antenna invia la sua posizione al sistema centrale. Negli Stati Uniti è da poco passata una legge che impone alle società di telefonia mobile di dotarsi, tempo un anno, di un sistema di localizzazione continua che permette di identificare subito il luogo di provenienza di una chiamata con una approssimazione di cento metri. Di cosa dovranno dotarsi, nel giro di un anno, le compagnie di telefonia mobile americane? |
| RISPOSTA   Il cellulare semina tracce digitali, utili per inchiodare chi commette reati. Tutti i telefonini, quando sono attivati, segnalano il luogo in cui si trovano i loro possessori, e le relative informazioni vengono archiviate nei computer delle società telefoniche: in stanze protette si raccolgono i dischi digitali con le memorie di come abbiamo usato il cellulare negli ultimi cinque anni. Dischi inaccessibili, se non al magistrato che ne dovesse fare richiesta. Il gestore possiede data, ora, durata, destinazione e costo di una chiamata. Tutto questo è reso possibile dal fatto che il territorio è suddiviso in celle, da cui il termine cellulare, dotate di una stazione radio base che contatta l'antenna del telefonino. Una telefonata fa sapere alla centralina dell'operatore dove siamo con una approssimazione di cinquecento metri o al massimo un chilometro in città e di dieci chilometri in aree extra urbane, perché l'antenna invia la sua posizione al sistema centrale. Negli Stati Uniti è da poco passata una legge che impone alle società di telefonia mobile di dotarsi, tempo un anno, di un sistema di localizzazione continua che permette di identificare subito il luogo di provenienza di una chiamata con una approssimazione di cento metri. La localizzazione di un cellulare all'interno di una cella è resa possibile dalla comunicazione tra questo e: |
| RISPOSTA   Il cellulare semina tracce digitali, utili per inchiodare chi commette reati. Tutti i telefonini, quando sono attivati, segnalano il luogo in cui si trovano i loro possessori, e le relative informazioni vengono archiviate nei computer delle società telefoniche: in stanze protette si raccolgono i dischi digitali con le memorie di come abbiamo usato il cellulare negli ultimi cinque anni. Dischi inaccessibili, se non al magistrato che ne dovesse fare richiesta. Il gestore possiede data, ora, durata, destinazione e costo di una chiamata. Tutto questo è reso possibile dal fatto che il territorio è suddiviso in celle, da cui il termine cellulare, dotate di una stazione radio base che contatta l'antenna del telefonino. Una telefonata fa sapere alla centralina dell'operatore dove siamo con una approssimazione di cinquecento metri o al massimo un chilometro in città e di dieci chilometri in aree extra urbane, perché l'antenna invia la sua posizione al sistema centrale. Negli Stati Uniti è da poco passata una legge che impone alle società di telefonia mobile di dotarsi, tempo un anno, di un sistema di localizzazione continua che permette di identificare subito il luogo di provenienza di una chiamata con una approssimazione di cento metri. Le informazioni riguardanti la posizione dei cellulari, conservate negli archivi elettronici, sono relative: |
| RISPOSTA   Il cellulare semina tracce digitali, utili per inchiodare chi commette reati. Tutti i telefonini, quando sono attivati, segnalano il luogo in cui si trovano i loro possessori, e le relative informazioni vengono archiviate nei computer delle società telefoniche: in stanze protette si raccolgono i dischi digitali con le memorie di come abbiamo usato il cellulare negli ultimi cinque anni. Dischi inaccessibili, se non al magistrato che ne dovesse fare richiesta. Il gestore possiede data, ora, durata, destinazione e costo di una chiamata. Tutto questo è reso possibile dal fatto che il territorio è suddiviso in celle, da cui il termine cellulare, dotate di una stazione radio base che contatta l'antenna del telefonino. Una telefonata fa sapere alla centralina dell'operatore dove siamo con una approssimazione di cinquecento metri o al massimo un chilometro in città e di dieci chilometri in aree extra urbane, perché l'antenna invia la sua posizione al sistema centrale. Negli Stati Uniti è da poco passata una legge che impone alle società di telefonia mobile di dotarsi, tempo un anno, di un sistema di localizzazione continua che permette di identificare subito il luogo di provenienza di una chiamata con una approssimazione di cento metri. Il sistema che dovrà essere adottato dalle compagnie di telefonia mobile americane entro un anno, consentirà di localizzare: |
| RISPOSTA   Il consumo energetico tende ad aumentare sia nei Paesi sviluppati sia in quelli in via di sviluppo, dove la diffusione dell'industrializzazione e il miglioramento della qualità della vita sono tendenze irreversibili. A tutt'oggi, la produzione di energia si basa ancora principalmente sull'uso dei combustibili fossili, ma il progressivo esaurimento dei giacimenti e l'aumento della richiesta comportano un continuo incremento dei costi e un aumento dell'impatto sull'ambiente. Per questo, l'orientamento dei Paesi occidentali e del Giappone è di contabilizzare questo impatto per mezzo di imposte. L'alternativa è l'utilizzo delle fonti rinnovabili, alcune già industrialmente mature, come l'energia idroelettrica, altre, come quella solare termica, quella fotovoltaica, quella eolica, ostacolate nella loro diffusione dalla bassa densità energetica e dall'intermittenza della disponibilità. Una soluzione può venire dall'uso dell'idrogeno quale vettore energetico. Questa fonte non solo è potenzialmente inesauribile, in quanto si può ricavare dall'acqua e dal gas naturale, ma è anche non inquinante, perché la sua combustione produce acqua e quantità limitate di ossidi di azoto. A fronte di questi vantaggi, l'idrogeno presenta problemi che, unitamente al costo di produzione ancora elevato, ne hanno finora impedito l'applicazione: è esplosivo, facilmente infiammabile ed estremamente volatile. Grazie ai recenti progressi tecnologici, questi problemi però possono considerarsi superati. Alcune fonti energetiche, come quella fotovoltaica, e quella eolica: |
RISPOSTA   Il consumo energetico tende ad aumentare sia nei Paesi sviluppati sia in quelli in via di sviluppo, dove la diffusione dell'industrializzazione e il miglioramento della qualità della vita sono tendenze irreversibili. A tutt'oggi, la produzione di energia si basa ancora principalmente sull'uso dei combustibili fossili, ma il progressivo esaurimento dei giacimenti e l'aumento della richiesta comportano un continuo incremento dei costi e un aumento dell'impatto sull'ambiente. Per questo, l'orientamento dei Paesi occidentali e del Giappone è di contabilizzare questo impatto per mezzo di imposte. L'alternativa è l'utilizzo delle fonti rinnovabili, alcune già industrialmente mature, come l'energia idroelettrica, altre, come quella solare termica, quella fotovoltaica, quella eolica, ostacolate nella loro diffusione dalla bassa densità energetica e dall'intermittenza della disponibilità. Una soluzione può venire dall'uso dell'idrogeno quale vettore energetico. Questa fonte non solo è potenzialmente inesauribile, in quanto si può ricavare dall'acqua e dal gas naturale, ma è anche non inquinante, perché la sua combustione produce acqua e quantità limitate di ossidi di azoto. A fronte di questi vantaggi, l'idrogeno presenta problemi che, unitamente al costo di produzione ancora elevato, ne hanno finora impedito l'applicazione: è esplosivo, facilmente infiammabile ed estremamente volatile. Grazie ai recenti progressi tecnologici, questi problemi però possono considerarsi superati. Per cercare di risolvere il problema dell'esaurimento dei combustibili fossili: |
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Il business elettronico è alla seconda rivoluzione. Può sembrare quasi un paradosso, per un business che nei Paesi più avanzati può essere considerato appena agli inizi, nonostante i già alti volumi di traffico. Le più recenti analisi mettono in evidenza che, nell'ambito del canale che vede scorrere le merci tra produttore e distributore, gli equilibri tradizionali tendono ad alterarsi, dando luogo a spazi, opportunità di business e nuove figure. Al fondo c'è la consapevolezza che si sia oggi di fronte a trasformazioni talmente radicali del business della distribuzione che non tutte le sfumature sono oggi ben chiare agli stessi operatori del mercato. Tutte da valutare, poi, le scelte di operatori nati come totalmente votati al business del commercio elettronico e ora molto interessati anche alle reti tradizionali di vendita. Insomma è chiaro a tutti che il business del commercio elettronico è una parte rilevante del futuro della distribuzione. Sono tutte da esplorare le possibilità di sviluppo di nuovi servizi legati alle relazioni online. I settori che stanno tirando di più sono rappresentati in questo momento dai servizi finanziari, dal software e dal turismo. La possibilità di operare in rete sta determinando profonde trasformazioni anche nell'organizzazione del lavoro bancario. La nascita di nuove figure professionali:
Il cellulare semina tracce digitali, utili per inchiodare chi commette reati. Tutti i telefonini, quando sono attivati, segnalano il luogo in cui si trovano i loro possessori, e le relative informazioni vengono archiviate nei computer delle società telefoniche: in stanze protette si raccolgono i dischi digitali con le memorie di come abbiamo usato il cellulare negli ultimi cinque anni. Dischi inaccessibili, se non al magistrato che ne dovesse fare richiesta. Il gestore possiede data, ora, durata, destinazione e costo di una chiamata. Tutto questo è reso possibile dal fatto che il territorio è suddiviso in celle, da cui il termine cellulare, dotate di una stazione radio base che contatta l'antenna del telefonino. Una telefonata fa sapere alla centralina dell'operatore dove siamo con una approssimazione di cinquecento metri o al massimo un chilometro in città e di dieci chilometri in aree extra urbane, perché l'antenna invia la sua posizione al sistema centrale. Negli Stati Uniti è da poco passata una legge che impone alle società di telefonia mobile di dotarsi, tempo un anno, di un sistema di localizzazione continua che permette di identificare subito il luogo di provenienza di una chiamata con una approssimazione di cento metri. L'archiviazione dei dati relativi alla posizione dei diversi cellulari viene effettuata:
Il consumo energetico tende ad aumentare sia nei Paesi sviluppati sia in quelli in via di sviluppo, dove la diffusione dell'industrializzazione e il miglioramento della qualità della vita sono tendenze irreversibili. A tutt'oggi, la produzione di energia si basa ancora principalmente sull'uso dei combustibili fossili, ma il progressivo esaurimento dei giacimenti e l'aumento della richiesta comportano un continuo incremento dei costi e un aumento dell'impatto sull'ambiente. Per questo, l'orientamento dei Paesi occidentali e del Giappone è di contabilizzare questo impatto per mezzo di imposte. L'alternativa è l'utilizzo delle fonti rinnovabili, alcune già industrialmente mature, come l'energia idroelettrica, altre, come quella solare termica, quella fotovoltaica, quella eolica, ostacolate nella loro diffusione dalla bassa densità energetica e dall'intermittenza della disponibilità. Una soluzione può venire dall'uso dell'idrogeno quale vettore energetico. Questa fonte non solo è potenzialmente inesauribile, in quanto si può ricavare dall'acqua e dal gas naturale, ma è anche non inquinante, perché la sua combustione produce acqua e quantità limitate di ossidi di azoto. A fronte di questi vantaggi, l'idrogeno presenta problemi che, unitamente al costo di produzione ancora elevato, ne hanno finora impedito l'applicazione: è esplosivo, facilmente infiammabile ed estremamente volatile. Grazie ai recenti progressi tecnologici, questi problemi però possono considerarsi superati. Per cercare di risolvere il problema dell'esaurimento dei combustibili fossili: