Tutte le domande del quiz : Ragionamento critico verbaletratto da:Regione Campania Quiz - 2175 posti a tempo indeterminato - Nuovi concorsi per 950 laureati e 1225 diplomati a tempo indeterminato presso vari enti della Regione Campania  Esercitati su questo Quiz  |
| RISPOSTA   Il consumo energetico tende ad aumentare sia nei Paesi sviluppati sia in quelli in via di sviluppo, dove la diffusione dell'industrializzazione e il miglioramento della qualità della vita sono tendenze irreversibili. A tutt'oggi, la produzione di energia si basa ancora principalmente sull'uso dei combustibili fossili, ma il progressivo esaurimento dei giacimenti e l'aumento della richiesta comportano un continuo incremento dei costi e un aumento dell'impatto sull'ambiente. Per questo, l'orientamento dei Paesi occidentali e del Giappone è di contabilizzare questo impatto per mezzo di imposte. L'alternativa è l'utilizzo delle fonti rinnovabili, alcune già industrialmente mature, come l'energia idroelettrica, altre, come quella solare termica, quella fotovoltaica, quella eolica, ostacolate nella loro diffusione dalla bassa densità energetica e dall'intermittenza della disponibilità. Una soluzione può venire dall'uso dell'idrogeno quale vettore energetico. Questa fonte non solo è potenzialmente inesauribile, in quanto si può ricavare dall'acqua e dal gas naturale, ma è anche non inquinante, perché la sua combustione produce acqua e quantità limitate di ossidi di azoto. A fronte di questi vantaggi, l'idrogeno presenta problemi che, unitamente al costo di produzione ancora elevato, ne hanno finora impedito l'applicazione: è esplosivo, facilmente infiammabile ed estremamente volatile. Grazie ai recenti progressi tecnologici, questi problemi però possono considerarsi superati. I paesi occidentali: |
| RISPOSTA   Il consumo energetico tende ad aumentare sia nei Paesi sviluppati sia in quelli in via di sviluppo, dove la diffusione dell'industrializzazione e il miglioramento della qualità della vita sono tendenze irreversibili. A tutt'oggi, la produzione di energia si basa ancora principalmente sull'uso dei combustibili fossili, ma il progressivo esaurimento dei giacimenti e l'aumento della richiesta comportano un continuo incremento dei costi e un aumento dell'impatto sull'ambiente. Per questo, l'orientamento dei Paesi occidentali e del Giappone è di contabilizzare questo impatto per mezzo di imposte. L'alternativa è l'utilizzo delle fonti rinnovabili, alcune già industrialmente mature, come l'energia idroelettrica, altre, come quella solare termica, quella fotovoltaica, quella eolica, ostacolate nella loro diffusione dalla bassa densità energetica e dall'intermittenza della disponibilità. Una soluzione può venire dall'uso dell'idrogeno quale vettore energetico. Questa fonte non solo è potenzialmente inesauribile, in quanto si può ricavare dall'acqua e dal gas naturale, ma è anche non inquinante, perché la sua combustione produce acqua e quantità limitate di ossidi di azoto. A fronte di questi vantaggi, l'idrogeno presenta problemi che, unitamente al costo di produzione ancora elevato, ne hanno finora impedito l'applicazione: è esplosivo, facilmente infiammabile ed estremamente volatile. Grazie ai recenti progressi tecnologici, questi problemi però possono considerarsi superati. Negli ultimi anni sono stati compiuti progressi tecnologici: |
| RISPOSTA   Il consumo energetico tende ad aumentare sia nei Paesi sviluppati sia in quelli in via di sviluppo, dove la diffusione dell'industrializzazione e il miglioramento della qualità della vita sono tendenze irreversibili. A tutt'oggi, la produzione di energia si basa ancora principalmente sull'uso dei combustibili fossili, ma il progressivo esaurimento dei giacimenti e l'aumento della richiesta comportano un continuo incremento dei costi e un aumento dell'impatto sull'ambiente. Per questo, l'orientamento dei Paesi occidentali e del Giappone è di contabilizzare questo impatto per mezzo di imposte. L'alternativa è l'utilizzo delle fonti rinnovabili, alcune già industrialmente mature, come l'energia idroelettrica, altre, come quella solare termica, quella fotovoltaica, quella eolica, ostacolate nella loro diffusione dalla bassa densità energetica e dall'intermittenza della disponibilità. Una soluzione può venire dall'uso dell'idrogeno quale vettore energetico. Questa fonte non solo è potenzialmente inesauribile, in quanto si può ricavare dall'acqua e dal gas naturale, ma è anche non inquinante, perché la sua combustione produce acqua e quantità limitate di ossidi di azoto. A fronte di questi vantaggi, l'idrogeno presenta problemi che, unitamente al costo di produzione ancora elevato, ne hanno finora impedito l'applicazione: è esplosivo, facilmente infiammabile ed estremamente volatile. Grazie ai recenti progressi tecnologici, questi problemi però possono considerarsi superati. Una fonte di energia potenzialmente inesauribile: |
RISPOSTA   Il consumo energetico tende ad aumentare sia nei Paesi sviluppati sia in quelli in via di sviluppo, dove la diffusione dell'industrializzazione e il miglioramento della qualità della vita sono tendenze irreversibili. A tutt'oggi, la produzione di energia si basa ancora principalmente sull'uso dei combustibili fossili, ma il progressivo esaurimento dei giacimenti e l'aumento della richiesta comportano un continuo incremento dei costi e un aumento dell'impatto sull'ambiente. Per questo, l'orientamento dei Paesi occidentali e del Giappone è di contabilizzare questo impatto per mezzo di imposte. L'alternativa è l'utilizzo delle fonti rinnovabili, alcune già industrialmente mature, come l'energia idroelettrica, altre, come quella solare termica, quella fotovoltaica, quella eolica, ostacolate nella loro diffusione dalla bassa densità energetica e dall'intermittenza della disponibilità. Una soluzione può venire dall'uso dell'idrogeno quale vettore energetico. Questa fonte non solo è potenzialmente inesauribile, in quanto si può ricavare dall'acqua e dal gas naturale, ma è anche non inquinante, perché la sua combustione produce acqua e quantità limitate di ossidi di azoto. A fronte di questi vantaggi, l'idrogeno presenta problemi che, unitamente al costo di produzione ancora elevato, ne hanno finora impedito l'applicazione: è esplosivo, facilmente infiammabile ed estremamente volatile. Grazie ai recenti progressi tecnologici, questi problemi però possono considerarsi superati. Oggi la maggior parte dell'energia è prodotta: |
| RISPOSTA   Il consumo energetico tende ad aumentare sia nei Paesi sviluppati sia in quelli in via di sviluppo, dove la diffusione dell'industrializzazione e il miglioramento della qualità della vita sono tendenze irreversibili. A tutt'oggi, la produzione di energia si basa ancora principalmente sull'uso dei combustibili fossili, ma il progressivo esaurimento dei giacimenti e l'aumento della richiesta comportano un continuo incremento dei costi e un aumento dell'impatto sull'ambiente. Per questo, l'orientamento dei Paesi occidentali e del Giappone è di contabilizzare questo impatto per mezzo di imposte. L'alternativa è l'utilizzo delle fonti rinnovabili, alcune già industrialmente mature, come l'energia idroelettrica, altre, come quella solare termica, quella fotovoltaica, quella eolica, ostacolate nella loro diffusione dalla bassa densità energetica e dall'intermittenza della disponibilità. Una soluzione può venire dall'uso dell'idrogeno quale vettore energetico. Questa fonte non solo è potenzialmente inesauribile, in quanto si può ricavare dall'acqua e dal gas naturale, ma è anche non inquinante, perché la sua combustione produce acqua e quantità limitate di ossidi di azoto. A fronte di questi vantaggi, l'idrogeno presenta problemi che, unitamente al costo di produzione ancora elevato, ne hanno finora impedito l'applicazione: è esplosivo, facilmente infiammabile ed estremamente volatile. Grazie ai recenti progressi tecnologici, questi problemi però possono considerarsi superati. Il consumo enegetico ha una tendenza: |
| RISPOSTA   Il consumo energetico tende ad aumentare sia nei Paesi sviluppati sia in quelli in via di sviluppo, dove la diffusione dell'industrializzazione e il miglioramento della qualità della vita sono tendenze irreversibili. A tutt'oggi, la produzione di energia si basa ancora principalmente sull'uso dei combustibili fossili, ma il progressivo esaurimento dei giacimenti e l'aumento della richiesta comportano un continuo incremento dei costi e un aumento dell'impatto sull'ambiente. Per questo, l'orientamento dei Paesi occidentali e del Giappone è di contabilizzare questo impatto per mezzo di imposte. L'alternativa è l'utilizzo delle fonti rinnovabili, alcune già industrialmente mature, come l'energia idroelettrica, altre, come quella solare termica, quella fotovoltaica, quella eolica, ostacolate nella loro diffusione dalla bassa densità energetica e dall'intermittenza della disponibilità. Una soluzione può venire dall'uso dell'idrogeno quale vettore energetico. Questa fonte non solo è potenzialmente inesauribile, in quanto si può ricavare dall'acqua e dal gas naturale, ma è anche non inquinante, perché la sua combustione produce acqua e quantità limitate di ossidi di azoto. A fronte di questi vantaggi, l'idrogeno presenta problemi che, unitamente al costo di produzione ancora elevato, ne hanno finora impedito l'applicazione: è esplosivo, facilmente infiammabile ed estremamente volatile. Grazie ai recenti progressi tecnologici, questi problemi però possono considerarsi superati. L'idrogeno non è stato fino ad ora utilizzato: |
| RISPOSTA   Il deserto della Siria ha regalato una magnifica scoperta a un gruppo di archeologi. Si tratta di una tomba reale incredibilmente intatta appartenente a una delle prime civiltà urbane del mondo. E' una tomba dalle caratteristiche singolari, risale a 4300 anni fa ed è rimasta sepolta dalla polvere, che ha conservato nei millenni il suo carico di tesori: ornamenti reali in oro e argento, manufatti e i resti ben conservati di un ampio gruppo familiare. La tomba contiene cinque adulti e tre bambini distribuiti su tre livelli. Tutti gli occupanti sono coperti di ornamenti dalla testa ai piedi. Il livello più alto presenta i resti di due involucri ciascuno contenente una giovane donna sui vent'anni con un bambino al fianco. Le donne hanno gli ornamenti più ricchi, e uno dei bambini porta un collare di bronzo. Gli involucri sul livello inferiore contengono due uomini e i resti di un bambino posto a distanza dagli altri due corpi, vicino all'ingresso della tomba. Uno degli uomini porta un diadema d'argento. Il livello inferiore custodisce infine i resti di un uomo ornato da decorazioni e spille d'argento. Fuori dalla tomba, un barattolo contente i resti di un bambino e due teschi di animali decapitati. La tomba è stata ritrovata in un sito che si ritiene sia il luogo dove sorgeva l'antica città di Tuba, una delle prime città della Siria. Adesso gli archeologi si interrogano sul significato della loro scoperta e sulla peculiarità della distribuzione dei corpi e degli ornamenti dei suoi occupanti; attribuiscono il sito a una famiglia reale, ma escludono che si tratti della tomba di un re dal momento che le donne sono le figure più ricche di ornamenti. Fino a epoca recente gli studiosi indicavano la Mesopotamia e l'Egitto come le culle delle prime società urbane, ma queste nuove scoperte ci raccontano una storia tutta nuova sul ruolo della Siria. Studiando questa regione potremmo ottenere preziose informazioni sui differenti modi in cui si sono evolute le società urbane. Il ritrovamento effettuato in Siria: |
| RISPOSTA   Il deserto della Siria ha regalato una magnifica scoperta a un gruppo di archeologi. Si tratta di una tomba reale incredibilmente intatta appartenente a una delle prime civiltà urbane del mondo. E' una tomba dalle caratteristiche singolari, risale a 4300 anni fa ed è rimasta sepolta dalla polvere, che ha conservato nei millenni il suo carico di tesori: ornamenti reali in oro e argento, manufatti e i resti ben conservati di un ampio gruppo familiare. La tomba contiene cinque adulti e tre bambini distribuiti su tre livelli. Tutti gli occupanti sono coperti di ornamenti dalla testa ai piedi. Il livello più alto presenta i resti di due involucri ciascuno contenente una giovane donna sui vent'anni con un bambino al fianco. Le donne hanno gli ornamenti più ricchi, e uno dei bambini porta un collare di bronzo. Gli involucri sul livello inferiore contengono due uomini e i resti di un bambino posto a distanza dagli altri due corpi, vicino all'ingresso della tomba. Uno degli uomini porta un diadema d'argento. Il livello inferiore custodisce infine i resti di un uomo ornato da decorazioni e spille d'argento. Fuori dalla tomba, un barattolo contente i resti di un bambino e due teschi di animali decapitati. La tomba è stata ritrovata in un sito che si ritiene sia il luogo dove sorgeva l'antica città di Tuba, una delle prime città della Siria. Adesso gli archeologi si interrogano sul significato della loro scoperta e sulla peculiarità della distribuzione dei corpi e degli ornamenti dei suoi occupanti; attribuiscono il sito a una famiglia reale, ma escludono che si tratti della tomba di un re dal momento che le donne sono le figure più ricche di ornamenti. Fino a epoca recente gli studiosi indicavano la Mesopotamia e l'Egitto come le culle delle prime società urbane, ma queste nuove scoperte ci raccontano una storia tutta nuova sul ruolo della Siria. Studiando questa regione potremmo ottenere preziose informazioni sui differenti modi in cui si sono evolute le società urbane. Il luogo del ritrovamento: |
| RISPOSTA   Il deserto della Siria ha regalato una magnifica scoperta a un gruppo di archeologi. Si tratta di una tomba reale incredibilmente intatta appartenente a una delle prime civiltà urbane del mondo. E' una tomba dalle caratteristiche singolari, risale a 4300 anni fa ed è rimasta sepolta dalla polvere, che ha conservato nei millenni il suo carico di tesori: ornamenti reali in oro e argento, manufatti e i resti ben conservati di un ampio gruppo familiare. La tomba contiene cinque adulti e tre bambini distribuiti su tre livelli. Tutti gli occupanti sono coperti di ornamenti dalla testa ai piedi. Il livello più alto presenta i resti di due involucri ciascuno contenente una giovane donna sui vent'anni con un bambino al fianco. Le donne hanno gli ornamenti più ricchi, e uno dei bambini porta un collare di bronzo. Gli involucri sul livello inferiore contengono due uomini e i resti di un bambino posto a distanza dagli altri due corpi, vicino all'ingresso della tomba. Uno degli uomini porta un diadema d'argento. Il livello inferiore custodisce infine i resti di un uomo ornato da decorazioni e spille d'argento. Fuori dalla tomba, un barattolo contente i resti di un bambino e due teschi di animali decapitati. La tomba è stata ritrovata in un sito che si ritiene sia il luogo dove sorgeva l'antica città di Tuba, una delle prime città della Siria. Adesso gli archeologi si interrogano sul significato della loro scoperta e sulla peculiarità della distribuzione dei corpi e degli ornamenti dei suoi occupanti; attribuiscono il sito a una famiglia reale, ma escludono che si tratti della tomba di un re dal momento che le donne sono le figure più ricche di ornamenti. Fino a epoca recente gli studiosi indicavano la Mesopotamia e l'Egitto come le culle delle prime società urbane, ma queste nuove scoperte ci raccontano una storia tutta nuova sul ruolo della Siria. Studiando questa regione potremmo ottenere preziose informazioni sui differenti modi in cui si sono evolute le società urbane. Una indicazione circa il rango delle persone sepolte nella tomba: |
| RISPOSTA   Il deserto della Siria ha regalato una magnifica scoperta a un gruppo di archeologi. Si tratta di una tomba reale incredibilmente intatta appartenente a una delle prime civiltà urbane del mondo. E' una tomba dalle caratteristiche singolari, risale a 4300 anni fa ed è rimasta sepolta dalla polvere, che ha conservato nei millenni il suo carico di tesori: ornamenti reali in oro e argento, manufatti e i resti ben conservati di un ampio gruppo familiare. La tomba contiene cinque adulti e tre bambini distribuiti su tre livelli. Tutti gli occupanti sono coperti di ornamenti dalla testa ai piedi. Il livello più alto presenta i resti di due involucri ciascuno contenente una giovane donna sui vent'anni con un bambino al fianco. Le donne hanno gli ornamenti più ricchi, e uno dei bambini porta un collare di bronzo. Gli involucri sul livello inferiore contengono due uomini e i resti di un bambino posto a distanza dagli altri due corpi, vicino all'ingresso della tomba. Uno degli uomini porta un diadema d'argento. Il livello inferiore custodisce infine i resti di un uomo ornato da decorazioni e spille d'argento. Fuori dalla tomba, un barattolo contente i resti di un bambino e due teschi di animali decapitati. La tomba è stata ritrovata in un sito che si ritiene sia il luogo dove sorgeva l'antica città di Tuba, una delle prime città della Siria. Adesso gli archeologi si interrogano sul significato della loro scoperta e sulla peculiarità della distribuzione dei corpi e degli ornamenti dei suoi occupanti; attribuiscono il sito a una famiglia reale, ma escludono che si tratti della tomba di un re dal momento che le donne sono le figure più ricche di ornamenti. Fino a epoca recente gli studiosi indicavano la Mesopotamia e l'Egitto come le culle delle prime società urbane, ma queste nuove scoperte ci raccontano una storia tutta nuova sul ruolo della Siria. Studiando questa regione potremmo ottenere preziose informazioni sui differenti modi in cui si sono evolute le società urbane. Una delle conseguenze del ritrovamento avvenuto in Siria: |
| RISPOSTA   Il deserto della Siria ha regalato una magnifica scoperta a un gruppo di archeologi. Si tratta di una tomba reale incredibilmente intatta appartenente a una delle prime civiltà urbane del mondo. E' una tomba dalle caratteristiche singolari, risale a 4300 anni fa ed è rimasta sepolta dalla polvere, che ha conservato nei millenni il suo carico di tesori: ornamenti reali in oro e argento, manufatti e i resti ben conservati di un ampio gruppo familiare. La tomba contiene cinque adulti e tre bambini distribuiti su tre livelli. Tutti gli occupanti sono coperti di ornamenti dalla testa ai piedi. Il livello più alto presenta i resti di due involucri ciascuno contenente una giovane donna sui vent'anni con un bambino al fianco. Le donne hanno gli ornamenti più ricchi, e uno dei bambini porta un collare di bronzo. Gli involucri sul livello inferiore contengono due uomini e i resti di un bambino posto a distanza dagli altri due corpi, vicino all'ingresso della tomba. Uno degli uomini porta un diadema d'argento. Il livello inferiore custodisce infine i resti di un uomo ornato da decorazioni e spille d'argento. Fuori dalla tomba, un barattolo contente i resti di un bambino e due teschi di animali decapitati. La tomba è stata ritrovata in un sito che si ritiene sia il luogo dove sorgeva l'antica città di Tuba, una delle prime città della Siria. Adesso gli archeologi si interrogano sul significato della loro scoperta e sulla peculiarità della distribuzione dei corpi e degli ornamenti dei suoi occupanti; attribuiscono il sito a una famiglia reale, ma escludono che si tratti della tomba di un re dal momento che le donne sono le figure più ricche di ornamenti. Fino a epoca recente gli studiosi indicavano la Mesopotamia e l'Egitto come le culle delle prime società urbane, ma queste nuove scoperte ci raccontano una storia tutta nuova sul ruolo della Siria. Studiando questa regione potremmo ottenere preziose informazioni sui differenti modi in cui si sono evolute le società urbane. La tomba ritrovata in Siria: |
| RISPOSTA   Il deserto della Siria ha regalato una magnifica scoperta a un gruppo di archeologi. Si tratta di una tomba reale incredibilmente intatta appartenente a una delle prime civiltà urbane del mondo. E' una tomba dalle caratteristiche singolari, risale a 4300 anni fa ed è rimasta sepolta dalla polvere, che ha conservato nei millenni il suo carico di tesori: ornamenti reali in oro e argento, manufatti e i resti ben conservati di un ampio gruppo familiare. La tomba contiene cinque adulti e tre bambini distribuiti su tre livelli. Tutti gli occupanti sono coperti di ornamenti dalla testa ai piedi. Il livello più alto presenta i resti di due involucri ciascuno contenente una giovane donna sui vent'anni con un bambino al fianco. Le donne hanno gli ornamenti più ricchi, e uno dei bambini porta un collare di bronzo. Gli involucri sul livello inferiore contengono due uomini e i resti di un bambino posto a distanza dagli altri due corpi, vicino all'ingresso della tomba. Uno degli uomini porta un diadema d'argento. Il livello inferiore custodisce infine i resti di un uomo ornato da decorazioni e spille d'argento. Fuori dalla tomba, un barattolo contente i resti di un bambino e due teschi di animali decapitati. La tomba è stata ritrovata in un sito che si ritiene sia il luogo dove sorgeva l'antica città di Tuba, una delle prime città della Siria. Adesso gli archeologi si interrogano sul significato della loro scoperta e sulla peculiarità della distribuzione dei corpi e degli ornamenti dei suoi occupanti; attribuiscono il sito a una famiglia reale, ma escludono che si tratti della tomba di un re dal momento che le donne sono le figure più ricche di ornamenti. Fino a epoca recente gli studiosi indicavano la Mesopotamia e l'Egitto come le culle delle prime società urbane, ma queste nuove scoperte ci raccontano una storia tutta nuova sul ruolo della Siria. Studiando questa regione potremmo ottenere preziose informazioni sui differenti modi in cui si sono evolute le società urbane. L'interesse suscitato da questo ritrovamento: |
| RISPOSTA   Il deserto della Siria ha regalato una magnifica scoperta a un gruppo di archeologi. Si tratta di una tomba reale incredibilmente intatta appartenente a una delle prime civiltà urbane del mondo. E' una tomba dalle caratteristiche singolari, risale a 4300 anni fa ed è rimasta sepolta dalla polvere, che ha conservato nei millenni il suo carico di tesori: ornamenti reali in oro e argento, manufatti e i resti ben conservati di un ampio gruppo familiare. La tomba contiene cinque adulti e tre bambini distribuiti su tre livelli. Tutti gli occupanti sono coperti di ornamenti dalla testa ai piedi. Il livello più alto presenta i resti di due involucri ciascuno contenente una giovane donna sui vent'anni con un bambino al fianco. Le donne hanno gli ornamenti più ricchi, e uno dei bambini porta un collare di bronzo. Gli involucri sul livello inferiore contengono due uomini e i resti di un bambino posto a distanza dagli altri due corpi, vicino all'ingresso della tomba. Uno degli uomini porta un diadema d'argento. Il livello inferiore custodisce infine i resti di un uomo ornato da decorazioni e spille d'argento. Fuori dalla tomba, un barattolo contente i resti di un bambino e due teschi di animali decapitati. La tomba è stata ritrovata in un sito che si ritiene sia il luogo dove sorgeva l'antica città di Tuba, una delle prime città della Siria. Adesso gli archeologi si interrogano sul significato della loro scoperta e sulla peculiarità della distribuzione dei corpi e degli ornamenti dei suoi occupanti; attribuiscono il sito a una famiglia reale, ma escludono che si tratti della tomba di un re dal momento che le donne sono le figure più ricche di ornamenti. Fino a epoca recente gli studiosi indicavano la Mesopotamia e l'Egitto come le culle delle prime società urbane, ma queste nuove scoperte ci raccontano una storia tutta nuova sul ruolo della Siria. Studiando questa regione potremmo ottenere preziose informazioni sui differenti modi in cui si sono evolute le società urbane. Una delle conclusioni cui sono giunti i ricercatori: |
| RISPOSTA   Il deserto della Siria ha regalato una magnifica scoperta a un gruppo di archeologi. Si tratta di una tomba reale incredibilmente intatta appartenente a una delle prime civiltà urbane del mondo. E' una tomba dalle caratteristiche singolari, risale a 4300 anni fa ed è rimasta sepolta dalla polvere, che ha conservato nei millenni il suo carico di tesori: ornamenti reali in oro e argento, manufatti e i resti ben conservati di un ampio gruppo familiare. La tomba contiene cinque adulti e tre bambini distribuiti su tre livelli. Tutti gli occupanti sono coperti di ornamenti dalla testa ai piedi. Il livello più alto presenta i resti di due involucri ciascuno contenente una giovane donna sui vent'anni con un bambino al fianco. Le donne hanno gli ornamenti più ricchi, e uno dei bambini porta un collare di bronzo. Gli involucri sul livello inferiore contengono due uomini e i resti di un bambino posto a distanza dagli altri due corpi, vicino all'ingresso della tomba. Uno degli uomini porta un diadema d'argento. Il livello inferiore custodisce infine i resti di un uomo ornato da decorazioni e spille d'argento. Fuori dalla tomba, un barattolo contente i resti di un bambino e due teschi di animali decapitati. La tomba è stata ritrovata in un sito che si ritiene sia il luogo dove sorgeva l'antica città di Tuba, una delle prime città della Siria. Adesso gli archeologi si interrogano sul significato della loro scoperta e sulla peculiarità della distribuzione dei corpi e degli ornamenti dei suoi occupanti; attribuiscono il sito a una famiglia reale, ma escludono che si tratti della tomba di un re dal momento che le donne sono le figure più ricche di ornamenti. Fino a epoca recente gli studiosi indicavano la Mesopotamia e l'Egitto come le culle delle prime società urbane, ma queste nuove scoperte ci raccontano una storia tutta nuova sul ruolo della Siria. Studiando questa regione potremmo ottenere preziose informazioni sui differenti modi in cui si sono evolute le società urbane. All'interno di questa tomba: |
| RISPOSTA   Il deserto di Gobi si è rivelato una vera e propria miniera di fossili. Gli scavi di Ukhaa Tolgod hanno portato alla luce, dal 1993 a oggi, centinaia di scheletri di dinosauro perfettamente conservati, e anche vari mammiferi e altri rettili. I paleontologi dell'American Museum of Natural History non hanno ancora finito di godersi la gloria di tale straordinario ritrovamento che già progettano di scandagliare l'intero deserto. Ma questa volta con l'ausilio di uno strumento destinato a rivoluzionare i tradizionali metodi di ricerca. Non più ardimentosi viaggi guidati da mappe non sempre attendibili e su percorsi spesso inesistenti, attraverso tempeste di sabbia e a temperature diurne di 40°. Non più ripetuti scavi di ricognizione prima di individuare un potenziale sito di rilevanza archeologica. D'ora in poi sarà l'occhio plurispecializzato di un satellite NASA a «esplorare», da 750 chilometri di distanza, la regione e a segnalare ai ricercatori le zone promettenti. Dopo anni di esperienza, essi hanno infatti identificato alcune caratteristiche geografiche e fisiche che contraddistinguono le aree solitamente ricche di reperti fossili: la collocazione ai piedi di rilievi montuosi, la presenza di strati di roccia sedimentaria, di segni di erosione, di vegetazione sparsa. I sette sensori del Landsat 5 analizzano le diverse lunghezze d'onda della luce solare riflessa e il calore irradiato dalla superficie terrestre, elaborano un'immagine precisa della conformazione delle varie aree e forniscono quindi una specie di mappa multispettrale a colori del deserto. Il progresso tecnologico toglie forse un po' di romanticismo alla ricerca archeologica, ma la mappa satellitare consentirà di risparmiare tempo, denaro e le numerose difficoltà che i viaggi perlustrativi comportano. E secondo il team del museo sarà una vera mappa del tesoro. Un nuovo sito è già stato trovato attraverso le immagini satellitari, anche se meno generoso di quello di Ukhaa Tolgod, e le aspettative per il futuro sono molto ottimistiche. Il sito archeologico di Ukhaa Tolgod: |
| RISPOSTA   Il deserto di Gobi si è rivelato una vera e propria miniera di fossili. Gli scavi di Ukhaa Tolgod hanno portato alla luce, dal 1993 a oggi, centinaia di scheletri di dinosauro perfettamente conservati, e anche vari mammiferi e altri rettili. I paleontologi dell'American Museum of Natural History non hanno ancora finito di godersi la gloria di tale straordinario ritrovamento che già progettano di scandagliare l'intero deserto. Ma questa volta con l'ausilio di uno strumento destinato a rivoluzionare i tradizionali metodi di ricerca. Non più ardimentosi viaggi guidati da mappe non sempre attendibili e su percorsi spesso inesistenti, attraverso tempeste di sabbia e a temperature diurne di 40°. Non più ripetuti scavi di ricognizione prima di individuare un potenziale sito di rilevanza archeologica. D'ora in poi sarà l'occhio plurispecializzato di un satellite NASA a «esplorare», da 750 chilometri di distanza, la regione e a segnalare ai ricercatori le zone promettenti. Dopo anni di esperienza, essi hanno infatti identificato alcune caratteristiche geografiche e fisiche che contraddistinguono le aree solitamente ricche di reperti fossili: la collocazione ai piedi di rilievi montuosi, la presenza di strati di roccia sedimentaria, di segni di erosione, di vegetazione sparsa. I sette sensori del Landsat 5 analizzano le diverse lunghezze d'onda della luce solare riflessa e il calore irradiato dalla superficie terrestre, elaborano un'immagine precisa della conformazione delle varie aree e forniscono quindi una specie di mappa multispettrale a colori del deserto. Il progresso tecnologico toglie forse un po' di romanticismo alla ricerca archeologica, ma la mappa satellitare consentirà di risparmiare tempo, denaro e le numerose difficoltà che i viaggi perlustrativi comportano. E secondo il team del museo sarà una vera mappa del tesoro. Un nuovo sito è già stato trovato attraverso le immagini satellitari, anche se meno generoso di quello di Ukhaa Tolgod, e le aspettative per il futuro sono molto ottimistiche. Uno dei rivoluzionari metodi di indagine archeologica: |
RISPOSTA   Il deserto di Gobi si è rivelato una vera e propria miniera di fossili. Gli scavi di Ukhaa Tolgod hanno portato alla luce, dal 1993 a oggi, centinaia di scheletri di dinosauro perfettamente conservati, e anche vari mammiferi e altri rettili. I paleontologi dell'American Museum of Natural History non hanno ancora finito di godersi la gloria di tale straordinario ritrovamento che già progettano di scandagliare l'intero deserto. Ma questa volta con l'ausilio di uno strumento destinato a rivoluzionare i tradizionali metodi di ricerca. Non più ardimentosi viaggi guidati da mappe non sempre attendibili e su percorsi spesso inesistenti, attraverso tempeste di sabbia e a temperature diurne di 40°. Non più ripetuti scavi di ricognizione prima di individuare un potenziale sito di rilevanza archeologica. D'ora in poi sarà l'occhio plurispecializzato di un satellite NASA a «esplorare», da 750 chilometri di distanza, la regione e a segnalare ai ricercatori le zone promettenti. Dopo anni di esperienza, essi hanno infatti identificato alcune caratteristiche geografiche e fisiche che contraddistinguono le aree solitamente ricche di reperti fossili: la collocazione ai piedi di rilievi montuosi, la presenza di strati di roccia sedimentaria, di segni di erosione, di vegetazione sparsa. I sette sensori del Landsat 5 analizzano le diverse lunghezze d'onda della luce solare riflessa e il calore irradiato dalla superficie terrestre, elaborano un'immagine precisa della conformazione delle varie aree e forniscono quindi una specie di mappa multispettrale a colori del deserto. Il progresso tecnologico toglie forse un po' di romanticismo alla ricerca archeologica, ma la mappa satellitare consentirà di risparmiare tempo, denaro e le numerose difficoltà che i viaggi perlustrativi comportano. E secondo il team del museo sarà una vera mappa del tesoro. Un nuovo sito è già stato trovato attraverso le immagini satellitari, anche se meno generoso di quello di Ukhaa Tolgod, e le aspettative per il futuro sono molto ottimistiche. Il satellite che servirà a cambiare la modalità di analisi dei siti archeologici: |
| RISPOSTA   Il deserto di Gobi si è rivelato una vera e propria miniera di fossili. Gli scavi di Ukhaa Tolgod hanno portato alla luce, dal 1993 a oggi, centinaia di scheletri di dinosauro perfettamente conservati, e anche vari mammiferi e altri rettili. I paleontologi dell'American Museum of Natural History non hanno ancora finito di godersi la gloria di tale straordinario ritrovamento che già progettano di scandagliare l'intero deserto. Ma questa volta con l'ausilio di uno strumento destinato a rivoluzionare i tradizionali metodi di ricerca. Non più ardimentosi viaggi guidati da mappe non sempre attendibili e su percorsi spesso inesistenti, attraverso tempeste di sabbia e a temperature diurne di 40°. Non più ripetuti scavi di ricognizione prima di individuare un potenziale sito di rilevanza archeologica. D'ora in poi sarà l'occhio plurispecializzato di un satellite NASA a «esplorare», da 750 chilometri di distanza, la regione e a segnalare ai ricercatori le zone promettenti. Dopo anni di esperienza, essi hanno infatti identificato alcune caratteristiche geografiche e fisiche che contraddistinguono le aree solitamente ricche di reperti fossili: la collocazione ai piedi di rilievi montuosi, la presenza di strati di roccia sedimentaria, di segni di erosione, di vegetazione sparsa. I sette sensori del Landsat 5 analizzano le diverse lunghezze d'onda della luce solare riflessa e il calore irradiato dalla superficie terrestre, elaborano un'immagine precisa della conformazione delle varie aree e forniscono quindi una specie di mappa multispettrale a colori del deserto. Il progresso tecnologico toglie forse un po' di romanticismo alla ricerca archeologica, ma la mappa satellitare consentirà di risparmiare tempo, denaro e le numerose difficoltà che i viaggi perlustrativi comportano. E secondo il team del museo sarà una vera mappa del tesoro. Un nuovo sito è già stato trovato attraverso le immagini satellitari, anche se meno generoso di quello di Ukhaa Tolgod, e le aspettative per il futuro sono molto ottimistiche. Gli scavi nel deserto di Gobi: |
| RISPOSTA   Il deserto di Gobi si è rivelato una vera e propria miniera di fossili. Gli scavi di Ukhaa Tolgod hanno portato alla luce, dal 1993 a oggi, centinaia di scheletri di dinosauro perfettamente conservati, e anche vari mammiferi e altri rettili. I paleontologi dell'American Museum of Natural History non hanno ancora finito di godersi la gloria di tale straordinario ritrovamento che già progettano di scandagliare l'intero deserto. Ma questa volta con l'ausilio di uno strumento destinato a rivoluzionare i tradizionali metodi di ricerca. Non più ardimentosi viaggi guidati da mappe non sempre attendibili e su percorsi spesso inesistenti, attraverso tempeste di sabbia e a temperature diurne di 40°. Non più ripetuti scavi di ricognizione prima di individuare un potenziale sito di rilevanza archeologica. D'ora in poi sarà l'occhio plurispecializzato di un satellite NASA a «esplorare», da 750 chilometri di distanza, la regione e a segnalare ai ricercatori le zone promettenti. Dopo anni di esperienza, essi hanno infatti identificato alcune caratteristiche geografiche e fisiche che contraddistinguono le aree solitamente ricche di reperti fossili: la collocazione ai piedi di rilievi montuosi, la presenza di strati di roccia sedimentaria, di segni di erosione, di vegetazione sparsa. I sette sensori del Landsat 5 analizzano le diverse lunghezze d'onda della luce solare riflessa e il calore irradiato dalla superficie terrestre, elaborano un'immagine precisa della conformazione delle varie aree e forniscono quindi una specie di mappa multispettrale a colori del deserto. Il progresso tecnologico toglie forse un po' di romanticismo alla ricerca archeologica, ma la mappa satellitare consentirà di risparmiare tempo, denaro e le numerose difficoltà che i viaggi perlustrativi comportano. E secondo il team del museo sarà una vera mappa del tesoro. Un nuovo sito è già stato trovato attraverso le immagini satellitari, anche se meno generoso di quello di Ukhaa Tolgod, e le aspettative per il futuro sono molto ottimistiche. Uno degli obiettivi del prossimo futuro per la ricerca archeologica: |
| RISPOSTA   Il deserto di Gobi si è rivelato una vera e propria miniera di fossili. Gli scavi di Ukhaa Tolgod hanno portato alla luce, dal 1993 a oggi, centinaia di scheletri di dinosauro perfettamente conservati, e anche vari mammiferi e altri rettili. I paleontologi dell'American Museum of Natural History non hanno ancora finito di godersi la gloria di tale straordinario ritrovamento che già progettano di scandagliare l'intero deserto. Ma questa volta con l'ausilio di uno strumento destinato a rivoluzionare i tradizionali metodi di ricerca. Non più ardimentosi viaggi guidati da mappe non sempre attendibili e su percorsi spesso inesistenti, attraverso tempeste di sabbia e a temperature diurne di 40°. Non più ripetuti scavi di ricognizione prima di individuare un potenziale sito di rilevanza archeologica. D'ora in poi sarà l'occhio plurispecializzato di un satellite NASA a «esplorare», da 750 chilometri di distanza, la regione e a segnalare ai ricercatori le zone promettenti. Dopo anni di esperienza, essi hanno infatti identificato alcune caratteristiche geografiche e fisiche che contraddistinguono le aree solitamente ricche di reperti fossili: la collocazione ai piedi di rilievi montuosi, la presenza di strati di roccia sedimentaria, di segni di erosione, di vegetazione sparsa. I sette sensori del Landsat 5 analizzano le diverse lunghezze d'onda della luce solare riflessa e il calore irradiato dalla superficie terrestre, elaborano un'immagine precisa della conformazione delle varie aree e forniscono quindi una specie di mappa multispettrale a colori del deserto. Il progresso tecnologico toglie forse un po' di romanticismo alla ricerca archeologica, ma la mappa satellitare consentirà di risparmiare tempo, denaro e le numerose difficoltà che i viaggi perlustrativi comportano. E secondo il team del museo sarà una vera mappa del tesoro. Un nuovo sito è già stato trovato attraverso le immagini satellitari, anche se meno generoso di quello di Ukhaa Tolgod, e le aspettative per il futuro sono molto ottimistiche. Uno dei primi risultati dell'utilizzo di tecnologie satellitari: |
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Il consumo energetico tende ad aumentare sia nei Paesi sviluppati sia in quelli in via di sviluppo, dove la diffusione dell'industrializzazione e il miglioramento della qualità della vita sono tendenze irreversibili. A tutt'oggi, la produzione di energia si basa ancora principalmente sull'uso dei combustibili fossili, ma il progressivo esaurimento dei giacimenti e l'aumento della richiesta comportano un continuo incremento dei costi e un aumento dell'impatto sull'ambiente. Per questo, l'orientamento dei Paesi occidentali e del Giappone è di contabilizzare questo impatto per mezzo di imposte. L'alternativa è l'utilizzo delle fonti rinnovabili, alcune già industrialmente mature, come l'energia idroelettrica, altre, come quella solare termica, quella fotovoltaica, quella eolica, ostacolate nella loro diffusione dalla bassa densità energetica e dall'intermittenza della disponibilità. Una soluzione può venire dall'uso dell'idrogeno quale vettore energetico. Questa fonte non solo è potenzialmente inesauribile, in quanto si può ricavare dall'acqua e dal gas naturale, ma è anche non inquinante, perché la sua combustione produce acqua e quantità limitate di ossidi di azoto. A fronte di questi vantaggi, l'idrogeno presenta problemi che, unitamente al costo di produzione ancora elevato, ne hanno finora impedito l'applicazione: è esplosivo, facilmente infiammabile ed estremamente volatile. Grazie ai recenti progressi tecnologici, questi problemi però possono considerarsi superati. Oggi la maggior parte dell'energia è prodotta: