Tutte le domande del quiz : Branitratto da:Guardia di Finanza Quiz - 631 allievi marescialli 2018 (90° corso) Concorso pubblico, per titoli ed esami, per 631 allievi marescialli 2018  Esercitati su questo Quiz  |
| RISPOSTA   Leggere attentamente il seguente brano. "La natura diede a tutti gli animali organi del concepimento e collegò una speciale facoltà agli stessi organi per la formazione di piacere, e all'anima che se ne doveva servire una meravigliosa e indicibile voglia di servirsene, dalla quale eccitati e pungolati gli animali, anche se sciocchi, giovani, irrazionali del tutto, provvedono alla continuazione della specie, come se fossero perfettamente saggi". Così Galeno, il grande medico che fa rivivere la tradizione di Aristotele e di Ippocrate nella Roma del II secolo d.C., ci presenta la sessualità: un piacere intenso e naturale, la cui naturale intensità è una paradossale saggezza. L'amore esiste per offrire immortalità ad animali effimeri e sventati [1].Quando già la filosofia, soprattutto platonica e stoica, ha abbondantemente messo in guardia contro la follia della passione, quando già imperversa l'ascetismo cristiano, il medico-filosofo ci ricorda la profonda razionalità di eros. Al di là della stoltezza e mortalità degli individui, la ragione sessuale rende attraente l'opera della generazione e dà un senso alla differenza tra donne e uomini. (Da: Sissa, "Eros tiranno", Laterza) Perché la naturale intensità dell'amore è una paradossale saggezza? |
RISPOSTA   Leggere attentamente il seguente brano. "La natura diede a tutti gli animali organi del concepimento e collegò una speciale facoltà agli stessi organi per la formazione di piacere, e all'anima che se ne doveva servire una meravigliosa e indicibile voglia di servirsene, dalla quale eccitati e pungolati gli animali, anche se sciocchi, giovani, irrazionali del tutto, provvedono alla continuazione della specie, come se fossero perfettamente saggi". Così Galeno, il grande medico che fa rivivere la tradizione di Aristotele e di Ippocrate nella Roma del II secolo d.C., ci presenta la sessualità: un piacere intenso e naturale, la cui naturale intensità è una paradossale saggezza. L'amore esiste per offrire immortalità ad animali effimeri e sventati [1].Quando già la filosofia, soprattutto platonica e stoica, ha abbondantemente messo in guardia contro la follia della passione, quando già imperversa l'ascetismo cristiano, il medico-filosofo ci ricorda la profonda razionalità di eros. Al di là della stoltezza e mortalità degli individui, la ragione sessuale rende attraente l'opera della generazione e dà un senso alla differenza tra donne e uomini. (Da: Sissa, "Eros tiranno", Laterza) Il "senso alla differenza tra donne e uomini" si può descrivere come: |
RISPOSTA   Leggere attentamente il seguente brano. "La natura diede a tutti gli animali organi del concepimento e collegò una speciale facoltà agli stessi organi per la formazione di piacere, e all'anima che se ne doveva servire una meravigliosa e indicibile voglia di servirsene, dalla quale eccitati e pungolati gli animali, anche se sciocchi, giovani, irrazionali del tutto, provvedono alla continuazione della specie, come se fossero perfettamente saggi". Così Galeno, il grande medico che fa rivivere la tradizione di Aristotele e di Ippocrate nella Roma del II secolo d.C., ci presenta la sessualità: un piacere intenso e naturale, la cui naturale intensità è una paradossale saggezza. L'amore esiste per offrire immortalità ad animali effimeri e sventati [1].Quando già la filosofia, soprattutto platonica e stoica, ha abbondantemente messo in guardia contro la follia della passione, quando già imperversa l'ascetismo cristiano, il medico-filosofo ci ricorda la profonda razionalità di eros. Al di là della stoltezza e mortalità degli individui, la ragione sessuale rende attraente l'opera della generazione e dà un senso alla differenza tra donne e uomini. (Da: Sissa, "Eros tiranno", Laterza) Stando al contenuto del brano, l'atteggiamento della filosofia antica nei confronti dell'amore è: |
| RISPOSTA   Leggere attentamente il seguente brano. "La natura diede a tutti gli animali organi del concepimento e collegò una speciale facoltà agli stessi organi per la formazione di piacere, e all'anima che se ne doveva servire una meravigliosa e indicibile voglia di servirsene, dalla quale eccitati e pungolati gli animali, anche se sciocchi, giovani, irrazionali del tutto, provvedono alla continuazione della specie, come se fossero perfettamente saggi". Così Galeno, il grande medico che fa rivivere la tradizione di Aristotele e di Ippocrate nella Roma del II secolo d.C., ci presenta la sessualità: un piacere intenso e naturale, la cui naturale intensità è una paradossale saggezza. L'amore esiste per offrire immortalità ad animali effimeri e sventati [1].Quando già la filosofia, soprattutto platonica e stoica, ha abbondantemente messo in guardia contro la follia della passione, quando già imperversa l'ascetismo cristiano, il medico-filosofo ci ricorda la profonda razionalità di eros. Al di là della stoltezza e mortalità degli individui, la ragione sessuale rende attraente l'opera della generazione e dà un senso alla differenza tra donne e uomini. (Da: Sissa, "Eros tiranno", Laterza) Qual è la profonda razionalità di eros? |
RISPOSTA   Leggere attentamente il seguente brano. "La natura diede a tutti gli animali organi del concepimento e collegò una speciale facoltà agli stessi organi per la formazione di piacere, e all'anima che se ne doveva servire una meravigliosa e indicibile voglia di servirsene, dalla quale eccitati e pungolati gli animali, anche se sciocchi, giovani, irrazionali del tutto, provvedono alla continuazione della specie, come se fossero perfettamente saggi". Così Galeno, il grande medico che fa rivivere la tradizione di Aristotele e di Ippocrate nella Roma del II secolo d.C., ci presenta la sessualità: un piacere intenso e naturale, la cui naturale intensità è una paradossale saggezza. L'amore esiste per offrire immortalità ad animali effimeri e sventati [1].Quando già la filosofia, soprattutto platonica e stoica, ha abbondantemente messo in guardia contro la follia della passione, quando già imperversa l'ascetismo cristiano, il medico-filosofo ci ricorda la profonda razionalità di eros. Al di là della stoltezza e mortalità degli individui, la ragione sessuale rende attraente l'opera della generazione e dà un senso alla differenza tra donne e uomini. (Da: Sissa, "Eros tiranno", Laterza) Nella frase "L'amore esiste per offrire immortalità ad animali effimeri e sventati", "per offrire immortalità ad animali effimeri e sventati" [1] è una proposizione di tipo: |
RISPOSTA   Leggere attentamente il seguente brano. "La Rotating Tower di Dubai è soltanto il primo esempio di una rivoluzionaria forma di architettura che si ispira alla vita, in cui ogni istante non è mai uguale al precedente o al successivo. Un'architettura dinamica segnata da quattro e non da tre dimensioni, in cui gli spazi interni non sono immobili e il trascorrere del tempo gioca un ruolo chiave, come in natura", racconta David Fischer, architetto nato a Tel Aviv nel 1968 ed ideatore del progetto. Prima di arrivare al suo ufficio di Firenze attraversiamo diverse stanze dello studio dove tutto parla della torre di Dubai; i rendering del progetto appaiono ovunque: sui muri, sulle scrivanie, sui monitor. Nel 2004 nasce l'idea della Rotating Tower, durante un viaggio di lavoro a Miami, dopo aver riflettuto sul fatto che nei grattacieli gli appartamenti avevano prezzi diversi a seconda del panorama: "Bisogna realizzare un edificio che dia a tutti la possibilità di avere panorami a 360 gradi". Per quanto riguarda la realizzazione del progetto, Fischer ci tiene a sottolineare che tutti gli appartamenti della torre verranno prefabbricati in Italia, ad Altamura in Puglia, e poi verranno trasportati negli Emirati Arabi, e agganciati l'uno all'altro e al pilone centrale, unico elemento costruito a Dubai. Un ulteriore elemento di rivoluzione, dal momento che tutt'oggi, come 4000 anni fa, come al tempo delle piramidi, nel campo dell'edilizia gli edifici vengono di norma costruiti in loco.Intorno al perno centrale verranno assemblati gli elementi prefabbricati, e la stessa procedura verrà replicata ogni volta in tutte le città dove verrà costruita una Rotating Tower: dopo Dubai il prossimo cantiere sarà Mosca, seguita da New York e tra gli obiettivi di Fischer ci sono anche Pechino, Parigi, Monaco, Francoforte, Amburgo, Boston e Miami.Un altro elemento di straordinarietà del grattacielo è nel suo essere totalmente ecologico: in tutta la torre, tra un piano e l'altro, ci saranno circa 80 turbine eoliche che insieme ai pannelli fotovoltaici posizionati sui tetti di ogni livello ed esposti al sole a seconda della rotazione, producono l'energia necessaria al palazzo. Anzi, secondo i calcoli del team di Fischer, l'elettricità generata sarà in più rispetto a quella necessaria, così il surplus [1] potrà alimentare anche la zona circostante. (Da: F. Ferrazza, "Eppur si muove", Edizioni Condé Nast) Secondo l'architetto David Fischer: |
| RISPOSTA   Leggere attentamente il seguente brano. "La Rotating Tower di Dubai è soltanto il primo esempio di una rivoluzionaria forma di architettura che si ispira alla vita, in cui ogni istante non è mai uguale al precedente o al successivo. Un'architettura dinamica segnata da quattro e non da tre dimensioni, in cui gli spazi interni non sono immobili e il trascorrere del tempo gioca un ruolo chiave, come in natura", racconta David Fischer, architetto nato a Tel Aviv nel 1968 ed ideatore del progetto. Prima di arrivare al suo ufficio di Firenze attraversiamo diverse stanze dello studio dove tutto parla della torre di Dubai; i rendering del progetto appaiono ovunque: sui muri, sulle scrivanie, sui monitor. Nel 2004 nasce l'idea della Rotating Tower, durante un viaggio di lavoro a Miami, dopo aver riflettuto sul fatto che nei grattacieli gli appartamenti avevano prezzi diversi a seconda del panorama: "Bisogna realizzare un edificio che dia a tutti la possibilità di avere panorami a 360 gradi". Per quanto riguarda la realizzazione del progetto, Fischer ci tiene a sottolineare che tutti gli appartamenti della torre verranno prefabbricati in Italia, ad Altamura in Puglia, e poi verranno trasportati negli Emirati Arabi, e agganciati l'uno all'altro e al pilone centrale, unico elemento costruito a Dubai. Un ulteriore elemento di rivoluzione, dal momento che tutt'oggi, come 4000 anni fa, come al tempo delle piramidi, nel campo dell'edilizia gli edifici vengono di norma costruiti in loco.Intorno al perno centrale verranno assemblati gli elementi prefabbricati, e la stessa procedura verrà replicata ogni volta in tutte le città dove verrà costruita una Rotating Tower: dopo Dubai il prossimo cantiere sarà Mosca, seguita da New York e tra gli obiettivi di Fischer ci sono anche Pechino, Parigi, Monaco, Francoforte, Amburgo, Boston e Miami.Un altro elemento di straordinarietà del grattacielo è nel suo essere totalmente ecologico: in tutta la torre, tra un piano e l'altro, ci saranno circa 80 turbine eoliche che insieme ai pannelli fotovoltaici posizionati sui tetti di ogni livello ed esposti al sole a seconda della rotazione, producono l'energia necessaria al palazzo. Anzi, secondo i calcoli del team di Fischer, l'elettricità generata sarà in più rispetto a quella necessaria, così il surplus [1] potrà alimentare anche la zona circostante. (Da: F. Ferrazza, "Eppur si muove", Edizioni Condé Nast) L'idea di costruire la Rotating Tower: |
| RISPOSTA   Leggere attentamente il seguente brano. "La Rotating Tower di Dubai è soltanto il primo esempio di una rivoluzionaria forma di architettura che si ispira alla vita, in cui ogni istante non è mai uguale al precedente o al successivo. Un'architettura dinamica segnata da quattro e non da tre dimensioni, in cui gli spazi interni non sono immobili e il trascorrere del tempo gioca un ruolo chiave, come in natura", racconta David Fischer, architetto nato a Tel Aviv nel 1968 ed ideatore del progetto. Prima di arrivare al suo ufficio di Firenze attraversiamo diverse stanze dello studio dove tutto parla della torre di Dubai; i rendering del progetto appaiono ovunque: sui muri, sulle scrivanie, sui monitor. Nel 2004 nasce l'idea della Rotating Tower, durante un viaggio di lavoro a Miami, dopo aver riflettuto sul fatto che nei grattacieli gli appartamenti avevano prezzi diversi a seconda del panorama: "Bisogna realizzare un edificio che dia a tutti la possibilità di avere panorami a 360 gradi". Per quanto riguarda la realizzazione del progetto, Fischer ci tiene a sottolineare che tutti gli appartamenti della torre verranno prefabbricati in Italia, ad Altamura in Puglia, e poi verranno trasportati negli Emirati Arabi, e agganciati l'uno all'altro e al pilone centrale, unico elemento costruito a Dubai. Un ulteriore elemento di rivoluzione, dal momento che tutt'oggi, come 4000 anni fa, come al tempo delle piramidi, nel campo dell'edilizia gli edifici vengono di norma costruiti in loco.Intorno al perno centrale verranno assemblati gli elementi prefabbricati, e la stessa procedura verrà replicata ogni volta in tutte le città dove verrà costruita una Rotating Tower: dopo Dubai il prossimo cantiere sarà Mosca, seguita da New York e tra gli obiettivi di Fischer ci sono anche Pechino, Parigi, Monaco, Francoforte, Amburgo, Boston e Miami.Un altro elemento di straordinarietà del grattacielo è nel suo essere totalmente ecologico: in tutta la torre, tra un piano e l'altro, ci saranno circa 80 turbine eoliche che insieme ai pannelli fotovoltaici posizionati sui tetti di ogni livello ed esposti al sole a seconda della rotazione, producono l'energia necessaria al palazzo. Anzi, secondo i calcoli del team di Fischer, l'elettricità generata sarà in più rispetto a quella necessaria, così il surplus [1] potrà alimentare anche la zona circostante. (Da: F. Ferrazza, "Eppur si muove", Edizioni Condé Nast) Quale tra le seguenti affermazioni NON è deducibile dal brano? |
RISPOSTA   Leggere attentamente il seguente brano. "La Rotating Tower di Dubai è soltanto il primo esempio di una rivoluzionaria forma di architettura che si ispira alla vita, in cui ogni istante non è mai uguale al precedente o al successivo. Un'architettura dinamica segnata da quattro e non da tre dimensioni, in cui gli spazi interni non sono immobili e il trascorrere del tempo gioca un ruolo chiave, come in natura", racconta David Fischer, architetto nato a Tel Aviv nel 1968 ed ideatore del progetto. Prima di arrivare al suo ufficio di Firenze attraversiamo diverse stanze dello studio dove tutto parla della torre di Dubai; i rendering del progetto appaiono ovunque: sui muri, sulle scrivanie, sui monitor. Nel 2004 nasce l'idea della Rotating Tower, durante un viaggio di lavoro a Miami, dopo aver riflettuto sul fatto che nei grattacieli gli appartamenti avevano prezzi diversi a seconda del panorama: "Bisogna realizzare un edificio che dia a tutti la possibilità di avere panorami a 360 gradi". Per quanto riguarda la realizzazione del progetto, Fischer ci tiene a sottolineare che tutti gli appartamenti della torre verranno prefabbricati in Italia, ad Altamura in Puglia, e poi verranno trasportati negli Emirati Arabi, e agganciati l'uno all'altro e al pilone centrale, unico elemento costruito a Dubai. Un ulteriore elemento di rivoluzione, dal momento che tutt'oggi, come 4000 anni fa, come al tempo delle piramidi, nel campo dell'edilizia gli edifici vengono di norma costruiti in loco.Intorno al perno centrale verranno assemblati gli elementi prefabbricati, e la stessa procedura verrà replicata ogni volta in tutte le città dove verrà costruita una Rotating Tower: dopo Dubai il prossimo cantiere sarà Mosca, seguita da New York e tra gli obiettivi di Fischer ci sono anche Pechino, Parigi, Monaco, Francoforte, Amburgo, Boston e Miami.Un altro elemento di straordinarietà del grattacielo è nel suo essere totalmente ecologico: in tutta la torre, tra un piano e l'altro, ci saranno circa 80 turbine eoliche che insieme ai pannelli fotovoltaici posizionati sui tetti di ogni livello ed esposti al sole a seconda della rotazione, producono l'energia necessaria al palazzo. Anzi, secondo i calcoli del team di Fischer, l'elettricità generata sarà in più rispetto a quella necessaria, così il surplus [1] potrà alimentare anche la zona circostante. (Da: F. Ferrazza, "Eppur si muove", Edizioni Condé Nast) Quale tra le seguenti parole NON può essere sostituita a "surplus" [1] senza alterare il senso della frase? |
RISPOSTA   Leggere attentamente il seguente brano. "La Rotating Tower di Dubai è soltanto il primo esempio di una rivoluzionaria forma di architettura che si ispira alla vita, in cui ogni istante non è mai uguale al precedente o al successivo. Un'architettura dinamica segnata da quattro e non da tre dimensioni, in cui gli spazi interni non sono immobili e il trascorrere del tempo gioca un ruolo chiave, come in natura", racconta David Fischer, architetto nato a Tel Aviv nel 1968 ed ideatore del progetto. Prima di arrivare al suo ufficio di Firenze attraversiamo diverse stanze dello studio dove tutto parla della torre di Dubai; i rendering del progetto appaiono ovunque: sui muri, sulle scrivanie, sui monitor. Nel 2004 nasce l'idea della Rotating Tower, durante un viaggio di lavoro a Miami, dopo aver riflettuto sul fatto che nei grattacieli gli appartamenti avevano prezzi diversi a seconda del panorama: "Bisogna realizzare un edificio che dia a tutti la possibilità di avere panorami a 360 gradi". Per quanto riguarda la realizzazione del progetto, Fischer ci tiene a sottolineare che tutti gli appartamenti della torre verranno prefabbricati in Italia, ad Altamura in Puglia, e poi verranno trasportati negli Emirati Arabi, e agganciati l'uno all'altro e al pilone centrale, unico elemento costruito a Dubai. Un ulteriore elemento di rivoluzione, dal momento che tutt'oggi, come 4000 anni fa, come al tempo delle piramidi, nel campo dell'edilizia gli edifici vengono di norma costruiti in loco.Intorno al perno centrale verranno assemblati gli elementi prefabbricati, e la stessa procedura verrà replicata ogni volta in tutte le città dove verrà costruita una Rotating Tower: dopo Dubai il prossimo cantiere sarà Mosca, seguita da New York e tra gli obiettivi di Fischer ci sono anche Pechino, Parigi, Monaco, Francoforte, Amburgo, Boston e Miami.Un altro elemento di straordinarietà del grattacielo è nel suo essere totalmente ecologico: in tutta la torre, tra un piano e l'altro, ci saranno circa 80 turbine eoliche che insieme ai pannelli fotovoltaici posizionati sui tetti di ogni livello ed esposti al sole a seconda della rotazione, producono l'energia necessaria al palazzo. Anzi, secondo i calcoli del team di Fischer, l'elettricità generata sarà in più rispetto a quella necessaria, così il surplus [1] potrà alimentare anche la zona circostante. (Da: F. Ferrazza, "Eppur si muove", Edizioni Condé Nast) Stando al testo, di che nazionalità è l'architetto David Fischer? |
RISPOSTA   Leggere attentamente il seguente brano. "Non potevano essere per nulla belli gli anni '80 e difatti non lo furono per chi ha un briciolo di raziocinio, e ben poco, come cantava il buon Raf ci sarebbe restato di questo maledetto decennio che si aprì con il più nefasto degli accadimenti possibili. L'8 dicembre 1980 infatti davanti alla più bella casa della più bella città del mondo, un pazzoide [1] iconoclasta e blasfemo privava il mondo intero, non me ne voglia la sua famiglia, di una delle personalità più straordinarie, e non solo in campo artistico, dell'intero dopoguerra, e per sempre, e a soli 40 anni!", scrive il giornalista Davide Steccanella.A soli 40 anni nel 1980 significa, giusto per capire di "chi" stiamo parlando, che quando, novembre 1962, con la più celebre band della storia, costruì la più clamorosa rivoluzione musicale dell'era musicale moderna con il singolo "Love me do", di anni, John Lennon from Liverpool, ne aveva 22. Furono i capelli, fu quel sound allora del tutto nuovo, fu la faccia carina e la voce melodica di Paul o fu tutto l'insieme a creare la più rapida mania collettiva della storia? Non lo so, di certo però è la voce roca e straziata di John in quella incredibile "Twist and Shout" che chiude il primo LP dei "Fab Four" che oggi sceglierei per fare capire, con un solo pezzo, tutto a tutti.A soli 40 anni significa che quando per la prima volta un artista inglese avrebbe sbancato in terra di America con le note scene di delirio durante la memorabile tournée del 1964 sull'onda del planetario successo di "From me to you", John di anni ne aveva 24. Poi arrivò tutto il resto ma sarebbe anche bastato fermarsi lì per conquistare la palma dell'artista del secolo, però il resto arrivò, e che "resto" amici miei. Gli altri si fermarono, seppure nel genio totale. Dove non riuscì il Maharishi indiano arrivò una controversa artista giapponese, che nulla fece per piacere al mondo ma tanto fece per piacere al suo uomo, a raccogliere la sua disperata esigenza di rinnovamento, perché a 28 anni Lennon si era già stancato delle meraviglie che pure sapeva produrre con irridente facilità. E Yoko lo capì come nessuno prima né dopo (neppure l'amico Brian) seppe fare, e così il mondo poté quindi ancora gioire con i capolavori disseminati dal genio negli ultimi album della fase litigiosa.Poi arrivò a 40 anni. Quanto avrebbe fatto ancora questo fenomeno per lui e per tutti noi nei successivi anni ottanta? Non lo potremo sapere mai, l'8 dicembre come è noto, il mito che rincasava fu ucciso e così caddero e si infransero al suolo anche i suoi celebri occhiali e un po' di vita per tutti noi che con lui siamo cresciuti e che del suo immenso talento abbiamo goduto. Da allora quel pezzetto di West-Park immediatamente ribattezzato "Strawberry Field forever" ricorda per sempre al mondo intero CHI è stato John Lennon, il più grande genio musicale del dopoguerra, l'uomo che diceva di non essere il solo a sognare un mondo dove "all the people living life in peace". (Da: "35 anni fa, John Lennon...35 anni fa, John Lennon...", di Pierluigi Panza, in www.corriere.it) Qual è il significato che il termine "iconoclasta" [1] assume nel brano? |
| RISPOSTA   Leggere attentamente il seguente brano. "Non potevano essere per nulla belli gli anni '80 e difatti non lo furono per chi ha un briciolo di raziocinio, e ben poco, come cantava il buon Raf ci sarebbe restato di questo maledetto decennio che si aprì con il più nefasto degli accadimenti possibili. L'8 dicembre 1980 infatti davanti alla più bella casa della più bella città del mondo, un pazzoide [1] iconoclasta e blasfemo privava il mondo intero, non me ne voglia la sua famiglia, di una delle personalità più straordinarie, e non solo in campo artistico, dell'intero dopoguerra, e per sempre, e a soli 40 anni!", scrive il giornalista Davide Steccanella.A soli 40 anni nel 1980 significa, giusto per capire di "chi" stiamo parlando, che quando, novembre 1962, con la più celebre band della storia, costruì la più clamorosa rivoluzione musicale dell'era musicale moderna con il singolo "Love me do", di anni, John Lennon from Liverpool, ne aveva 22. Furono i capelli, fu quel sound allora del tutto nuovo, fu la faccia carina e la voce melodica di Paul o fu tutto l'insieme a creare la più rapida mania collettiva della storia? Non lo so, di certo però è la voce roca e straziata di John in quella incredibile "Twist and Shout" che chiude il primo LP dei "Fab Four" che oggi sceglierei per fare capire, con un solo pezzo, tutto a tutti.A soli 40 anni significa che quando per la prima volta un artista inglese avrebbe sbancato in terra di America con le note scene di delirio durante la memorabile tournée del 1964 sull'onda del planetario successo di "From me to you", John di anni ne aveva 24. Poi arrivò tutto il resto ma sarebbe anche bastato fermarsi lì per conquistare la palma dell'artista del secolo, però il resto arrivò, e che "resto" amici miei. Gli altri si fermarono, seppure nel genio totale. Dove non riuscì il Maharishi indiano arrivò una controversa artista giapponese, che nulla fece per piacere al mondo ma tanto fece per piacere al suo uomo, a raccogliere la sua disperata esigenza di rinnovamento, perché a 28 anni Lennon si era già stancato delle meraviglie che pure sapeva produrre con irridente facilità. E Yoko lo capì come nessuno prima né dopo (neppure l'amico Brian) seppe fare, e così il mondo poté quindi ancora gioire con i capolavori disseminati dal genio negli ultimi album della fase litigiosa.Poi arrivò a 40 anni. Quanto avrebbe fatto ancora questo fenomeno per lui e per tutti noi nei successivi anni ottanta? Non lo potremo sapere mai, l'8 dicembre come è noto, il mito che rincasava fu ucciso e così caddero e si infransero al suolo anche i suoi celebri occhiali e un po' di vita per tutti noi che con lui siamo cresciuti e che del suo immenso talento abbiamo goduto. Da allora quel pezzetto di West-Park immediatamente ribattezzato "Strawberry Field forever" ricorda per sempre al mondo intero CHI è stato John Lennon, il più grande genio musicale del dopoguerra, l'uomo che diceva di non essere il solo a sognare un mondo dove "all the people living life in peace". (Da: "35 anni fa, John Lennon...35 anni fa, John Lennon...", di Pierluigi Panza, in www.corriere.it) Qual è, secondo il pensiero dell'autore del brano, la canzone che simboleggia la rivoluzione della cultura musicale introdotta da John Lennon e il suo gruppo? |
| RISPOSTA   Leggere attentamente il seguente brano. "Non potevano essere per nulla belli gli anni '80 e difatti non lo furono per chi ha un briciolo di raziocinio, e ben poco, come cantava il buon Raf ci sarebbe restato di questo maledetto decennio che si aprì con il più nefasto degli accadimenti possibili. L'8 dicembre 1980 infatti davanti alla più bella casa della più bella città del mondo, un pazzoide [1] iconoclasta e blasfemo privava il mondo intero, non me ne voglia la sua famiglia, di una delle personalità più straordinarie, e non solo in campo artistico, dell'intero dopoguerra, e per sempre, e a soli 40 anni!", scrive il giornalista Davide Steccanella.A soli 40 anni nel 1980 significa, giusto per capire di "chi" stiamo parlando, che quando, novembre 1962, con la più celebre band della storia, costruì la più clamorosa rivoluzione musicale dell'era musicale moderna con il singolo "Love me do", di anni, John Lennon from Liverpool, ne aveva 22. Furono i capelli, fu quel sound allora del tutto nuovo, fu la faccia carina e la voce melodica di Paul o fu tutto l'insieme a creare la più rapida mania collettiva della storia? Non lo so, di certo però è la voce roca e straziata di John in quella incredibile "Twist and Shout" che chiude il primo LP dei "Fab Four" che oggi sceglierei per fare capire, con un solo pezzo, tutto a tutti.A soli 40 anni significa che quando per la prima volta un artista inglese avrebbe sbancato in terra di America con le note scene di delirio durante la memorabile tournée del 1964 sull'onda del planetario successo di "From me to you", John di anni ne aveva 24. Poi arrivò tutto il resto ma sarebbe anche bastato fermarsi lì per conquistare la palma dell'artista del secolo, però il resto arrivò, e che "resto" amici miei. Gli altri si fermarono, seppure nel genio totale. Dove non riuscì il Maharishi indiano arrivò una controversa artista giapponese, che nulla fece per piacere al mondo ma tanto fece per piacere al suo uomo, a raccogliere la sua disperata esigenza di rinnovamento, perché a 28 anni Lennon si era già stancato delle meraviglie che pure sapeva produrre con irridente facilità. E Yoko lo capì come nessuno prima né dopo (neppure l'amico Brian) seppe fare, e così il mondo poté quindi ancora gioire con i capolavori disseminati dal genio negli ultimi album della fase litigiosa.Poi arrivò a 40 anni. Quanto avrebbe fatto ancora questo fenomeno per lui e per tutti noi nei successivi anni ottanta? Non lo potremo sapere mai, l'8 dicembre come è noto, il mito che rincasava fu ucciso e così caddero e si infransero al suolo anche i suoi celebri occhiali e un po' di vita per tutti noi che con lui siamo cresciuti e che del suo immenso talento abbiamo goduto. Da allora quel pezzetto di West-Park immediatamente ribattezzato "Strawberry Field forever" ricorda per sempre al mondo intero CHI è stato John Lennon, il più grande genio musicale del dopoguerra, l'uomo che diceva di non essere il solo a sognare un mondo dove "all the people living life in peace". (Da: "35 anni fa, John Lennon...35 anni fa, John Lennon...", di Pierluigi Panza, in www.corriere.it) Che cosa si può dedurre dalla lettura del brano? |
| RISPOSTA   Leggere attentamente il seguente brano. "Non potevano essere per nulla belli gli anni '80 e difatti non lo furono per chi ha un briciolo di raziocinio, e ben poco, come cantava il buon Raf ci sarebbe restato di questo maledetto decennio che si aprì con il più nefasto degli accadimenti possibili. L'8 dicembre 1980 infatti davanti alla più bella casa della più bella città del mondo, un pazzoide [1] iconoclasta e blasfemo privava il mondo intero, non me ne voglia la sua famiglia, di una delle personalità più straordinarie, e non solo in campo artistico, dell'intero dopoguerra, e per sempre, e a soli 40 anni!", scrive il giornalista Davide Steccanella.A soli 40 anni nel 1980 significa, giusto per capire di "chi" stiamo parlando, che quando, novembre 1962, con la più celebre band della storia, costruì la più clamorosa rivoluzione musicale dell'era musicale moderna con il singolo "Love me do", di anni, John Lennon from Liverpool, ne aveva 22. Furono i capelli, fu quel sound allora del tutto nuovo, fu la faccia carina e la voce melodica di Paul o fu tutto l'insieme a creare la più rapida mania collettiva della storia? Non lo so, di certo però è la voce roca e straziata di John in quella incredibile "Twist and Shout" che chiude il primo LP dei "Fab Four" che oggi sceglierei per fare capire, con un solo pezzo, tutto a tutti.A soli 40 anni significa che quando per la prima volta un artista inglese avrebbe sbancato in terra di America con le note scene di delirio durante la memorabile tournée del 1964 sull'onda del planetario successo di "From me to you", John di anni ne aveva 24. Poi arrivò tutto il resto ma sarebbe anche bastato fermarsi lì per conquistare la palma dell'artista del secolo, però il resto arrivò, e che "resto" amici miei. Gli altri si fermarono, seppure nel genio totale. Dove non riuscì il Maharishi indiano arrivò una controversa artista giapponese, che nulla fece per piacere al mondo ma tanto fece per piacere al suo uomo, a raccogliere la sua disperata esigenza di rinnovamento, perché a 28 anni Lennon si era già stancato delle meraviglie che pure sapeva produrre con irridente facilità. E Yoko lo capì come nessuno prima né dopo (neppure l'amico Brian) seppe fare, e così il mondo poté quindi ancora gioire con i capolavori disseminati dal genio negli ultimi album della fase litigiosa.Poi arrivò a 40 anni. Quanto avrebbe fatto ancora questo fenomeno per lui e per tutti noi nei successivi anni ottanta? Non lo potremo sapere mai, l'8 dicembre come è noto, il mito che rincasava fu ucciso e così caddero e si infransero al suolo anche i suoi celebri occhiali e un po' di vita per tutti noi che con lui siamo cresciuti e che del suo immenso talento abbiamo goduto. Da allora quel pezzetto di West-Park immediatamente ribattezzato "Strawberry Field forever" ricorda per sempre al mondo intero CHI è stato John Lennon, il più grande genio musicale del dopoguerra, l'uomo che diceva di non essere il solo a sognare un mondo dove "all the people living life in peace". (Da: "35 anni fa, John Lennon...35 anni fa, John Lennon...", di Pierluigi Panza, in www.corriere.it) Perché nel brano viene spesso citata la frase "a soli 40 anni"? |
| RISPOSTA   Leggere attentamente il seguente brano. "Non potevano essere per nulla belli gli anni '80 e difatti non lo furono per chi ha un briciolo di raziocinio, e ben poco, come cantava il buon Raf ci sarebbe restato di questo maledetto decennio che si aprì con il più nefasto degli accadimenti possibili. L'8 dicembre 1980 infatti davanti alla più bella casa della più bella città del mondo, un pazzoide [1] iconoclasta e blasfemo privava il mondo intero, non me ne voglia la sua famiglia, di una delle personalità più straordinarie, e non solo in campo artistico, dell'intero dopoguerra, e per sempre, e a soli 40 anni!", scrive il giornalista Davide Steccanella.A soli 40 anni nel 1980 significa, giusto per capire di "chi" stiamo parlando, che quando, novembre 1962, con la più celebre band della storia, costruì la più clamorosa rivoluzione musicale dell'era musicale moderna con il singolo "Love me do", di anni, John Lennon from Liverpool, ne aveva 22. Furono i capelli, fu quel sound allora del tutto nuovo, fu la faccia carina e la voce melodica di Paul o fu tutto l'insieme a creare la più rapida mania collettiva della storia? Non lo so, di certo però è la voce roca e straziata di John in quella incredibile "Twist and Shout" che chiude il primo LP dei "Fab Four" che oggi sceglierei per fare capire, con un solo pezzo, tutto a tutti.A soli 40 anni significa che quando per la prima volta un artista inglese avrebbe sbancato in terra di America con le note scene di delirio durante la memorabile tournée del 1964 sull'onda del planetario successo di "From me to you", John di anni ne aveva 24. Poi arrivò tutto il resto ma sarebbe anche bastato fermarsi lì per conquistare la palma dell'artista del secolo, però il resto arrivò, e che "resto" amici miei. Gli altri si fermarono, seppure nel genio totale. Dove non riuscì il Maharishi indiano arrivò una controversa artista giapponese, che nulla fece per piacere al mondo ma tanto fece per piacere al suo uomo, a raccogliere la sua disperata esigenza di rinnovamento, perché a 28 anni Lennon si era già stancato delle meraviglie che pure sapeva produrre con irridente facilità. E Yoko lo capì come nessuno prima né dopo (neppure l'amico Brian) seppe fare, e così il mondo poté quindi ancora gioire con i capolavori disseminati dal genio negli ultimi album della fase litigiosa.Poi arrivò a 40 anni. Quanto avrebbe fatto ancora questo fenomeno per lui e per tutti noi nei successivi anni ottanta? Non lo potremo sapere mai, l'8 dicembre come è noto, il mito che rincasava fu ucciso e così caddero e si infransero al suolo anche i suoi celebri occhiali e un po' di vita per tutti noi che con lui siamo cresciuti e che del suo immenso talento abbiamo goduto. Da allora quel pezzetto di West-Park immediatamente ribattezzato "Strawberry Field forever" ricorda per sempre al mondo intero CHI è stato John Lennon, il più grande genio musicale del dopoguerra, l'uomo che diceva di non essere il solo a sognare un mondo dove "all the people living life in peace". (Da: "35 anni fa, John Lennon...35 anni fa, John Lennon...", di Pierluigi Panza, in www.corriere.it) Il tono del brano è connotato da: |
| RISPOSTA   Leggere attentamente il seguente brano. "Regifting": riciclare i regali che non ci sono piaciuti. A Natale o in altre occasioni. È un tabù sociale, ma sempre più accettato. O almeno così dice la scienza psicologica.Qualche anno fa su Psychological Science alcuni ricercatori esplorarono il regifting sia dal punto di vista del donatore che del ricevente. Nello studio, 178 partecipanti sono stati divisi nei ruoli virtuali di donatore e ricevente. A tutti è chiesto di immaginare di avere ricevuto un orologio come un regalo di laurea. Sia ai donatori che ai riceventi è stato chiesto di immaginare che il ricevente avesse riciclato il regalo di laurea donandolo a un amico o che lo avesse gettato nella spazzatura. I risultati dissero che i donatori considerano il "regifting" una reazione accettabile, mentre i riceventi se ne vergognano. Perché questa asimmetria? Secondo i ricercatori, i riceventi ritengono che i donatori mantengono un residuo di diritto di proprietà sul regalo, argomento che i donatori non condividono perché pensano che i loro diritti sul regalo, una volta consegnato, siano svaniti. E quindi non giudicano le reazioni del ricevente. Il "regifting" non è sbagliato, scrive uno degli autori della ricerca, Gabrielle Adams dalla London Business School. È un modo per garantire che i doni siano diretti a chi saprà veramente goderne. La gente non dovrebbe vergognarsi di dare a qualcun altro un dono che hanno ricevuto. Lo studio dice che per i donatori è meno sgradevole immaginare che il regalo, non gradito, venga riciclato che buttato o messo da parte. [1] Il "regifting" li rende più disposti a comprendere e accettare benevolmente che il regalo possa non essere piaciuto. Le conclusioni dei ricercatori sono piuttosto ottimistiche, poiché sostengono che i risultati del lavoro incoraggiano a rompere il tabù sociale del "regifting". Non ne sarei troppo sicuro. [2] I riceventi, che poi sono quelli che devono attuare il "regifting", mostrano di non condividere l'atteggiamento pragmatico dei donatori e continuano a vergognarsi del "rigifting", non valutandolo come migliore o più accettabile del gettare o metter via il regalo poco gradito. Insomma, i tabù sociali ci sono e agiscono sempre, soprattutto su chi avrebbe l'occasione di violarli, i riceventi del regalo in questo caso. I donatori, invece, sono di mentalità più flessibile, ma è anche vero che non sono coloro che in prima persona dovrebbero rompere il tabù. [3] Come al solito, è più facile fare le rivoluzioni se è qualcun altro colui che deve impegnarsi. (Da: "Riciclare i regali di Natale? Non solo si può, fa bene a tutti", Giovanni Maria Ruggero) Quale delle seguenti affermazioni NON è corretta? |
| RISPOSTA   Leggere attentamente il seguente brano. "Regifting": riciclare i regali che non ci sono piaciuti. A Natale o in altre occasioni. È un tabù sociale, ma sempre più accettato. O almeno così dice la scienza psicologica.Qualche anno fa su Psychological Science alcuni ricercatori esplorarono il regifting sia dal punto di vista del donatore che del ricevente. Nello studio, 178 partecipanti sono stati divisi nei ruoli virtuali di donatore e ricevente. A tutti è chiesto di immaginare di avere ricevuto un orologio come un regalo di laurea. Sia ai donatori che ai riceventi è stato chiesto di immaginare che il ricevente avesse riciclato il regalo di laurea donandolo a un amico o che lo avesse gettato nella spazzatura. I risultati dissero che i donatori considerano il "regifting" una reazione accettabile, mentre i riceventi se ne vergognano. Perché questa asimmetria? Secondo i ricercatori, i riceventi ritengono che i donatori mantengono un residuo di diritto di proprietà sul regalo, argomento che i donatori non condividono perché pensano che i loro diritti sul regalo, una volta consegnato, siano svaniti. E quindi non giudicano le reazioni del ricevente. Il "regifting" non è sbagliato, scrive uno degli autori della ricerca, Gabrielle Adams dalla London Business School. È un modo per garantire che i doni siano diretti a chi saprà veramente goderne. La gente non dovrebbe vergognarsi di dare a qualcun altro un dono che hanno ricevuto. Lo studio dice che per i donatori è meno sgradevole immaginare che il regalo, non gradito, venga riciclato che buttato o messo da parte. [1] Il "regifting" li rende più disposti a comprendere e accettare benevolmente che il regalo possa non essere piaciuto. Le conclusioni dei ricercatori sono piuttosto ottimistiche, poiché sostengono che i risultati del lavoro incoraggiano a rompere il tabù sociale del "regifting". Non ne sarei troppo sicuro. [2] I riceventi, che poi sono quelli che devono attuare il "regifting", mostrano di non condividere l'atteggiamento pragmatico dei donatori e continuano a vergognarsi del "rigifting", non valutandolo come migliore o più accettabile del gettare o metter via il regalo poco gradito. Insomma, i tabù sociali ci sono e agiscono sempre, soprattutto su chi avrebbe l'occasione di violarli, i riceventi del regalo in questo caso. I donatori, invece, sono di mentalità più flessibile, ma è anche vero che non sono coloro che in prima persona dovrebbero rompere il tabù. [3] Come al solito, è più facile fare le rivoluzioni se è qualcun altro colui che deve impegnarsi. (Da: "Riciclare i regali di Natale? Non solo si può, fa bene a tutti", Giovanni Maria Ruggero) Secondo i ricercatori, la diversa attitudine di riceventi e donatori verso il "regifting" è dovuta: |
RISPOSTA   Leggere attentamente il seguente brano. "Regifting": riciclare i regali che non ci sono piaciuti. A Natale o in altre occasioni. È un tabù sociale, ma sempre più accettato. O almeno così dice la scienza psicologica.Qualche anno fa su Psychological Science alcuni ricercatori esplorarono il regifting sia dal punto di vista del donatore che del ricevente. Nello studio, 178 partecipanti sono stati divisi nei ruoli virtuali di donatore e ricevente. A tutti è chiesto di immaginare di avere ricevuto un orologio come un regalo di laurea. Sia ai donatori che ai riceventi è stato chiesto di immaginare che il ricevente avesse riciclato il regalo di laurea donandolo a un amico o che lo avesse gettato nella spazzatura. I risultati dissero che i donatori considerano il "regifting" una reazione accettabile, mentre i riceventi se ne vergognano. Perché questa asimmetria? Secondo i ricercatori, i riceventi ritengono che i donatori mantengono un residuo di diritto di proprietà sul regalo, argomento che i donatori non condividono perché pensano che i loro diritti sul regalo, una volta consegnato, siano svaniti. E quindi non giudicano le reazioni del ricevente. Il "regifting" non è sbagliato, scrive uno degli autori della ricerca, Gabrielle Adams dalla London Business School. È un modo per garantire che i doni siano diretti a chi saprà veramente goderne. La gente non dovrebbe vergognarsi di dare a qualcun altro un dono che hanno ricevuto. Lo studio dice che per i donatori è meno sgradevole immaginare che il regalo, non gradito, venga riciclato che buttato o messo da parte. [1] Il "regifting" li rende più disposti a comprendere e accettare benevolmente che il regalo possa non essere piaciuto. Le conclusioni dei ricercatori sono piuttosto ottimistiche, poiché sostengono che i risultati del lavoro incoraggiano a rompere il tabù sociale del "regifting". Non ne sarei troppo sicuro. [2] I riceventi, che poi sono quelli che devono attuare il "regifting", mostrano di non condividere l'atteggiamento pragmatico dei donatori e continuano a vergognarsi del "rigifting", non valutandolo come migliore o più accettabile del gettare o metter via il regalo poco gradito. Insomma, i tabù sociali ci sono e agiscono sempre, soprattutto su chi avrebbe l'occasione di violarli, i riceventi del regalo in questo caso. I donatori, invece, sono di mentalità più flessibile, ma è anche vero che non sono coloro che in prima persona dovrebbero rompere il tabù. [3] Come al solito, è più facile fare le rivoluzioni se è qualcun altro colui che deve impegnarsi. (Da: "Riciclare i regali di Natale? Non solo si può, fa bene a tutti", Giovanni Maria Ruggero) Nella frase [1]: "Il "regifting" li rende più disposti a comprendere e accettare benevolmente che il regalo possa non essere piaciuto", "li" si riferisce: |
| RISPOSTA   Leggere attentamente il seguente brano. "Regifting": riciclare i regali che non ci sono piaciuti. A Natale o in altre occasioni. È un tabù sociale, ma sempre più accettato. O almeno così dice la scienza psicologica.Qualche anno fa su Psychological Science alcuni ricercatori esplorarono il regifting sia dal punto di vista del donatore che del ricevente. Nello studio, 178 partecipanti sono stati divisi nei ruoli virtuali di donatore e ricevente. A tutti è chiesto di immaginare di avere ricevuto un orologio come un regalo di laurea. Sia ai donatori che ai riceventi è stato chiesto di immaginare che il ricevente avesse riciclato il regalo di laurea donandolo a un amico o che lo avesse gettato nella spazzatura. I risultati dissero che i donatori considerano il "regifting" una reazione accettabile, mentre i riceventi se ne vergognano. Perché questa asimmetria? Secondo i ricercatori, i riceventi ritengono che i donatori mantengono un residuo di diritto di proprietà sul regalo, argomento che i donatori non condividono perché pensano che i loro diritti sul regalo, una volta consegnato, siano svaniti. E quindi non giudicano le reazioni del ricevente. Il "regifting" non è sbagliato, scrive uno degli autori della ricerca, Gabrielle Adams dalla London Business School. È un modo per garantire che i doni siano diretti a chi saprà veramente goderne. La gente non dovrebbe vergognarsi di dare a qualcun altro un dono che hanno ricevuto. Lo studio dice che per i donatori è meno sgradevole immaginare che il regalo, non gradito, venga riciclato che buttato o messo da parte. [1] Il "regifting" li rende più disposti a comprendere e accettare benevolmente che il regalo possa non essere piaciuto. Le conclusioni dei ricercatori sono piuttosto ottimistiche, poiché sostengono che i risultati del lavoro incoraggiano a rompere il tabù sociale del "regifting". Non ne sarei troppo sicuro. [2] I riceventi, che poi sono quelli che devono attuare il "regifting", mostrano di non condividere l'atteggiamento pragmatico dei donatori e continuano a vergognarsi del "rigifting", non valutandolo come migliore o più accettabile del gettare o metter via il regalo poco gradito. Insomma, i tabù sociali ci sono e agiscono sempre, soprattutto su chi avrebbe l'occasione di violarli, i riceventi del regalo in questo caso. I donatori, invece, sono di mentalità più flessibile, ma è anche vero che non sono coloro che in prima persona dovrebbero rompere il tabù. [3] Come al solito, è più facile fare le rivoluzioni se è qualcun altro colui che deve impegnarsi. (Da: "Riciclare i regali di Natale? Non solo si può, fa bene a tutti", Giovanni Maria Ruggero) Cosa vuole comunicare implicitamente l'autore del brano con la frase [3]: "Come al solito, è più facile fare le rivoluzioni se è qualcun altro colui che deve impegnarsi"? |
| RISPOSTA   Leggere attentamente il seguente brano. "Regifting": riciclare i regali che non ci sono piaciuti. A Natale o in altre occasioni. È un tabù sociale, ma sempre più accettato. O almeno così dice la scienza psicologica.Qualche anno fa su Psychological Science alcuni ricercatori esplorarono il regifting sia dal punto di vista del donatore che del ricevente. Nello studio, 178 partecipanti sono stati divisi nei ruoli virtuali di donatore e ricevente. A tutti è chiesto di immaginare di avere ricevuto un orologio come un regalo di laurea. Sia ai donatori che ai riceventi è stato chiesto di immaginare che il ricevente avesse riciclato il regalo di laurea donandolo a un amico o che lo avesse gettato nella spazzatura. I risultati dissero che i donatori considerano il "regifting" una reazione accettabile, mentre i riceventi se ne vergognano. Perché questa asimmetria? Secondo i ricercatori, i riceventi ritengono che i donatori mantengono un residuo di diritto di proprietà sul regalo, argomento che i donatori non condividono perché pensano che i loro diritti sul regalo, una volta consegnato, siano svaniti. E quindi non giudicano le reazioni del ricevente. Il "regifting" non è sbagliato, scrive uno degli autori della ricerca, Gabrielle Adams dalla London Business School. È un modo per garantire che i doni siano diretti a chi saprà veramente goderne. La gente non dovrebbe vergognarsi di dare a qualcun altro un dono che hanno ricevuto. Lo studio dice che per i donatori è meno sgradevole immaginare che il regalo, non gradito, venga riciclato che buttato o messo da parte. [1] Il "regifting" li rende più disposti a comprendere e accettare benevolmente che il regalo possa non essere piaciuto. Le conclusioni dei ricercatori sono piuttosto ottimistiche, poiché sostengono che i risultati del lavoro incoraggiano a rompere il tabù sociale del "regifting". Non ne sarei troppo sicuro. [2] I riceventi, che poi sono quelli che devono attuare il "regifting", mostrano di non condividere l'atteggiamento pragmatico dei donatori e continuano a vergognarsi del "rigifting", non valutandolo come migliore o più accettabile del gettare o metter via il regalo poco gradito. Insomma, i tabù sociali ci sono e agiscono sempre, soprattutto su chi avrebbe l'occasione di violarli, i riceventi del regalo in questo caso. I donatori, invece, sono di mentalità più flessibile, ma è anche vero che non sono coloro che in prima persona dovrebbero rompere il tabù. [3] Come al solito, è più facile fare le rivoluzioni se è qualcun altro colui che deve impegnarsi. (Da: "Riciclare i regali di Natale? Non solo si può, fa bene a tutti", Giovanni Maria Ruggero) Quale tra i seguenti è un sinonimo di "pragmatico" che manterrebbe l'accezione con cui tale termine è usato nella frase [2]? |
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Leggere attentamente il seguente brano. "La natura diede a tutti gli animali organi del concepimento e collegò una speciale facoltà agli stessi organi per la formazione di piacere, e all'anima che se ne doveva servire una meravigliosa e indicibile voglia di servirsene, dalla quale eccitati e pungolati gli animali, anche se sciocchi, giovani, irrazionali del tutto, provvedono alla continuazione della specie, come se fossero perfettamente saggi". Così Galeno, il grande medico che fa rivivere la tradizione di Aristotele e di Ippocrate nella Roma del II secolo d.C., ci presenta la sessualità: un piacere intenso e naturale, la cui naturale intensità è una paradossale saggezza. L'amore esiste per offrire immortalità ad animali effimeri e sventati [1].Quando già la filosofia, soprattutto platonica e stoica, ha abbondantemente messo in guardia contro la follia della passione, quando già imperversa l'ascetismo cristiano, il medico-filosofo ci ricorda la profonda razionalità di eros. Al di là della stoltezza e mortalità degli individui, la ragione sessuale rende attraente l'opera della generazione e dà un senso alla differenza tra donne e uomini. (Da: Sissa, "Eros tiranno", Laterza) Il "senso alla differenza tra donne e uomini" si può descrivere come:
Leggere attentamente il seguente brano. "La natura diede a tutti gli animali organi del concepimento e collegò una speciale facoltà agli stessi organi per la formazione di piacere, e all'anima che se ne doveva servire una meravigliosa e indicibile voglia di servirsene, dalla quale eccitati e pungolati gli animali, anche se sciocchi, giovani, irrazionali del tutto, provvedono alla continuazione della specie, come se fossero perfettamente saggi". Così Galeno, il grande medico che fa rivivere la tradizione di Aristotele e di Ippocrate nella Roma del II secolo d.C., ci presenta la sessualità: un piacere intenso e naturale, la cui naturale intensità è una paradossale saggezza. L'amore esiste per offrire immortalità ad animali effimeri e sventati [1].Quando già la filosofia, soprattutto platonica e stoica, ha abbondantemente messo in guardia contro la follia della passione, quando già imperversa l'ascetismo cristiano, il medico-filosofo ci ricorda la profonda razionalità di eros. Al di là della stoltezza e mortalità degli individui, la ragione sessuale rende attraente l'opera della generazione e dà un senso alla differenza tra donne e uomini. (Da: Sissa, "Eros tiranno", Laterza) Nella frase "L'amore esiste per offrire immortalità ad animali effimeri e sventati", "per offrire immortalità ad animali effimeri e sventati" [1] è una proposizione di tipo: