Tutte le domande del quiz : Ragionamento critico verbaletratto da:Regione Campania Quiz - 2175 posti a tempo indeterminato - Nuovi concorsi per 950 laureati e 1225 diplomati a tempo indeterminato presso vari enti della Regione Campania  Esercitati su questo Quiz  |
| RISPOSTA   In contrapposizione alle lingue, i dialetti si configurano come forme meno indipendenti, meno stabili, meno delimitate, cioè come parlate tipiche di una regione che fa parte di un'area linguistica. I linguisti riservano sempre più spesso la definizione di "patois" alle forme di estensione ancor più ridotta, strettamente locali, di solito tipiche delle popolazioni rurali. Il termine peggiorativo di "gergo" si addice meno ad una parlata incomprensibile che a una parlata deformata dall'uso eccessivo di termini stranieri, specialistici, particolari, come ad esempio i gerghi tipici delle discipline scientifiche che costituiscono dei sottosistemi consacrati all'efficienza interna, anche se spesso cadono nell'ermetismo. Quando invece si ha la deliberata assunzione di termini inintelligibili alla maggioranza, proprio per rendere il gergo incomprensibile ai non iniziati, si può parlare di "argot", nome che in origine designava la parlata della malavita parigina. Maggiore importanza hanno i "sabir", parlate semplificate a base mista (elementi spagnoli, turchi, arabi, ecc.), il cui prototipo fu la "lingua franca", diffusa all'epoca delle crociate. Con un simile ruolo veicolare tra persone di culture diverse, oggi i "pidgin" di base inglese semplificato sono diffusi in molte regioni costiere dell'Africa occidentale, dell'Estremo Oriente e dell'Oceania. Bisogna però ricordare che i sabir e i pidgin sono sempre e solo seconde lingue di persone che conservano le loro lingue etniche. E' proprio questo che li distingue dalle parlate creole, comparse tra le masse africane ridotte in schiavitù, costrette a barattare le loro molteplici lingue contro una versione semplificata di quella dei loro padroni. Le parlate creole, diventando l'unica espressione di questi gruppi umani, hanno acquistato una vita propria e una personalità che manca ai pidgin. Il termine "patois" indica: |
| RISPOSTA   In contrapposizione alle lingue, i dialetti si configurano come forme meno indipendenti, meno stabili, meno delimitate, cioè come parlate tipiche di una regione che fa parte di un'area linguistica. I linguisti riservano sempre più spesso la definizione di "patois" alle forme di estensione ancor più ridotta, strettamente locali, di solito tipiche delle popolazioni rurali. Il termine peggiorativo di "gergo" si addice meno ad una parlata incomprensibile che a una parlata deformata dall'uso eccessivo di termini stranieri, specialistici, particolari, come ad esempio i gerghi tipici delle discipline scientifiche che costituiscono dei sottosistemi consacrati all'efficienza interna, anche se spesso cadono nell'ermetismo. Quando invece si ha la deliberata assunzione di termini inintelligibili alla maggioranza, proprio per rendere il gergo incomprensibile ai non iniziati, si può parlare di "argot", nome che in origine designava la parlata della malavita parigina. Maggiore importanza hanno i "sabir", parlate semplificate a base mista (elementi spagnoli, turchi, arabi, ecc.), il cui prototipo fu la "lingua franca", diffusa all'epoca delle crociate. Con un simile ruolo veicolare tra persone di culture diverse, oggi i "pidgin" di base inglese semplificato sono diffusi in molte regioni costiere dell'Africa occidentale, dell'Estremo Oriente e dell'Oceania. Bisogna però ricordare che i sabir e i pidgin sono sempre e solo seconde lingue di persone che conservano le loro lingue etniche. E' proprio questo che li distingue dalle parlate creole, comparse tra le masse africane ridotte in schiavitù, costrette a barattare le loro molteplici lingue contro una versione semplificata di quella dei loro padroni. Le parlate creole, diventando l'unica espressione di questi gruppi umani, hanno acquistato una vita propria e una personalità che manca ai pidgin. Che cosa hanno in comune i "pidgin" e i "sabir"? |
| RISPOSTA   In contrapposizione alle lingue, i dialetti si configurano come forme meno indipendenti, meno stabili, meno delimitate, cioè come parlate tipiche di una regione che fa parte di un'area linguistica. I linguisti riservano sempre più spesso la definizione di "patois" alle forme di estensione ancor più ridotta, strettamente locali, di solito tipiche delle popolazioni rurali. Il termine peggiorativo di "gergo" si addice meno ad una parlata incomprensibile che a una parlata deformata dall'uso eccessivo di termini stranieri, specialistici, particolari, come ad esempio i gerghi tipici delle discipline scientifiche che costituiscono dei sottosistemi consacrati all'efficienza interna, anche se spesso cadono nell'ermetismo. Quando invece si ha la deliberata assunzione di termini inintelligibili alla maggioranza, proprio per rendere il gergo incomprensibile ai non iniziati, si può parlare di "argot", nome che in origine designava la parlata della malavita parigina. Maggiore importanza hanno i "sabir", parlate semplificate a base mista (elementi spagnoli, turchi, arabi, ecc.), il cui prototipo fu la "lingua franca", diffusa all'epoca delle crociate. Con un simile ruolo veicolare tra persone di culture diverse, oggi i "pidgin" di base inglese semplificato sono diffusi in molte regioni costiere dell'Africa occidentale, dell'Estremo Oriente e dell'Oceania. Bisogna però ricordare che i sabir e i pidgin sono sempre e solo seconde lingue di persone che conservano le loro lingue etniche. E' proprio questo che li distingue dalle parlate creole, comparse tra le masse africane ridotte in schiavitù, costrette a barattare le loro molteplici lingue contro una versione semplificata di quella dei loro padroni. Le parlate creole, diventando l'unica espressione di questi gruppi umani, hanno acquistato una vita propria e una personalità che manca ai pidgin. Le parlate creole: |
| RISPOSTA   In contrapposizione alle lingue, i dialetti si configurano come forme meno indipendenti, meno stabili, meno delimitate, cioè come parlate tipiche di una regione che fa parte di un'area linguistica. I linguisti riservano sempre più spesso la definizione di "patois" alle forme di estensione ancor più ridotta, strettamente locali, di solito tipiche delle popolazioni rurali. Il termine peggiorativo di "gergo" si addice meno ad una parlata incomprensibile che a una parlata deformata dall'uso eccessivo di termini stranieri, specialistici, particolari, come ad esempio i gerghi tipici delle discipline scientifiche che costituiscono dei sottosistemi consacrati all'efficienza interna, anche se spesso cadono nell'ermetismo. Quando invece si ha la deliberata assunzione di termini inintelligibili alla maggioranza, proprio per rendere il gergo incomprensibile ai non iniziati, si può parlare di "argot", nome che in origine designava la parlata della malavita parigina. Maggiore importanza hanno i "sabir", parlate semplificate a base mista (elementi spagnoli, turchi, arabi, ecc.), il cui prototipo fu la "lingua franca", diffusa all'epoca delle crociate. Con un simile ruolo veicolare tra persone di culture diverse, oggi i "pidgin" di base inglese semplificato sono diffusi in molte regioni costiere dell'Africa occidentale, dell'Estremo Oriente e dell'Oceania. Bisogna però ricordare che i sabir e i pidgin sono sempre e solo seconde lingue di persone che conservano le loro lingue etniche. E' proprio questo che li distingue dalle parlate creole, comparse tra le masse africane ridotte in schiavitù, costrette a barattare le loro molteplici lingue contro una versione semplificata di quella dei loro padroni. Le parlate creole, diventando l'unica espressione di questi gruppi umani, hanno acquistato una vita propria e una personalità che manca ai pidgin. I gerghi: |
| RISPOSTA   In contrapposizione alle lingue, i dialetti si configurano come forme meno indipendenti, meno stabili, meno delimitate, cioè come parlate tipiche di una regione che fa parte di un'area linguistica. I linguisti riservano sempre più spesso la definizione di "patois" alle forme di estensione ancor più ridotta, strettamente locali, di solito tipiche delle popolazioni rurali. Il termine peggiorativo di "gergo" si addice meno ad una parlata incomprensibile che a una parlata deformata dall'uso eccessivo di termini stranieri, specialistici, particolari, come ad esempio i gerghi tipici delle discipline scientifiche che costituiscono dei sottosistemi consacrati all'efficienza interna, anche se spesso cadono nell'ermetismo. Quando invece si ha la deliberata assunzione di termini inintelligibili alla maggioranza, proprio per rendere il gergo incomprensibile ai non iniziati, si può parlare di "argot", nome che in origine designava la parlata della malavita parigina. Maggiore importanza hanno i "sabir", parlate semplificate a base mista (elementi spagnoli, turchi, arabi, ecc.), il cui prototipo fu la "lingua franca", diffusa all'epoca delle crociate. Con un simile ruolo veicolare tra persone di culture diverse, oggi i "pidgin" di base inglese semplificato sono diffusi in molte regioni costiere dell'Africa occidentale, dell'Estremo Oriente e dell'Oceania. Bisogna però ricordare che i sabir e i pidgin sono sempre e solo seconde lingue di persone che conservano le loro lingue etniche. E' proprio questo che li distingue dalle parlate creole, comparse tra le masse africane ridotte in schiavitù, costrette a barattare le loro molteplici lingue contro una versione semplificata di quella dei loro padroni. Le parlate creole, diventando l'unica espressione di questi gruppi umani, hanno acquistato una vita propria e una personalità che manca ai pidgin. La "lingua franca" diffusa all'epoca delle crociate fu il prototipo delle parlate: |
| RISPOSTA   In contrapposizione alle lingue, i dialetti si configurano come forme meno indipendenti, meno stabili, meno delimitate, cioè come parlate tipiche di una regione che fa parte di un'area linguistica. I linguisti riservano sempre più spesso la definizione di "patois" alle forme di estensione ancor più ridotta, strettamente locali, di solito tipiche delle popolazioni rurali. Il termine peggiorativo di "gergo" si addice meno ad una parlata incomprensibile che a una parlata deformata dall'uso eccessivo di termini stranieri, specialistici, particolari, come ad esempio i gerghi tipici delle discipline scientifiche che costituiscono dei sottosistemi consacrati all'efficienza interna, anche se spesso cadono nell'ermetismo. Quando invece si ha la deliberata assunzione di termini inintelligibili alla maggioranza, proprio per rendere il gergo incomprensibile ai non iniziati, si può parlare di "argot", nome che in origine designava la parlata della malavita parigina. Maggiore importanza hanno i "sabir", parlate semplificate a base mista (elementi spagnoli, turchi, arabi, ecc.), il cui prototipo fu la "lingua franca", diffusa all'epoca delle crociate. Con un simile ruolo veicolare tra persone di culture diverse, oggi i "pidgin" di base inglese semplificato sono diffusi in molte regioni costiere dell'Africa occidentale, dell'Estremo Oriente e dell'Oceania. Bisogna però ricordare che i sabir e i pidgin sono sempre e solo seconde lingue di persone che conservano le loro lingue etniche. E' proprio questo che li distingue dalle parlate creole, comparse tra le masse africane ridotte in schiavitù, costrette a barattare le loro molteplici lingue contro una versione semplificata di quella dei loro padroni. Le parlate creole, diventando l'unica espressione di questi gruppi umani, hanno acquistato una vita propria e una personalità che manca ai pidgin. Il gergo della malavita parigina: |
| RISPOSTA   In contrapposizione alle lingue, i dialetti si configurano come forme meno indipendenti, meno stabili, meno delimitate, cioè come parlate tipiche di una regione che fa parte di un'area linguistica. I linguisti riservano sempre più spesso la definizione di "patois" alle forme di estensione ancor più ridotta, strettamente locali, di solito tipiche delle popolazioni rurali. Il termine peggiorativo di "gergo" si addice meno ad una parlata incomprensibile che a una parlata deformata dall'uso eccessivo di termini stranieri, specialistici, particolari, come ad esempio i gerghi tipici delle discipline scientifiche che costituiscono dei sottosistemi consacrati all'efficienza interna, anche se spesso cadono nell'ermetismo. Quando invece si ha la deliberata assunzione di termini inintelligibili alla maggioranza, proprio per rendere il gergo incomprensibile ai non iniziati, si può parlare di "argot", nome che in origine designava la parlata della malavita parigina. Maggiore importanza hanno i "sabir", parlate semplificate a base mista (elementi spagnoli, turchi, arabi, ecc.), il cui prototipo fu la "lingua franca", diffusa all'epoca delle crociate. Con un simile ruolo veicolare tra persone di culture diverse, oggi i "pidgin" di base inglese semplificato sono diffusi in molte regioni costiere dell'Africa occidentale, dell'Estremo Oriente e dell'Oceania. Bisogna però ricordare che i sabir e i pidgin sono sempre e solo seconde lingue di persone che conservano le loro lingue etniche. E' proprio questo che li distingue dalle parlate creole, comparse tra le masse africane ridotte in schiavitù, costrette a barattare le loro molteplici lingue contro una versione semplificata di quella dei loro padroni. Le parlate creole, diventando l'unica espressione di questi gruppi umani, hanno acquistato una vita propria e una personalità che manca ai pidgin. I pidgin: |
| RISPOSTA   In contrapposizione alle lingue, i dialetti si configurano come forme meno indipendenti, meno stabili, meno delimitate, cioè come parlate tipiche di una regione che fa parte di un'area linguistica. I linguisti riservano sempre più spesso la definizione di "patois" alle forme di estensione ancor più ridotta, strettamente locali, di solito tipiche delle popolazioni rurali. Il termine peggiorativo di "gergo" si addice meno ad una parlata incomprensibile che a una parlata deformata dall'uso eccessivo di termini stranieri, specialistici, particolari, come ad esempio i gerghi tipici delle discipline scientifiche che costituiscono dei sottosistemi consacrati all'efficienza interna, anche se spesso cadono nell'ermetismo. Quando invece si ha la deliberata assunzione di termini inintelligibili alla maggioranza, proprio per rendere il gergo incomprensibile ai non iniziati, si può parlare di "argot", nome che in origine designava la parlata della malavita parigina. Maggiore importanza hanno i "sabir", parlate semplificate a base mista (elementi spagnoli, turchi, arabi, ecc.), il cui prototipo fu la "lingua franca", diffusa all'epoca delle crociate. Con un simile ruolo veicolare tra persone di culture diverse, oggi i "pidgin" di base inglese semplificato sono diffusi in molte regioni costiere dell'Africa occidentale, dell'Estremo Oriente e dell'Oceania. Bisogna però ricordare che i sabir e i pidgin sono sempre e solo seconde lingue di persone che conservano le loro lingue etniche. E' proprio questo che li distingue dalle parlate creole, comparse tra le masse africane ridotte in schiavitù, costrette a barattare le loro molteplici lingue contro una versione semplificata di quella dei loro padroni. Le parlate creole, diventando l'unica espressione di questi gruppi umani, hanno acquistato una vita propria e una personalità che manca ai pidgin. I "sabir" sono parlate: |
| RISPOSTA   In Liechtenstein, l'AG (Società per Azioni), può essere costituita sia da residenti che da non residenti purché questi ultimi conferiscano un capitale minimo pari a 50.000 franchi svizzeri, interamente versato, all'atto della costituzione, in una banca del Liechtenstein od elvetica. La società, una volta iscritta nel Pubblico Registro, con contestuale versamento di un'imposta di registro pari al 3% del capitale, può operare dopo due giorni come entità munita di autonomia patrimoniale perfetta. I sottoscrittori del capitale azionario possono essere sia persone fisiche che giuridiche di qualunque nazionalità. Le azioni possono essere sia nominative, che, più frequentemente, al portatore. Questo ultimo aspetto consente al titolare di poter mantenere l'anonimato; del suo nome non verrà fatta menzione neppure nel Pubblico Registro, potendo costituire la società attraverso un fiduciario (es.: un avvocato locale), che ne avrà anche la gestione. Inoltre, come è logico supporre, la circolazione dei titoli potrà avvenire con la semplice disponibilità materiale o giuridica degli stessi da parte del cessionario. Non esistono limiti all'oggetto sociale indicato dalla società; delle restrizioni di carattere amministrativo sussistono per il settore bancario ed amministrativo. L'apertura di una filiale nel Principato necessita di una licenza amministrativa e di un capitale adeguato pari a 10.000.000 di franchi svizzeri. L'oggetto sociale della Società per Azioni del Liechtenstein: |
| RISPOSTA   In Liechtenstein, l'AG (Società per Azioni), può essere costituita sia da residenti che da non residenti purché questi ultimi conferiscano un capitale minimo pari a 50.000 franchi svizzeri, interamente versato, all'atto della costituzione, in una banca del Liechtenstein od elvetica. La società, una volta iscritta nel Pubblico Registro, con contestuale versamento di un'imposta di registro pari al 3% del capitale, può operare dopo due giorni come entità munita di autonomia patrimoniale perfetta. I sottoscrittori del capitale azionario possono essere sia persone fisiche che giuridiche di qualunque nazionalità. Le azioni possono essere sia nominative, che, più frequentemente, al portatore. Questo ultimo aspetto consente al titolare di poter mantenere l'anonimato; del suo nome non verrà fatta menzione neppure nel Pubblico Registro, potendo costituire la società attraverso un fiduciario (es.: un avvocato locale), che ne avrà anche la gestione. Inoltre, come è logico supporre, la circolazione dei titoli potrà avvenire con la semplice disponibilità materiale o giuridica degli stessi da parte del cessionario. Non esistono limiti all'oggetto sociale indicato dalla società; delle restrizioni di carattere amministrativo sussistono per il settore bancario ed amministrativo. L'apertura di una filiale nel Principato necessita di una licenza amministrativa e di un capitale adeguato pari a 10.000.000 di franchi svizzeri. Il capitale di un'AG: |
| RISPOSTA   In Liechtenstein, l'AG (Società per Azioni), può essere costituita sia da residenti che da non residenti purché questi ultimi conferiscano un capitale minimo pari a 50.000 franchi svizzeri, interamente versato, all'atto della costituzione, in una banca del Liechtenstein od elvetica. La società, una volta iscritta nel Pubblico Registro, con contestuale versamento di un'imposta di registro pari al 3% del capitale, può operare dopo due giorni come entità munita di autonomia patrimoniale perfetta. I sottoscrittori del capitale azionario possono essere sia persone fisiche che giuridiche di qualunque nazionalità. Le azioni possono essere sia nominative, che, più frequentemente, al portatore. Questo ultimo aspetto consente al titolare di poter mantenere l'anonimato; del suo nome non verrà fatta menzione neppure nel Pubblico Registro, potendo costituire la società attraverso un fiduciario (es.: un avvocato locale), che ne avrà anche la gestione. Inoltre, come è logico supporre, la circolazione dei titoli potrà avvenire con la semplice disponibilità materiale o giuridica degli stessi da parte del cessionario. Non esistono limiti all'oggetto sociale indicato dalla società; delle restrizioni di carattere amministrativo sussistono per il settore bancario ed amministrativo. L'apertura di una filiale nel Principato necessita di una licenza amministrativa e di un capitale adeguato pari a 10.000.000 di franchi svizzeri. Nel Liechtenstein per poter procedere alla costituzione di un'AG: |
| RISPOSTA   In Liechtenstein, l'AG (Società per Azioni), può essere costituita sia da residenti che da non residenti purché questi ultimi conferiscano un capitale minimo pari a 50.000 franchi svizzeri, interamente versato, all'atto della costituzione, in una banca del Liechtenstein od elvetica. La società, una volta iscritta nel Pubblico Registro, con contestuale versamento di un'imposta di registro pari al 3% del capitale, può operare dopo due giorni come entità munita di autonomia patrimoniale perfetta. I sottoscrittori del capitale azionario possono essere sia persone fisiche che giuridiche di qualunque nazionalità. Le azioni possono essere sia nominative, che, più frequentemente, al portatore. Questo ultimo aspetto consente al titolare di poter mantenere l'anonimato; del suo nome non verrà fatta menzione neppure nel Pubblico Registro, potendo costituire la società attraverso un fiduciario (es.: un avvocato locale), che ne avrà anche la gestione. Inoltre, come è logico supporre, la circolazione dei titoli potrà avvenire con la semplice disponibilità materiale o giuridica degli stessi da parte del cessionario. Non esistono limiti all'oggetto sociale indicato dalla società; delle restrizioni di carattere amministrativo sussistono per il settore bancario ed amministrativo. L'apertura di una filiale nel Principato necessita di una licenza amministrativa e di un capitale adeguato pari a 10.000.000 di franchi svizzeri. È necessaria una licenza amministrativa: |
| RISPOSTA   In Liechtenstein, l'AG (Società per Azioni), può essere costituita sia da residenti che da non residenti purché questi ultimi conferiscano un capitale minimo pari a 50.000 franchi svizzeri, interamente versato, all'atto della costituzione, in una banca del Liechtenstein od elvetica. La società, una volta iscritta nel Pubblico Registro, con contestuale versamento di un'imposta di registro pari al 3% del capitale, può operare dopo due giorni come entità munita di autonomia patrimoniale perfetta. I sottoscrittori del capitale azionario possono essere sia persone fisiche che giuridiche di qualunque nazionalità. Le azioni possono essere sia nominative, che, più frequentemente, al portatore. Questo ultimo aspetto consente al titolare di poter mantenere l'anonimato; del suo nome non verrà fatta menzione neppure nel Pubblico Registro, potendo costituire la società attraverso un fiduciario (es.: un avvocato locale), che ne avrà anche la gestione. Inoltre, come è logico supporre, la circolazione dei titoli potrà avvenire con la semplice disponibilità materiale o giuridica degli stessi da parte del cessionario. Non esistono limiti all'oggetto sociale indicato dalla società; delle restrizioni di carattere amministrativo sussistono per il settore bancario ed amministrativo. L'apertura di una filiale nel Principato necessita di una licenza amministrativa e di un capitale adeguato pari a 10.000.000 di franchi svizzeri. Per quanto riguarda il settore bancario: |
| RISPOSTA   In Liechtenstein, l'AG (Società per Azioni), può essere costituita sia da residenti che da non residenti purché questi ultimi conferiscano un capitale minimo pari a 50.000 franchi svizzeri, interamente versato, all'atto della costituzione, in una banca del Liechtenstein od elvetica. La società, una volta iscritta nel Pubblico Registro, con contestuale versamento di un'imposta di registro pari al 3% del capitale, può operare dopo due giorni come entità munita di autonomia patrimoniale perfetta. I sottoscrittori del capitale azionario possono essere sia persone fisiche che giuridiche di qualunque nazionalità. Le azioni possono essere sia nominative, che, più frequentemente, al portatore. Questo ultimo aspetto consente al titolare di poter mantenere l'anonimato; del suo nome non verrà fatta menzione neppure nel Pubblico Registro, potendo costituire la società attraverso un fiduciario (es.: un avvocato locale), che ne avrà anche la gestione. Inoltre, come è logico supporre, la circolazione dei titoli potrà avvenire con la semplice disponibilità materiale o giuridica degli stessi da parte del cessionario. Non esistono limiti all'oggetto sociale indicato dalla società; delle restrizioni di carattere amministrativo sussistono per il settore bancario ed amministrativo. L'apertura di una filiale nel Principato necessita di una licenza amministrativa e di un capitale adeguato pari a 10.000.000 di franchi svizzeri. Nel Liechtenstein: |
| RISPOSTA   In Liechtenstein, l'AG (Società per Azioni), può essere costituita sia da residenti che da non residenti purché questi ultimi conferiscano un capitale minimo pari a 50.000 franchi svizzeri, interamente versato, all'atto della costituzione, in una banca del Liechtenstein od elvetica. La società, una volta iscritta nel Pubblico Registro, con contestuale versamento di un'imposta di registro pari al 3% del capitale, può operare dopo due giorni come entità munita di autonomia patrimoniale perfetta. I sottoscrittori del capitale azionario possono essere sia persone fisiche che giuridiche di qualunque nazionalità. Le azioni possono essere sia nominative, che, più frequentemente, al portatore. Questo ultimo aspetto consente al titolare di poter mantenere l'anonimato; del suo nome non verrà fatta menzione neppure nel Pubblico Registro, potendo costituire la società attraverso un fiduciario (es.: un avvocato locale), che ne avrà anche la gestione. Inoltre, come è logico supporre, la circolazione dei titoli potrà avvenire con la semplice disponibilità materiale o giuridica degli stessi da parte del cessionario. Non esistono limiti all'oggetto sociale indicato dalla società; delle restrizioni di carattere amministrativo sussistono per il settore bancario ed amministrativo. L'apertura di una filiale nel Principato necessita di una licenza amministrativa e di un capitale adeguato pari a 10.000.000 di franchi svizzeri. L'AG: |
| RISPOSTA   In Liechtenstein, l'AG (Società per Azioni), può essere costituita sia da residenti che da non residenti purché questi ultimi conferiscano un capitale minimo pari a 50.000 franchi svizzeri, interamente versato, all'atto della costituzione, in una banca del Liechtenstein od elvetica. La società, una volta iscritta nel Pubblico Registro, con contestuale versamento di un'imposta di registro pari al 3% del capitale, può operare dopo due giorni come entità munita di autonomia patrimoniale perfetta. I sottoscrittori del capitale azionario possono essere sia persone fisiche che giuridiche di qualunque nazionalità. Le azioni possono essere sia nominative, che, più frequentemente, al portatore. Questo ultimo aspetto consente al titolare di poter mantenere l'anonimato; del suo nome non verrà fatta menzione neppure nel Pubblico Registro, potendo costituire la società attraverso un fiduciario (es.: un avvocato locale), che ne avrà anche la gestione. Inoltre, come è logico supporre, la circolazione dei titoli potrà avvenire con la semplice disponibilità materiale o giuridica degli stessi da parte del cessionario. Non esistono limiti all'oggetto sociale indicato dalla società; delle restrizioni di carattere amministrativo sussistono per il settore bancario ed amministrativo. L'apertura di una filiale nel Principato necessita di una licenza amministrativa e di un capitale adeguato pari a 10.000.000 di franchi svizzeri. Il titolare di azioni al portatore: |
RISPOSTA   In Liechtenstein, l'AG (Società per Azioni), può essere costituita sia da residenti che da non residenti purché questi ultimi conferiscano un capitale minimo pari a 50.000 franchi svizzeri, interamente versato, all'atto della costituzione, in una banca del Liechtenstein od elvetica. La società, una volta iscritta nel Pubblico Registro, con contestuale versamento di un'imposta di registro pari al 3% del capitale, può operare dopo due giorni come entità munita di autonomia patrimoniale perfetta. I sottoscrittori del capitale azionario possono essere sia persone fisiche che giuridiche di qualunque nazionalità. Le azioni possono essere sia nominative, che, più frequentemente, al portatore. Questo ultimo aspetto consente al titolare di poter mantenere l'anonimato; del suo nome non verrà fatta menzione neppure nel Pubblico Registro, potendo costituire la società attraverso un fiduciario (es.: un avvocato locale), che ne avrà anche la gestione. Inoltre, come è logico supporre, la circolazione dei titoli potrà avvenire con la semplice disponibilità materiale o giuridica degli stessi da parte del cessionario. Non esistono limiti all'oggetto sociale indicato dalla società; delle restrizioni di carattere amministrativo sussistono per il settore bancario ed amministrativo. L'apertura di una filiale nel Principato necessita di una licenza amministrativa e di un capitale adeguato pari a 10.000.000 di franchi svizzeri. E' necessaria una licenza amministrativa: |
| RISPOSTA   In molti sport gli atleti devono calcolare in pochi decimi di secondo la traiettoria della palla lanciata dal loro avversario e l'istante preciso in cui colpirla. Nonostante il consiglio degli allenatori sia, in genere, di guardare sempre la palla, alcuni ricercatori dell'università di Oxford hanno scoperto che non è necessario seguirla durante tutta la sua traiettoria. Una precisa strategia di movimenti degli occhi e della testa permette di prevedere dove e quando colpire la palla. Lo studio è stato eseguito su tre giocatori di cricket di diversa esperienza. Una videocamera, montata all'altezza dell'occhio sinistro, registrava la direzione dello sguardo e la posizione della testa, mentre una macchina eseguiva lanci di lunghezze diverse. Ed è risultato che la palla inizialmente viene fissata per i primi due decimi di secondo, poi lo sguardo si abbassa bruscamente di circa 7,5 gradi, come se l'occhio si preparasse in anticipo all'arrivo della palla a terra. Subito dopo la testa ruota verso il basso, mentre la direzione dello sguardo rimane la stessa. Appena la palla rimbalza gli occhi sono di nuovo puntati su di essa, ma ne seguono precisamente la traiettoria per non più di due decimi di secondo. I primi istanti, secondo i ricercatori, servono per stimare il punto in cui avverrà il rimbalzo, da cui si ricavano informazioni precise sulla traiettoria successiva della palla. Infatti i parametri che i giocatori possono «misurare», come l'angolo tra la direzione dello sguardo al momento del rimbalzo e il piano orizzontale, e l'istante in cui la palla tocca terra, sono legati all'altezza che raggiungerà la palla nell'istante in cui verrà colpita. Dal confronto tra i tre battitori è risultato che i più esperti fissano la palla, nella fase iniziale, per un tempo più breve, riuscendo a prevedere più velocemente il punto del rimbalzo, e adottano movimenti diversi degli occhi secondo la lunghezza del lancio. La strategia dell'occhio contribuisce quindi a stabilire l'abilità di un giocatore. I giocatori, secondo questa ricerca: |
| RISPOSTA   In molti sport gli atleti devono calcolare in pochi decimi di secondo la traiettoria della palla lanciata dal loro avversario e l'istante preciso in cui colpirla. Nonostante il consiglio degli allenatori sia, in genere, di guardare sempre la palla, alcuni ricercatori dell'università di Oxford hanno scoperto che non è necessario seguirla durante tutta la sua traiettoria. Una precisa strategia di movimenti degli occhi e della testa permette di prevedere dove e quando colpire la palla. Lo studio è stato eseguito su tre giocatori di cricket di diversa esperienza. Una videocamera, montata all'altezza dell'occhio sinistro, registrava la direzione dello sguardo e la posizione della testa, mentre una macchina eseguiva lanci di lunghezze diverse. Ed è risultato che la palla inizialmente viene fissata per i primi due decimi di secondo, poi lo sguardo si abbassa bruscamente di circa 7,5 gradi, come se l'occhio si preparasse in anticipo all'arrivo della palla a terra. Subito dopo la testa ruota verso il basso, mentre la direzione dello sguardo rimane la stessa. Appena la palla rimbalza gli occhi sono di nuovo puntati su di essa, ma ne seguono precisamente la traiettoria per non più di due decimi di secondo. I primi istanti, secondo i ricercatori, servono per stimare il punto in cui avverrà il rimbalzo, da cui si ricavano informazioni precise sulla traiettoria successiva della palla. Infatti i parametri che i giocatori possono «misurare», come l'angolo tra la direzione dello sguardo al momento del rimbalzo e il piano orizzontale, e l'istante in cui la palla tocca terra, sono legati all'altezza che raggiungerà la palla nell'istante in cui verrà colpita. Dal confronto tra i tre battitori è risultato che i più esperti fissano la palla, nella fase iniziale, per un tempo più breve, riuscendo a prevedere più velocemente il punto del rimbalzo, e adottano movimenti diversi degli occhi secondo la lunghezza del lancio. La strategia dell'occhio contribuisce quindi a stabilire l'abilità di un giocatore. Cosa succede nel momento successivo al lancio e dopo che il giocatore ha abbassato lo sguardo? |
| RISPOSTA   In molti sport gli atleti devono calcolare in pochi decimi di secondo la traiettoria della palla lanciata dal loro avversario e l'istante preciso in cui colpirla. Nonostante il consiglio degli allenatori sia, in genere, di guardare sempre la palla, alcuni ricercatori dell'università di Oxford hanno scoperto che non è necessario seguirla durante tutta la sua traiettoria. Una precisa strategia di movimenti degli occhi e della testa permette di prevedere dove e quando colpire la palla. Lo studio è stato eseguito su tre giocatori di cricket di diversa esperienza. Una videocamera, montata all'altezza dell'occhio sinistro, registrava la direzione dello sguardo e la posizione della testa, mentre una macchina eseguiva lanci di lunghezze diverse. Ed è risultato che la palla inizialmente viene fissata per i primi due decimi di secondo, poi lo sguardo si abbassa bruscamente di circa 7,5 gradi, come se l'occhio si preparasse in anticipo all'arrivo della palla a terra. Subito dopo la testa ruota verso il basso, mentre la direzione dello sguardo rimane la stessa. Appena la palla rimbalza gli occhi sono di nuovo puntati su di essa, ma ne seguono precisamente la traiettoria per non più di due decimi di secondo. I primi istanti, secondo i ricercatori, servono per stimare il punto in cui avverrà il rimbalzo, da cui si ricavano informazioni precise sulla traiettoria successiva della palla. Infatti i parametri che i giocatori possono «misurare», come l'angolo tra la direzione dello sguardo al momento del rimbalzo e il piano orizzontale, e l'istante in cui la palla tocca terra, sono legati all'altezza che raggiungerà la palla nell'istante in cui verrà colpita. Dal confronto tra i tre battitori è risultato che i più esperti fissano la palla, nella fase iniziale, per un tempo più breve, riuscendo a prevedere più velocemente il punto del rimbalzo, e adottano movimenti diversi degli occhi secondo la lunghezza del lancio. La strategia dell'occhio contribuisce quindi a stabilire l'abilità di un giocatore. A cosa serve guardare la palla appena rimbalza? |
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In Liechtenstein, l'AG (Società per Azioni), può essere costituita sia da residenti che da non residenti purché questi ultimi conferiscano un capitale minimo pari a 50.000 franchi svizzeri, interamente versato, all'atto della costituzione, in una banca del Liechtenstein od elvetica. La società, una volta iscritta nel Pubblico Registro, con contestuale versamento di un'imposta di registro pari al 3% del capitale, può operare dopo due giorni come entità munita di autonomia patrimoniale perfetta. I sottoscrittori del capitale azionario possono essere sia persone fisiche che giuridiche di qualunque nazionalità. Le azioni possono essere sia nominative, che, più frequentemente, al portatore. Questo ultimo aspetto consente al titolare di poter mantenere l'anonimato; del suo nome non verrà fatta menzione neppure nel Pubblico Registro, potendo costituire la società attraverso un fiduciario (es.: un avvocato locale), che ne avrà anche la gestione. Inoltre, come è logico supporre, la circolazione dei titoli potrà avvenire con la semplice disponibilità materiale o giuridica degli stessi da parte del cessionario. Non esistono limiti all'oggetto sociale indicato dalla società; delle restrizioni di carattere amministrativo sussistono per il settore bancario ed amministrativo. L'apertura di una filiale nel Principato necessita di una licenza amministrativa e di un capitale adeguato pari a 10.000.000 di franchi svizzeri. E' necessaria una licenza amministrativa: