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Tutte le domande del quiz : Brani

tratto da:
Guardia di Finanza
Quiz - 631 allievi marescialli 2018 (90° corso) Concorso pubblico, per titoli ed esami, per 631 allievi marescialli 2018



 Esercitati su questo Quiz 

RISPOSTA    Leggere attentamente il seguente brano. Il problema più grave del nostro tempo non è tra quelli che si vedono denunziati a carattere di scatola nelle prime pagine dei giornali; e non ha nulla in comune, per esempio, con il futuro status di Berlino o con l'eventualità di una guerra atomica distruggitrice di una metà del mondo. Problemi simili sono d'ordine storico e prima o poi giungono a una soluzione, sia pure con risultati spaventosi. [1] Nessuna guerra impedirà l'umanità futura di vantare ulteriori magnifiche sorti nel quadro di una sempre più perfetta ed ecumenica civiltà industriale. Un mondo semi distrutto che risorgesse domani dalle ceneri, in pochi decenni assumerebbe un volto non troppo diverso dal nostro mondo d'oggi.Anzi, oggi è lo spirito di conservazione che rallenta il progresso. Qualora non ci fosse più nulla da conservare il progresso tecnico si farebbe molto più veloce. Anche l'uccisione su larga scala di uomini e di cose può rappresentare, a lunga scadenza, un buon investimento del capitale umano. Fin qui si resta nella storia. Ma c'è un'uccisione, quella del tempo, che non sembra possa dare frutto. Ammazzare il tempo è il problema sempre più preoccupante che si presenta all'uomo d'oggi e di domani. Non penso all'automazione, che ridurrà sempre più le ore dedicate al lavoro. Può darsi che quando la settimana lavorativa sarà scesa da cinque a quattro o a tre si finisca per dare il bando alle macchine attualmente impiegate per sostituire l'uomo. Può darsi che allora si inventino nuovi tipi di lavoro inutile per non lasciare sul lastrico milioni o miliardi di disoccupati; ma si tratterà pur sempre di un lavoro che lascerà un ampio margine di ore libere, di ore in cui non si potrà eludere lo spettro del tempo. Perché si lavora? Certo per produrre cose e servizi utili alla società umana, ma anche, e soprattutto, per accrescere i bisogni dell'uomo, cioè per ridurre al minimo le ore in cui è più facile che si presenti a noi questo odiato fantasma del tempo. Accrescendo i bisogni inutili, si tiene l'uomo occupato anche quando egli suppone di essere libero. [2] "Passare il tempo" dinanzi al video o assistendo a una partita di calcio non è veramente un ozio, è uno svago, ossia un modo di divagare dal pericoloso mostro, di allontanarsene. Ammazzare il tempo non si può senza riempirlo di occupazioni che colmino quel vuoto. E poiché pochi sono gli uomini capaci di guardare con fermo ciglio in quel vuoto, ecco la necessità sociale di fare qualcosa, anche se questo qualcosa serve appena ad anestetizzare la vaga apprensione che quel vuoto si ripresenti in noi. (Da: Eugenio Montale, "Ammazzare il tempo" in "Auto da fè. Cronache in due tempi", Il Saggiatore) Secondo il pensiero che Montale esprime in questo brano:
RISPOSTA   Domanda facile Leggere attentamente il seguente brano. Il problema più grave del nostro tempo non è tra quelli che si vedono denunziati a carattere di scatola nelle prime pagine dei giornali; e non ha nulla in comune, per esempio, con il futuro status di Berlino o con l'eventualità di una guerra atomica distruggitrice di una metà del mondo. Problemi simili sono d'ordine storico e prima o poi giungono a una soluzione, sia pure con risultati spaventosi. [1] Nessuna guerra impedirà l'umanità futura di vantare ulteriori magnifiche sorti nel quadro di una sempre più perfetta ed ecumenica civiltà industriale. Un mondo semi distrutto che risorgesse domani dalle ceneri, in pochi decenni assumerebbe un volto non troppo diverso dal nostro mondo d'oggi.Anzi, oggi è lo spirito di conservazione che rallenta il progresso. Qualora non ci fosse più nulla da conservare il progresso tecnico si farebbe molto più veloce. Anche l'uccisione su larga scala di uomini e di cose può rappresentare, a lunga scadenza, un buon investimento del capitale umano. Fin qui si resta nella storia. Ma c'è un'uccisione, quella del tempo, che non sembra possa dare frutto. Ammazzare il tempo è il problema sempre più preoccupante che si presenta all'uomo d'oggi e di domani. Non penso all'automazione, che ridurrà sempre più le ore dedicate al lavoro. Può darsi che quando la settimana lavorativa sarà scesa da cinque a quattro o a tre si finisca per dare il bando alle macchine attualmente impiegate per sostituire l'uomo. Può darsi che allora si inventino nuovi tipi di lavoro inutile per non lasciare sul lastrico milioni o miliardi di disoccupati; ma si tratterà pur sempre di un lavoro che lascerà un ampio margine di ore libere, di ore in cui non si potrà eludere lo spettro del tempo. Perché si lavora? Certo per produrre cose e servizi utili alla società umana, ma anche, e soprattutto, per accrescere i bisogni dell'uomo, cioè per ridurre al minimo le ore in cui è più facile che si presenti a noi questo odiato fantasma del tempo. Accrescendo i bisogni inutili, si tiene l'uomo occupato anche quando egli suppone di essere libero. [2] "Passare il tempo" dinanzi al video o assistendo a una partita di calcio non è veramente un ozio, è uno svago, ossia un modo di divagare dal pericoloso mostro, di allontanarsene. Ammazzare il tempo non si può senza riempirlo di occupazioni che colmino quel vuoto. E poiché pochi sono gli uomini capaci di guardare con fermo ciglio in quel vuoto, ecco la necessità sociale di fare qualcosa, anche se questo qualcosa serve appena ad anestetizzare la vaga apprensione che quel vuoto si ripresenti in noi. (Da: Eugenio Montale, "Ammazzare il tempo" in "Auto da fè. Cronache in due tempi", Il Saggiatore) Quale delle seguenti affermazioni è in linea con il pensiero che Montale esprime in questo brano?
RISPOSTA    Leggere attentamente il seguente brano. Il problema più grave del nostro tempo non è tra quelli che si vedono denunziati a carattere di scatola nelle prime pagine dei giornali; e non ha nulla in comune, per esempio, con il futuro status di Berlino o con l'eventualità di una guerra atomica distruggitrice di una metà del mondo. Problemi simili sono d'ordine storico e prima o poi giungono a una soluzione, sia pure con risultati spaventosi. [1] Nessuna guerra impedirà l'umanità futura di vantare ulteriori magnifiche sorti nel quadro di una sempre più perfetta ed ecumenica civiltà industriale. Un mondo semi distrutto che risorgesse domani dalle ceneri, in pochi decenni assumerebbe un volto non troppo diverso dal nostro mondo d'oggi.Anzi, oggi è lo spirito di conservazione che rallenta il progresso. Qualora non ci fosse più nulla da conservare il progresso tecnico si farebbe molto più veloce. Anche l'uccisione su larga scala di uomini e di cose può rappresentare, a lunga scadenza, un buon investimento del capitale umano. Fin qui si resta nella storia. Ma c'è un'uccisione, quella del tempo, che non sembra possa dare frutto. Ammazzare il tempo è il problema sempre più preoccupante che si presenta all'uomo d'oggi e di domani. Non penso all'automazione, che ridurrà sempre più le ore dedicate al lavoro. Può darsi che quando la settimana lavorativa sarà scesa da cinque a quattro o a tre si finisca per dare il bando alle macchine attualmente impiegate per sostituire l'uomo. Può darsi che allora si inventino nuovi tipi di lavoro inutile per non lasciare sul lastrico milioni o miliardi di disoccupati; ma si tratterà pur sempre di un lavoro che lascerà un ampio margine di ore libere, di ore in cui non si potrà eludere lo spettro del tempo. Perché si lavora? Certo per produrre cose e servizi utili alla società umana, ma anche, e soprattutto, per accrescere i bisogni dell'uomo, cioè per ridurre al minimo le ore in cui è più facile che si presenti a noi questo odiato fantasma del tempo. Accrescendo i bisogni inutili, si tiene l'uomo occupato anche quando egli suppone di essere libero. [2] "Passare il tempo" dinanzi al video o assistendo a una partita di calcio non è veramente un ozio, è uno svago, ossia un modo di divagare dal pericoloso mostro, di allontanarsene. Ammazzare il tempo non si può senza riempirlo di occupazioni che colmino quel vuoto. E poiché pochi sono gli uomini capaci di guardare con fermo ciglio in quel vuoto, ecco la necessità sociale di fare qualcosa, anche se questo qualcosa serve appena ad anestetizzare la vaga apprensione che quel vuoto si ripresenti in noi. (Da: Eugenio Montale, "Ammazzare il tempo" in "Auto da fè. Cronache in due tempi", Il Saggiatore) Qual è un sinonimo del termine "ecumenica" nel contesto della frase contrassegnata con [1]?
RISPOSTA    Leggere attentamente il seguente brano. Il problema più grave del nostro tempo non è tra quelli che si vedono denunziati a carattere di scatola nelle prime pagine dei giornali; e non ha nulla in comune, per esempio, con il futuro status di Berlino o con l'eventualità di una guerra atomica distruggitrice di una metà del mondo. Problemi simili sono d'ordine storico e prima o poi giungono a una soluzione, sia pure con risultati spaventosi. [1] Nessuna guerra impedirà l'umanità futura di vantare ulteriori magnifiche sorti nel quadro di una sempre più perfetta ed ecumenica civiltà industriale. Un mondo semi distrutto che risorgesse domani dalle ceneri, in pochi decenni assumerebbe un volto non troppo diverso dal nostro mondo d'oggi.Anzi, oggi è lo spirito di conservazione che rallenta il progresso. Qualora non ci fosse più nulla da conservare il progresso tecnico si farebbe molto più veloce. Anche l'uccisione su larga scala di uomini e di cose può rappresentare, a lunga scadenza, un buon investimento del capitale umano. Fin qui si resta nella storia. Ma c'è un'uccisione, quella del tempo, che non sembra possa dare frutto. Ammazzare il tempo è il problema sempre più preoccupante che si presenta all'uomo d'oggi e di domani. Non penso all'automazione, che ridurrà sempre più le ore dedicate al lavoro. Può darsi che quando la settimana lavorativa sarà scesa da cinque a quattro o a tre si finisca per dare il bando alle macchine attualmente impiegate per sostituire l'uomo. Può darsi che allora si inventino nuovi tipi di lavoro inutile per non lasciare sul lastrico milioni o miliardi di disoccupati; ma si tratterà pur sempre di un lavoro che lascerà un ampio margine di ore libere, di ore in cui non si potrà eludere lo spettro del tempo. Perché si lavora? Certo per produrre cose e servizi utili alla società umana, ma anche, e soprattutto, per accrescere i bisogni dell'uomo, cioè per ridurre al minimo le ore in cui è più facile che si presenti a noi questo odiato fantasma del tempo. Accrescendo i bisogni inutili, si tiene l'uomo occupato anche quando egli suppone di essere libero. [2] "Passare il tempo" dinanzi al video o assistendo a una partita di calcio non è veramente un ozio, è uno svago, ossia un modo di divagare dal pericoloso mostro, di allontanarsene. Ammazzare il tempo non si può senza riempirlo di occupazioni che colmino quel vuoto. E poiché pochi sono gli uomini capaci di guardare con fermo ciglio in quel vuoto, ecco la necessità sociale di fare qualcosa, anche se questo qualcosa serve appena ad anestetizzare la vaga apprensione che quel vuoto si ripresenti in noi. (Da: Eugenio Montale, "Ammazzare il tempo" in "Auto da fè. Cronache in due tempi", Il Saggiatore) Secondo la tesi che Montale esprime in questo brano, il progresso:
RISPOSTA    Leggere attentamente il seguente brano. Il problema più grave del nostro tempo non è tra quelli che si vedono denunziati a carattere di scatola nelle prime pagine dei giornali; e non ha nulla in comune, per esempio, con il futuro status di Berlino o con l'eventualità di una guerra atomica distruggitrice di una metà del mondo. Problemi simili sono d'ordine storico e prima o poi giungono a una soluzione, sia pure con risultati spaventosi. [1] Nessuna guerra impedirà l'umanità futura di vantare ulteriori magnifiche sorti nel quadro di una sempre più perfetta ed ecumenica civiltà industriale. Un mondo semi distrutto che risorgesse domani dalle ceneri, in pochi decenni assumerebbe un volto non troppo diverso dal nostro mondo d'oggi.Anzi, oggi è lo spirito di conservazione che rallenta il progresso. Qualora non ci fosse più nulla da conservare il progresso tecnico si farebbe molto più veloce. Anche l'uccisione su larga scala di uomini e di cose può rappresentare, a lunga scadenza, un buon investimento del capitale umano. Fin qui si resta nella storia. Ma c'è un'uccisione, quella del tempo, che non sembra possa dare frutto. Ammazzare il tempo è il problema sempre più preoccupante che si presenta all'uomo d'oggi e di domani. Non penso all'automazione, che ridurrà sempre più le ore dedicate al lavoro. Può darsi che quando la settimana lavorativa sarà scesa da cinque a quattro o a tre si finisca per dare il bando alle macchine attualmente impiegate per sostituire l'uomo. Può darsi che allora si inventino nuovi tipi di lavoro inutile per non lasciare sul lastrico milioni o miliardi di disoccupati; ma si tratterà pur sempre di un lavoro che lascerà un ampio margine di ore libere, di ore in cui non si potrà eludere lo spettro del tempo. Perché si lavora? Certo per produrre cose e servizi utili alla società umana, ma anche, e soprattutto, per accrescere i bisogni dell'uomo, cioè per ridurre al minimo le ore in cui è più facile che si presenti a noi questo odiato fantasma del tempo. Accrescendo i bisogni inutili, si tiene l'uomo occupato anche quando egli suppone di essere libero. [2] "Passare il tempo" dinanzi al video o assistendo a una partita di calcio non è veramente un ozio, è uno svago, ossia un modo di divagare dal pericoloso mostro, di allontanarsene. Ammazzare il tempo non si può senza riempirlo di occupazioni che colmino quel vuoto. E poiché pochi sono gli uomini capaci di guardare con fermo ciglio in quel vuoto, ecco la necessità sociale di fare qualcosa, anche se questo qualcosa serve appena ad anestetizzare la vaga apprensione che quel vuoto si ripresenti in noi. (Da: Eugenio Montale, "Ammazzare il tempo" in "Auto da fè. Cronache in due tempi", Il Saggiatore) Nel contesto della frase contrassegnata con [2] il termine "divagare" significa:
RISPOSTA    Leggere attentamente il seguente brano. Il sinergismo, o effetto sinergico, si riferisce all'azione combinata di due differenti sostanze le quali, agendo insieme, riescono a provocare un effetto maggiore della somma degli effetti che ciascuna delle due provocherebbe se agisse separatamente dall'altra. Questo aspetto è particolarmente importante soprattutto nel campo delle reazioni catalitiche, degli insetticidi, dell'applicazione di certi farmaci e nei processi di estrazione industriale. Si pensa che questo effetto abbia luogo o perché le due sostanze reagiscono insieme in una qualche maniera, o perché si formano prodotti intermedi che reagiscono l'uno con l'altro in modo da creare un effetto maggiore. È stato trovato, per alcune reazioni, che se due catalizzatori vengono usati contemporaneamente, la reazione viene catalizzata con un effetto maggiore di quello che potrebbe produrre ciascun catalizzatore da solo. Gli ioni ferro e gli ioni rame in soluzione agiscono come catalizzatori per la reazione fra iodio e perossido di idrogeno. È stato suggerito che ogni ione si comporti da catalizzatore relativamente a uno dei reagenti. In altri tipi di reazioni catalitiche, l'aggiunta di una sostanza che di solito non si comporta da catalizzatore può ugualmente avere l'effetto di aumentare la velocità di reazione. La combinazione di due sostanze farmaceutiche, ciascuna delle quali produce un effetto differente, porta talvolta a una forte reazione fisiologica, del tutto inattesa, che può essere sia benefica sia dannosa. (da: "Enciclopedia italiana", Grolier) In alcune reazioni catalitiche può accadere che, aggiungendo una sostanza che normalmente non si comporta da catalizzatore, si abbia:
RISPOSTA   Domanda difficile Leggere attentamente il seguente brano. Il sinergismo, o effetto sinergico, si riferisce all'azione combinata di due differenti sostanze le quali, agendo insieme, riescono a provocare un effetto maggiore della somma degli effetti che ciascuna delle due provocherebbe se agisse separatamente dall'altra. Questo aspetto è particolarmente importante soprattutto nel campo delle reazioni catalitiche, degli insetticidi, dell'applicazione di certi farmaci e nei processi di estrazione industriale. Si pensa che questo effetto abbia luogo o perché le due sostanze reagiscono insieme in una qualche maniera, o perché si formano prodotti intermedi che reagiscono l'uno con l'altro in modo da creare un effetto maggiore. È stato trovato, per alcune reazioni, che se due catalizzatori vengono usati contemporaneamente, la reazione viene catalizzata con un effetto maggiore di quello che potrebbe produrre ciascun catalizzatore da solo. Gli ioni ferro e gli ioni rame in soluzione agiscono come catalizzatori per la reazione fra iodio e perossido di idrogeno. È stato suggerito che ogni ione si comporti da catalizzatore relativamente a uno dei reagenti. In altri tipi di reazioni catalitiche, l'aggiunta di una sostanza che di solito non si comporta da catalizzatore può ugualmente avere l'effetto di aumentare la velocità di reazione. La combinazione di due sostanze farmaceutiche, ciascuna delle quali produce un effetto differente, porta talvolta a una forte reazione fisiologica, del tutto inattesa, che può essere sia benefica sia dannosa. (da: "Enciclopedia italiana", Grolier) Il sinergismo fra due sostanze:
RISPOSTA    Leggere attentamente il seguente brano. Il sinergismo, o effetto sinergico, si riferisce all'azione combinata di due differenti sostanze le quali, agendo insieme, riescono a provocare un effetto maggiore della somma degli effetti che ciascuna delle due provocherebbe se agisse separatamente dall'altra. Questo aspetto è particolarmente importante soprattutto nel campo delle reazioni catalitiche, degli insetticidi, dell'applicazione di certi farmaci e nei processi di estrazione industriale. Si pensa che questo effetto abbia luogo o perché le due sostanze reagiscono insieme in una qualche maniera, o perché si formano prodotti intermedi che reagiscono l'uno con l'altro in modo da creare un effetto maggiore. È stato trovato, per alcune reazioni, che se due catalizzatori vengono usati contemporaneamente, la reazione viene catalizzata con un effetto maggiore di quello che potrebbe produrre ciascun catalizzatore da solo. Gli ioni ferro e gli ioni rame in soluzione agiscono come catalizzatori per la reazione fra iodio e perossido di idrogeno. È stato suggerito che ogni ione si comporti da catalizzatore relativamente a uno dei reagenti. In altri tipi di reazioni catalitiche, l'aggiunta di una sostanza che di solito non si comporta da catalizzatore può ugualmente avere l'effetto di aumentare la velocità di reazione. La combinazione di due sostanze farmaceutiche, ciascuna delle quali produce un effetto differente, porta talvolta a una forte reazione fisiologica, del tutto inattesa, che può essere sia benefica sia dannosa. (da: "Enciclopedia italiana", Grolier) Da che cosa sembra sia dovuto l'effetto sinergico?
RISPOSTA    Leggere attentamente il seguente brano. Il sinergismo, o effetto sinergico, si riferisce all'azione combinata di due differenti sostanze le quali, agendo insieme, riescono a provocare un effetto maggiore della somma degli effetti che ciascuna delle due provocherebbe se agisse separatamente dall'altra. Questo aspetto è particolarmente importante soprattutto nel campo delle reazioni catalitiche, degli insetticidi, dell'applicazione di certi farmaci e nei processi di estrazione industriale. Si pensa che questo effetto abbia luogo o perché le due sostanze reagiscono insieme in una qualche maniera, o perché si formano prodotti intermedi che reagiscono l'uno con l'altro in modo da creare un effetto maggiore. È stato trovato, per alcune reazioni, che se due catalizzatori vengono usati contemporaneamente, la reazione viene catalizzata con un effetto maggiore di quello che potrebbe produrre ciascun catalizzatore da solo. Gli ioni ferro e gli ioni rame in soluzione agiscono come catalizzatori per la reazione fra iodio e perossido di idrogeno. È stato suggerito che ogni ione si comporti da catalizzatore relativamente a uno dei reagenti. In altri tipi di reazioni catalitiche, l'aggiunta di una sostanza che di solito non si comporta da catalizzatore può ugualmente avere l'effetto di aumentare la velocità di reazione. La combinazione di due sostanze farmaceutiche, ciascuna delle quali produce un effetto differente, porta talvolta a una forte reazione fisiologica, del tutto inattesa, che può essere sia benefica sia dannosa. (da: "Enciclopedia italiana", Grolier) Quale affermazioni fra le seguenti è corretta?
RISPOSTA    Leggere attentamente il seguente brano. Il sinergismo, o effetto sinergico, si riferisce all'azione combinata di due differenti sostanze le quali, agendo insieme, riescono a provocare un effetto maggiore della somma degli effetti che ciascuna delle due provocherebbe se agisse separatamente dall'altra. Questo aspetto è particolarmente importante soprattutto nel campo delle reazioni catalitiche, degli insetticidi, dell'applicazione di certi farmaci e nei processi di estrazione industriale. Si pensa che questo effetto abbia luogo o perché le due sostanze reagiscono insieme in una qualche maniera, o perché si formano prodotti intermedi che reagiscono l'uno con l'altro in modo da creare un effetto maggiore. È stato trovato, per alcune reazioni, che se due catalizzatori vengono usati contemporaneamente, la reazione viene catalizzata con un effetto maggiore di quello che potrebbe produrre ciascun catalizzatore da solo. Gli ioni ferro e gli ioni rame in soluzione agiscono come catalizzatori per la reazione fra iodio e perossido di idrogeno. È stato suggerito che ogni ione si comporti da catalizzatore relativamente a uno dei reagenti. In altri tipi di reazioni catalitiche, l'aggiunta di una sostanza che di solito non si comporta da catalizzatore può ugualmente avere l'effetto di aumentare la velocità di reazione. La combinazione di due sostanze farmaceutiche, ciascuna delle quali produce un effetto differente, porta talvolta a una forte reazione fisiologica, del tutto inattesa, che può essere sia benefica sia dannosa. (da: "Enciclopedia italiana", Grolier) L'assunzione contemporanea di due farmaci con azioni distinte implica sempre una reazione fisiologica?
RISPOSTA    Leggere attentamente il seguente brano. Il sommo bene è l'assenza di dolore. Per Epicuro il vero bene è il piacere; ma il suo edonismo ha un carattere del tutto particolare. Diversamente dai cirenaici, i quali riducevano il piacere a un dolce movimento, Epicuro identificò espressamente il massimo piacere con l'assenza di dolore e ritenne i piaceri (e i dolori) dell'anima superiori a quelli del corpo. Infatti, l'anima soffre anche per le esperienze passate e per quelle future, mentre il corpo soffre solo per quelle presenti. L'assenza del dolore, sia riguardo all'anima (atarassia) sia riguardo al corpo (aponia), è ritenuta come sommo piacere, perché è il solo che non può crescere ulteriormente e quindi non può lasciarci insoddisfatti.Per poter raggiungere l'atarassia, Epicuro ha distinto accuratamente i vari tipi di piaceri: quelli naturali e necessari, quelli naturali e non necessari, e infine quelli non naturali e non necessari. Ebbene, solo i primi vanno sempre ricercati perché sono gli unici che trovano in sé un limite preciso; ai secondi possiamo concederci solo talvolta; agli ultimi, che ci rendono insaziabili, mai. E che dire del male fisico, di quello morale e della morte? Non sono questi ostacoli insormontabili che si oppongono alla felicità dell'uomo? La risposta di Epicuro è un no categorico. Infatti, il male fisico o è facilmente sopportabile o, se è insopportabile, dura poco e conduce alla morte. E la morte non è un male: quando ci siamo noi non c'è lei, quando c'è lei non ci siamo noi. Con la morte andiamo nel nulla.Per quanto poi concerne i mali dell'anima, la filosofia è in grado di curarli e di liberarcene completamente. Per realizzare il suo ideale di vita, l'uomo deve richiudersi in sé e restare lontano dalla folla e dagli impegni politici, i quali recano solo turbamento [1] e fastidi. L'unico legame con gli altri che va coltivato deve essere l'amicizia, la quale nasce certamente per una ricerca dell'utile o per avere determinati vantaggi, ma poi, una volta nata, diventa essa stessa autonoma fonte di piacere. (Da: Giovanni Reale, Dario Antiseri. "Manuale di filosofia" Editrice La Scuola, 2012, p. 313) Il male fisico:
RISPOSTA    Leggere attentamente il seguente brano. Il sommo bene è l'assenza di dolore. Per Epicuro il vero bene è il piacere; ma il suo edonismo ha un carattere del tutto particolare. Diversamente dai cirenaici, i quali riducevano il piacere a un dolce movimento, Epicuro identificò espressamente il massimo piacere con l'assenza di dolore e ritenne i piaceri (e i dolori) dell'anima superiori a quelli del corpo. Infatti, l'anima soffre anche per le esperienze passate e per quelle future, mentre il corpo soffre solo per quelle presenti. L'assenza del dolore, sia riguardo all'anima (atarassia) sia riguardo al corpo (aponia), è ritenuta come sommo piacere, perché è il solo che non può crescere ulteriormente e quindi non può lasciarci insoddisfatti.Per poter raggiungere l'atarassia, Epicuro ha distinto accuratamente i vari tipi di piaceri: quelli naturali e necessari, quelli naturali e non necessari, e infine quelli non naturali e non necessari. Ebbene, solo i primi vanno sempre ricercati perché sono gli unici che trovano in sé un limite preciso; ai secondi possiamo concederci solo talvolta; agli ultimi, che ci rendono insaziabili, mai. E che dire del male fisico, di quello morale e della morte? Non sono questi ostacoli insormontabili che si oppongono alla felicità dell'uomo? La risposta di Epicuro è un no categorico. Infatti, il male fisico o è facilmente sopportabile o, se è insopportabile, dura poco e conduce alla morte. E la morte non è un male: quando ci siamo noi non c'è lei, quando c'è lei non ci siamo noi. Con la morte andiamo nel nulla.Per quanto poi concerne i mali dell'anima, la filosofia è in grado di curarli e di liberarcene completamente. Per realizzare il suo ideale di vita, l'uomo deve richiudersi in sé e restare lontano dalla folla e dagli impegni politici, i quali recano solo turbamento [1] e fastidi. L'unico legame con gli altri che va coltivato deve essere l'amicizia, la quale nasce certamente per una ricerca dell'utile o per avere determinati vantaggi, ma poi, una volta nata, diventa essa stessa autonoma fonte di piacere. (Da: Giovanni Reale, Dario Antiseri. "Manuale di filosofia" Editrice La Scuola, 2012, p. 313) Quale delle seguenti affermazioni sintetizza l'idea di piacere così come viene teorizzata da Epicuro?
RISPOSTA    Leggere attentamente il seguente brano. Il sommo bene è l'assenza di dolore. Per Epicuro il vero bene è il piacere; ma il suo edonismo ha un carattere del tutto particolare. Diversamente dai cirenaici, i quali riducevano il piacere a un dolce movimento, Epicuro identificò espressamente il massimo piacere con l'assenza di dolore e ritenne i piaceri (e i dolori) dell'anima superiori a quelli del corpo. Infatti, l'anima soffre anche per le esperienze passate e per quelle future, mentre il corpo soffre solo per quelle presenti. L'assenza del dolore, sia riguardo all'anima (atarassia) sia riguardo al corpo (aponia), è ritenuta come sommo piacere, perché è il solo che non può crescere ulteriormente e quindi non può lasciarci insoddisfatti.Per poter raggiungere l'atarassia, Epicuro ha distinto accuratamente i vari tipi di piaceri: quelli naturali e necessari, quelli naturali e non necessari, e infine quelli non naturali e non necessari. Ebbene, solo i primi vanno sempre ricercati perché sono gli unici che trovano in sé un limite preciso; ai secondi possiamo concederci solo talvolta; agli ultimi, che ci rendono insaziabili, mai. E che dire del male fisico, di quello morale e della morte? Non sono questi ostacoli insormontabili che si oppongono alla felicità dell'uomo? La risposta di Epicuro è un no categorico. Infatti, il male fisico o è facilmente sopportabile o, se è insopportabile, dura poco e conduce alla morte. E la morte non è un male: quando ci siamo noi non c'è lei, quando c'è lei non ci siamo noi. Con la morte andiamo nel nulla.Per quanto poi concerne i mali dell'anima, la filosofia è in grado di curarli e di liberarcene completamente. Per realizzare il suo ideale di vita, l'uomo deve richiudersi in sé e restare lontano dalla folla e dagli impegni politici, i quali recano solo turbamento [1] e fastidi. L'unico legame con gli altri che va coltivato deve essere l'amicizia, la quale nasce certamente per una ricerca dell'utile o per avere determinati vantaggi, ma poi, una volta nata, diventa essa stessa autonoma fonte di piacere. (Da: Giovanni Reale, Dario Antiseri. "Manuale di filosofia" Editrice La Scuola, 2012, p. 313) Quale dei seguenti comportamenti NON aderisce all'ideale di vita epicureo?
RISPOSTA    Leggere attentamente il seguente brano. Il sommo bene è l'assenza di dolore. Per Epicuro il vero bene è il piacere; ma il suo edonismo ha un carattere del tutto particolare. Diversamente dai cirenaici, i quali riducevano il piacere a un dolce movimento, Epicuro identificò espressamente il massimo piacere con l'assenza di dolore e ritenne i piaceri (e i dolori) dell'anima superiori a quelli del corpo. Infatti, l'anima soffre anche per le esperienze passate e per quelle future, mentre il corpo soffre solo per quelle presenti. L'assenza del dolore, sia riguardo all'anima (atarassia) sia riguardo al corpo (aponia), è ritenuta come sommo piacere, perché è il solo che non può crescere ulteriormente e quindi non può lasciarci insoddisfatti.Per poter raggiungere l'atarassia, Epicuro ha distinto accuratamente i vari tipi di piaceri: quelli naturali e necessari, quelli naturali e non necessari, e infine quelli non naturali e non necessari. Ebbene, solo i primi vanno sempre ricercati perché sono gli unici che trovano in sé un limite preciso; ai secondi possiamo concederci solo talvolta; agli ultimi, che ci rendono insaziabili, mai. E che dire del male fisico, di quello morale e della morte? Non sono questi ostacoli insormontabili che si oppongono alla felicità dell'uomo? La risposta di Epicuro è un no categorico. Infatti, il male fisico o è facilmente sopportabile o, se è insopportabile, dura poco e conduce alla morte. E la morte non è un male: quando ci siamo noi non c'è lei, quando c'è lei non ci siamo noi. Con la morte andiamo nel nulla.Per quanto poi concerne i mali dell'anima, la filosofia è in grado di curarli e di liberarcene completamente. Per realizzare il suo ideale di vita, l'uomo deve richiudersi in sé e restare lontano dalla folla e dagli impegni politici, i quali recano solo turbamento [1] e fastidi. L'unico legame con gli altri che va coltivato deve essere l'amicizia, la quale nasce certamente per una ricerca dell'utile o per avere determinati vantaggi, ma poi, una volta nata, diventa essa stessa autonoma fonte di piacere. (Da: Giovanni Reale, Dario Antiseri. "Manuale di filosofia" Editrice La Scuola, 2012, p. 313) Indicare quale delle seguenti affermazioni è corretta.
RISPOSTA    Leggere attentamente il seguente brano. Il sommo bene è l'assenza di dolore. Per Epicuro il vero bene è il piacere; ma il suo edonismo ha un carattere del tutto particolare. Diversamente dai cirenaici, i quali riducevano il piacere a un dolce movimento, Epicuro identificò espressamente il massimo piacere con l'assenza di dolore e ritenne i piaceri (e i dolori) dell'anima superiori a quelli del corpo. Infatti, l'anima soffre anche per le esperienze passate e per quelle future, mentre il corpo soffre solo per quelle presenti. L'assenza del dolore, sia riguardo all'anima (atarassia) sia riguardo al corpo (aponia), è ritenuta come sommo piacere, perché è il solo che non può crescere ulteriormente e quindi non può lasciarci insoddisfatti.Per poter raggiungere l'atarassia, Epicuro ha distinto accuratamente i vari tipi di piaceri: quelli naturali e necessari, quelli naturali e non necessari, e infine quelli non naturali e non necessari. Ebbene, solo i primi vanno sempre ricercati perché sono gli unici che trovano in sé un limite preciso; ai secondi possiamo concederci solo talvolta; agli ultimi, che ci rendono insaziabili, mai. E che dire del male fisico, di quello morale e della morte? Non sono questi ostacoli insormontabili che si oppongono alla felicità dell'uomo? La risposta di Epicuro è un no categorico. Infatti, il male fisico o è facilmente sopportabile o, se è insopportabile, dura poco e conduce alla morte. E la morte non è un male: quando ci siamo noi non c'è lei, quando c'è lei non ci siamo noi. Con la morte andiamo nel nulla.Per quanto poi concerne i mali dell'anima, la filosofia è in grado di curarli e di liberarcene completamente. Per realizzare il suo ideale di vita, l'uomo deve richiudersi in sé e restare lontano dalla folla e dagli impegni politici, i quali recano solo turbamento [1] e fastidi. L'unico legame con gli altri che va coltivato deve essere l'amicizia, la quale nasce certamente per una ricerca dell'utile o per avere determinati vantaggi, ma poi, una volta nata, diventa essa stessa autonoma fonte di piacere. (Da: Giovanni Reale, Dario Antiseri. "Manuale di filosofia" Editrice La Scuola, 2012, p. 313) Quale dei seguenti termini NON è un sinonimo di "turbamento" [1]?
RISPOSTA    Leggere attentamente il seguente brano. Il Sudafrica è un Paese molto particolare. È l'unico Stato africano dove i bianchi formano una parte considerevole della popolazione, ed è l'unico ad avere un'economia piuttosto avanzata, con una notevole struttura industriale. Ci sono buone strade, ferrovie efficienti e ospedali moderni; insomma è un Paese che funziona, a differenza di quanto accade nel resto del continente. Tutto questo si spiega in buona parte proprio con la presenza dei bianchi, che hanno creato un'organizzazione economica di modello europeo. Il Sudafrica è senza confronti il colosso economico dell'intera Africa, e dalla sua economia dipendono tutti gli altri Paesi dell'Africa australe. D'altra parte, il Sudafrica è anche un Paese dove gli squilibri sociali sono enormi. La minoranza bianca infatti controlla tutto il potere economico e vive in condizioni assai migliori rispetto ai neri. La ricchezza dei bianchi, anzi, è costruita sullo sfruttamento della manodopera nera, impiegata nelle piantagioni, nelle industrie e nei ricchissimi giacimenti minerari. In particolare, il Sudafrica è il primo produttore mondiale di oro, ma nel complesso è forse il Paese più ricco del mondo in campo minerario.Gli abitanti di origine europea sono circa 5 milioni, su oltre 40. I primi ad arrivare furono gli olandesi, immigrati sin dal Seicento, i cosiddetti "boeri", che significa contadini.Loro però preferiscono farsi chiamare "afrikaners", cioè africani, perché si considerano africani veri. L'insediamento dei boeri è stato reso possibile dal clima, perché il Sudafrica è quasi fuori dalla fascia tropicale e ha un clima temperato dall'altitudine. C'è poca malaria, si può coltivare il grano, allevare il bestiame: insomma, gli europei ci possono vivere bene. (da: A. Ardemagni, F. Mambretti, G. Silvera, "Geografia regionale", Principato Edizioni) I boeri sono:
RISPOSTA    Leggere attentamente il seguente brano. Il Sudafrica è un Paese molto particolare. È l'unico Stato africano dove i bianchi formano una parte considerevole della popolazione, ed è l'unico ad avere un'economia piuttosto avanzata, con una notevole struttura industriale. Ci sono buone strade, ferrovie efficienti e ospedali moderni; insomma è un Paese che funziona, a differenza di quanto accade nel resto del continente. Tutto questo si spiega in buona parte proprio con la presenza dei bianchi, che hanno creato un'organizzazione economica di modello europeo. Il Sudafrica è senza confronti il colosso economico dell'intera Africa, e dalla sua economia dipendono tutti gli altri Paesi dell'Africa australe. D'altra parte, il Sudafrica è anche un Paese dove gli squilibri sociali sono enormi. La minoranza bianca infatti controlla tutto il potere economico e vive in condizioni assai migliori rispetto ai neri. La ricchezza dei bianchi, anzi, è costruita sullo sfruttamento della manodopera nera, impiegata nelle piantagioni, nelle industrie e nei ricchissimi giacimenti minerari. In particolare, il Sudafrica è il primo produttore mondiale di oro, ma nel complesso è forse il Paese più ricco del mondo in campo minerario.Gli abitanti di origine europea sono circa 5 milioni, su oltre 40. I primi ad arrivare furono gli olandesi, immigrati sin dal Seicento, i cosiddetti "boeri", che significa contadini.Loro però preferiscono farsi chiamare "afrikaners", cioè africani, perché si considerano africani veri. L'insediamento dei boeri è stato reso possibile dal clima, perché il Sudafrica è quasi fuori dalla fascia tropicale e ha un clima temperato dall'altitudine. C'è poca malaria, si può coltivare il grano, allevare il bestiame: insomma, gli europei ci possono vivere bene. (da: A. Ardemagni, F. Mambretti, G. Silvera, "Geografia regionale", Principato Edizioni) La struttura economica del Sudafrica:
RISPOSTA   Domanda difficile Leggere attentamente il seguente brano. Il Sudafrica è un Paese molto particolare. È l'unico Stato africano dove i bianchi formano una parte considerevole della popolazione, ed è l'unico ad avere un'economia piuttosto avanzata, con una notevole struttura industriale. Ci sono buone strade, ferrovie efficienti e ospedali moderni; insomma è un Paese che funziona, a differenza di quanto accade nel resto del continente. Tutto questo si spiega in buona parte proprio con la presenza dei bianchi, che hanno creato un'organizzazione economica di modello europeo. Il Sudafrica è senza confronti il colosso economico dell'intera Africa, e dalla sua economia dipendono tutti gli altri Paesi dell'Africa australe. D'altra parte, il Sudafrica è anche un Paese dove gli squilibri sociali sono enormi. La minoranza bianca infatti controlla tutto il potere economico e vive in condizioni assai migliori rispetto ai neri. La ricchezza dei bianchi, anzi, è costruita sullo sfruttamento della manodopera nera, impiegata nelle piantagioni, nelle industrie e nei ricchissimi giacimenti minerari. In particolare, il Sudafrica è il primo produttore mondiale di oro, ma nel complesso è forse il Paese più ricco del mondo in campo minerario.Gli abitanti di origine europea sono circa 5 milioni, su oltre 40. I primi ad arrivare furono gli olandesi, immigrati sin dal Seicento, i cosiddetti "boeri", che significa contadini.Loro però preferiscono farsi chiamare "afrikaners", cioè africani, perché si considerano africani veri. L'insediamento dei boeri è stato reso possibile dal clima, perché il Sudafrica è quasi fuori dalla fascia tropicale e ha un clima temperato dall'altitudine. C'è poca malaria, si può coltivare il grano, allevare il bestiame: insomma, gli europei ci possono vivere bene. (da: A. Ardemagni, F. Mambretti, G. Silvera, "Geografia regionale", Principato Edizioni) La ricchezza della popolazione bianca del Sudafrica è fondata:
RISPOSTA    Leggere attentamente il seguente brano. Il Sudafrica è un Paese molto particolare. È l'unico Stato africano dove i bianchi formano una parte considerevole della popolazione, ed è l'unico ad avere un'economia piuttosto avanzata, con una notevole struttura industriale. Ci sono buone strade, ferrovie efficienti e ospedali moderni; insomma è un Paese che funziona, a differenza di quanto accade nel resto del continente. Tutto questo si spiega in buona parte proprio con la presenza dei bianchi, che hanno creato un'organizzazione economica di modello europeo. Il Sudafrica è senza confronti il colosso economico dell'intera Africa, e dalla sua economia dipendono tutti gli altri Paesi dell'Africa australe. D'altra parte, il Sudafrica è anche un Paese dove gli squilibri sociali sono enormi. La minoranza bianca infatti controlla tutto il potere economico e vive in condizioni assai migliori rispetto ai neri. La ricchezza dei bianchi, anzi, è costruita sullo sfruttamento della manodopera nera, impiegata nelle piantagioni, nelle industrie e nei ricchissimi giacimenti minerari. In particolare, il Sudafrica è il primo produttore mondiale di oro, ma nel complesso è forse il Paese più ricco del mondo in campo minerario.Gli abitanti di origine europea sono circa 5 milioni, su oltre 40. I primi ad arrivare furono gli olandesi, immigrati sin dal Seicento, i cosiddetti "boeri", che significa contadini.Loro però preferiscono farsi chiamare "afrikaners", cioè africani, perché si considerano africani veri. L'insediamento dei boeri è stato reso possibile dal clima, perché il Sudafrica è quasi fuori dalla fascia tropicale e ha un clima temperato dall'altitudine. C'è poca malaria, si può coltivare il grano, allevare il bestiame: insomma, gli europei ci possono vivere bene. (da: A. Ardemagni, F. Mambretti, G. Silvera, "Geografia regionale", Principato Edizioni) Il Sudafrica detiene il primato mondiale:
RISPOSTA   Domanda difficile Leggere attentamente il seguente brano. Il Sudafrica è un Paese molto particolare. È l'unico Stato africano dove i bianchi formano una parte considerevole della popolazione, ed è l'unico ad avere un'economia piuttosto avanzata, con una notevole struttura industriale. Ci sono buone strade, ferrovie efficienti e ospedali moderni; insomma è un Paese che funziona, a differenza di quanto accade nel resto del continente. Tutto questo si spiega in buona parte proprio con la presenza dei bianchi, che hanno creato un'organizzazione economica di modello europeo. Il Sudafrica è senza confronti il colosso economico dell'intera Africa, e dalla sua economia dipendono tutti gli altri Paesi dell'Africa australe. D'altra parte, il Sudafrica è anche un Paese dove gli squilibri sociali sono enormi. La minoranza bianca infatti controlla tutto il potere economico e vive in condizioni assai migliori rispetto ai neri. La ricchezza dei bianchi, anzi, è costruita sullo sfruttamento della manodopera nera, impiegata nelle piantagioni, nelle industrie e nei ricchissimi giacimenti minerari. In particolare, il Sudafrica è il primo produttore mondiale di oro, ma nel complesso è forse il Paese più ricco del mondo in campo minerario.Gli abitanti di origine europea sono circa 5 milioni, su oltre 40. I primi ad arrivare furono gli olandesi, immigrati sin dal Seicento, i cosiddetti "boeri", che significa contadini.Loro però preferiscono farsi chiamare "afrikaners", cioè africani, perché si considerano africani veri. L'insediamento dei boeri è stato reso possibile dal clima, perché il Sudafrica è quasi fuori dalla fascia tropicale e ha un clima temperato dall'altitudine. C'è poca malaria, si può coltivare il grano, allevare il bestiame: insomma, gli europei ci possono vivere bene. (da: A. Ardemagni, F. Mambretti, G. Silvera, "Geografia regionale", Principato Edizioni) L'insediamento degli europei in Sudafrica è stato reso possibile:

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