Tutte le domande del quiz : Branitratto da:Guardia di Finanza Quiz - 631 allievi marescialli 2018 (90° corso) Concorso pubblico, per titoli ed esami, per 631 allievi marescialli 2018  Esercitati su questo Quiz  |
| RISPOSTA   Leggere attentamente il seguente brano. Il termine 'totalitarismo' fu introdotto intorno agli anni Venti negli ambienti antifascisti per definire polemicamente il regime instaurato da Mussolini. A dispetto però della sua iniziale accezione denigratoria, esso non fu respinto dal duce, che anzi lo utilizzò, insieme con Giovanni Gentile, nella stesura della voce Fascismo dell'Enciclopedia italiana.Ciò che Mussolini intendeva comunicare era l'idea della totale identificazione tra Stato e società: il fascismo non era cioè da intendersi come una tradizionale forza politica, bensì come una religione laica � fattasi Stato � che doveva permeare ogni singolo aspetto dell'esistenza (civile, sociale e morale) dell'individuo, definendone di fatto il significato ed il fine ultimo.Successivamente, il concetto di totalitarismo venne impiegato in riferimento a tutti i regimi a partito unico, senza distinzioni ideologiche. Fu tuttavia il celebre libro di Hannah Arendt � Le origini del totalitarismo (1951) � a fare ulteriore e definitiva chiarezza sull'utilizzo del termine: dall'uscita di quel lavoro, ancora oggi siamo soliti definire totalitario un regime mirante alla "costruzione" dell'uomo nuovo in cui convivano indottrinamento [1] ideologico e terrore repressivo. Sbaglia pertanto chi non scorge la differenza che sussiste tra i due aggettivi 'autoritario' e 'totalitario', essendo il primo di uso comune in riferimento a governi preoccupati del solo annientamento del dissenso e il secondo attribuibile a quelle forze politiche che non possono fare a meno della ricerca del consenso delle masse. Ciò che pertanto accomuna fascismo, nazismo e comunismo (ovvero le tre forme principali di totalitarismo) è la volontà di mobilitare l'intera società (di nazionalizzare le masse, per dirla con George L. Mosse). Volontà che consente di valutare il percorso storico di questi tre movimenti politici privilegiando le analogie rispetto alle differenze, pur senza pretendere di considerarli come un tutt'uno (come ignorare, per esempio, che il fascismo fu un totalitarismo imperfetto per via di due forti contrappesi � monarchia e Chiesa � che ne limitavano l'azione, o che il nazismo si basava su una premessa razzista assente in Italia e in URSS?). (da: "I totalitarismi del XX secolo: origini, caratteri e peculiarità", Luigi Malavasi Pignatti Morano, Lanostrastoria.it) Quale di queste affermazioni NON può essere definita vera dalla lettura del testo? |
| RISPOSTA   Leggere attentamente il seguente brano. Il termine 'totalitarismo' fu introdotto intorno agli anni Venti negli ambienti antifascisti per definire polemicamente il regime instaurato da Mussolini. A dispetto però della sua iniziale accezione denigratoria, esso non fu respinto dal duce, che anzi lo utilizzò, insieme con Giovanni Gentile, nella stesura della voce Fascismo dell'Enciclopedia italiana.Ciò che Mussolini intendeva comunicare era l'idea della totale identificazione tra Stato e società: il fascismo non era cioè da intendersi come una tradizionale forza politica, bensì come una religione laica � fattasi Stato � che doveva permeare ogni singolo aspetto dell'esistenza (civile, sociale e morale) dell'individuo, definendone di fatto il significato ed il fine ultimo.Successivamente, il concetto di totalitarismo venne impiegato in riferimento a tutti i regimi a partito unico, senza distinzioni ideologiche. Fu tuttavia il celebre libro di Hannah Arendt � Le origini del totalitarismo (1951) � a fare ulteriore e definitiva chiarezza sull'utilizzo del termine: dall'uscita di quel lavoro, ancora oggi siamo soliti definire totalitario un regime mirante alla "costruzione" dell'uomo nuovo in cui convivano indottrinamento [1] ideologico e terrore repressivo. Sbaglia pertanto chi non scorge la differenza che sussiste tra i due aggettivi 'autoritario' e 'totalitario', essendo il primo di uso comune in riferimento a governi preoccupati del solo annientamento del dissenso e il secondo attribuibile a quelle forze politiche che non possono fare a meno della ricerca del consenso delle masse. Ciò che pertanto accomuna fascismo, nazismo e comunismo (ovvero le tre forme principali di totalitarismo) è la volontà di mobilitare l'intera società (di nazionalizzare le masse, per dirla con George L. Mosse). Volontà che consente di valutare il percorso storico di questi tre movimenti politici privilegiando le analogie rispetto alle differenze, pur senza pretendere di considerarli come un tutt'uno (come ignorare, per esempio, che il fascismo fu un totalitarismo imperfetto per via di due forti contrappesi � monarchia e Chiesa � che ne limitavano l'azione, o che il nazismo si basava su una premessa razzista assente in Italia e in URSS?). (da: "I totalitarismi del XX secolo: origini, caratteri e peculiarità", Luigi Malavasi Pignatti Morano, Lanostrastoria.it) Quale di queste affermazioni NON può essere definita vera dalla lettura del testo? |
| RISPOSTA   Leggere attentamente il seguente brano. Il termine 'totalitarismo' fu introdotto intorno agli anni Venti negli ambienti antifascisti per definire polemicamente il regime instaurato da Mussolini. A dispetto però della sua iniziale accezione denigratoria, esso non fu respinto dal duce, che anzi lo utilizzò, insieme con Giovanni Gentile, nella stesura della voce Fascismo dell'Enciclopedia italiana.Ciò che Mussolini intendeva comunicare era l'idea della totale identificazione tra Stato e società: il fascismo non era cioè da intendersi come una tradizionale forza politica, bensì come una religione laica � fattasi Stato � che doveva permeare ogni singolo aspetto dell'esistenza (civile, sociale e morale) dell'individuo, definendone di fatto il significato ed il fine ultimo.Successivamente, il concetto di totalitarismo venne impiegato in riferimento a tutti i regimi a partito unico, senza distinzioni ideologiche. Fu tuttavia il celebre libro di Hannah Arendt � Le origini del totalitarismo (1951) � a fare ulteriore e definitiva chiarezza sull'utilizzo del termine: dall'uscita di quel lavoro, ancora oggi siamo soliti definire totalitario un regime mirante alla "costruzione" dell'uomo nuovo in cui convivano indottrinamento [1] ideologico e terrore repressivo. Sbaglia pertanto chi non scorge la differenza che sussiste tra i due aggettivi 'autoritario' e 'totalitario', essendo il primo di uso comune in riferimento a governi preoccupati del solo annientamento del dissenso e il secondo attribuibile a quelle forze politiche che non possono fare a meno della ricerca del consenso delle masse. Ciò che pertanto accomuna fascismo, nazismo e comunismo (ovvero le tre forme principali di totalitarismo) è la volontà di mobilitare l'intera società (di nazionalizzare le masse, per dirla con George L. Mosse). Volontà che consente di valutare il percorso storico di questi tre movimenti politici privilegiando le analogie rispetto alle differenze, pur senza pretendere di considerarli come un tutt'uno (come ignorare, per esempio, che il fascismo fu un totalitarismo imperfetto per via di due forti contrappesi � monarchia e Chiesa � che ne limitavano l'azione, o che il nazismo si basava su una premessa razzista assente in Italia e in URSS?). (da: "I totalitarismi del XX secolo: origini, caratteri e peculiarità", Luigi Malavasi Pignatti Morano, Lanostrastoria.it) Quale di queste affermazioni NON può essere definita vera dalla lettura del testo? |
| RISPOSTA   Leggere attentamente il seguente brano. Il termine 'totalitarismo' fu introdotto intorno agli anni Venti negli ambienti antifascisti per definire polemicamente il regime instaurato da Mussolini. A dispetto però della sua iniziale accezione denigratoria, esso non fu respinto dal duce, che anzi lo utilizzò, insieme con Giovanni Gentile, nella stesura della voce Fascismo dell'Enciclopedia italiana.Ciò che Mussolini intendeva comunicare era l'idea della totale identificazione tra Stato e società: il fascismo non era cioè da intendersi come una tradizionale forza politica, bensì come una religione laica � fattasi Stato � che doveva permeare ogni singolo aspetto dell'esistenza (civile, sociale e morale) dell'individuo, definendone di fatto il significato ed il fine ultimo.Successivamente, il concetto di totalitarismo venne impiegato in riferimento a tutti i regimi a partito unico, senza distinzioni ideologiche. Fu tuttavia il celebre libro di Hannah Arendt � Le origini del totalitarismo (1951) � a fare ulteriore e definitiva chiarezza sull'utilizzo del termine: dall'uscita di quel lavoro, ancora oggi siamo soliti definire totalitario un regime mirante alla "costruzione" dell'uomo nuovo in cui convivano indottrinamento [1] ideologico e terrore repressivo. Sbaglia pertanto chi non scorge la differenza che sussiste tra i due aggettivi 'autoritario' e 'totalitario', essendo il primo di uso comune in riferimento a governi preoccupati del solo annientamento del dissenso e il secondo attribuibile a quelle forze politiche che non possono fare a meno della ricerca del consenso delle masse. Ciò che pertanto accomuna fascismo, nazismo e comunismo (ovvero le tre forme principali di totalitarismo) è la volontà di mobilitare l'intera società (di nazionalizzare le masse, per dirla con George L. Mosse). Volontà che consente di valutare il percorso storico di questi tre movimenti politici privilegiando le analogie rispetto alle differenze, pur senza pretendere di considerarli come un tutt'uno (come ignorare, per esempio, che il fascismo fu un totalitarismo imperfetto per via di due forti contrappesi � monarchia e Chiesa � che ne limitavano l'azione, o che il nazismo si basava su una premessa razzista assente in Italia e in URSS?). (da: "I totalitarismi del XX secolo: origini, caratteri e peculiarità", Luigi Malavasi Pignatti Morano, Lanostrastoria.it) Quale di queste affermazioni NON può essere definita vera dalla lettura del testo? |
| RISPOSTA   Leggere attentamente il seguente brano. Il termine 'totalitarismo' fu introdotto intorno agli anni Venti negli ambienti antifascisti per definire polemicamente il regime instaurato da Mussolini. A dispetto però della sua iniziale accezione denigratoria, esso non fu respinto dal duce, che anzi lo utilizzò, insieme con Giovanni Gentile, nella stesura della voce Fascismo dell'Enciclopedia italiana.Ciò che Mussolini intendeva comunicare era l'idea della totale identificazione tra Stato e società: il fascismo non era cioè da intendersi come una tradizionale forza politica, bensì come una religione laica � fattasi Stato � che doveva permeare ogni singolo aspetto dell'esistenza (civile, sociale e morale) dell'individuo, definendone di fatto il significato ed il fine ultimo.Successivamente, il concetto di totalitarismo venne impiegato in riferimento a tutti i regimi a partito unico, senza distinzioni ideologiche. Fu tuttavia il celebre libro di Hannah Arendt � Le origini del totalitarismo (1951) � a fare ulteriore e definitiva chiarezza sull'utilizzo del termine: dall'uscita di quel lavoro, ancora oggi siamo soliti definire totalitario un regime mirante alla "costruzione" dell'uomo nuovo in cui convivano indottrinamento [1] ideologico e terrore repressivo. Sbaglia pertanto chi non scorge la differenza che sussiste tra i due aggettivi 'autoritario' e 'totalitario', essendo il primo di uso comune in riferimento a governi preoccupati del solo annientamento del dissenso e il secondo attribuibile a quelle forze politiche che non possono fare a meno della ricerca del consenso delle masse. Ciò che pertanto accomuna fascismo, nazismo e comunismo (ovvero le tre forme principali di totalitarismo) è la volontà di mobilitare l'intera società (di nazionalizzare le masse, per dirla con George L. Mosse). Volontà che consente di valutare il percorso storico di questi tre movimenti politici privilegiando le analogie rispetto alle differenze, pur senza pretendere di considerarli come un tutt'uno (come ignorare, per esempio, che il fascismo fu un totalitarismo imperfetto per via di due forti contrappesi � monarchia e Chiesa � che ne limitavano l'azione, o che il nazismo si basava su una premessa razzista assente in Italia e in URSS?). (da: "I totalitarismi del XX secolo: origini, caratteri e peculiarità", Luigi Malavasi Pignatti Morano, Lanostrastoria.it) Che cosa significa il termine "indottrinamento" [1] che si trova nel testo? |
| RISPOSTA   Leggere attentamente il seguente brano. Il tipo di mondo in cui viviamo sembra essere caratterizzato da una situazione di caos sociale complessa causata da criteri di competitività economica e finanziaria anziché di collaborazione e di sostenibilità sociale, ambientale ed economica.La crisi contemporanea pertanto degenera in una situazione di caos senza fine da cui non sembra possibile uscire da una continua minaccia di tipo ambientale e sociale, dove la crisi perenne sembra l'unica soluzione di un futuro comune.La parola greca "krisis" indica il momento che separa una maniera di essere e di pensare da un'altra qualitativamente differente. Ippocrate individua la "krisis" come il momento cruciale in cui la lotta per la vita si decide e una malattia può evolvere verso la guarigione o verso la morte.Purtroppo la "crisi" attuale ancora non trova alcuna strategia di cambiamento paradigmatico capace di superare i criteri di competitività economica e finanziaria che sono divenuti lo strumento primario per "cronicizzare" i gravi squilibri sociali che stanno conducendo al collasso il vecchio e ormai obsoleto sistema di produzione industriale.[1] Resta evidente che alla competizione spinta al parossismo a livello economico non corrisponde un miglioramento né quantitativo né qualitativo dello sviluppo contemporaneo.La speranza futura è che questo "caos della competitività", come in una reazione di trasformazione chimica si possa mutare nella più grande "chance" di sviluppo e di crescita alternativa.Nelle reazioni chimiche infatti la transizione dal caos a un nuovo ordine molecolare, necessita dell'azione di un catalizzatore che genera e diffonde l'informazione capace di riorientare il processo di degradazione e di disordine verso una diversa soluzione di equilibrio molecolare generalmente a minore dispendio di energia.Se prendiamo la trasformazione chimica come modello, comprendiamo come anziché tentare di riacquistare competitività dello sviluppo industriale, dovremo concepire come l'azione di degrado e quindi di perdita competitiva possa essere catalizzata da una nuova dimensione dell'informazione sulle opportunità di cambiamento dello sviluppo, fondata sulla collaborazione aperta con sistemi internazionali nei quali si attuano sperimentazioni suscettibili di mettere in discussione l'attuale struttura dei consumi e/o della produzione e/o del ricorso ad alternative fonti di energia quali basi di rinnovamento dello sviluppo dell'economia circolare, le quali sono la premessa di una innovazione sociale nella nuova dimensione dello sviluppo della "Living Economy". (Da: P. Manzelli, "La competizione ci sta annichilendo", vglobale.it/opinioni) Quale dei seguenti rapporti di causa-effetto è coerente con quanto presenta il brano? |
RISPOSTA   Leggere attentamente il seguente brano. Il tipo di mondo in cui viviamo sembra essere caratterizzato da una situazione di caos sociale complessa causata da criteri di competitività economica e finanziaria anziché di collaborazione e di sostenibilità sociale, ambientale ed economica.La crisi contemporanea pertanto degenera in una situazione di caos senza fine da cui non sembra possibile uscire da una continua minaccia di tipo ambientale e sociale, dove la crisi perenne sembra l'unica soluzione di un futuro comune.La parola greca "krisis" indica il momento che separa una maniera di essere e di pensare da un'altra qualitativamente differente. Ippocrate individua la "krisis" come il momento cruciale in cui la lotta per la vita si decide e una malattia può evolvere verso la guarigione o verso la morte.Purtroppo la "crisi" attuale ancora non trova alcuna strategia di cambiamento paradigmatico capace di superare i criteri di competitività economica e finanziaria che sono divenuti lo strumento primario per "cronicizzare" i gravi squilibri sociali che stanno conducendo al collasso il vecchio e ormai obsoleto sistema di produzione industriale.[1] Resta evidente che alla competizione spinta al parossismo a livello economico non corrisponde un miglioramento né quantitativo né qualitativo dello sviluppo contemporaneo.La speranza futura è che questo "caos della competitività", come in una reazione di trasformazione chimica si possa mutare nella più grande "chance" di sviluppo e di crescita alternativa.Nelle reazioni chimiche infatti la transizione dal caos a un nuovo ordine molecolare, necessita dell'azione di un catalizzatore che genera e diffonde l'informazione capace di riorientare il processo di degradazione e di disordine verso una diversa soluzione di equilibrio molecolare generalmente a minore dispendio di energia.Se prendiamo la trasformazione chimica come modello, comprendiamo come anziché tentare di riacquistare competitività dello sviluppo industriale, dovremo concepire come l'azione di degrado e quindi di perdita competitiva possa essere catalizzata da una nuova dimensione dell'informazione sulle opportunità di cambiamento dello sviluppo, fondata sulla collaborazione aperta con sistemi internazionali nei quali si attuano sperimentazioni suscettibili di mettere in discussione l'attuale struttura dei consumi e/o della produzione e/o del ricorso ad alternative fonti di energia quali basi di rinnovamento dello sviluppo dell'economia circolare, le quali sono la premessa di una innovazione sociale nella nuova dimensione dello sviluppo della "Living Economy". (Da: P. Manzelli, "La competizione ci sta annichilendo", vglobale.it/opinioni) Quale delle seguenti informazioni è coerente con quanto presenta il brano? |
| RISPOSTA   Leggere attentamente il seguente brano. Il tipo di mondo in cui viviamo sembra essere caratterizzato da una situazione di caos sociale complessa causata da criteri di competitività economica e finanziaria anziché di collaborazione e di sostenibilità sociale, ambientale ed economica.La crisi contemporanea pertanto degenera in una situazione di caos senza fine da cui non sembra possibile uscire da una continua minaccia di tipo ambientale e sociale, dove la crisi perenne sembra l'unica soluzione di un futuro comune.La parola greca "krisis" indica il momento che separa una maniera di essere e di pensare da un'altra qualitativamente differente. Ippocrate individua la "krisis" come il momento cruciale in cui la lotta per la vita si decide e una malattia può evolvere verso la guarigione o verso la morte.Purtroppo la "crisi" attuale ancora non trova alcuna strategia di cambiamento paradigmatico capace di superare i criteri di competitività economica e finanziaria che sono divenuti lo strumento primario per "cronicizzare" i gravi squilibri sociali che stanno conducendo al collasso il vecchio e ormai obsoleto sistema di produzione industriale.[1] Resta evidente che alla competizione spinta al parossismo a livello economico non corrisponde un miglioramento né quantitativo né qualitativo dello sviluppo contemporaneo.La speranza futura è che questo "caos della competitività", come in una reazione di trasformazione chimica si possa mutare nella più grande "chance" di sviluppo e di crescita alternativa.Nelle reazioni chimiche infatti la transizione dal caos a un nuovo ordine molecolare, necessita dell'azione di un catalizzatore che genera e diffonde l'informazione capace di riorientare il processo di degradazione e di disordine verso una diversa soluzione di equilibrio molecolare generalmente a minore dispendio di energia.Se prendiamo la trasformazione chimica come modello, comprendiamo come anziché tentare di riacquistare competitività dello sviluppo industriale, dovremo concepire come l'azione di degrado e quindi di perdita competitiva possa essere catalizzata da una nuova dimensione dell'informazione sulle opportunità di cambiamento dello sviluppo, fondata sulla collaborazione aperta con sistemi internazionali nei quali si attuano sperimentazioni suscettibili di mettere in discussione l'attuale struttura dei consumi e/o della produzione e/o del ricorso ad alternative fonti di energia quali basi di rinnovamento dello sviluppo dell'economia circolare, le quali sono la premessa di una innovazione sociale nella nuova dimensione dello sviluppo della "Living Economy". (Da: P. Manzelli, "La competizione ci sta annichilendo", vglobale.it/opinioni) La "krisis": |
| RISPOSTA   Leggere attentamente il seguente brano. Il tipo di mondo in cui viviamo sembra essere caratterizzato da una situazione di caos sociale complessa causata da criteri di competitività economica e finanziaria anziché di collaborazione e di sostenibilità sociale, ambientale ed economica.La crisi contemporanea pertanto degenera in una situazione di caos senza fine da cui non sembra possibile uscire da una continua minaccia di tipo ambientale e sociale, dove la crisi perenne sembra l'unica soluzione di un futuro comune.La parola greca "krisis" indica il momento che separa una maniera di essere e di pensare da un'altra qualitativamente differente. Ippocrate individua la "krisis" come il momento cruciale in cui la lotta per la vita si decide e una malattia può evolvere verso la guarigione o verso la morte.Purtroppo la "crisi" attuale ancora non trova alcuna strategia di cambiamento paradigmatico capace di superare i criteri di competitività economica e finanziaria che sono divenuti lo strumento primario per "cronicizzare" i gravi squilibri sociali che stanno conducendo al collasso il vecchio e ormai obsoleto sistema di produzione industriale.[1] Resta evidente che alla competizione spinta al parossismo a livello economico non corrisponde un miglioramento né quantitativo né qualitativo dello sviluppo contemporaneo.La speranza futura è che questo "caos della competitività", come in una reazione di trasformazione chimica si possa mutare nella più grande "chance" di sviluppo e di crescita alternativa.Nelle reazioni chimiche infatti la transizione dal caos a un nuovo ordine molecolare, necessita dell'azione di un catalizzatore che genera e diffonde l'informazione capace di riorientare il processo di degradazione e di disordine verso una diversa soluzione di equilibrio molecolare generalmente a minore dispendio di energia.Se prendiamo la trasformazione chimica come modello, comprendiamo come anziché tentare di riacquistare competitività dello sviluppo industriale, dovremo concepire come l'azione di degrado e quindi di perdita competitiva possa essere catalizzata da una nuova dimensione dell'informazione sulle opportunità di cambiamento dello sviluppo, fondata sulla collaborazione aperta con sistemi internazionali nei quali si attuano sperimentazioni suscettibili di mettere in discussione l'attuale struttura dei consumi e/o della produzione e/o del ricorso ad alternative fonti di energia quali basi di rinnovamento dello sviluppo dell'economia circolare, le quali sono la premessa di una innovazione sociale nella nuova dimensione dello sviluppo della "Living Economy". (Da: P. Manzelli, "La competizione ci sta annichilendo", vglobale.it/opinioni) In quale modo potrebbe essere sostituita la dicitura "al parossismo", presente nel periodo contrassegnato da [1], senza che muti il senso della frase? |
| RISPOSTA   Leggere attentamente il seguente brano. Il tipo di mondo in cui viviamo sembra essere caratterizzato da una situazione di caos sociale complessa causata da criteri di competitività economica e finanziaria anziché di collaborazione e di sostenibilità sociale, ambientale ed economica.La crisi contemporanea pertanto degenera in una situazione di caos senza fine da cui non sembra possibile uscire da una continua minaccia di tipo ambientale e sociale, dove la crisi perenne sembra l'unica soluzione di un futuro comune.La parola greca "krisis" indica il momento che separa una maniera di essere e di pensare da un'altra qualitativamente differente. Ippocrate individua la "krisis" come il momento cruciale in cui la lotta per la vita si decide e una malattia può evolvere verso la guarigione o verso la morte.Purtroppo la "crisi" attuale ancora non trova alcuna strategia di cambiamento paradigmatico capace di superare i criteri di competitività economica e finanziaria che sono divenuti lo strumento primario per "cronicizzare" i gravi squilibri sociali che stanno conducendo al collasso il vecchio e ormai obsoleto sistema di produzione industriale.[1] Resta evidente che alla competizione spinta al parossismo a livello economico non corrisponde un miglioramento né quantitativo né qualitativo dello sviluppo contemporaneo.La speranza futura è che questo "caos della competitività", come in una reazione di trasformazione chimica si possa mutare nella più grande "chance" di sviluppo e di crescita alternativa.Nelle reazioni chimiche infatti la transizione dal caos a un nuovo ordine molecolare, necessita dell'azione di un catalizzatore che genera e diffonde l'informazione capace di riorientare il processo di degradazione e di disordine verso una diversa soluzione di equilibrio molecolare generalmente a minore dispendio di energia.Se prendiamo la trasformazione chimica come modello, comprendiamo come anziché tentare di riacquistare competitività dello sviluppo industriale, dovremo concepire come l'azione di degrado e quindi di perdita competitiva possa essere catalizzata da una nuova dimensione dell'informazione sulle opportunità di cambiamento dello sviluppo, fondata sulla collaborazione aperta con sistemi internazionali nei quali si attuano sperimentazioni suscettibili di mettere in discussione l'attuale struttura dei consumi e/o della produzione e/o del ricorso ad alternative fonti di energia quali basi di rinnovamento dello sviluppo dell'economia circolare, le quali sono la premessa di una innovazione sociale nella nuova dimensione dello sviluppo della "Living Economy". (Da: P. Manzelli, "La competizione ci sta annichilendo", vglobale.it/opinioni) Quale parallelismo sottolinea l'autore del brano tra reazioni chimiche e nuova dimensione dello sviluppo? |
| RISPOSTA   Leggere attentamente il seguente brano. Il video di una misteriosa città nascosta dalle nuvole, che fluttua sopra un centro urbano cinese, è diventato virale. Tra le spiegazioni proposte ci sono un progetto segreto della NASA, l'idea che si tratti di uno scherzo molto elaborato ma anche l'ipotesi che si tratti di un fenomeno atmosferico. Gli esperti, dal canto loro, non sono sicuri che le riprese siano autentiche."Ma se fossero immagini autentiche si tratterebbe di un miraggio superiore, un'immagine riflessa verso l'alto", spiega Jill Coleman, ricercatrice alla Ball State University di Muncie, nell'Indiana. Potrebbe essere quello che viene chiamato "Fata Morgana", un miraggio atmosferico molto particolare.Perché si verifichi una Fata Morgana è necessario che dell'aria fredda e densa vicina al terreno venga sovrastata da un altro strato di aria più calda, spiega Coleman. Si tratta di un'inversione di temperatura, perché è proprio il contrario di quanto accade normalmente nell'atmosfera. Di solito si verificano sopra enormi masse d'acqua, perché l'aria tende a essere più fredda vicino a un oceano o sulla superficie di un lago, ma può accadere anche sulla terraferma. Questo tipo di stratificazione fa incurvare i raggi di luce nel passaggio tra uno strato e l'altro, raggi flessi a tal punto che il nostro cervello si fa convincere dall'idea che un oggetto sia molto più alto di quanto è in realtà.Siccome la prospettiva dell'osservatore può modificare l'aspetto di una Fata Morgana, più lontana è una persona dall'oggetto in questione, più questo apparirà alto, spiega Coleman. Probabilmente è questo il motivo per il quale nel video "la città sembra fluttuare tra le nuvole", spiega. Alla Fata Morgana vanno attribuite anche tutte le osservazioni di "navi volanti" e "muri d'acqua" che dominano l'orizzonte. Questo tipo di miraggio potrebbe addirittura essere la spiegazione del mito dell'Olandese Volante, il vascello fantasma che solca le acque internazionali. Secondo lo storico Tim Maltin, una Fata Morgana potrebbe aver contribuito anche alla collisione del Titanic.Il fenomeno della Fata Morgana è particolarmente comune nelle regioni polari, ma può verificarsi ovunque, ed è stato visto anche in Italia, nello Stretto di Messina. (da: Jane J. Lee, "In Cina è comparsa davvero una città tra le nuvole?", National Geographic) Secondo quanto affermato nell'articolo, il fenomeno della Fata Morgana: |
| RISPOSTA   Leggere attentamente il seguente brano. Il video di una misteriosa città nascosta dalle nuvole, che fluttua sopra un centro urbano cinese, è diventato virale. Tra le spiegazioni proposte ci sono un progetto segreto della NASA, l'idea che si tratti di uno scherzo molto elaborato ma anche l'ipotesi che si tratti di un fenomeno atmosferico. Gli esperti, dal canto loro, non sono sicuri che le riprese siano autentiche."Ma se fossero immagini autentiche si tratterebbe di un miraggio superiore, un'immagine riflessa verso l'alto", spiega Jill Coleman, ricercatrice alla Ball State University di Muncie, nell'Indiana. Potrebbe essere quello che viene chiamato "Fata Morgana", un miraggio atmosferico molto particolare.Perché si verifichi una Fata Morgana è necessario che dell'aria fredda e densa vicina al terreno venga sovrastata da un altro strato di aria più calda, spiega Coleman. Si tratta di un'inversione di temperatura, perché è proprio il contrario di quanto accade normalmente nell'atmosfera. Di solito si verificano sopra enormi masse d'acqua, perché l'aria tende a essere più fredda vicino a un oceano o sulla superficie di un lago, ma può accadere anche sulla terraferma. Questo tipo di stratificazione fa incurvare i raggi di luce nel passaggio tra uno strato e l'altro, raggi flessi a tal punto che il nostro cervello si fa convincere dall'idea che un oggetto sia molto più alto di quanto è in realtà.Siccome la prospettiva dell'osservatore può modificare l'aspetto di una Fata Morgana, più lontana è una persona dall'oggetto in questione, più questo apparirà alto, spiega Coleman. Probabilmente è questo il motivo per il quale nel video "la città sembra fluttuare tra le nuvole", spiega. Alla Fata Morgana vanno attribuite anche tutte le osservazioni di "navi volanti" e "muri d'acqua" che dominano l'orizzonte. Questo tipo di miraggio potrebbe addirittura essere la spiegazione del mito dell'Olandese Volante, il vascello fantasma che solca le acque internazionali. Secondo lo storico Tim Maltin, una Fata Morgana potrebbe aver contribuito anche alla collisione del Titanic.Il fenomeno della Fata Morgana è particolarmente comune nelle regioni polari, ma può verificarsi ovunque, ed è stato visto anche in Italia, nello Stretto di Messina. (da: Jane J. Lee, "In Cina è comparsa davvero una città tra le nuvole?", National Geographic) Qual è l'argomento del brano? |
| RISPOSTA   Leggere attentamente il seguente brano. Il video di una misteriosa città nascosta dalle nuvole, che fluttua sopra un centro urbano cinese, è diventato virale. Tra le spiegazioni proposte ci sono un progetto segreto della NASA, l'idea che si tratti di uno scherzo molto elaborato ma anche l'ipotesi che si tratti di un fenomeno atmosferico. Gli esperti, dal canto loro, non sono sicuri che le riprese siano autentiche."Ma se fossero immagini autentiche si tratterebbe di un miraggio superiore, un'immagine riflessa verso l'alto", spiega Jill Coleman, ricercatrice alla Ball State University di Muncie, nell'Indiana. Potrebbe essere quello che viene chiamato "Fata Morgana", un miraggio atmosferico molto particolare.Perché si verifichi una Fata Morgana è necessario che dell'aria fredda e densa vicina al terreno venga sovrastata da un altro strato di aria più calda, spiega Coleman. Si tratta di un'inversione di temperatura, perché è proprio il contrario di quanto accade normalmente nell'atmosfera. Di solito si verificano sopra enormi masse d'acqua, perché l'aria tende a essere più fredda vicino a un oceano o sulla superficie di un lago, ma può accadere anche sulla terraferma. Questo tipo di stratificazione fa incurvare i raggi di luce nel passaggio tra uno strato e l'altro, raggi flessi a tal punto che il nostro cervello si fa convincere dall'idea che un oggetto sia molto più alto di quanto è in realtà.Siccome la prospettiva dell'osservatore può modificare l'aspetto di una Fata Morgana, più lontana è una persona dall'oggetto in questione, più questo apparirà alto, spiega Coleman. Probabilmente è questo il motivo per il quale nel video "la città sembra fluttuare tra le nuvole", spiega. Alla Fata Morgana vanno attribuite anche tutte le osservazioni di "navi volanti" e "muri d'acqua" che dominano l'orizzonte. Questo tipo di miraggio potrebbe addirittura essere la spiegazione del mito dell'Olandese Volante, il vascello fantasma che solca le acque internazionali. Secondo lo storico Tim Maltin, una Fata Morgana potrebbe aver contribuito anche alla collisione del Titanic.Il fenomeno della Fata Morgana è particolarmente comune nelle regioni polari, ma può verificarsi ovunque, ed è stato visto anche in Italia, nello Stretto di Messina. (da: Jane J. Lee, "In Cina è comparsa davvero una città tra le nuvole?", National Geographic) Secondo gli esperti: |
| RISPOSTA   Leggere attentamente il seguente brano. Il video di una misteriosa città nascosta dalle nuvole, che fluttua sopra un centro urbano cinese, è diventato virale. Tra le spiegazioni proposte ci sono un progetto segreto della NASA, l'idea che si tratti di uno scherzo molto elaborato ma anche l'ipotesi che si tratti di un fenomeno atmosferico. Gli esperti, dal canto loro, non sono sicuri che le riprese siano autentiche."Ma se fossero immagini autentiche si tratterebbe di un miraggio superiore, un'immagine riflessa verso l'alto", spiega Jill Coleman, ricercatrice alla Ball State University di Muncie, nell'Indiana. Potrebbe essere quello che viene chiamato "Fata Morgana", un miraggio atmosferico molto particolare.Perché si verifichi una Fata Morgana è necessario che dell'aria fredda e densa vicina al terreno venga sovrastata da un altro strato di aria più calda, spiega Coleman. Si tratta di un'inversione di temperatura, perché è proprio il contrario di quanto accade normalmente nell'atmosfera. Di solito si verificano sopra enormi masse d'acqua, perché l'aria tende a essere più fredda vicino a un oceano o sulla superficie di un lago, ma può accadere anche sulla terraferma. Questo tipo di stratificazione fa incurvare i raggi di luce nel passaggio tra uno strato e l'altro, raggi flessi a tal punto che il nostro cervello si fa convincere dall'idea che un oggetto sia molto più alto di quanto è in realtà.Siccome la prospettiva dell'osservatore può modificare l'aspetto di una Fata Morgana, più lontana è una persona dall'oggetto in questione, più questo apparirà alto, spiega Coleman. Probabilmente è questo il motivo per il quale nel video "la città sembra fluttuare tra le nuvole", spiega. Alla Fata Morgana vanno attribuite anche tutte le osservazioni di "navi volanti" e "muri d'acqua" che dominano l'orizzonte. Questo tipo di miraggio potrebbe addirittura essere la spiegazione del mito dell'Olandese Volante, il vascello fantasma che solca le acque internazionali. Secondo lo storico Tim Maltin, una Fata Morgana potrebbe aver contribuito anche alla collisione del Titanic.Il fenomeno della Fata Morgana è particolarmente comune nelle regioni polari, ma può verificarsi ovunque, ed è stato visto anche in Italia, nello Stretto di Messina. (da: Jane J. Lee, "In Cina è comparsa davvero una città tra le nuvole?", National Geographic) Jill Coleman afferma che: |
| RISPOSTA   Leggere attentamente il seguente brano. Il video di una misteriosa città nascosta dalle nuvole, che fluttua sopra un centro urbano cinese, è diventato virale. Tra le spiegazioni proposte ci sono un progetto segreto della NASA, l'idea che si tratti di uno scherzo molto elaborato ma anche l'ipotesi che si tratti di un fenomeno atmosferico. Gli esperti, dal canto loro, non sono sicuri che le riprese siano autentiche."Ma se fossero immagini autentiche si tratterebbe di un miraggio superiore, un'immagine riflessa verso l'alto", spiega Jill Coleman, ricercatrice alla Ball State University di Muncie, nell'Indiana. Potrebbe essere quello che viene chiamato "Fata Morgana", un miraggio atmosferico molto particolare.Perché si verifichi una Fata Morgana è necessario che dell'aria fredda e densa vicina al terreno venga sovrastata da un altro strato di aria più calda, spiega Coleman. Si tratta di un'inversione di temperatura, perché è proprio il contrario di quanto accade normalmente nell'atmosfera. Di solito si verificano sopra enormi masse d'acqua, perché l'aria tende a essere più fredda vicino a un oceano o sulla superficie di un lago, ma può accadere anche sulla terraferma. Questo tipo di stratificazione fa incurvare i raggi di luce nel passaggio tra uno strato e l'altro, raggi flessi a tal punto che il nostro cervello si fa convincere dall'idea che un oggetto sia molto più alto di quanto è in realtà.Siccome la prospettiva dell'osservatore può modificare l'aspetto di una Fata Morgana, più lontana è una persona dall'oggetto in questione, più questo apparirà alto, spiega Coleman. Probabilmente è questo il motivo per il quale nel video "la città sembra fluttuare tra le nuvole", spiega. Alla Fata Morgana vanno attribuite anche tutte le osservazioni di "navi volanti" e "muri d'acqua" che dominano l'orizzonte. Questo tipo di miraggio potrebbe addirittura essere la spiegazione del mito dell'Olandese Volante, il vascello fantasma che solca le acque internazionali. Secondo lo storico Tim Maltin, una Fata Morgana potrebbe aver contribuito anche alla collisione del Titanic.Il fenomeno della Fata Morgana è particolarmente comune nelle regioni polari, ma può verificarsi ovunque, ed è stato visto anche in Italia, nello Stretto di Messina. (da: Jane J. Lee, "In Cina è comparsa davvero una città tra le nuvole?", National Geographic) Quale delle seguenti affermazioni NON è deducibile dall'articolo? |
| RISPOSTA   Leggere attentamente il seguente brano. Il Vietnam del 2012 presenta chance e difficoltà proprie, solo in parte paragonabili a quelle dei Paesi con cui può essere comparato, a cominciare da Cina e India. I vietnamiti � nonostante [1] il caos frenetico delle città, dove incessantemente strombazzano migliaia di motorini a qualunque ora del giorno e della notte, possa far pensare l'esatto contrario � sono un popolo che tiene in debito conto gli aspetti spirituali, sfociando tradizionalmente anche nella superstizione. Benché siano un popolo molto aggressivo dal punto di vista del comportamento negli affari (e forse per questo sono tra i pochi, nel Sudest Asiatico, che riescano a negoziare quasi ad armi pari con i cinesi, se non in termini di risorse quantomeno in termini di atteggiamento), non ci si deve stupire di alcuni comportamenti che agli occhi di qualsiasi occidentale possono apparire privi di senso nel mondo del business.A chi scrive è capitato, per esempio, di ricevere un mandato professionale solo dopo che il legale rappresentante della società vietnamita avesse consultato l'oroscopo per verificare che i due segni zodiacali fossero compatibili e che, accertata la competenza professionale "reale" dell'interlocutore italiano, l'avvocato italiano in questione non facesse perdere soldi alla società, secondo i calcoli zodiacali locali.La valutazione di un affare o di un partner, straniero o vietnamita che sia, passa dunque due fasi di selezione: la prima, simile a quella che effettuiamo in Occidente, basata sulle capacità professionali, sui numeri, sulle prospettive e anche sull'intuito; la seconda, invece, basata sulle indicazioni astrologiche e degli indovini.Se gli esempi di storie di successo professionale di vietnamiti che sono partiti dal nulla o quasi sono numerosissime, non sempre le valutazioni numeriche o sciamaniche rendono gli affari a prova di fallimento. Come si accennava, i vietnamiti, che vivono ora la più lunga fase di prosperità continuata e di pace della loro storia, sono uomini (e donne, tante donne) d'affari combattivi e ambiziosi, ma solo pochi di loro hanno avuto la possibilità di un'istruzione avanzata adeguata agli standard occidentali. (da: F. Vasoli, "E&M") Relativamente alla spiritualità del Vietnam, l'autore dice che: |
| RISPOSTA   Leggere attentamente il seguente brano. Il Vietnam del 2012 presenta chance e difficoltà proprie, solo in parte paragonabili a quelle dei Paesi con cui può essere comparato, a cominciare da Cina e India. I vietnamiti � nonostante [1] il caos frenetico delle città, dove incessantemente strombazzano migliaia di motorini a qualunque ora del giorno e della notte, possa far pensare l'esatto contrario � sono un popolo che tiene in debito conto gli aspetti spirituali, sfociando tradizionalmente anche nella superstizione. Benché siano un popolo molto aggressivo dal punto di vista del comportamento negli affari (e forse per questo sono tra i pochi, nel Sudest Asiatico, che riescano a negoziare quasi ad armi pari con i cinesi, se non in termini di risorse quantomeno in termini di atteggiamento), non ci si deve stupire di alcuni comportamenti che agli occhi di qualsiasi occidentale possono apparire privi di senso nel mondo del business.A chi scrive è capitato, per esempio, di ricevere un mandato professionale solo dopo che il legale rappresentante della società vietnamita avesse consultato l'oroscopo per verificare che i due segni zodiacali fossero compatibili e che, accertata la competenza professionale "reale" dell'interlocutore italiano, l'avvocato italiano in questione non facesse perdere soldi alla società, secondo i calcoli zodiacali locali.La valutazione di un affare o di un partner, straniero o vietnamita che sia, passa dunque due fasi di selezione: la prima, simile a quella che effettuiamo in Occidente, basata sulle capacità professionali, sui numeri, sulle prospettive e anche sull'intuito; la seconda, invece, basata sulle indicazioni astrologiche e degli indovini.Se gli esempi di storie di successo professionale di vietnamiti che sono partiti dal nulla o quasi sono numerosissime, non sempre le valutazioni numeriche o sciamaniche rendono gli affari a prova di fallimento. Come si accennava, i vietnamiti, che vivono ora la più lunga fase di prosperità continuata e di pace della loro storia, sono uomini (e donne, tante donne) d'affari combattivi e ambiziosi, ma solo pochi di loro hanno avuto la possibilità di un'istruzione avanzata adeguata agli standard occidentali. (da: F. Vasoli, "E&M") La parola "nonostante", identificata nel brano dal numero [1], regge: |
| RISPOSTA   Leggere attentamente il seguente brano. Il Vietnam del 2012 presenta chance e difficoltà proprie, solo in parte paragonabili a quelle dei Paesi con cui può essere comparato, a cominciare da Cina e India. I vietnamiti � nonostante [1] il caos frenetico delle città, dove incessantemente strombazzano migliaia di motorini a qualunque ora del giorno e della notte, possa far pensare l'esatto contrario � sono un popolo che tiene in debito conto gli aspetti spirituali, sfociando tradizionalmente anche nella superstizione. Benché siano un popolo molto aggressivo dal punto di vista del comportamento negli affari (e forse per questo sono tra i pochi, nel Sudest Asiatico, che riescano a negoziare quasi ad armi pari con i cinesi, se non in termini di risorse quantomeno in termini di atteggiamento), non ci si deve stupire di alcuni comportamenti che agli occhi di qualsiasi occidentale possono apparire privi di senso nel mondo del business.A chi scrive è capitato, per esempio, di ricevere un mandato professionale solo dopo che il legale rappresentante della società vietnamita avesse consultato l'oroscopo per verificare che i due segni zodiacali fossero compatibili e che, accertata la competenza professionale "reale" dell'interlocutore italiano, l'avvocato italiano in questione non facesse perdere soldi alla società, secondo i calcoli zodiacali locali.La valutazione di un affare o di un partner, straniero o vietnamita che sia, passa dunque due fasi di selezione: la prima, simile a quella che effettuiamo in Occidente, basata sulle capacità professionali, sui numeri, sulle prospettive e anche sull'intuito; la seconda, invece, basata sulle indicazioni astrologiche e degli indovini.Se gli esempi di storie di successo professionale di vietnamiti che sono partiti dal nulla o quasi sono numerosissime, non sempre le valutazioni numeriche o sciamaniche rendono gli affari a prova di fallimento. Come si accennava, i vietnamiti, che vivono ora la più lunga fase di prosperità continuata e di pace della loro storia, sono uomini (e donne, tante donne) d'affari combattivi e ambiziosi, ma solo pochi di loro hanno avuto la possibilità di un'istruzione avanzata adeguata agli standard occidentali. (da: F. Vasoli, "E&M") Raccontando l'episodio che lo riguarda, l'autore dice che il legale rappresentante della società vietnamita: |
| RISPOSTA   Leggere attentamente il seguente brano. Il Vietnam del 2012 presenta chance e difficoltà proprie, solo in parte paragonabili a quelle dei Paesi con cui può essere comparato, a cominciare da Cina e India. I vietnamiti � nonostante [1] il caos frenetico delle città, dove incessantemente strombazzano migliaia di motorini a qualunque ora del giorno e della notte, possa far pensare l'esatto contrario � sono un popolo che tiene in debito conto gli aspetti spirituali, sfociando tradizionalmente anche nella superstizione. Benché siano un popolo molto aggressivo dal punto di vista del comportamento negli affari (e forse per questo sono tra i pochi, nel Sudest Asiatico, che riescano a negoziare quasi ad armi pari con i cinesi, se non in termini di risorse quantomeno in termini di atteggiamento), non ci si deve stupire di alcuni comportamenti che agli occhi di qualsiasi occidentale possono apparire privi di senso nel mondo del business.A chi scrive è capitato, per esempio, di ricevere un mandato professionale solo dopo che il legale rappresentante della società vietnamita avesse consultato l'oroscopo per verificare che i due segni zodiacali fossero compatibili e che, accertata la competenza professionale "reale" dell'interlocutore italiano, l'avvocato italiano in questione non facesse perdere soldi alla società, secondo i calcoli zodiacali locali.La valutazione di un affare o di un partner, straniero o vietnamita che sia, passa dunque due fasi di selezione: la prima, simile a quella che effettuiamo in Occidente, basata sulle capacità professionali, sui numeri, sulle prospettive e anche sull'intuito; la seconda, invece, basata sulle indicazioni astrologiche e degli indovini.Se gli esempi di storie di successo professionale di vietnamiti che sono partiti dal nulla o quasi sono numerosissime, non sempre le valutazioni numeriche o sciamaniche rendono gli affari a prova di fallimento. Come si accennava, i vietnamiti, che vivono ora la più lunga fase di prosperità continuata e di pace della loro storia, sono uomini (e donne, tante donne) d'affari combattivi e ambiziosi, ma solo pochi di loro hanno avuto la possibilità di un'istruzione avanzata adeguata agli standard occidentali. (da: F. Vasoli, "E&M") Quale delle seguenti caratteristiche permette ai vietnamiti di negoziare quasi ad armi pari con i cinesi? |
RISPOSTA   Leggere attentamente il seguente brano. Il Vietnam del 2012 presenta chance e difficoltà proprie, solo in parte paragonabili a quelle dei Paesi con cui può essere comparato, a cominciare da Cina e India. I vietnamiti � nonostante [1] il caos frenetico delle città, dove incessantemente strombazzano migliaia di motorini a qualunque ora del giorno e della notte, possa far pensare l'esatto contrario � sono un popolo che tiene in debito conto gli aspetti spirituali, sfociando tradizionalmente anche nella superstizione. Benché siano un popolo molto aggressivo dal punto di vista del comportamento negli affari (e forse per questo sono tra i pochi, nel Sudest Asiatico, che riescano a negoziare quasi ad armi pari con i cinesi, se non in termini di risorse quantomeno in termini di atteggiamento), non ci si deve stupire di alcuni comportamenti che agli occhi di qualsiasi occidentale possono apparire privi di senso nel mondo del business.A chi scrive è capitato, per esempio, di ricevere un mandato professionale solo dopo che il legale rappresentante della società vietnamita avesse consultato l'oroscopo per verificare che i due segni zodiacali fossero compatibili e che, accertata la competenza professionale "reale" dell'interlocutore italiano, l'avvocato italiano in questione non facesse perdere soldi alla società, secondo i calcoli zodiacali locali.La valutazione di un affare o di un partner, straniero o vietnamita che sia, passa dunque due fasi di selezione: la prima, simile a quella che effettuiamo in Occidente, basata sulle capacità professionali, sui numeri, sulle prospettive e anche sull'intuito; la seconda, invece, basata sulle indicazioni astrologiche e degli indovini.Se gli esempi di storie di successo professionale di vietnamiti che sono partiti dal nulla o quasi sono numerosissime, non sempre le valutazioni numeriche o sciamaniche rendono gli affari a prova di fallimento. Come si accennava, i vietnamiti, che vivono ora la più lunga fase di prosperità continuata e di pace della loro storia, sono uomini (e donne, tante donne) d'affari combattivi e ambiziosi, ma solo pochi di loro hanno avuto la possibilità di un'istruzione avanzata adeguata agli standard occidentali. (da: F. Vasoli, "E&M") Quale delle seguenti affermazioni è corretta, alla luce di quanto si dice nel brano? |
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Leggere attentamente il seguente brano. Il tipo di mondo in cui viviamo sembra essere caratterizzato da una situazione di caos sociale complessa causata da criteri di competitività economica e finanziaria anziché di collaborazione e di sostenibilità sociale, ambientale ed economica.La crisi contemporanea pertanto degenera in una situazione di caos senza fine da cui non sembra possibile uscire da una continua minaccia di tipo ambientale e sociale, dove la crisi perenne sembra l'unica soluzione di un futuro comune.La parola greca "krisis" indica il momento che separa una maniera di essere e di pensare da un'altra qualitativamente differente. Ippocrate individua la "krisis" come il momento cruciale in cui la lotta per la vita si decide e una malattia può evolvere verso la guarigione o verso la morte.Purtroppo la "crisi" attuale ancora non trova alcuna strategia di cambiamento paradigmatico capace di superare i criteri di competitività economica e finanziaria che sono divenuti lo strumento primario per "cronicizzare" i gravi squilibri sociali che stanno conducendo al collasso il vecchio e ormai obsoleto sistema di produzione industriale.[1] Resta evidente che alla competizione spinta al parossismo a livello economico non corrisponde un miglioramento né quantitativo né qualitativo dello sviluppo contemporaneo.La speranza futura è che questo "caos della competitività", come in una reazione di trasformazione chimica si possa mutare nella più grande "chance" di sviluppo e di crescita alternativa.Nelle reazioni chimiche infatti la transizione dal caos a un nuovo ordine molecolare, necessita dell'azione di un catalizzatore che genera e diffonde l'informazione capace di riorientare il processo di degradazione e di disordine verso una diversa soluzione di equilibrio molecolare generalmente a minore dispendio di energia.Se prendiamo la trasformazione chimica come modello, comprendiamo come anziché tentare di riacquistare competitività dello sviluppo industriale, dovremo concepire come l'azione di degrado e quindi di perdita competitiva possa essere catalizzata da una nuova dimensione dell'informazione sulle opportunità di cambiamento dello sviluppo, fondata sulla collaborazione aperta con sistemi internazionali nei quali si attuano sperimentazioni suscettibili di mettere in discussione l'attuale struttura dei consumi e/o della produzione e/o del ricorso ad alternative fonti di energia quali basi di rinnovamento dello sviluppo dell'economia circolare, le quali sono la premessa di una innovazione sociale nella nuova dimensione dello sviluppo della "Living Economy". (Da: P. Manzelli, "La competizione ci sta annichilendo", vglobale.it/opinioni) Quale delle seguenti informazioni è coerente con quanto presenta il brano?