Tutte le domande del quiz : Ragionamento critico verbaletratto da:Regione Campania Quiz - 2175 posti a tempo indeterminato - Nuovi concorsi per 950 laureati e 1225 diplomati a tempo indeterminato presso vari enti della Regione Campania  Esercitati su questo Quiz  |
RISPOSTA   L'Unione Europea e la Commissione Europea, in particolare, si sono attivate nel senso della piena applicabilità della vigente disciplina IVA nelle transazioni del commercio elettronico. Il primo passo in tale direzione è stato quello di distinguere le transazioni di commercio elettronico diretto da quelle di commercio elettronico indiretto, indicando quest'ultime come quelle dove la consegna del bene avviene in forma tradizionale o comunque off-line. Il commercio elettronico diretto, che individua invece tutte le transazioni on-line, ovvero quelle transazioni aventi a oggetto prodotti digitali o comunque servizi virtuali, si qualifica ai fini dell'Imposta sul Valore Aggiunto come prestazione di servizio, anche se la corrispondente transazione in termini reali venga considerata come cessione di beni. Se quindi l'acquisto di un libro (sia in libreria che attraverso Internet) in formato cartaceo si qualifica ai fini IVA come cessione di un bene, l'acquisto dello stesso in formato elettronico mediante downloading dal sito dell'editore rappresenta invece una prestazione di servizi. Quindi solo nel primo caso (acquisto in forma cartacea) si applicherà l'aliquota IVA ridotta (4%) anziché quella ordinaria (20%). La distinzione tra forme di commercio elettronico diretto e indiretto: |
| RISPOSTA   L'Unione Europea e la Commissione Europea, in particolare, si sono attivate nel senso della piena applicabilità della vigente disciplina IVA nelle transazioni del commercio elettronico. Il primo passo in tale direzione è stato quello di distinguere le transazioni di commercio elettronico diretto da quelle di commercio elettronico indiretto, indicando quest'ultime come quelle dove la consegna del bene avviene in forma tradizionale o comunque off-line. Il commercio elettronico diretto, che individua invece tutte le transazioni on-line, ovvero quelle transazioni aventi a oggetto prodotti digitali o comunque servizi virtuali, si qualifica ai fini dell'Imposta sul Valore Aggiunto come prestazione di servizio, anche se la corrispondente transazione in termini reali venga considerata come cessione di beni. Se quindi l'acquisto di un libro (sia in libreria che attraverso Internet) in formato cartaceo si qualifica ai fini IVA come cessione di un bene, l'acquisto dello stesso in formato elettronico mediante downloading dal sito dell'editore rappresenta invece una prestazione di servizi. Quindi solo nel primo caso (acquisto in forma cartacea) si applicherà l'aliquota IVA ridotta (4%) anziché quella ordinaria (20%). Il downloding di un libro dal sito dell'editore: |
| RISPOSTA   L'Unione Europea e la Commissione Europea, in particolare, si sono attivate nel senso della piena applicabilità della vigente disciplina IVA nelle transazioni del commercio elettronico. Il primo passo in tale direzione è stato quello di distinguere le transazioni di commercio elettronico diretto da quelle di commercio elettronico indiretto, indicando quest'ultime come quelle dove la consegna del bene avviene in forma tradizionale o comunque off-line. Il commercio elettronico diretto, che individua invece tutte le transazioni on-line, ovvero quelle transazioni aventi a oggetto prodotti digitali o comunque servizi virtuali, si qualifica ai fini dell'Imposta sul Valore Aggiunto come prestazione di servizio, anche se la corrispondente transazione in termini reali venga considerata come cessione di beni. Se quindi l'acquisto di un libro (sia in libreria che attraverso Internet) in formato cartaceo si qualifica ai fini IVA come cessione di un bene, l'acquisto dello stesso in formato elettronico mediante downloading dal sito dell'editore rappresenta invece una prestazione di servizi. Quindi solo nel primo caso (acquisto in forma cartacea) si applicherà l'aliquota IVA ridotta (4%) anziché quella ordinaria (20%). Acquistando un libro, si applica: |
| RISPOSTA   L'Unione Europea e la Commissione Europea, in particolare, si sono attivate nel senso della piena applicabilità della vigente disciplina IVA nelle transazioni del commercio elettronico. Il primo passo in tale direzione è stato quello di distinguere le transazioni di commercio elettronico diretto da quelle di commercio elettronico indiretto, indicando quest'ultime come quelle dove la consegna del bene avviene in forma tradizionale o comunque off-line. Il commercio elettronico diretto, che individua invece tutte le transazioni on-line, ovvero quelle transazioni aventi a oggetto prodotti digitali o comunque servizi virtuali, si qualifica ai fini dell'Imposta sul Valore Aggiunto come prestazione di servizio, anche se la corrispondente transazione in termini reali venga considerata come cessione di beni. Se quindi l'acquisto di un libro (sia in libreria che attraverso Internet) in formato cartaceo si qualifica ai fini IVA come cessione di un bene, l'acquisto dello stesso in formato elettronico mediante downloading dal sito dell'editore rappresenta invece una prestazione di servizi. Quindi solo nel primo caso (acquisto in forma cartacea) si applicherà l'aliquota IVA ridotta (4%) anziché quella ordinaria (20%). Se si acquista un libro in formato cartaceo la transazione, ai fini dell'IVA, si qualifica come: |
| RISPOSTA   L'Unione Europea e la Commissione Europea, in particolare, si sono attivate nel senso della piena applicabilità della vigente disciplina IVA nelle transazioni del commercio elettronico. Il primo passo in tale direzione è stato quello di distinguere le transazioni di commercio elettronico diretto da quelle di commercio elettronico indiretto, indicando quest'ultime come quelle dove la consegna del bene avviene in forma tradizionale o comunque off-line. Il commercio elettronico diretto, che individua invece tutte le transazioni on-line, ovvero quelle transazioni aventi a oggetto prodotti digitali o comunque servizi virtuali, si qualifica ai fini dell'Imposta sul Valore Aggiunto come prestazione di servizio, anche se la corrispondente transazione in termini reali venga considerata come cessione di beni. Se quindi l'acquisto di un libro (sia in libreria che attraverso Internet) in formato cartaceo si qualifica ai fini IVA come cessione di un bene, l'acquisto dello stesso in formato elettronico mediante downloading dal sito dell'editore rappresenta invece una prestazione di servizi. Quindi solo nel primo caso (acquisto in forma cartacea) si applicherà l'aliquota IVA ridotta (4%) anziché quella ordinaria (20%). Le transazioni del commercio elettronico: |
| RISPOSTA   L'Unione Europea e la Commissione Europea, in particolare, si sono attivate nel senso della piena applicabilità della vigente disciplina IVA nelle transazioni del commercio elettronico. Il primo passo in tale direzione è stato quello di distinguere le transazioni di commercio elettronico diretto da quelle di commercio elettronico indiretto, indicando quest'ultime come quelle dove la consegna del bene avviene in forma tradizionale o comunque off-line. Il commercio elettronico diretto, che individua invece tutte le transazioni on-line, ovvero quelle transazioni aventi a oggetto prodotti digitali o comunque servizi virtuali, si qualifica ai fini dell'Imposta sul Valore Aggiunto come prestazione di servizio, anche se la corrispondente transazione in termini reali venga considerata come cessione di beni. Se quindi l'acquisto di un libro (sia in libreria che attraverso Internet) in formato cartaceo si qualifica ai fini IVA come cessione di un bene, l'acquisto dello stesso in formato elettronico mediante downloading dal sito dell'editore rappresenta invece una prestazione di servizi. Quindi solo nel primo caso (acquisto in forma cartacea) si applicherà l'aliquota IVA ridotta (4%) anziché quella ordinaria (20%). Dal punto di vista dell'Imposta sul Valore Aggiunto applicata, l'acquisto di un libro in formato elettronico: |
| RISPOSTA   L'Unione Europea e la Commissione Europea, in particolare, si sono attivate nel senso della piena applicabilità della vigente disciplina IVA nelle transazioni del commercio elettronico. Il primo passo in tale direzione è stato quello di distinguere le transazioni di commercio elettronico diretto da quelle di commercio elettronico indiretto, indicando quest'ultime come quelle dove la consegna del bene avviene in forma tradizionale o comunque off-line. Il commercio elettronico diretto, che individua invece tutte le transazioni on-line, ovvero quelle transazioni aventi a oggetto prodotti digitali o comunque servizi virtuali, si qualifica ai fini dell'Imposta sul Valore Aggiunto come prestazione di servizio, anche se la corrispondente transazione in termini reali venga considerata come cessione di beni. Se quindi l'acquisto di un libro (sia in libreria che attraverso Internet) in formato cartaceo si qualifica ai fini IVA come cessione di un bene, l'acquisto dello stesso in formato elettronico mediante downloading dal sito dell'editore rappresenta invece una prestazione di servizi. Quindi solo nel primo caso (acquisto in forma cartacea) si applicherà l'aliquota IVA ridotta (4%) anziché quella ordinaria (20%). Un servizio virtuale: |
| RISPOSTA   L'Unione Europea e la Commissione Europea, in particolare, si sono attivate nel senso della piena applicabilità della vigente disciplina IVA nelle transazioni del commercio elettronico. Il primo passo in tale direzione è stato quello di distinguere le transazioni di commercio elettronico diretto da quelle di commercio elettronico indiretto, indicando quest'ultime come quelle dove la consegna del bene avviene in forma tradizionale o comunque off-line. Il commercio elettronico diretto, che individua invece tutte le transazioni on-line, ovvero quelle transazioni aventi a oggetto prodotti digitali o comunque servizi virtuali, si qualifica ai fini dell'Imposta sul Valore Aggiunto come prestazione di servizio, anche se la corrispondente transazione in termini reali venga considerata come cessione di beni. Se quindi l'acquisto di un libro (sia in libreria che attraverso Internet) in formato cartaceo si qualifica ai fini IVA come cessione di un bene, l'acquisto dello stesso in formato elettronico mediante downloading dal sito dell'editore rappresenta invece una prestazione di servizi. Quindi solo nel primo caso (acquisto in forma cartacea) si applicherà l'aliquota IVA ridotta (4%) anziché quella ordinaria (20%). La transazione corrispondente alla prestazione di servizi: |
| RISPOSTA   La Banca mondiale raccoglie più istituzioni tra le quali, quelle deputate alla fornitura di aiuti, sono l'Associazione internazionale per lo sviluppo, che fornisce supporto finanziario grazie ai contributi triennali dei governi donatori, e la Banca internazionale per la ricostruzione e lo sviluppo, che raccoglie i suoi depositi sui mercati finanziari mondiali per aprire crediti a basso interesse e a lunga scadenza ai paesi in via di sviluppo. Agli inizi la Banca mondiale accordava prestiti soprattutto a nazioni europee per finanziare la ricostruzione delle industrie danneggiate o distrutte durante la seconda guerra mondiale. Dalla fine degli anni Sessanta, tuttavia, la maggior parte dei prestiti è andata a paesi in via di sviluppo: Africa, Asia e America Latina. In seguito all'aumento del costo del petrolio e alla flessione delle esportazioni di materie prime, nel corso degli anni Settanta e Ottanta molti paesi in via di sviluppo dovettero aumentare le spese energetiche, contraendo ingenti debiti con le Banche commerciali. La successiva recessione economica nei paesi occidentali diminuì ulteriormente i ricavi delle esportazioni dei paesi poveri, aumentando invece i tassi di interesse sui loro debiti. Divenne dunque sempre più difficile ottenere altri crediti dalle Banche commerciali, e la Banca mondiale decise l'attuazione di riforme economiche per la riduzione delle importazioni e la promozione del libero mercato. La Banca internazionale per la ricostruzione e lo sviluppo ha fornito aiuto ai paesi meno industrializzati: |
| RISPOSTA   La Banca mondiale raccoglie più istituzioni tra le quali, quelle deputate alla fornitura di aiuti, sono l'Associazione internazionale per lo sviluppo, che fornisce supporto finanziario grazie ai contributi triennali dei governi donatori, e la Banca internazionale per la ricostruzione e lo sviluppo, che raccoglie i suoi depositi sui mercati finanziari mondiali per aprire crediti a basso interesse e a lunga scadenza ai paesi in via di sviluppo. Agli inizi la Banca mondiale accordava prestiti soprattutto a nazioni europee per finanziare la ricostruzione delle industrie danneggiate o distrutte durante la seconda guerra mondiale. Dalla fine degli anni Sessanta, tuttavia, la maggior parte dei prestiti è andata a paesi in via di sviluppo: Africa, Asia e America Latina. In seguito all'aumento del costo del petrolio e alla flessione delle esportazioni di materie prime, nel corso degli anni Settanta e Ottanta molti paesi in via di sviluppo dovettero aumentare le spese energetiche, contraendo ingenti debiti con le Banche commerciali. La successiva recessione economica nei paesi occidentali diminuì ulteriormente i ricavi delle esportazioni dei paesi poveri, aumentando invece i tassi di interesse sui loro debiti. Divenne dunque sempre più difficile ottenere altri crediti dalle Banche commerciali, e la Banca mondiale decise l'attuazione di riforme economiche per la riduzione delle importazioni e la promozione del libero mercato. Le esportazioni dei paesi poveri diminuirono sensibilmente a causa della recessione economica nei paesi occidentali che portò, invece, ad un aumento: |
| RISPOSTA   La Banca mondiale raccoglie più istituzioni tra le quali, quelle deputate alla fornitura di aiuti, sono l'Associazione internazionale per lo sviluppo, che fornisce supporto finanziario grazie ai contributi triennali dei governi donatori, e la Banca internazionale per la ricostruzione e lo sviluppo, che raccoglie i suoi depositi sui mercati finanziari mondiali per aprire crediti a basso interesse e a lunga scadenza ai paesi in via di sviluppo. Agli inizi la Banca mondiale accordava prestiti soprattutto a nazioni europee per finanziare la ricostruzione delle industrie danneggiate o distrutte durante la seconda guerra mondiale. Dalla fine degli anni Sessanta, tuttavia, la maggior parte dei prestiti è andata a paesi in via di sviluppo: Africa, Asia e America Latina. In seguito all'aumento del costo del petrolio e alla flessione delle esportazioni di materie prime, nel corso degli anni Settanta e Ottanta molti paesi in via di sviluppo dovettero aumentare le spese energetiche, contraendo ingenti debiti con le Banche commerciali. La successiva recessione economica nei paesi occidentali diminuì ulteriormente i ricavi delle esportazioni dei paesi poveri, aumentando invece i tassi di interesse sui loro debiti. Divenne dunque sempre più difficile ottenere altri crediti dalle Banche commerciali, e la Banca mondiale decise l'attuazione di riforme economiche per la riduzione delle importazioni e la promozione del libero mercato. L'aumento del costo del petrolio contribuì ad aggravare la situazione dei paesi in via di sviluppo: |
| RISPOSTA   La Banca mondiale raccoglie più istituzioni tra le quali, quelle deputate alla fornitura di aiuti, sono l'Associazione internazionale per lo sviluppo, che fornisce supporto finanziario grazie ai contributi triennali dei governi donatori, e la Banca internazionale per la ricostruzione e lo sviluppo, che raccoglie i suoi depositi sui mercati finanziari mondiali per aprire crediti a basso interesse e a lunga scadenza ai paesi in via di sviluppo. Agli inizi la Banca mondiale accordava prestiti soprattutto a nazioni europee per finanziare la ricostruzione delle industrie danneggiate o distrutte durante la seconda guerra mondiale. Dalla fine degli anni Sessanta, tuttavia, la maggior parte dei prestiti è andata a paesi in via di sviluppo: Africa, Asia e America Latina. In seguito all'aumento del costo del petrolio e alla flessione delle esportazioni di materie prime, nel corso degli anni Settanta e Ottanta molti paesi in via di sviluppo dovettero aumentare le spese energetiche, contraendo ingenti debiti con le Banche commerciali. La successiva recessione economica nei paesi occidentali diminuì ulteriormente i ricavi delle esportazioni dei paesi poveri, aumentando invece i tassi di interesse sui loro debiti. Divenne dunque sempre più difficile ottenere altri crediti dalle Banche commerciali, e la Banca mondiale decise l'attuazione di riforme economiche per la riduzione delle importazioni e la promozione del libero mercato. Quale fu uno dei provvedimenti presi dalla Banca mondiale per affrontare i problemi insorti con il rallentamento dell'economia nei paesi occidentali? |
| RISPOSTA   La Banca mondiale raccoglie più istituzioni tra le quali, quelle deputate alla fornitura di aiuti, sono l'Associazione internazionale per lo sviluppo, che fornisce supporto finanziario grazie ai contributi triennali dei governi donatori, e la Banca internazionale per la ricostruzione e lo sviluppo, che raccoglie i suoi depositi sui mercati finanziari mondiali per aprire crediti a basso interesse e a lunga scadenza ai paesi in via di sviluppo. Agli inizi la Banca mondiale accordava prestiti soprattutto a nazioni europee per finanziare la ricostruzione delle industrie danneggiate o distrutte durante la seconda guerra mondiale. Dalla fine degli anni Sessanta, tuttavia, la maggior parte dei prestiti è andata a paesi in via di sviluppo: Africa, Asia e America Latina. In seguito all'aumento del costo del petrolio e alla flessione delle esportazioni di materie prime, nel corso degli anni Settanta e Ottanta molti paesi in via di sviluppo dovettero aumentare le spese energetiche, contraendo ingenti debiti con le Banche commerciali. La successiva recessione economica nei paesi occidentali diminuì ulteriormente i ricavi delle esportazioni dei paesi poveri, aumentando invece i tassi di interesse sui loro debiti. Divenne dunque sempre più difficile ottenere altri crediti dalle Banche commerciali, e la Banca mondiale decise l'attuazione di riforme economiche per la riduzione delle importazioni e la promozione del libero mercato. L'aumento delle spese energetiche dei paesi in via di sviluppo è stato determinato anche: |
| RISPOSTA   La Banca mondiale raccoglie più istituzioni tra le quali, quelle deputate alla fornitura di aiuti, sono l'Associazione internazionale per lo sviluppo, che fornisce supporto finanziario grazie ai contributi triennali dei governi donatori, e la Banca internazionale per la ricostruzione e lo sviluppo, che raccoglie i suoi depositi sui mercati finanziari mondiali per aprire crediti a basso interesse e a lunga scadenza ai paesi in via di sviluppo. Agli inizi la Banca mondiale accordava prestiti soprattutto a nazioni europee per finanziare la ricostruzione delle industrie danneggiate o distrutte durante la seconda guerra mondiale. Dalla fine degli anni Sessanta, tuttavia, la maggior parte dei prestiti è andata a paesi in via di sviluppo: Africa, Asia e America Latina. In seguito all'aumento del costo del petrolio e alla flessione delle esportazioni di materie prime, nel corso degli anni Settanta e Ottanta molti paesi in via di sviluppo dovettero aumentare le spese energetiche, contraendo ingenti debiti con le Banche commerciali. La successiva recessione economica nei paesi occidentali diminuì ulteriormente i ricavi delle esportazioni dei paesi poveri, aumentando invece i tassi di interesse sui loro debiti. Divenne dunque sempre più difficile ottenere altri crediti dalle Banche commerciali, e la Banca mondiale decise l'attuazione di riforme economiche per la riduzione delle importazioni e la promozione del libero mercato. I prestiti accordati dalla Banca mondiale erano inizialmente rivolti: |
| RISPOSTA   La Banca mondiale raccoglie più istituzioni tra le quali, quelle deputate alla fornitura di aiuti, sono l'Associazione internazionale per lo sviluppo, che fornisce supporto finanziario grazie ai contributi triennali dei governi donatori, e la Banca internazionale per la ricostruzione e lo sviluppo, che raccoglie i suoi depositi sui mercati finanziari mondiali per aprire crediti a basso interesse e a lunga scadenza ai paesi in via di sviluppo. Agli inizi la Banca mondiale accordava prestiti soprattutto a nazioni europee per finanziare la ricostruzione delle industrie danneggiate o distrutte durante la seconda guerra mondiale. Dalla fine degli anni Sessanta, tuttavia, la maggior parte dei prestiti è andata a paesi in via di sviluppo: Africa, Asia e America Latina. In seguito all'aumento del costo del petrolio e alla flessione delle esportazioni di materie prime, nel corso degli anni Settanta e Ottanta molti paesi in via di sviluppo dovettero aumentare le spese energetiche, contraendo ingenti debiti con le Banche commerciali. La successiva recessione economica nei paesi occidentali diminuì ulteriormente i ricavi delle esportazioni dei paesi poveri, aumentando invece i tassi di interesse sui loro debiti. Divenne dunque sempre più difficile ottenere altri crediti dalle Banche commerciali, e la Banca mondiale decise l'attuazione di riforme economiche per la riduzione delle importazioni e la promozione del libero mercato. In quale periodo la Banca mondiale cominciò a concedere la maggior parte dei prestiti agli Stati africani? |
| RISPOSTA   La Banca mondiale raccoglie più istituzioni tra le quali, quelle deputate alla fornitura di aiuti, sono l'Associazione internazionale per lo sviluppo, che fornisce supporto finanziario grazie ai contributi triennali dei governi donatori, e la Banca internazionale per la ricostruzione e lo sviluppo, che raccoglie i suoi depositi sui mercati finanziari mondiali per aprire crediti a basso interesse e a lunga scadenza ai paesi in via di sviluppo. Agli inizi la Banca mondiale accordava prestiti soprattutto a nazioni europee per finanziare la ricostruzione delle industrie danneggiate o distrutte durante la seconda guerra mondiale. Dalla fine degli anni Sessanta, tuttavia, la maggior parte dei prestiti è andata a paesi in via di sviluppo: Africa, Asia e America Latina. In seguito all'aumento del costo del petrolio e alla flessione delle esportazioni di materie prime, nel corso degli anni Settanta e Ottanta molti paesi in via di sviluppo dovettero aumentare le spese energetiche, contraendo ingenti debiti con le Banche commerciali. La successiva recessione economica nei paesi occidentali diminuì ulteriormente i ricavi delle esportazioni dei paesi poveri, aumentando invece i tassi di interesse sui loro debiti. Divenne dunque sempre più difficile ottenere altri crediti dalle Banche commerciali, e la Banca mondiale decise l'attuazione di riforme economiche per la riduzione delle importazioni e la promozione del libero mercato. I Governi che hanno scelto di contribuire con donazioni all'Associazione internazionale per lo sviluppo, hanno reso possibile: |
| RISPOSTA   La Borsa di New York (Nyse) è nata nel 1792 e nel corso dei decenni è diventata il più grande mercato mobiliare del mondo, dove oggi sono quotate sia le grandi, medie e piccole aziende americane, sia i principali gruppi industriali e finanziari europei e asiatici. La presenza delle imprese non americane ha fatto registrare una notevole impennata. Uno dei criteri fondamentali che le imprese devono rispettare per operare nella Borsa di New York è quello della trasparenza. Le possibilità e la facilità di investimento all'interno del mercato della Borsa di New York sono abbastanza agevoli anche per chi opera dall'Europa. La negoziazione dei titoli viene condotta attraverso un meccanismo d'asta tra i membri della borsa (broker), che operano sul mercato su commissione da parte di investitori privati o istituzionali, e alcuni operatori specialisti che hanno la responsabilità di gestire i titoli di una società quotata e che si fanno garanti della transazione (devono cioè coprire eventuali ordini inevasi per evitare forti destabilizzazioni e oscillazioni dei prezzi delle azioni). Questa tipologia di mercato garantisce, in linea di massima, una maggiore stabilità e sicurezza per gli investitori ed un corretto equilibrio tra domanda e offerta. Per aprirsi ulteriormente all'internazionalizzazione il Nyse ha annunciato il graduale passaggio dal sistema dei sedicesimi a quello dei decimali per la quotazione dei titoli. Il sistema dei decimali è adottato da tutte le altre piazze borsistiche mondiali, ma è osteggiato dai broker statunitensi che ritengono di avere maggior potere contrattuale (che si traduce in maggiori margini di guadagno) con il sistema dei sedicesimi. Grazie alla presenza delle imprese non americane: |
| RISPOSTA   La Borsa di New York (Nyse) è nata nel 1792 e nel corso dei decenni è diventata il più grande mercato mobiliare del mondo, dove oggi sono quotate sia le grandi, medie e piccole aziende americane, sia i principali gruppi industriali e finanziari europei e asiatici. La presenza delle imprese non americane ha fatto registrare una notevole impennata. Uno dei criteri fondamentali che le imprese devono rispettare per operare nella Borsa di New York è quello della trasparenza. Le possibilità e la facilità di investimento all'interno del mercato della Borsa di New York sono abbastanza agevoli anche per chi opera dall'Europa. La negoziazione dei titoli viene condotta attraverso un meccanismo d'asta tra i membri della borsa (broker), che operano sul mercato su commissione da parte di investitori privati o istituzionali, e alcuni operatori specialisti che hanno la responsabilità di gestire i titoli di una società quotata e che si fanno garanti della transazione (devono cioè coprire eventuali ordini inevasi per evitare forti destabilizzazioni e oscillazioni dei prezzi delle azioni). Questa tipologia di mercato garantisce, in linea di massima, una maggiore stabilità e sicurezza per gli investitori ed un corretto equilibrio tra domanda e offerta. Per aprirsi ulteriormente all'internazionalizzazione il Nyse ha annunciato il graduale passaggio dal sistema dei sedicesimi a quello dei decimali per la quotazione dei titoli. Il sistema dei decimali è adottato da tutte le altre piazze borsistiche mondiali, ma è osteggiato dai broker statunitensi che ritengono di avere maggior potere contrattuale (che si traduce in maggiori margini di guadagno) con il sistema dei sedicesimi. Le società che intendono operare nella Borsa di New York devono rispettare alcuni criteri fondamentali, tra i quali: |
| RISPOSTA   La Borsa di New York (Nyse) è nata nel 1792 e nel corso dei decenni è diventata il più grande mercato mobiliare del mondo, dove oggi sono quotate sia le grandi, medie e piccole aziende americane, sia i principali gruppi industriali e finanziari europei e asiatici. La presenza delle imprese non americane ha fatto registrare una notevole impennata. Uno dei criteri fondamentali che le imprese devono rispettare per operare nella Borsa di New York è quello della trasparenza. Le possibilità e la facilità di investimento all'interno del mercato della Borsa di New York sono abbastanza agevoli anche per chi opera dall'Europa. La negoziazione dei titoli viene condotta attraverso un meccanismo d'asta tra i membri della borsa (broker), che operano sul mercato su commissione da parte di investitori privati o istituzionali, e alcuni operatori specialisti che hanno la responsabilità di gestire i titoli di una società quotata e che si fanno garanti della transazione (devono cioè coprire eventuali ordini inevasi per evitare forti destabilizzazioni e oscillazioni dei prezzi delle azioni). Questa tipologia di mercato garantisce, in linea di massima, una maggiore stabilità e sicurezza per gli investitori ed un corretto equilibrio tra domanda e offerta. Per aprirsi ulteriormente all'internazionalizzazione il Nyse ha annunciato il graduale passaggio dal sistema dei sedicesimi a quello dei decimali per la quotazione dei titoli. Il sistema dei decimali è adottato da tutte le altre piazze borsistiche mondiali, ma è osteggiato dai broker statunitensi che ritengono di avere maggior potere contrattuale (che si traduce in maggiori margini di guadagno) con il sistema dei sedicesimi. La strategia di mercato adottata dal Nyse tende anche a garantire: |
| RISPOSTA   La Borsa di New York (Nyse) è nata nel 1792 e nel corso dei decenni è diventata il più grande mercato mobiliare del mondo, dove oggi sono quotate sia le grandi, medie e piccole aziende americane, sia i principali gruppi industriali e finanziari europei e asiatici. La presenza delle imprese non americane ha fatto registrare una notevole impennata. Uno dei criteri fondamentali che le imprese devono rispettare per operare nella Borsa di New York è quello della trasparenza. Le possibilità e la facilità di investimento all'interno del mercato della Borsa di New York sono abbastanza agevoli anche per chi opera dall'Europa. La negoziazione dei titoli viene condotta attraverso un meccanismo d'asta tra i membri della borsa (broker), che operano sul mercato su commissione da parte di investitori privati o istituzionali, e alcuni operatori specialisti che hanno la responsabilità di gestire i titoli di una società quotata e che si fanno garanti della transazione (devono cioè coprire eventuali ordini inevasi per evitare forti destabilizzazioni e oscillazioni dei prezzi delle azioni). Questa tipologia di mercato garantisce, in linea di massima, una maggiore stabilità e sicurezza per gli investitori ed un corretto equilibrio tra domanda e offerta. Per aprirsi ulteriormente all'internazionalizzazione il Nyse ha annunciato il graduale passaggio dal sistema dei sedicesimi a quello dei decimali per la quotazione dei titoli. Il sistema dei decimali è adottato da tutte le altre piazze borsistiche mondiali, ma è osteggiato dai broker statunitensi che ritengono di avere maggior potere contrattuale (che si traduce in maggiori margini di guadagno) con il sistema dei sedicesimi. Per evitare forti destabilizzazioni ed oscillazioni dei prezzi delle azioni: |
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L'Unione Europea e la Commissione Europea, in particolare, si sono attivate nel senso della piena applicabilità della vigente disciplina IVA nelle transazioni del commercio elettronico. Il primo passo in tale direzione è stato quello di distinguere le transazioni di commercio elettronico diretto da quelle di commercio elettronico indiretto, indicando quest'ultime come quelle dove la consegna del bene avviene in forma tradizionale o comunque off-line. Il commercio elettronico diretto, che individua invece tutte le transazioni on-line, ovvero quelle transazioni aventi a oggetto prodotti digitali o comunque servizi virtuali, si qualifica ai fini dell'Imposta sul Valore Aggiunto come prestazione di servizio, anche se la corrispondente transazione in termini reali venga considerata come cessione di beni. Se quindi l'acquisto di un libro (sia in libreria che attraverso Internet) in formato cartaceo si qualifica ai fini IVA come cessione di un bene, l'acquisto dello stesso in formato elettronico mediante downloading dal sito dell'editore rappresenta invece una prestazione di servizi. Quindi solo nel primo caso (acquisto in forma cartacea) si applicherà l'aliquota IVA ridotta (4%) anziché quella ordinaria (20%). La distinzione tra forme di commercio elettronico diretto e indiretto: