Tutte le domande del quiz : Ragionamento critico verbaletratto da:Regione Campania Quiz - 2175 posti a tempo indeterminato - Nuovi concorsi per 950 laureati e 1225 diplomati a tempo indeterminato presso vari enti della Regione Campania  Esercitati su questo Quiz  |
RISPOSTA   La trasmissione della luce nelle fibre ottiche si basa sul fenomeno della riflessione totale: il fascio luminoso viaggia nella zona centrale di una fibra trasparente e viene riflesso verso l'interno quasi senza subire attenuazioni. Per mezzo di migliaia di riflessioni totali la luce può essere trasmessa anche su lunghe distanze. L'applicazione più semplice e generale di una fibra ottica è la trasmissione della luce in punti altrimenti difficili da raggiungere, mentre fasci di parecchie migliaia di fibre estremamente sottili, assemblate con precisione una accanto all'altra e levigate agli estremi, possono servire per la trasmissione di immagini. I punti di un'immagine vengono proiettati su un estremo del fascio, trasmessi all'altro estremo, quindi ricomposti in modo da riprodurre fedelmente l'originale. La trasmissione di immagini attraverso fibre ottiche trova numerose applicazioni, ad esempio nella chirurgia laser, nelle trasmissioni via fax, nella fotocomposizione o nella computer-grafica. Le fibre ottiche sono particolarmente utili laddove effetti elettrici potrebbero rendere i normali circuiti non utilizzabili, poco precisi o addirittura pericolosi. Inoltre sono state costruite fibre ottiche capaci di trasportare raggi laser di grande potenza, utilizzabili per tagliare o forare metalli o superfici di diversa natura. Tra le molteplici applicazioni delle fibre ottiche, un campo in grande sviluppo è quello delle telecomunicazioni, dal momento che le onde luminose sono ad altissima frequenza e la capacità di trasporto di informazioni cresce con la frequenza del segnale. Sono attualmente in funzione collegamenti a lunga distanza, sia intercontinentali che transoceanici, che sfruttano il fatto che un segnale può percorrere distanze molto grandi prima che si renda necessario un ripetitore per rigenerarlo. Normalmente i ripetitori per fibre ottiche sono disposti ogni cento chilometri, mentre quelli necessari per le normali linee elettriche ogni chilometro o due. Particolari amplificatori per fibre ottiche, messi a punto recentemente, possono accrescere ulteriormente questo vantaggio. Il fascio luminoso, viaggiando all'interno della fibra: |
RISPOSTA   La trasmissione della luce nelle fibre ottiche si basa sul fenomeno della riflessione totale: il fascio luminoso viaggia nella zona centrale di una fibra trasparente e viene riflesso verso l'interno quasi senza subire attenuazioni. Per mezzo di migliaia di riflessioni totali la luce può essere trasmessa anche su lunghe distanze. L'applicazione più semplice e generale di una fibra ottica è la trasmissione della luce in punti altrimenti difficili da raggiungere, mentre fasci di parecchie migliaia di fibre estremamente sottili, assemblate con precisione una accanto all'altra e levigate agli estremi, possono servire per la trasmissione di immagini. I punti di un'immagine vengono proiettati su un estremo del fascio, trasmessi all'altro estremo, quindi ricomposti in modo da riprodurre fedelmente l'originale. La trasmissione di immagini attraverso fibre ottiche trova numerose applicazioni, ad esempio nella chirurgia laser, nelle trasmissioni via fax, nella fotocomposizione o nella computer-grafica. Le fibre ottiche sono particolarmente utili laddove effetti elettrici potrebbero rendere i normali circuiti non utilizzabili, poco precisi o addirittura pericolosi. Inoltre sono state costruite fibre ottiche capaci di trasportare raggi laser di grande potenza, utilizzabili per tagliare o forare metalli o superfici di diversa natura. Tra le molteplici applicazioni delle fibre ottiche, un campo in grande sviluppo è quello delle telecomunicazioni, dal momento che le onde luminose sono ad altissima frequenza e la capacità di trasporto di informazioni cresce con la frequenza del segnale. Sono attualmente in funzione collegamenti a lunga distanza, sia intercontinentali che transoceanici, che sfruttano il fatto che un segnale può percorrere distanze molto grandi prima che si renda necessario un ripetitore per rigenerarlo. Normalmente i ripetitori per fibre ottiche sono disposti ogni cento chilometri, mentre quelli necessari per le normali linee elettriche ogni chilometro o due. Particolari amplificatori per fibre ottiche, messi a punto recentemente, possono accrescere ulteriormente questo vantaggio. All'aumentare della frequenza del segnale: |
RISPOSTA   Le città del futuro saranno bruttine, ecologiche e lillipuziane. Le prime quattro verranno ultimate nel 2016 in Gran Bretagna, e conteranno ognuna 2500 case, tutte a consumo zero, poiché dotate delle ultime tecnologie sul risparmio energetico. Ad ogni angolo di strada sarà inoltre possibile ricaricare le auto elettriche, ovunque si potrà prendere in prestito una bicicletta e i servizi pubblici copriranno capillarmente ogni centimetro quadrato dei nuovi centri urbani. Quanto costerà edificare questi avveniristici agglomerati "verdi"? Il primo ministro Gordon Brown, che si è detto fortemente convinto dell'utilità del progetto, ha appena stanziato l'equivalente di 280 milioni di euro. Lo scopo delle "eco-towns", così sono state battezzate dalla stampa inglese, è anzitutto didattico: i fortunati abitanti delle case pionieristiche dovranno servire da esempio agli altri cittadini del Paese. In Inghilterra, infatti, oltre un quarto delle emissioni di CO2 proviene dell'energia di uso domestico. Ora, come ha spiegato Brown, «per ridurre l'impatto delle attività umane sul clima, ognuno di noi sarà prima o poi costretto a risparmiare sui bisogni di acqua, elettricità e riscaldamento». Per questo motivo, nelle quattro nuove città è previsto un consumo energetico bassissimo: ogni villetta sarà ricoperta di pannelli solari, avrà doppi vetri isolanti e disporrà di un sistema per il riciclo delle acque. I futuri conglomerati ecologici: |
| RISPOSTA   Le città del futuro saranno bruttine, ecologiche e lillipuziane. Le prime quattro verranno ultimate nel 2016 in Gran Bretagna, e conteranno ognuna 2500 case, tutte a consumo zero, poiché dotate delle ultime tecnologie sul risparmio energetico. Ad ogni angolo di strada sarà inoltre possibile ricaricare le auto elettriche, ovunque si potrà prendere in prestito una bicicletta e i servizi pubblici copriranno capillarmente ogni centimetro quadrato dei nuovi centri urbani. Quanto costerà edificare questi avveniristici agglomerati "verdi"? Il primo ministro Gordon Brown, che si è detto fortemente convinto dell'utilità del progetto, ha appena stanziato l'equivalente di 280 milioni di euro. Lo scopo delle "eco-towns", così sono state battezzate dalla stampa inglese, è anzitutto didattico: i fortunati abitanti delle case pionieristiche dovranno servire da esempio agli altri cittadini del Paese. In Inghilterra, infatti, oltre un quarto delle emissioni di CO2 proviene dell'energia di uso domestico. Ora, come ha spiegato Brown, «per ridurre l'impatto delle attività umane sul clima, ognuno di noi sarà prima o poi costretto a risparmiare sui bisogni di acqua, elettricità e riscaldamento». Per questo motivo, nelle quattro nuove città è previsto un consumo energetico bassissimo: ogni villetta sarà ricoperta di pannelli solari, avrà doppi vetri isolanti e disporrà di un sistema per il riciclo delle acque. Il primo ministro britannico: |
| RISPOSTA   Le città del futuro saranno bruttine, ecologiche e lillipuziane. Le prime quattro verranno ultimate nel 2016 in Gran Bretagna, e conteranno ognuna 2500 case, tutte a consumo zero, poiché dotate delle ultime tecnologie sul risparmio energetico. Ad ogni angolo di strada sarà inoltre possibile ricaricare le auto elettriche, ovunque si potrà prendere in prestito una bicicletta e i servizi pubblici copriranno capillarmente ogni centimetro quadrato dei nuovi centri urbani. Quanto costerà edificare questi avveniristici agglomerati "verdi"? Il primo ministro Gordon Brown, che si è detto fortemente convinto dell'utilità del progetto, ha appena stanziato l'equivalente di 280 milioni di euro. Lo scopo delle "eco-towns", così sono state battezzate dalla stampa inglese, è anzitutto didattico: i fortunati abitanti delle case pionieristiche dovranno servire da esempio agli altri cittadini del Paese. In Inghilterra, infatti, oltre un quarto delle emissioni di CO2 proviene dell'energia di uso domestico. Ora, come ha spiegato Brown, «per ridurre l'impatto delle attività umane sul clima, ognuno di noi sarà prima o poi costretto a risparmiare sui bisogni di acqua, elettricità e riscaldamento». Per questo motivo, nelle quattro nuove città è previsto un consumo energetico bassissimo: ogni villetta sarà ricoperta di pannelli solari, avrà doppi vetri isolanti e disporrà di un sistema per il riciclo delle acque. Gli agglomerati verdi: |
RISPOSTA   Le città del futuro saranno bruttine, ecologiche e lillipuziane. Le prime quattro verranno ultimate nel 2016 in Gran Bretagna, e conteranno ognuna 2500 case, tutte a consumo zero, poiché dotate delle ultime tecnologie sul risparmio energetico. Ad ogni angolo di strada sarà inoltre possibile ricaricare le auto elettriche, ovunque si potrà prendere in prestito una bicicletta e i servizi pubblici copriranno capillarmente ogni centimetro quadrato dei nuovi centri urbani. Quanto costerà edificare questi avveniristici agglomerati "verdi"? Il primo ministro Gordon Brown, che si è detto fortemente convinto dell'utilità del progetto, ha appena stanziato l'equivalente di 280 milioni di euro. Lo scopo delle "eco-towns", così sono state battezzate dalla stampa inglese, è anzitutto didattico: i fortunati abitanti delle case pionieristiche dovranno servire da esempio agli altri cittadini del Paese. In Inghilterra, infatti, oltre un quarto delle emissioni di CO2 proviene dell'energia di uso domestico. Ora, come ha spiegato Brown, «per ridurre l'impatto delle attività umane sul clima, ognuno di noi sarà prima o poi costretto a risparmiare sui bisogni di acqua, elettricità e riscaldamento». Per questo motivo, nelle quattro nuove città è previsto un consumo energetico bassissimo: ogni villetta sarà ricoperta di pannelli solari, avrà doppi vetri isolanti e disporrà di un sistema per il riciclo delle acque. L'uso di doppi vetri isolanti: |
RISPOSTA   Le città del futuro saranno bruttine, ecologiche e lillipuziane. Le prime quattro verranno ultimate nel 2016 in Gran Bretagna, e conteranno ognuna 2500 case, tutte a consumo zero, poiché dotate delle ultime tecnologie sul risparmio energetico. Ad ogni angolo di strada sarà inoltre possibile ricaricare le auto elettriche, ovunque si potrà prendere in prestito una bicicletta e i servizi pubblici copriranno capillarmente ogni centimetro quadrato dei nuovi centri urbani. Quanto costerà edificare questi avveniristici agglomerati "verdi"? Il primo ministro Gordon Brown, che si è detto fortemente convinto dell'utilità del progetto, ha appena stanziato l'equivalente di 280 milioni di euro. Lo scopo delle "eco-towns", così sono state battezzate dalla stampa inglese, è anzitutto didattico: i fortunati abitanti delle case pionieristiche dovranno servire da esempio agli altri cittadini del Paese. In Inghilterra, infatti, oltre un quarto delle emissioni di CO2 proviene dell'energia di uso domestico. Ora, come ha spiegato Brown, «per ridurre l'impatto delle attività umane sul clima, ognuno di noi sarà prima o poi costretto a risparmiare sui bisogni di acqua, elettricità e riscaldamento». Per questo motivo, nelle quattro nuove città è previsto un consumo energetico bassissimo: ogni villetta sarà ricoperta di pannelli solari, avrà doppi vetri isolanti e disporrà di un sistema per il riciclo delle acque. Nelle città ecologiche: |
| RISPOSTA   Le città del futuro saranno bruttine, ecologiche e lillipuziane. Le prime quattro verranno ultimate nel 2016 in Gran Bretagna, e conteranno ognuna 2500 case, tutte a consumo zero, poiché dotate delle ultime tecnologie sul risparmio energetico. Ad ogni angolo di strada sarà inoltre possibile ricaricare le auto elettriche, ovunque si potrà prendere in prestito una bicicletta e i servizi pubblici copriranno capillarmente ogni centimetro quadrato dei nuovi centri urbani. Quanto costerà edificare questi avveniristici agglomerati "verdi"? Il primo ministro Gordon Brown, che si è detto fortemente convinto dell'utilità del progetto, ha appena stanziato l'equivalente di 280 milioni di euro. Lo scopo delle "eco-towns", così sono state battezzate dalla stampa inglese, è anzitutto didattico: i fortunati abitanti delle case pionieristiche dovranno servire da esempio agli altri cittadini del Paese. In Inghilterra, infatti, oltre un quarto delle emissioni di CO2 proviene dell'energia di uso domestico. Ora, come ha spiegato Brown, «per ridurre l'impatto delle attività umane sul clima, ognuno di noi sarà prima o poi costretto a risparmiare sui bisogni di acqua, elettricità e riscaldamento». Per questo motivo, nelle quattro nuove città è previsto un consumo energetico bassissimo: ogni villetta sarà ricoperta di pannelli solari, avrà doppi vetri isolanti e disporrà di un sistema per il riciclo delle acque. Gordon Brown: |
| RISPOSTA   Le città del futuro saranno bruttine, ecologiche e lillipuziane. Le prime quattro verranno ultimate nel 2016 in Gran Bretagna, e conteranno ognuna 2500 case, tutte a consumo zero, poiché dotate delle ultime tecnologie sul risparmio energetico. Ad ogni angolo di strada sarà inoltre possibile ricaricare le auto elettriche, ovunque si potrà prendere in prestito una bicicletta e i servizi pubblici copriranno capillarmente ogni centimetro quadrato dei nuovi centri urbani. Quanto costerà edificare questi avveniristici agglomerati "verdi"? Il primo ministro Gordon Brown, che si è detto fortemente convinto dell'utilità del progetto, ha appena stanziato l'equivalente di 280 milioni di euro. Lo scopo delle "eco-towns", così sono state battezzate dalla stampa inglese, è anzitutto didattico: i fortunati abitanti delle case pionieristiche dovranno servire da esempio agli altri cittadini del Paese. In Inghilterra, infatti, oltre un quarto delle emissioni di CO2 proviene dell'energia di uso domestico. Ora, come ha spiegato Brown, «per ridurre l'impatto delle attività umane sul clima, ognuno di noi sarà prima o poi costretto a risparmiare sui bisogni di acqua, elettricità e riscaldamento». Per questo motivo, nelle quattro nuove città è previsto un consumo energetico bassissimo: ogni villetta sarà ricoperta di pannelli solari, avrà doppi vetri isolanti e disporrà di un sistema per il riciclo delle acque. Il consumo energetico delle nuove città: |
| RISPOSTA   Le città del futuro saranno bruttine, ecologiche e lillipuziane. Le prime quattro verranno ultimate nel 2016 in Gran Bretagna, e conteranno ognuna 2500 case, tutte a consumo zero, poiché dotate delle ultime tecnologie sul risparmio energetico. Ad ogni angolo di strada sarà inoltre possibile ricaricare le auto elettriche, ovunque si potrà prendere in prestito una bicicletta e i servizi pubblici copriranno capillarmente ogni centimetro quadrato dei nuovi centri urbani. Quanto costerà edificare questi avveniristici agglomerati "verdi"? Il primo ministro Gordon Brown, che si è detto fortemente convinto dell'utilità del progetto, ha appena stanziato l'equivalente di 280 milioni di euro. Lo scopo delle "eco-towns", così sono state battezzate dalla stampa inglese, è anzitutto didattico: i fortunati abitanti delle case pionieristiche dovranno servire da esempio agli altri cittadini del Paese. In Inghilterra, infatti, oltre un quarto delle emissioni di CO2 proviene dell'energia di uso domestico. Ora, come ha spiegato Brown, «per ridurre l'impatto delle attività umane sul clima, ognuno di noi sarà prima o poi costretto a risparmiare sui bisogni di acqua, elettricità e riscaldamento». Per questo motivo, nelle quattro nuove città è previsto un consumo energetico bassissimo: ogni villetta sarà ricoperta di pannelli solari, avrà doppi vetri isolanti e disporrà di un sistema per il riciclo delle acque. Le nuove villette: |
| RISPOSTA   Le città del futuro saranno bruttine, ecologiche e lillipuziane. Le prime quattro verranno ultimate nel 2016 in Gran Bretagna, e conteranno ognuna 2500 case, tutte a consumo zero, poiché dotate delle ultime tecnologie sul risparmio energetico. Ad ogni angolo di strada sarà inoltre possibile ricaricare le auto elettriche, ovunque si potrà prendere in prestito una bicicletta e i servizi pubblici copriranno capillarmente ogni centimetro quadrato dei nuovi centri urbani. Quanto costerà edificare questi avveniristici agglomerati "verdi"? Il primo ministro Gordon Brown, che si è detto fortemente convinto dell'utilità del progetto, ha appena stanziato l'equivalente di 280 milioni di euro. Lo scopo delle "eco-towns", così sono state battezzate dalla stampa inglese, è anzitutto didattico: i fortunati abitanti delle case pionieristiche dovranno servire da esempio agli altri cittadini del Paese. In Inghilterra, infatti, oltre un quarto delle emissioni di CO2 proviene dell'energia di uso domestico. Ora, come ha spiegato Brown, «per ridurre l'impatto delle attività umane sul clima, ognuno di noi sarà prima o poi costretto a risparmiare sui bisogni di acqua, elettricità e riscaldamento». Per questo motivo, nelle quattro nuove città è previsto un consumo energetico bassissimo: ogni villetta sarà ricoperta di pannelli solari, avrà doppi vetri isolanti e disporrà di un sistema per il riciclo delle acque. L'impatto delle attività umane sul clima: |
| RISPOSTA   Le città del futuro saranno bruttine, ecologiche e lillipuziane. Le prime quattro verranno ultimate nel 2016 in Gran Bretagna, e conteranno ognuna 2500 case, tutte a consumo zero, poiché dotate delle ultime tecnologie sul risparmio energetico. Ad ogni angolo di strada sarà inoltre possibile ricaricare le auto elettriche, ovunque si potrà prendere in prestito una bicicletta e i servizi pubblici copriranno capillarmente ogni centimetro quadrato dei nuovi centri urbani. Quanto costerà edificare questi avveniristici agglomerati "verdi"? Il primo ministro Gordon Brown, che si è detto fortemente convinto dell'utilità del progetto, ha appena stanziato l'equivalente di 280 milioni di euro. Lo scopo delle "eco-towns", così sono state battezzate dalla stampa inglese, è anzitutto didattico: i fortunati abitanti delle case pionieristiche dovranno servire da esempio agli altri cittadini del Paese. In Inghilterra, infatti, oltre un quarto delle emissioni di CO2 proviene dell'energia di uso domestico. Ora, come ha spiegato Brown, «per ridurre l'impatto delle attività umane sul clima, ognuno di noi sarà prima o poi costretto a risparmiare sui bisogni di acqua, elettricità e riscaldamento». Per questo motivo, nelle quattro nuove città è previsto un consumo energetico bassissimo: ogni villetta sarà ricoperta di pannelli solari, avrà doppi vetri isolanti e disporrà di un sistema per il riciclo delle acque. Le auto elettriche: |
| RISPOSTA   Le fonti di inquinamento negli edifici comprendono gli stessi occupanti e le loro attività, per esempio il fumo del tabacco. Inoltre, i materiali da costruzione e di rivestimento possono contribuire sensibilmente all'inquinamento dell'edificio. Ma anche l'aria esterna di ricambio può contribuire al carico inquinante totale che grava sull'ambiente. La possibilità di ricambio dell'aria dipende fortemente dall'accettabilità dell'aria esterna. Qualora la qualità dell'aria immessa non fosse più che accettabile, si dovrebbero impiegare filtri adeguatamente dimensionati, avendo cura di posizionare la presa esterna in modo da minimizzare la concentrazione degli inquinanti esterni. Un fattore che, negli edifici recenti, ha contribuito a peggiorare ulteriormente la qualità dell'aria interna è stato l'impiego di serramenti a chiusura ermetica. In realtà, l'eccessiva impermeabilità all'aria degli edifici non solo ha eliminato la ventilazione naturale, ma ha creato nuovi disagi e pericoli. La cattiva qualità dell'aria interna crea non pochi problemi anche negli edifici che sono totalmente privi di ventilazione naturale: oltre a produrre una climatizzazione spesso squilibrata, gli stessi impianti di ventilazione possono trasformarsi - qualora siano mal progettati o mal gestiti - in pericolose fonti di inquinamento. La ventilazione controllata è uno strumento utile, indispensabile e oggi obbligatorio per garantire salute, sicurezza e comfort negli ambienti di vita e in quelli di lavoro. Gli ambienti chiusi hanno una relazione diretta con l'ambiente esterno rispetto alla qualità dell'aria? |
| RISPOSTA   Le fonti di inquinamento negli edifici comprendono gli stessi occupanti e le loro attività, per esempio il fumo del tabacco. Inoltre, i materiali da costruzione e di rivestimento possono contribuire sensibilmente all'inquinamento dell'edificio. Ma anche l'aria esterna di ricambio può contribuire al carico inquinante totale che grava sull'ambiente. La possibilità di ricambio dell'aria dipende fortemente dall'accettabilità dell'aria esterna. Qualora la qualità dell'aria immessa non fosse più che accettabile, si dovrebbero impiegare filtri adeguatamente dimensionati, avendo cura di posizionare la presa esterna in modo da minimizzare la concentrazione degli inquinanti esterni. Un fattore che, negli edifici recenti, ha contribuito a peggiorare ulteriormente la qualità dell'aria interna è stato l'impiego di serramenti a chiusura ermetica. In realtà, l'eccessiva impermeabilità all'aria degli edifici non solo ha eliminato la ventilazione naturale, ma ha creato nuovi disagi e pericoli. La cattiva qualità dell'aria interna crea non pochi problemi anche negli edifici che sono totalmente privi di ventilazione naturale: oltre a produrre una climatizzazione spesso squilibrata, gli stessi impianti di ventilazione possono trasformarsi - qualora siano mal progettati o mal gestiti - in pericolose fonti di inquinamento. La ventilazione controllata è uno strumento utile, indispensabile e oggi obbligatorio per garantire salute, sicurezza e comfort negli ambienti di vita e in quelli di lavoro. L'utilizzo di un sistema filtrante adeguato: |
| RISPOSTA   Le fonti di inquinamento negli edifici comprendono gli stessi occupanti e le loro attività, per esempio il fumo del tabacco. Inoltre, i materiali da costruzione e di rivestimento possono contribuire sensibilmente all'inquinamento dell'edificio. Ma anche l'aria esterna di ricambio può contribuire al carico inquinante totale che grava sull'ambiente. La possibilità di ricambio dell'aria dipende fortemente dall'accettabilità dell'aria esterna. Qualora la qualità dell'aria immessa non fosse più che accettabile, si dovrebbero impiegare filtri adeguatamente dimensionati, avendo cura di posizionare la presa esterna in modo da minimizzare la concentrazione degli inquinanti esterni. Un fattore che, negli edifici recenti, ha contribuito a peggiorare ulteriormente la qualità dell'aria interna è stato l'impiego di serramenti a chiusura ermetica. In realtà, l'eccessiva impermeabilità all'aria degli edifici non solo ha eliminato la ventilazione naturale, ma ha creato nuovi disagi e pericoli. La cattiva qualità dell'aria interna crea non pochi problemi anche negli edifici che sono totalmente privi di ventilazione naturale: oltre a produrre una climatizzazione spesso squilibrata, gli stessi impianti di ventilazione possono trasformarsi - qualora siano mal progettati o mal gestiti - in pericolose fonti di inquinamento. La ventilazione controllata è uno strumento utile, indispensabile e oggi obbligatorio per garantire salute, sicurezza e comfort negli ambienti di vita e in quelli di lavoro. Lo stato dell'aria negli edifici: |
| RISPOSTA   Le fonti di inquinamento negli edifici comprendono gli stessi occupanti e le loro attività, per esempio il fumo del tabacco. Inoltre, i materiali da costruzione e di rivestimento possono contribuire sensibilmente all'inquinamento dell'edificio. Ma anche l'aria esterna di ricambio può contribuire al carico inquinante totale che grava sull'ambiente. La possibilità di ricambio dell'aria dipende fortemente dall'accettabilità dell'aria esterna. Qualora la qualità dell'aria immessa non fosse più che accettabile, si dovrebbero impiegare filtri adeguatamente dimensionati, avendo cura di posizionare la presa esterna in modo da minimizzare la concentrazione degli inquinanti esterni. Un fattore che, negli edifici recenti, ha contribuito a peggiorare ulteriormente la qualità dell'aria interna è stato l'impiego di serramenti a chiusura ermetica. In realtà, l'eccessiva impermeabilità all'aria degli edifici non solo ha eliminato la ventilazione naturale, ma ha creato nuovi disagi e pericoli. La cattiva qualità dell'aria interna crea non pochi problemi anche negli edifici che sono totalmente privi di ventilazione naturale: oltre a produrre una climatizzazione spesso squilibrata, gli stessi impianti di ventilazione possono trasformarsi - qualora siano mal progettati o mal gestiti - in pericolose fonti di inquinamento. La ventilazione controllata è uno strumento utile, indispensabile e oggi obbligatorio per garantire salute, sicurezza e comfort negli ambienti di vita e in quelli di lavoro. Uno dei fattori che ha peggiorato la qualità dell'aria negli ambienti interni: |
| RISPOSTA   Le fonti di inquinamento negli edifici comprendono gli stessi occupanti e le loro attività, per esempio il fumo del tabacco. Inoltre, i materiali da costruzione e di rivestimento possono contribuire sensibilmente all'inquinamento dell'edificio. Ma anche l'aria esterna di ricambio può contribuire al carico inquinante totale che grava sull'ambiente. La possibilità di ricambio dell'aria dipende fortemente dall'accettabilità dell'aria esterna. Qualora la qualità dell'aria immessa non fosse più che accettabile, si dovrebbero impiegare filtri adeguatamente dimensionati, avendo cura di posizionare la presa esterna in modo da minimizzare la concentrazione degli inquinanti esterni. Un fattore che, negli edifici recenti, ha contribuito a peggiorare ulteriormente la qualità dell'aria interna è stato l'impiego di serramenti a chiusura ermetica. In realtà, l'eccessiva impermeabilità all'aria degli edifici non solo ha eliminato la ventilazione naturale, ma ha creato nuovi disagi e pericoli. La cattiva qualità dell'aria interna crea non pochi problemi anche negli edifici che sono totalmente privi di ventilazione naturale: oltre a produrre una climatizzazione spesso squilibrata, gli stessi impianti di ventilazione possono trasformarsi - qualora siano mal progettati o mal gestiti - in pericolose fonti di inquinamento. La ventilazione controllata è uno strumento utile, indispensabile e oggi obbligatorio per garantire salute, sicurezza e comfort negli ambienti di vita e in quelli di lavoro. Le persone che vivono negli edifici: |
| RISPOSTA   Le fonti di inquinamento negli edifici comprendono gli stessi occupanti e le loro attività, per esempio il fumo del tabacco. Inoltre, i materiali da costruzione e di rivestimento possono contribuire sensibilmente all'inquinamento dell'edificio. Ma anche l'aria esterna di ricambio può contribuire al carico inquinante totale che grava sull'ambiente. La possibilità di ricambio dell'aria dipende fortemente dall'accettabilità dell'aria esterna. Qualora la qualità dell'aria immessa non fosse più che accettabile, si dovrebbero impiegare filtri adeguatamente dimensionati, avendo cura di posizionare la presa esterna in modo da minimizzare la concentrazione degli inquinanti esterni. Un fattore che, negli edifici recenti, ha contribuito a peggiorare ulteriormente la qualità dell'aria interna è stato l'impiego di serramenti a chiusura ermetica. In realtà, l'eccessiva impermeabilità all'aria degli edifici non solo ha eliminato la ventilazione naturale, ma ha creato nuovi disagi e pericoli. La cattiva qualità dell'aria interna crea non pochi problemi anche negli edifici che sono totalmente privi di ventilazione naturale: oltre a produrre una climatizzazione spesso squilibrata, gli stessi impianti di ventilazione possono trasformarsi - qualora siano mal progettati o mal gestiti - in pericolose fonti di inquinamento. La ventilazione controllata è uno strumento utile, indispensabile e oggi obbligatorio per garantire salute, sicurezza e comfort negli ambienti di vita e in quelli di lavoro. Alcuni pericoli per l'aria negli ambienti chiusi: |
| RISPOSTA   Le fonti di inquinamento negli edifici comprendono gli stessi occupanti e le loro attività, per esempio il fumo del tabacco. Inoltre, i materiali da costruzione e di rivestimento possono contribuire sensibilmente all'inquinamento dell'edificio. Ma anche l'aria esterna di ricambio può contribuire al carico inquinante totale che grava sull'ambiente. La possibilità di ricambio dell'aria dipende fortemente dall'accettabilità dell'aria esterna. Qualora la qualità dell'aria immessa non fosse più che accettabile, si dovrebbero impiegare filtri adeguatamente dimensionati, avendo cura di posizionare la presa esterna in modo da minimizzare la concentrazione degli inquinanti esterni. Un fattore che, negli edifici recenti, ha contribuito a peggiorare ulteriormente la qualità dell'aria interna è stato l'impiego di serramenti a chiusura ermetica. In realtà, l'eccessiva impermeabilità all'aria degli edifici non solo ha eliminato la ventilazione naturale, ma ha creato nuovi disagi e pericoli. La cattiva qualità dell'aria interna crea non pochi problemi anche negli edifici che sono totalmente privi di ventilazione naturale: oltre a produrre una climatizzazione spesso squilibrata, gli stessi impianti di ventilazione possono trasformarsi - qualora siano mal progettati o mal gestiti - in pericolose fonti di inquinamento. La ventilazione controllata è uno strumento utile, indispensabile e oggi obbligatorio per garantire salute, sicurezza e comfort negli ambienti di vita e in quelli di lavoro. Gli impianti di ventilazione: |
| RISPOSTA   Le fonti di inquinamento negli edifici comprendono gli stessi occupanti e le loro attività, per esempio il fumo del tabacco. Inoltre, i materiali da costruzione e di rivestimento possono contribuire sensibilmente all'inquinamento dell'edificio. Ma anche l'aria esterna di ricambio può contribuire al carico inquinante totale che grava sull'ambiente. La possibilità di ricambio dell'aria dipende fortemente dall'accettabilità dell'aria esterna. Qualora la qualità dell'aria immessa non fosse più che accettabile, si dovrebbero impiegare filtri adeguatamente dimensionati, avendo cura di posizionare la presa esterna in modo da minimizzare la concentrazione degli inquinanti esterni. Un fattore che, negli edifici recenti, ha contribuito a peggiorare ulteriormente la qualità dell'aria interna è stato l'impiego di serramenti a chiusura ermetica. In realtà, l'eccessiva impermeabilità all'aria degli edifici non solo ha eliminato la ventilazione naturale, ma ha creato nuovi disagi e pericoli. La cattiva qualità dell'aria interna crea non pochi problemi anche negli edifici che sono totalmente privi di ventilazione naturale: oltre a produrre una climatizzazione spesso squilibrata, gli stessi impianti di ventilazione possono trasformarsi - qualora siano mal progettati o mal gestiti - in pericolose fonti di inquinamento. La ventilazione controllata è uno strumento utile, indispensabile e oggi obbligatorio per garantire salute, sicurezza e comfort negli ambienti di vita e in quelli di lavoro. Quali effetti ha avuto l'utilizzo di serramenti ermetici negli edifici? |
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La trasmissione della luce nelle fibre ottiche si basa sul fenomeno della riflessione totale: il fascio luminoso viaggia nella zona centrale di una fibra trasparente e viene riflesso verso l'interno quasi senza subire attenuazioni. Per mezzo di migliaia di riflessioni totali la luce può essere trasmessa anche su lunghe distanze. L'applicazione più semplice e generale di una fibra ottica è la trasmissione della luce in punti altrimenti difficili da raggiungere, mentre fasci di parecchie migliaia di fibre estremamente sottili, assemblate con precisione una accanto all'altra e levigate agli estremi, possono servire per la trasmissione di immagini. I punti di un'immagine vengono proiettati su un estremo del fascio, trasmessi all'altro estremo, quindi ricomposti in modo da riprodurre fedelmente l'originale. La trasmissione di immagini attraverso fibre ottiche trova numerose applicazioni, ad esempio nella chirurgia laser, nelle trasmissioni via fax, nella fotocomposizione o nella computer-grafica. Le fibre ottiche sono particolarmente utili laddove effetti elettrici potrebbero rendere i normali circuiti non utilizzabili, poco precisi o addirittura pericolosi. Inoltre sono state costruite fibre ottiche capaci di trasportare raggi laser di grande potenza, utilizzabili per tagliare o forare metalli o superfici di diversa natura. Tra le molteplici applicazioni delle fibre ottiche, un campo in grande sviluppo è quello delle telecomunicazioni, dal momento che le onde luminose sono ad altissima frequenza e la capacità di trasporto di informazioni cresce con la frequenza del segnale. Sono attualmente in funzione collegamenti a lunga distanza, sia intercontinentali che transoceanici, che sfruttano il fatto che un segnale può percorrere distanze molto grandi prima che si renda necessario un ripetitore per rigenerarlo. Normalmente i ripetitori per fibre ottiche sono disposti ogni cento chilometri, mentre quelli necessari per le normali linee elettriche ogni chilometro o due. Particolari amplificatori per fibre ottiche, messi a punto recentemente, possono accrescere ulteriormente questo vantaggio. Il fascio luminoso, viaggiando all'interno della fibra:
La trasmissione della luce nelle fibre ottiche si basa sul fenomeno della riflessione totale: il fascio luminoso viaggia nella zona centrale di una fibra trasparente e viene riflesso verso l'interno quasi senza subire attenuazioni. Per mezzo di migliaia di riflessioni totali la luce può essere trasmessa anche su lunghe distanze. L'applicazione più semplice e generale di una fibra ottica è la trasmissione della luce in punti altrimenti difficili da raggiungere, mentre fasci di parecchie migliaia di fibre estremamente sottili, assemblate con precisione una accanto all'altra e levigate agli estremi, possono servire per la trasmissione di immagini. I punti di un'immagine vengono proiettati su un estremo del fascio, trasmessi all'altro estremo, quindi ricomposti in modo da riprodurre fedelmente l'originale. La trasmissione di immagini attraverso fibre ottiche trova numerose applicazioni, ad esempio nella chirurgia laser, nelle trasmissioni via fax, nella fotocomposizione o nella computer-grafica. Le fibre ottiche sono particolarmente utili laddove effetti elettrici potrebbero rendere i normali circuiti non utilizzabili, poco precisi o addirittura pericolosi. Inoltre sono state costruite fibre ottiche capaci di trasportare raggi laser di grande potenza, utilizzabili per tagliare o forare metalli o superfici di diversa natura. Tra le molteplici applicazioni delle fibre ottiche, un campo in grande sviluppo è quello delle telecomunicazioni, dal momento che le onde luminose sono ad altissima frequenza e la capacità di trasporto di informazioni cresce con la frequenza del segnale. Sono attualmente in funzione collegamenti a lunga distanza, sia intercontinentali che transoceanici, che sfruttano il fatto che un segnale può percorrere distanze molto grandi prima che si renda necessario un ripetitore per rigenerarlo. Normalmente i ripetitori per fibre ottiche sono disposti ogni cento chilometri, mentre quelli necessari per le normali linee elettriche ogni chilometro o due. Particolari amplificatori per fibre ottiche, messi a punto recentemente, possono accrescere ulteriormente questo vantaggio. All'aumentare della frequenza del segnale:
Le città del futuro saranno bruttine, ecologiche e lillipuziane. Le prime quattro verranno ultimate nel 2016 in Gran Bretagna, e conteranno ognuna 2500 case, tutte a consumo zero, poiché dotate delle ultime tecnologie sul risparmio energetico. Ad ogni angolo di strada sarà inoltre possibile ricaricare le auto elettriche, ovunque si potrà prendere in prestito una bicicletta e i servizi pubblici copriranno capillarmente ogni centimetro quadrato dei nuovi centri urbani. Quanto costerà edificare questi avveniristici agglomerati "verdi"? Il primo ministro Gordon Brown, che si è detto fortemente convinto dell'utilità del progetto, ha appena stanziato l'equivalente di 280 milioni di euro. Lo scopo delle "eco-towns", così sono state battezzate dalla stampa inglese, è anzitutto didattico: i fortunati abitanti delle case pionieristiche dovranno servire da esempio agli altri cittadini del Paese. In Inghilterra, infatti, oltre un quarto delle emissioni di CO2 proviene dell'energia di uso domestico. Ora, come ha spiegato Brown, «per ridurre l'impatto delle attività umane sul clima, ognuno di noi sarà prima o poi costretto a risparmiare sui bisogni di acqua, elettricità e riscaldamento». Per questo motivo, nelle quattro nuove città è previsto un consumo energetico bassissimo: ogni villetta sarà ricoperta di pannelli solari, avrà doppi vetri isolanti e disporrà di un sistema per il riciclo delle acque. I futuri conglomerati ecologici: