Tutte le domande del quiz : Ragionamento critico verbaletratto da:Regione Campania Quiz - 2175 posti a tempo indeterminato - Nuovi concorsi per 950 laureati e 1225 diplomati a tempo indeterminato presso vari enti della Regione Campania  Esercitati su questo Quiz  |
| RISPOSTA   Le grandi eruzioni esplosive emettono in poche ore volumi di magma spesso superiori al chilometro cubo. Il magma risale nel condotto come una schiuma di gas e liquido, fino a un punto critico di pressione dove le bolle di gas cominciano a esplodere. I brandelli di magma raggiungono la bocca del cratere accelerati dai gas ed escono formando una colonna eruttiva alta decine di chilometri (colonna pliniana), dalla quale ricadono solidi sotto forma di pomici e ceneri che ricoprono aree di migliaia di chilometri quadrati. Ogni vulcano ha la sua personalità: una metodologia per conoscere un vulcano consiste nello studio dei prodotti emessi nel corso delle passate eruzioni. In questi ultimi anni, il lavoro di raccolta di dati svolto dai vulcanologi ha incominciato a dare i suoi frutti e si intravedono alcune ricorrenze nel comportamento dei vulcani che permettono la formulazione di modelli fisici attendibili. Nel modello proposto dagli autori, il magma saturo occupa l'interno di un serbatoio che si è andato sigillando nel corso del tempo per la deposizione di minerali intorno alle pareti. Questo sigillo può rompersi con una prima fuoriuscita di gas e di piccole frazioni di magma. Di conseguenza, il serbatoio subisce un'iniziale decompressione, sufficiente a provocare l'essoluzione del gas dal magma saturo e la formazione di bolle. L'aumento di volume del magma, provocato dalla crescita delle bolle, innesca una nuova fuoriuscita di magma e una nuova decompressione, con un processo di reazione positiva che rapidamente accelera nel tempo rendendo catastrofici gli eventi che ne conseguono. Il volume di magma all'interno del vulcano: |
| RISPOSTA   Le grandi eruzioni esplosive emettono in poche ore volumi di magma spesso superiori al chilometro cubo. Il magma risale nel condotto come una schiuma di gas e liquido, fino a un punto critico di pressione dove le bolle di gas cominciano a esplodere. I brandelli di magma raggiungono la bocca del cratere accelerati dai gas ed escono formando una colonna eruttiva alta decine di chilometri (colonna pliniana), dalla quale ricadono solidi sotto forma di pomici e ceneri che ricoprono aree di migliaia di chilometri quadrati. Ogni vulcano ha la sua personalità: una metodologia per conoscere un vulcano consiste nello studio dei prodotti emessi nel corso delle passate eruzioni. In questi ultimi anni, il lavoro di raccolta di dati svolto dai vulcanologi ha incominciato a dare i suoi frutti e si intravedono alcune ricorrenze nel comportamento dei vulcani che permettono la formulazione di modelli fisici attendibili. Nel modello proposto dagli autori, il magma saturo occupa l'interno di un serbatoio che si è andato sigillando nel corso del tempo per la deposizione di minerali intorno alle pareti. Questo sigillo può rompersi con una prima fuoriuscita di gas e di piccole frazioni di magma. Di conseguenza, il serbatoio subisce un'iniziale decompressione, sufficiente a provocare l'essoluzione del gas dal magma saturo e la formazione di bolle. L'aumento di volume del magma, provocato dalla crescita delle bolle, innesca una nuova fuoriuscita di magma e una nuova decompressione, con un processo di reazione positiva che rapidamente accelera nel tempo rendendo catastrofici gli eventi che ne conseguono. Il susseguirsi di decompressioni che si verificano all'interno di un vulcano: |
| RISPOSTA   Le grandi eruzioni esplosive emettono in poche ore volumi di magma spesso superiori al chilometro cubo. Il magma risale nel condotto come una schiuma di gas e liquido, fino a un punto critico di pressione dove le bolle di gas cominciano a esplodere. I brandelli di magma raggiungono la bocca del cratere accelerati dai gas ed escono formando una colonna eruttiva alta decine di chilometri (colonna pliniana), dalla quale ricadono solidi sotto forma di pomici e ceneri che ricoprono aree di migliaia di chilometri quadrati. Ogni vulcano ha la sua personalità: una metodologia per conoscere un vulcano consiste nello studio dei prodotti emessi nel corso delle passate eruzioni. In questi ultimi anni, il lavoro di raccolta di dati svolto dai vulcanologi ha incominciato a dare i suoi frutti e si intravedono alcune ricorrenze nel comportamento dei vulcani che permettono la formulazione di modelli fisici attendibili. Nel modello proposto dagli autori, il magma saturo occupa l'interno di un serbatoio che si è andato sigillando nel corso del tempo per la deposizione di minerali intorno alle pareti. Questo sigillo può rompersi con una prima fuoriuscita di gas e di piccole frazioni di magma. Di conseguenza, il serbatoio subisce un'iniziale decompressione, sufficiente a provocare l'essoluzione del gas dal magma saturo e la formazione di bolle. L'aumento di volume del magma, provocato dalla crescita delle bolle, innesca una nuova fuoriuscita di magma e una nuova decompressione, con un processo di reazione positiva che rapidamente accelera nel tempo rendendo catastrofici gli eventi che ne conseguono. Una delle ultime scoperte dei vulcanologi: |
| RISPOSTA   Le grandi eruzioni esplosive emettono in poche ore volumi di magma spesso superiori al chilometro cubo. Il magma risale nel condotto come una schiuma di gas e liquido, fino a un punto critico di pressione dove le bolle di gas cominciano a esplodere. I brandelli di magma raggiungono la bocca del cratere accelerati dai gas ed escono formando una colonna eruttiva alta decine di chilometri (colonna pliniana), dalla quale ricadono solidi sotto forma di pomici e ceneri che ricoprono aree di migliaia di chilometri quadrati. Ogni vulcano ha la sua personalità: una metodologia per conoscere un vulcano consiste nello studio dei prodotti emessi nel corso delle passate eruzioni. In questi ultimi anni, il lavoro di raccolta di dati svolto dai vulcanologi ha incominciato a dare i suoi frutti e si intravedono alcune ricorrenze nel comportamento dei vulcani che permettono la formulazione di modelli fisici attendibili. Nel modello proposto dagli autori, il magma saturo occupa l'interno di un serbatoio che si è andato sigillando nel corso del tempo per la deposizione di minerali intorno alle pareti. Questo sigillo può rompersi con una prima fuoriuscita di gas e di piccole frazioni di magma. Di conseguenza, il serbatoio subisce un'iniziale decompressione, sufficiente a provocare l'essoluzione del gas dal magma saturo e la formazione di bolle. L'aumento di volume del magma, provocato dalla crescita delle bolle, innesca una nuova fuoriuscita di magma e una nuova decompressione, con un processo di reazione positiva che rapidamente accelera nel tempo rendendo catastrofici gli eventi che ne conseguono. Nel caso delle eruzioni esplosive, per punto critico di pressione si intende: |
| RISPOSTA   Le grandi eruzioni esplosive emettono in poche ore volumi di magma spesso superiori al chilometro cubo. Il magma risale nel condotto come una schiuma di gas e liquido, fino a un punto critico di pressione dove le bolle di gas cominciano a esplodere. I brandelli di magma raggiungono la bocca del cratere accelerati dai gas ed escono formando una colonna eruttiva alta decine di chilometri (colonna pliniana), dalla quale ricadono solidi sotto forma di pomici e ceneri che ricoprono aree di migliaia di chilometri quadrati. Ogni vulcano ha la sua personalità: una metodologia per conoscere un vulcano consiste nello studio dei prodotti emessi nel corso delle passate eruzioni. In questi ultimi anni, il lavoro di raccolta di dati svolto dai vulcanologi ha incominciato a dare i suoi frutti e si intravedono alcune ricorrenze nel comportamento dei vulcani che permettono la formulazione di modelli fisici attendibili. Nel modello proposto dagli autori, il magma saturo occupa l'interno di un serbatoio che si è andato sigillando nel corso del tempo per la deposizione di minerali intorno alle pareti. Questo sigillo può rompersi con una prima fuoriuscita di gas e di piccole frazioni di magma. Di conseguenza, il serbatoio subisce un'iniziale decompressione, sufficiente a provocare l'essoluzione del gas dal magma saturo e la formazione di bolle. L'aumento di volume del magma, provocato dalla crescita delle bolle, innesca una nuova fuoriuscita di magma e una nuova decompressione, con un processo di reazione positiva che rapidamente accelera nel tempo rendendo catastrofici gli eventi che ne conseguono. Una delle metodologie che può essere utilizzata per conoscere un vulcano consiste: |
| RISPOSTA   Le grandi eruzioni esplosive emettono in poche ore volumi di magma spesso superiori al chilometro cubo. Il magma risale nel condotto come una schiuma di gas e liquido, fino a un punto critico di pressione dove le bolle di gas cominciano a esplodere. I brandelli di magma raggiungono la bocca del cratere accelerati dai gas ed escono formando una colonna eruttiva alta decine di chilometri (colonna pliniana), dalla quale ricadono solidi sotto forma di pomici e ceneri che ricoprono aree di migliaia di chilometri quadrati. Ogni vulcano ha la sua personalità: una metodologia per conoscere un vulcano consiste nello studio dei prodotti emessi nel corso delle passate eruzioni. In questi ultimi anni, il lavoro di raccolta di dati svolto dai vulcanologi ha incominciato a dare i suoi frutti e si intravedono alcune ricorrenze nel comportamento dei vulcani che permettono la formulazione di modelli fisici attendibili. Nel modello proposto dagli autori, il magma saturo occupa l'interno di un serbatoio che si è andato sigillando nel corso del tempo per la deposizione di minerali intorno alle pareti. Questo sigillo può rompersi con una prima fuoriuscita di gas e di piccole frazioni di magma. Di conseguenza, il serbatoio subisce un'iniziale decompressione, sufficiente a provocare l'essoluzione del gas dal magma saturo e la formazione di bolle. L'aumento di volume del magma, provocato dalla crescita delle bolle, innesca una nuova fuoriuscita di magma e una nuova decompressione, con un processo di reazione positiva che rapidamente accelera nel tempo rendendo catastrofici gli eventi che ne conseguono. Il magma che fuoriesce dal vulcano: |
| RISPOSTA   Le grandi eruzioni esplosive emettono in poche ore volumi di magma spesso superiori al chilometro cubo. Il magma risale nel condotto come una schiuma di gas e liquido, fino a un punto critico di pressione dove le bolle di gas cominciano a esplodere. I brandelli di magma raggiungono la bocca del cratere accelerati dai gas ed escono formando una colonna eruttiva alta decine di chilometri (colonna pliniana), dalla quale ricadono solidi sotto forma di pomici e ceneri che ricoprono aree di migliaia di chilometri quadrati. Ogni vulcano ha la sua personalità: una metodologia per conoscere un vulcano consiste nello studio dei prodotti emessi nel corso delle passate eruzioni. In questi ultimi anni, il lavoro di raccolta di dati svolto dai vulcanologi ha incominciato a dare i suoi frutti e si intravedono alcune ricorrenze nel comportamento dei vulcani che permettono la formulazione di modelli fisici attendibili. Nel modello proposto dagli autori, il magma saturo occupa l'interno di un serbatoio che si è andato sigillando nel corso del tempo per la deposizione di minerali intorno alle pareti. Questo sigillo può rompersi con una prima fuoriuscita di gas e di piccole frazioni di magma. Di conseguenza, il serbatoio subisce un'iniziale decompressione, sufficiente a provocare l'essoluzione del gas dal magma saturo e la formazione di bolle. L'aumento di volume del magma, provocato dalla crescita delle bolle, innesca una nuova fuoriuscita di magma e una nuova decompressione, con un processo di reazione positiva che rapidamente accelera nel tempo rendendo catastrofici gli eventi che ne conseguono. Grazie al lavoro di raccolta dei dati: |
| RISPOSTA   Le grandi eruzioni esplosive emettono in poche ore volumi di magma spesso superiori al chilometro cubo. Il magma risale nel condotto come una schiuma di gas e liquido, fino a un punto critico di pressione dove le bolle di gas cominciano a esplodere. I brandelli di magma raggiungono la bocca del cratere accelerati dai gas ed escono formando una colonna eruttiva alta decine di chilometri (colonna pliniana), dalla quale ricadono solidi sotto forma di pomici e ceneri che ricoprono aree di migliaia di chilometri quadrati. Ogni vulcano ha la sua personalità: una metodologia per conoscere un vulcano consiste nello studio dei prodotti emessi nel corso delle passate eruzioni. In questi ultimi anni, il lavoro di raccolta di dati svolto dai vulcanologi ha incominciato a dare i suoi frutti e si intravedono alcune ricorrenze nel comportamento dei vulcani che permettono la formulazione di modelli fisici attendibili. Nel modello proposto dagli autori, il magma saturo occupa l'interno di un serbatoio che si è andato sigillando nel corso del tempo per la deposizione di minerali intorno alle pareti. Questo sigillo può rompersi con una prima fuoriuscita di gas e di piccole frazioni di magma. Di conseguenza, il serbatoio subisce un'iniziale decompressione, sufficiente a provocare l'essoluzione del gas dal magma saturo e la formazione di bolle. L'aumento di volume del magma, provocato dalla crescita delle bolle, innesca una nuova fuoriuscita di magma e una nuova decompressione, con un processo di reazione positiva che rapidamente accelera nel tempo rendendo catastrofici gli eventi che ne conseguono. Durante le eruzioni: |
| RISPOSTA   Le monete greche coniate nell'antica regione Battriana (compresa tra gli odierni Afghanistan, Uzbekistan, Tagikistan) e nel Nord-Ovest dell'India, tra il III sec. a.C. e il primo decennio del I sec. d.C., rappresentano uno dei più grandi supporti per la ricostruzione della storia dei regni greci in queste aree tanto lontane dal Mediterraneo. Le emissioni dei sovrani dell'"estremo oriente" greco seguivano generalmente, per i tipi in argento, il modello ellenistico, con la rappresentazione del ritratto o del busto del sovrano sul dritto e l'immagine della divinità sul rovescio; per i tipi di bronzo invece si riallacciavano più spesso al modulo che prevedeva la rappresentazione dell'immagine divina su ambedue i lati delle monete. In questo caso la raffigurazione del rovescio poteva anche essere sostituita da un simbolo o da un animale associato alla divinità stessa. Tali monete si differenziavano spesso in due tipi: le monete greco-battriane, destinate a circolare esclusivamente nelle ex-satrapie di Battriana, Margiana e Sogdiana, caratterizzate da legenda monoglotta greca sul rovescio, accanto all'immagine della divinità e le monete indo-greche che presentano legenda bilingue, in greco sul dritto e in pracrito, il vernacolo parlato nell'India del Nord-Ovest, sul rovescio. Le monete greco-battriane avevano: |
| RISPOSTA   Le monete greche coniate nell'antica regione Battriana (compresa tra gli odierni Afghanistan, Uzbekistan, Tagikistan) e nel Nord-Ovest dell'India, tra il III sec. a.C. e il primo decennio del I sec. d.C., rappresentano uno dei più grandi supporti per la ricostruzione della storia dei regni greci in queste aree tanto lontane dal Mediterraneo. Le emissioni dei sovrani dell'"estremo oriente" greco seguivano generalmente, per i tipi in argento, il modello ellenistico, con la rappresentazione del ritratto o del busto del sovrano sul dritto e l'immagine della divinità sul rovescio; per i tipi di bronzo invece si riallacciavano più spesso al modulo che prevedeva la rappresentazione dell'immagine divina su ambedue i lati delle monete. In questo caso la raffigurazione del rovescio poteva anche essere sostituita da un simbolo o da un animale associato alla divinità stessa. Tali monete si differenziavano spesso in due tipi: le monete greco-battriane, destinate a circolare esclusivamente nelle ex-satrapie di Battriana, Margiana e Sogdiana, caratterizzate da legenda monoglotta greca sul rovescio, accanto all'immagine della divinità e le monete indo-greche che presentano legenda bilingue, in greco sul dritto e in pracrito, il vernacolo parlato nell'India del Nord-Ovest, sul rovescio. Sul rovescio delle monete in argento era raffigurata l'immagine: |
| RISPOSTA   Le monete greche coniate nell'antica regione Battriana (compresa tra gli odierni Afghanistan, Uzbekistan, Tagikistan) e nel Nord-Ovest dell'India, tra il III sec. a.C. e il primo decennio del I sec. d.C., rappresentano uno dei più grandi supporti per la ricostruzione della storia dei regni greci in queste aree tanto lontane dal Mediterraneo. Le emissioni dei sovrani dell'"estremo oriente" greco seguivano generalmente, per i tipi in argento, il modello ellenistico, con la rappresentazione del ritratto o del busto del sovrano sul dritto e l'immagine della divinità sul rovescio; per i tipi di bronzo invece si riallacciavano più spesso al modulo che prevedeva la rappresentazione dell'immagine divina su ambedue i lati delle monete. In questo caso la raffigurazione del rovescio poteva anche essere sostituita da un simbolo o da un animale associato alla divinità stessa. Tali monete si differenziavano spesso in due tipi: le monete greco-battriane, destinate a circolare esclusivamente nelle ex-satrapie di Battriana, Margiana e Sogdiana, caratterizzate da legenda monoglotta greca sul rovescio, accanto all'immagine della divinità e le monete indo-greche che presentano legenda bilingue, in greco sul dritto e in pracrito, il vernacolo parlato nell'India del Nord-Ovest, sul rovescio. Le monete d'argento: |
| RISPOSTA   Le monete greche coniate nell'antica regione Battriana (compresa tra gli odierni Afghanistan, Uzbekistan, Tagikistan) e nel Nord-Ovest dell'India, tra il III sec. a.C. e il primo decennio del I sec. d.C., rappresentano uno dei più grandi supporti per la ricostruzione della storia dei regni greci in queste aree tanto lontane dal Mediterraneo. Le emissioni dei sovrani dell'"estremo oriente" greco seguivano generalmente, per i tipi in argento, il modello ellenistico, con la rappresentazione del ritratto o del busto del sovrano sul dritto e l'immagine della divinità sul rovescio; per i tipi di bronzo invece si riallacciavano più spesso al modulo che prevedeva la rappresentazione dell'immagine divina su ambedue i lati delle monete. In questo caso la raffigurazione del rovescio poteva anche essere sostituita da un simbolo o da un animale associato alla divinità stessa. Tali monete si differenziavano spesso in due tipi: le monete greco-battriane, destinate a circolare esclusivamente nelle ex-satrapie di Battriana, Margiana e Sogdiana, caratterizzate da legenda monoglotta greca sul rovescio, accanto all'immagine della divinità e le monete indo-greche che presentano legenda bilingue, in greco sul dritto e in pracrito, il vernacolo parlato nell'India del Nord-Ovest, sul rovescio. Nel Nord-Ovest dell'India: |
| RISPOSTA   Le monete greche coniate nell'antica regione Battriana (compresa tra gli odierni Afghanistan, Uzbekistan, Tagikistan) e nel Nord-Ovest dell'India, tra il III sec. a.C. e il primo decennio del I sec. d.C., rappresentano uno dei più grandi supporti per la ricostruzione della storia dei regni greci in queste aree tanto lontane dal Mediterraneo. Le emissioni dei sovrani dell'"estremo oriente" greco seguivano generalmente, per i tipi in argento, il modello ellenistico, con la rappresentazione del ritratto o del busto del sovrano sul dritto e l'immagine della divinità sul rovescio; per i tipi di bronzo invece si riallacciavano più spesso al modulo che prevedeva la rappresentazione dell'immagine divina su ambedue i lati delle monete. In questo caso la raffigurazione del rovescio poteva anche essere sostituita da un simbolo o da un animale associato alla divinità stessa. Tali monete si differenziavano spesso in due tipi: le monete greco-battriane, destinate a circolare esclusivamente nelle ex-satrapie di Battriana, Margiana e Sogdiana, caratterizzate da legenda monoglotta greca sul rovescio, accanto all'immagine della divinità e le monete indo-greche che presentano legenda bilingue, in greco sul dritto e in pracrito, il vernacolo parlato nell'India del Nord-Ovest, sul rovescio. Le emissioni di monete da parte dei sovrani dell'"estremo Oriente" greco: |
| RISPOSTA   Le monete greche coniate nell'antica regione Battriana (compresa tra gli odierni Afghanistan, Uzbekistan, Tagikistan) e nel Nord-Ovest dell'India, tra il III sec. a.C. e il primo decennio del I sec. d.C., rappresentano uno dei più grandi supporti per la ricostruzione della storia dei regni greci in queste aree tanto lontane dal Mediterraneo. Le emissioni dei sovrani dell'"estremo oriente" greco seguivano generalmente, per i tipi in argento, il modello ellenistico, con la rappresentazione del ritratto o del busto del sovrano sul dritto e l'immagine della divinità sul rovescio; per i tipi di bronzo invece si riallacciavano più spesso al modulo che prevedeva la rappresentazione dell'immagine divina su ambedue i lati delle monete. In questo caso la raffigurazione del rovescio poteva anche essere sostituita da un simbolo o da un animale associato alla divinità stessa. Tali monete si differenziavano spesso in due tipi: le monete greco-battriane, destinate a circolare esclusivamente nelle ex-satrapie di Battriana, Margiana e Sogdiana, caratterizzate da legenda monoglotta greca sul rovescio, accanto all'immagine della divinità e le monete indo-greche che presentano legenda bilingue, in greco sul dritto e in pracrito, il vernacolo parlato nell'India del Nord-Ovest, sul rovescio. Le monete di bronzo: |
| RISPOSTA   Le monete greche coniate nell'antica regione Battriana (compresa tra gli odierni Afghanistan, Uzbekistan, Tagikistan) e nel Nord-Ovest dell'India, tra il III sec. a.C. e il primo decennio del I sec. d.C., rappresentano uno dei più grandi supporti per la ricostruzione della storia dei regni greci in queste aree tanto lontane dal Mediterraneo. Le emissioni dei sovrani dell'"estremo oriente" greco seguivano generalmente, per i tipi in argento, il modello ellenistico, con la rappresentazione del ritratto o del busto del sovrano sul dritto e l'immagine della divinità sul rovescio; per i tipi di bronzo invece si riallacciavano più spesso al modulo che prevedeva la rappresentazione dell'immagine divina su ambedue i lati delle monete. In questo caso la raffigurazione del rovescio poteva anche essere sostituita da un simbolo o da un animale associato alla divinità stessa. Tali monete si differenziavano spesso in due tipi: le monete greco-battriane, destinate a circolare esclusivamente nelle ex-satrapie di Battriana, Margiana e Sogdiana, caratterizzate da legenda monoglotta greca sul rovescio, accanto all'immagine della divinità e le monete indo-greche che presentano legenda bilingue, in greco sul dritto e in pracrito, il vernacolo parlato nell'India del Nord-Ovest, sul rovescio. Le monete indo-greche: |
RISPOSTA   Le monete greche coniate nell'antica regione Battriana (compresa tra gli odierni Afghanistan, Uzbekistan, Tagikistan) e nel Nord-Ovest dell'India, tra il III sec. a.C. e il primo decennio del I sec. d.C., rappresentano uno dei più grandi supporti per la ricostruzione della storia dei regni greci in queste aree tanto lontane dal Mediterraneo. Le emissioni dei sovrani dell'"estremo oriente" greco seguivano generalmente, per i tipi in argento, il modello ellenistico, con la rappresentazione del ritratto o del busto del sovrano sul dritto e l'immagine della divinità sul rovescio; per i tipi di bronzo invece si riallacciavano più spesso al modulo che prevedeva la rappresentazione dell'immagine divina su ambedue i lati delle monete. In questo caso la raffigurazione del rovescio poteva anche essere sostituita da un simbolo o da un animale associato alla divinità stessa. Tali monete si differenziavano spesso in due tipi: le monete greco-battriane, destinate a circolare esclusivamente nelle ex-satrapie di Battriana, Margiana e Sogdiana, caratterizzate da legenda monoglotta greca sul rovescio, accanto all'immagine della divinità e le monete indo-greche che presentano legenda bilingue, in greco sul dritto e in pracrito, il vernacolo parlato nell'India del Nord-Ovest, sul rovescio. La rappresentazione dell'immagine divina su ambedue i lati delle monete: |
| RISPOSTA   Le nuove tecnologie permetteranno di scegliere spettacoli televisivi, musica e film digitali di tutto il mondo attraverso Internet. Entro il 2020, secondo alcuni analisti, un Internet a larga banda potrebbe addirittura sostituire i sistemi di trasmissione come mezzo privilegiato di distribuzione. Un'altra rivoluzione riguarderà l'impresa di produrre e distribuire film o spettacoli televisivi: telecamere digitali a basso costo e programmi di editing per pc permetteranno a ciascuno di realizzare un film a costi relativamente bassi e distribuirlo grazie a società come Atom Films e I Film, che distribuiscono video sul Web. E come verrà ricomposta la disputa sui diritti di autore? Le difficoltà che sta incontrando l'industria discografica con siti come MP3 e Napster si presenteranno presto su scala molto maggiore con la televisione e i film digitali. Le leggi sul copyright continuano a stabilire che artisti, autori e registi siano i titolari dei diritti delle loro creazioni e meritino di essere pagati per esse. Che l'intrattenimento digitale possa influire profondamente sulla società o meno, di sicuro cambierà le abitudini dei consumatori. È facile essere affascinati dall'idea di un mondo in cui l'intrattenimento sia digitale. Ma per quanto possano apparire realistici una visita a un museo virtuale, una passeggiata sulla Grande Muraglia o l'immagine di un mangiatore di fuoco che si esibisce in strada, sono esperienze ben diverse da quelle reali, perché siamo consapevoli che con un solo comando possiamo spegnere la macchina. Una delle nuove rivoluzioni provenienti da Internet: |
| RISPOSTA   Le nuove tecnologie permetteranno di scegliere spettacoli televisivi, musica e film digitali di tutto il mondo attraverso Internet. Entro il 2020, secondo alcuni analisti, un Internet a larga banda potrebbe addirittura sostituire i sistemi di trasmissione come mezzo privilegiato di distribuzione. Un'altra rivoluzione riguarderà l'impresa di produrre e distribuire film o spettacoli televisivi: telecamere digitali a basso costo e programmi di editing per pc permetteranno a ciascuno di realizzare un film a costi relativamente bassi e distribuirlo grazie a società come Atom Films e I Film, che distribuiscono video sul Web. E come verrà ricomposta la disputa sui diritti di autore? Le difficoltà che sta incontrando l'industria discografica con siti come MP3 e Napster si presenteranno presto su scala molto maggiore con la televisione e i film digitali. Le leggi sul copyright continuano a stabilire che artisti, autori e registi siano i titolari dei diritti delle loro creazioni e meritino di essere pagati per esse. Che l'intrattenimento digitale possa influire profondamente sulla società o meno, di sicuro cambierà le abitudini dei consumatori. È facile essere affascinati dall'idea di un mondo in cui l'intrattenimento sia digitale. Ma per quanto possano apparire realistici una visita a un museo virtuale, una passeggiata sulla Grande Muraglia o l'immagine di un mangiatore di fuoco che si esibisce in strada, sono esperienze ben diverse da quelle reali, perché siamo consapevoli che con un solo comando possiamo spegnere la macchina. Il vincolo maggiore che incontrano i siti che distribuiscono musica sul web: |
| RISPOSTA   Le nuove tecnologie permetteranno di scegliere spettacoli televisivi, musica e film digitali di tutto il mondo attraverso Internet. Entro il 2020, secondo alcuni analisti, un Internet a larga banda potrebbe addirittura sostituire i sistemi di trasmissione come mezzo privilegiato di distribuzione. Un'altra rivoluzione riguarderà l'impresa di produrre e distribuire film o spettacoli televisivi: telecamere digitali a basso costo e programmi di editing per pc permetteranno a ciascuno di realizzare un film a costi relativamente bassi e distribuirlo grazie a società come Atom Films e I Film, che distribuiscono video sul Web. E come verrà ricomposta la disputa sui diritti di autore? Le difficoltà che sta incontrando l'industria discografica con siti come MP3 e Napster si presenteranno presto su scala molto maggiore con la televisione e i film digitali. Le leggi sul copyright continuano a stabilire che artisti, autori e registi siano i titolari dei diritti delle loro creazioni e meritino di essere pagati per esse. Che l'intrattenimento digitale possa influire profondamente sulla società o meno, di sicuro cambierà le abitudini dei consumatori. È facile essere affascinati dall'idea di un mondo in cui l'intrattenimento sia digitale. Ma per quanto possano apparire realistici una visita a un museo virtuale, una passeggiata sulla Grande Muraglia o l'immagine di un mangiatore di fuoco che si esibisce in strada, sono esperienze ben diverse da quelle reali, perché siamo consapevoli che con un solo comando possiamo spegnere la macchina. I problemi procurati alle case discografiche da siti come Napster: |
| RISPOSTA   Le nuove tecnologie permetteranno di scegliere spettacoli televisivi, musica e film digitali di tutto il mondo attraverso Internet. Entro il 2020, secondo alcuni analisti, un Internet a larga banda potrebbe addirittura sostituire i sistemi di trasmissione come mezzo privilegiato di distribuzione. Un'altra rivoluzione riguarderà l'impresa di produrre e distribuire film o spettacoli televisivi: telecamere digitali a basso costo e programmi di editing per pc permetteranno a ciascuno di realizzare un film a costi relativamente bassi e distribuirlo grazie a società come Atom Films e I Film, che distribuiscono video sul Web. E come verrà ricomposta la disputa sui diritti di autore? Le difficoltà che sta incontrando l'industria discografica con siti come MP3 e Napster si presenteranno presto su scala molto maggiore con la televisione e i film digitali. Le leggi sul copyright continuano a stabilire che artisti, autori e registi siano i titolari dei diritti delle loro creazioni e meritino di essere pagati per esse. Che l'intrattenimento digitale possa influire profondamente sulla società o meno, di sicuro cambierà le abitudini dei consumatori. È facile essere affascinati dall'idea di un mondo in cui l'intrattenimento sia digitale. Ma per quanto possano apparire realistici una visita a un museo virtuale, una passeggiata sulla Grande Muraglia o l'immagine di un mangiatore di fuoco che si esibisce in strada, sono esperienze ben diverse da quelle reali, perché siamo consapevoli che con un solo comando possiamo spegnere la macchina. In che modo si potranno distribuire i film prodotti con i pc? |
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Le monete greche coniate nell'antica regione Battriana (compresa tra gli odierni Afghanistan, Uzbekistan, Tagikistan) e nel Nord-Ovest dell'India, tra il III sec. a.C. e il primo decennio del I sec. d.C., rappresentano uno dei più grandi supporti per la ricostruzione della storia dei regni greci in queste aree tanto lontane dal Mediterraneo. Le emissioni dei sovrani dell'"estremo oriente" greco seguivano generalmente, per i tipi in argento, il modello ellenistico, con la rappresentazione del ritratto o del busto del sovrano sul dritto e l'immagine della divinità sul rovescio; per i tipi di bronzo invece si riallacciavano più spesso al modulo che prevedeva la rappresentazione dell'immagine divina su ambedue i lati delle monete. In questo caso la raffigurazione del rovescio poteva anche essere sostituita da un simbolo o da un animale associato alla divinità stessa. Tali monete si differenziavano spesso in due tipi: le monete greco-battriane, destinate a circolare esclusivamente nelle ex-satrapie di Battriana, Margiana e Sogdiana, caratterizzate da legenda monoglotta greca sul rovescio, accanto all'immagine della divinità e le monete indo-greche che presentano legenda bilingue, in greco sul dritto e in pracrito, il vernacolo parlato nell'India del Nord-Ovest, sul rovescio. La rappresentazione dell'immagine divina su ambedue i lati delle monete: