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Tutte le domande del quiz : Ragionamento critico verbale

tratto da:
Regione Campania
Quiz - 2175 posti a tempo indeterminato - Nuovi concorsi per 950 laureati e 1225 diplomati a tempo indeterminato presso vari enti della Regione Campania



 Esercitati su questo Quiz 

RISPOSTA    Che il mestiere del dj sia stato completamente stravolto nel corso degli anni lo dimostra il fatto che persino il loro appellativo sia cambiato. Già, perché chi siede davanti al microfono di una radio oggi si chiama "conduttore". E non si tratta di una banale pignoleria linguistica; la differenza è sostanziale. L'immagine del disc-jockey che decide autonomamente quali brani trasmettere in base ai propri gusti musicali appartiene ormai al passato. Nei principali network radiofonici e nella maggior parte delle emittenti minori il conduttore si limita ad annunciare canzoni la cui presenza nelle playlist è stata decisa dall'alto delle direzioni artistiche. Un tale quadro della situazione è solo una visione parziale del mutato assetto di equilibri tra le radio e le major, che sarà il filo conduttore della seconda parte dell'inchiesta presentata nella trasmissione "Fendinebbia" - dedicata al mondo della musica. E' lungo l'elenco delle differenze che intercorrono tra le cosiddette "radio libere" della metà degli anni '70 e i moderni network, partendo dal tipo di conduzione delle trasmissioni e passando per la scelta di mandare in rotazione per 24 ore un numero limitato di pezzi che si ripetono anche diverse volte nell'arco della giornata. Non si può poi ignorare il complicato meccanismo del Music Control, che, con la diffusione della classifica dei brani più trasmessi dalle radio, ha contribuito a cambiare il senso di "canzone di successo" rendendo pressoché inutile la consultazione della classifica delle vendite. Resterà da chiarire nella terza puntata della trasmissione il particolare rapporto tra la musica e Internet e la spinosa questione dei diritti d'autore. Il conduttore di un network radiofonico:
RISPOSTA    Che il mestiere del dj sia stato completamente stravolto nel corso degli anni lo dimostra il fatto che persino il loro appellativo sia cambiato. Già, perché chi siede davanti al microfono di una radio oggi si chiama "conduttore". E non si tratta di una banale pignoleria linguistica; la differenza è sostanziale. L'immagine del disc-jockey che decide autonomamente quali brani trasmettere in base ai propri gusti musicali appartiene ormai al passato. Nei principali network radiofonici e nella maggior parte delle emittenti minori il conduttore si limita ad annunciare canzoni la cui presenza nelle playlist è stata decisa dall'alto delle direzioni artistiche. Un tale quadro della situazione è solo una visione parziale del mutato assetto di equilibri tra le radio e le major, che sarà il filo conduttore della seconda parte dell'inchiesta presentata nella trasmissione "Fendinebbia" - dedicata al mondo della musica. E' lungo l'elenco delle differenze che intercorrono tra le cosiddette "radio libere" della metà degli anni '70 e i moderni network, partendo dal tipo di conduzione delle trasmissioni e passando per la scelta di mandare in rotazione per 24 ore un numero limitato di pezzi che si ripetono anche diverse volte nell'arco della giornata. Non si può poi ignorare il complicato meccanismo del Music Control, che, con la diffusione della classifica dei brani più trasmessi dalle radio, ha contribuito a cambiare il senso di "canzone di successo" rendendo pressoché inutile la consultazione della classifica delle vendite. Resterà da chiarire nella terza puntata della trasmissione il particolare rapporto tra la musica e Internet e la spinosa questione dei diritti d'autore. Le radio libere:
RISPOSTA    Cinquecento metri di lunghezza e cinquanta di altezza: tanto misura un iceberg che sta navigando nel mare tra il Circolo polare antartico e l'Australia, al largo dell'isola di Macquarie, un'area dove i "giganti di ghiaccio" si vedono molto raramente. I primi ad avvistarlo sono stati gli esploratori della Australian Antarctic Division. «Non avevo mai visto niente del genere: abbiamo lanciato uno sguardo all'orizzonte e ci siamo trovati davanti questa enorme isola ghiacciata - dice Dean Miller, studioso di foche e membro della spedizione antartica -. Per me è stato un grande momento, non avevo mai visto un iceberg prima d'ora». Secondo il glaciologo Neal Young il gigante si sarebbe staccato 8 o 9 anni fa dall'area del Ross Ice Shelf, la più vasta piattaforma di ghiaccio dell'Antartide (487mila km quadrati). «È la prima volta che vedo un iceberg al largo dell'isola Macquarie da molti, molti anni - spiega Young -. Ora potrebbe dirigersi verso la Nuova Zelanda o potrebbe ruotare attorno a se stesso». Al momento si muove lentamente verso nord e non rappresenta un pericolo per la navigazione, ma potrebbe diventarlo se dovesse rompersi in più pezzi nei prossimi mesi o anni. «Fatti come questi saranno sempre più comuni se il cambiamento climatico continuerà a procedere alla velocità attuale» mette in guardia il glaciologo. L'isola di Macquarie è un sito protetto dall'Unesco e ospita un'enorme colonia di pinguini reali dal ciuffo dorato (o Eudipte della Nuova Zelanda), insieme a pinguini Re ed elefanti marini. L'iceberg avvistato:
RISPOSTA    Cinquecento metri di lunghezza e cinquanta di altezza: tanto misura un iceberg che sta navigando nel mare tra il Circolo polare antartico e l'Australia, al largo dell'isola di Macquarie, un'area dove i "giganti di ghiaccio" si vedono molto raramente. I primi ad avvistarlo sono stati gli esploratori della Australian Antarctic Division. «Non avevo mai visto niente del genere: abbiamo lanciato uno sguardo all'orizzonte e ci siamo trovati davanti questa enorme isola ghiacciata - dice Dean Miller, studioso di foche e membro della spedizione antartica -. Per me è stato un grande momento, non avevo mai visto un iceberg prima d'ora». Secondo il glaciologo Neal Young il gigante si sarebbe staccato 8 o 9 anni fa dall'area del Ross Ice Shelf, la più vasta piattaforma di ghiaccio dell'Antartide (487mila km quadrati). «È la prima volta che vedo un iceberg al largo dell'isola Macquarie da molti, molti anni - spiega Young -. Ora potrebbe dirigersi verso la Nuova Zelanda o potrebbe ruotare attorno a se stesso». Al momento si muove lentamente verso nord e non rappresenta un pericolo per la navigazione, ma potrebbe diventarlo se dovesse rompersi in più pezzi nei prossimi mesi o anni. «Fatti come questi saranno sempre più comuni se il cambiamento climatico continuerà a procedere alla velocità attuale» mette in guardia il glaciologo. L'isola di Macquarie è un sito protetto dall'Unesco e ospita un'enorme colonia di pinguini reali dal ciuffo dorato (o Eudipte della Nuova Zelanda), insieme a pinguini Re ed elefanti marini. L'area del Ross Ice Shelf:
RISPOSTA    Cinquecento metri di lunghezza e cinquanta di altezza: tanto misura un iceberg che sta navigando nel mare tra il Circolo polare antartico e l'Australia, al largo dell'isola di Macquarie, un'area dove i "giganti di ghiaccio" si vedono molto raramente. I primi ad avvistarlo sono stati gli esploratori della Australian Antarctic Division. «Non avevo mai visto niente del genere: abbiamo lanciato uno sguardo all'orizzonte e ci siamo trovati davanti questa enorme isola ghiacciata - dice Dean Miller, studioso di foche e membro della spedizione antartica -. Per me è stato un grande momento, non avevo mai visto un iceberg prima d'ora». Secondo il glaciologo Neal Young il gigante si sarebbe staccato 8 o 9 anni fa dall'area del Ross Ice Shelf, la più vasta piattaforma di ghiaccio dell'Antartide (487mila km quadrati). «È la prima volta che vedo un iceberg al largo dell'isola Macquarie da molti, molti anni - spiega Young -. Ora potrebbe dirigersi verso la Nuova Zelanda o potrebbe ruotare attorno a se stesso». Al momento si muove lentamente verso nord e non rappresenta un pericolo per la navigazione, ma potrebbe diventarlo se dovesse rompersi in più pezzi nei prossimi mesi o anni. «Fatti come questi saranno sempre più comuni se il cambiamento climatico continuerà a procedere alla velocità attuale» mette in guardia il glaciologo. L'isola di Macquarie è un sito protetto dall'Unesco e ospita un'enorme colonia di pinguini reali dal ciuffo dorato (o Eudipte della Nuova Zelanda), insieme a pinguini Re ed elefanti marini. L'isola di Macquarie:
RISPOSTA    Cinquecento metri di lunghezza e cinquanta di altezza: tanto misura un iceberg che sta navigando nel mare tra il Circolo polare antartico e l'Australia, al largo dell'isola di Macquarie, un'area dove i "giganti di ghiaccio" si vedono molto raramente. I primi ad avvistarlo sono stati gli esploratori della Australian Antarctic Division. «Non avevo mai visto niente del genere: abbiamo lanciato uno sguardo all'orizzonte e ci siamo trovati davanti questa enorme isola ghiacciata - dice Dean Miller, studioso di foche e membro della spedizione antartica -. Per me è stato un grande momento, non avevo mai visto un iceberg prima d'ora». Secondo il glaciologo Neal Young il gigante si sarebbe staccato 8 o 9 anni fa dall'area del Ross Ice Shelf, la più vasta piattaforma di ghiaccio dell'Antartide (487mila km quadrati). «È la prima volta che vedo un iceberg al largo dell'isola Macquarie da molti, molti anni - spiega Young -. Ora potrebbe dirigersi verso la Nuova Zelanda o potrebbe ruotare attorno a se stesso». Al momento si muove lentamente verso nord e non rappresenta un pericolo per la navigazione, ma potrebbe diventarlo se dovesse rompersi in più pezzi nei prossimi mesi o anni. «Fatti come questi saranno sempre più comuni se il cambiamento climatico continuerà a procedere alla velocità attuale» mette in guardia il glaciologo. L'isola di Macquarie è un sito protetto dall'Unesco e ospita un'enorme colonia di pinguini reali dal ciuffo dorato (o Eudipte della Nuova Zelanda), insieme a pinguini Re ed elefanti marini. L'Unesco:
RISPOSTA    Cinquecento metri di lunghezza e cinquanta di altezza: tanto misura un iceberg che sta navigando nel mare tra il Circolo polare antartico e l'Australia, al largo dell'isola di Macquarie, un'area dove i "giganti di ghiaccio" si vedono molto raramente. I primi ad avvistarlo sono stati gli esploratori della Australian Antarctic Division. «Non avevo mai visto niente del genere: abbiamo lanciato uno sguardo all'orizzonte e ci siamo trovati davanti questa enorme isola ghiacciata - dice Dean Miller, studioso di foche e membro della spedizione antartica -. Per me è stato un grande momento, non avevo mai visto un iceberg prima d'ora». Secondo il glaciologo Neal Young il gigante si sarebbe staccato 8 o 9 anni fa dall'area del Ross Ice Shelf, la più vasta piattaforma di ghiaccio dell'Antartide (487mila km quadrati). «È la prima volta che vedo un iceberg al largo dell'isola Macquarie da molti, molti anni - spiega Young -. Ora potrebbe dirigersi verso la Nuova Zelanda o potrebbe ruotare attorno a se stesso». Al momento si muove lentamente verso nord e non rappresenta un pericolo per la navigazione, ma potrebbe diventarlo se dovesse rompersi in più pezzi nei prossimi mesi o anni. «Fatti come questi saranno sempre più comuni se il cambiamento climatico continuerà a procedere alla velocità attuale» mette in guardia il glaciologo. L'isola di Macquarie è un sito protetto dall'Unesco e ospita un'enorme colonia di pinguini reali dal ciuffo dorato (o Eudipte della Nuova Zelanda), insieme a pinguini Re ed elefanti marini. Tra il Circolo polare antartico e l'Australia:
RISPOSTA    Cinquecento metri di lunghezza e cinquanta di altezza: tanto misura un iceberg che sta navigando nel mare tra il Circolo polare antartico e l'Australia, al largo dell'isola di Macquarie, un'area dove i "giganti di ghiaccio" si vedono molto raramente. I primi ad avvistarlo sono stati gli esploratori della Australian Antarctic Division. «Non avevo mai visto niente del genere: abbiamo lanciato uno sguardo all'orizzonte e ci siamo trovati davanti questa enorme isola ghiacciata - dice Dean Miller, studioso di foche e membro della spedizione antartica -. Per me è stato un grande momento, non avevo mai visto un iceberg prima d'ora». Secondo il glaciologo Neal Young il gigante si sarebbe staccato 8 o 9 anni fa dall'area del Ross Ice Shelf, la più vasta piattaforma di ghiaccio dell'Antartide (487mila km quadrati). «È la prima volta che vedo un iceberg al largo dell'isola Macquarie da molti, molti anni - spiega Young -. Ora potrebbe dirigersi verso la Nuova Zelanda o potrebbe ruotare attorno a se stesso». Al momento si muove lentamente verso nord e non rappresenta un pericolo per la navigazione, ma potrebbe diventarlo se dovesse rompersi in più pezzi nei prossimi mesi o anni. «Fatti come questi saranno sempre più comuni se il cambiamento climatico continuerà a procedere alla velocità attuale» mette in guardia il glaciologo. L'isola di Macquarie è un sito protetto dall'Unesco e ospita un'enorme colonia di pinguini reali dal ciuffo dorato (o Eudipte della Nuova Zelanda), insieme a pinguini Re ed elefanti marini. Il cambiamento climatico:
RISPOSTA    Cinquecento metri di lunghezza e cinquanta di altezza: tanto misura un iceberg che sta navigando nel mare tra il Circolo polare antartico e l'Australia, al largo dell'isola di Macquarie, un'area dove i "giganti di ghiaccio" si vedono molto raramente. I primi ad avvistarlo sono stati gli esploratori della Australian Antarctic Division. «Non avevo mai visto niente del genere: abbiamo lanciato uno sguardo all'orizzonte e ci siamo trovati davanti questa enorme isola ghiacciata - dice Dean Miller, studioso di foche e membro della spedizione antartica -. Per me è stato un grande momento, non avevo mai visto un iceberg prima d'ora». Secondo il glaciologo Neal Young il gigante si sarebbe staccato 8 o 9 anni fa dall'area del Ross Ice Shelf, la più vasta piattaforma di ghiaccio dell'Antartide (487mila km quadrati). «È la prima volta che vedo un iceberg al largo dell'isola Macquarie da molti, molti anni - spiega Young -. Ora potrebbe dirigersi verso la Nuova Zelanda o potrebbe ruotare attorno a se stesso». Al momento si muove lentamente verso nord e non rappresenta un pericolo per la navigazione, ma potrebbe diventarlo se dovesse rompersi in più pezzi nei prossimi mesi o anni. «Fatti come questi saranno sempre più comuni se il cambiamento climatico continuerà a procedere alla velocità attuale» mette in guardia il glaciologo. L'isola di Macquarie è un sito protetto dall'Unesco e ospita un'enorme colonia di pinguini reali dal ciuffo dorato (o Eudipte della Nuova Zelanda), insieme a pinguini Re ed elefanti marini. Ruotando intorno a se stesso, l'iceberg:
RISPOSTA    Cinquecento metri di lunghezza e cinquanta di altezza: tanto misura un iceberg che sta navigando nel mare tra il Circolo polare antartico e l'Australia, al largo dell'isola di Macquarie, un'area dove i "giganti di ghiaccio" si vedono molto raramente. I primi ad avvistarlo sono stati gli esploratori della Australian Antarctic Division. «Non avevo mai visto niente del genere: abbiamo lanciato uno sguardo all'orizzonte e ci siamo trovati davanti questa enorme isola ghiacciata - dice Dean Miller, studioso di foche e membro della spedizione antartica -. Per me è stato un grande momento, non avevo mai visto un iceberg prima d'ora». Secondo il glaciologo Neal Young il gigante si sarebbe staccato 8 o 9 anni fa dall'area del Ross Ice Shelf, la più vasta piattaforma di ghiaccio dell'Antartide (487mila km quadrati). «È la prima volta che vedo un iceberg al largo dell'isola Macquarie da molti, molti anni - spiega Young -. Ora potrebbe dirigersi verso la Nuova Zelanda o potrebbe ruotare attorno a se stesso». Al momento si muove lentamente verso nord e non rappresenta un pericolo per la navigazione, ma potrebbe diventarlo se dovesse rompersi in più pezzi nei prossimi mesi o anni. «Fatti come questi saranno sempre più comuni se il cambiamento climatico continuerà a procedere alla velocità attuale» mette in guardia il glaciologo. L'isola di Macquarie è un sito protetto dall'Unesco e ospita un'enorme colonia di pinguini reali dal ciuffo dorato (o Eudipte della Nuova Zelanda), insieme a pinguini Re ed elefanti marini. Dean Miller:
RISPOSTA    Cinquecento metri di lunghezza e cinquanta di altezza: tanto misura un iceberg che sta navigando nel mare tra il Circolo polare antartico e l'Australia, al largo dell'isola di Macquarie, un'area dove i "giganti di ghiaccio" si vedono molto raramente. I primi ad avvistarlo sono stati gli esploratori della Australian Antarctic Division. «Non avevo mai visto niente del genere: abbiamo lanciato uno sguardo all'orizzonte e ci siamo trovati davanti questa enorme isola ghiacciata - dice Dean Miller, studioso di foche e membro della spedizione antartica -. Per me è stato un grande momento, non avevo mai visto un iceberg prima d'ora». Secondo il glaciologo Neal Young il gigante si sarebbe staccato 8 o 9 anni fa dall'area del Ross Ice Shelf, la più vasta piattaforma di ghiaccio dell'Antartide (487mila km quadrati). «È la prima volta che vedo un iceberg al largo dell'isola Macquarie da molti, molti anni - spiega Young -. Ora potrebbe dirigersi verso la Nuova Zelanda o potrebbe ruotare attorno a se stesso». Al momento si muove lentamente verso nord e non rappresenta un pericolo per la navigazione, ma potrebbe diventarlo se dovesse rompersi in più pezzi nei prossimi mesi o anni. «Fatti come questi saranno sempre più comuni se il cambiamento climatico continuerà a procedere alla velocità attuale» mette in guardia il glaciologo. L'isola di Macquarie è un sito protetto dall'Unesco e ospita un'enorme colonia di pinguini reali dal ciuffo dorato (o Eudipte della Nuova Zelanda), insieme a pinguini Re ed elefanti marini. L'iceberg alla deriva:
RISPOSTA    Cinquecento metri di lunghezza e cinquanta di altezza: tanto misura un iceberg che sta navigando nel mare tra il Circolo polare antartico e l'Australia, al largo dell'isola di Macquarie, un'area dove i "giganti di ghiaccio" si vedono molto raramente. I primi ad avvistarlo sono stati gli esploratori della Australian Antarctic Division. «Non avevo mai visto niente del genere: abbiamo lanciato uno sguardo all'orizzonte e ci siamo trovati davanti questa enorme isola ghiacciata - dice Dean Miller, studioso di foche e membro della spedizione antartica -. Per me è stato un grande momento, non avevo mai visto un iceberg prima d'ora». Secondo il glaciologo Neal Young il gigante si sarebbe staccato 8 o 9 anni fa dall'area del Ross Ice Shelf, la più vasta piattaforma di ghiaccio dell'Antartide (487mila km quadrati). «È la prima volta che vedo un iceberg al largo dell'isola Macquarie da molti, molti anni - spiega Young -. Ora potrebbe dirigersi verso la Nuova Zelanda o potrebbe ruotare attorno a se stesso». Al momento si muove lentamente verso nord e non rappresenta un pericolo per la navigazione, ma potrebbe diventarlo se dovesse rompersi in più pezzi nei prossimi mesi o anni. «Fatti come questi saranno sempre più comuni se il cambiamento climatico continuerà a procedere alla velocità attuale» mette in guardia il glaciologo. L'isola di Macquarie è un sito protetto dall'Unesco e ospita un'enorme colonia di pinguini reali dal ciuffo dorato (o Eudipte della Nuova Zelanda), insieme a pinguini Re ed elefanti marini. L'Australian Antarctic Division:
RISPOSTA    Come candele al vento si sono spente nel mondo già tre delle otto sottospecie di tigre esistenti, le cinque sopravvissute sono a rischio. Ma c'è ancora una speranza. Un gruppo di esperti si è unito per ideare un sistema di riferimento destinato a chi si occupa della tutela del felino. Con l'aiuto di immagini satellite hanno tracciato una serie di unità protette, foreste cioè dove le tigri siano libere di condurre la propria battaglia per la sopravvivenza, nel subcontinente indiano, in Indocina e in Indonesia. Eppure, alcune comunità più marginali rischiano di svanire in un paio di anni e le zone che, dallo spazio, appaiono ricche di foreste, potrebbero in realtà rivelarsi prive di animali. In India la tigre è rispettata per tradizione e per fede. Ma convivere con il felino è questione ben più pragmatica, soprattutto se è a rischio la vita dell'uomo e quella del bestiame; allora i contadini si armano. Ma c'è un'altra minaccia, più grave: il bracconaggio per rifornire di ossa e organi di tigre la medicina tradizionale cinese e la produzione di afrodisiaci. Non esistono tuttavia prove scientifiche a favore delle virtù terapeutiche delle ossa, che sono come quelle di ogni altro mammifero: per ottenere il "sensazionale effetto" afrodisiaco desiderato dai consumatori, spesso i fornitori vi aggiungono arsenico e mercurio. Tre sottospecie di tigre si sono estinte:
RISPOSTA    Come candele al vento si sono spente nel mondo già tre delle otto sottospecie di tigre esistenti, le cinque sopravvissute sono a rischio. Ma c'è ancora una speranza. Un gruppo di esperti si è unito per ideare un sistema di riferimento destinato a chi si occupa della tutela del felino. Con l'aiuto di immagini satellite hanno tracciato una serie di unità protette, foreste cioè dove le tigri siano libere di condurre la propria battaglia per la sopravvivenza, nel subcontinente indiano, in Indocina e in Indonesia. Eppure, alcune comunità più marginali rischiano di svanire in un paio di anni e le zone che, dallo spazio, appaiono ricche di foreste, potrebbero in realtà rivelarsi prive di animali. In India la tigre è rispettata per tradizione e per fede. Ma convivere con il felino è questione ben più pragmatica, soprattutto se è a rischio la vita dell'uomo e quella del bestiame; allora i contadini si armano. Ma c'è un'altra minaccia, più grave: il bracconaggio per rifornire di ossa e organi di tigre la medicina tradizionale cinese e la produzione di afrodisiaci. Non esistono tuttavia prove scientifiche a favore delle virtù terapeutiche delle ossa, che sono come quelle di ogni altro mammifero: per ottenere il "sensazionale effetto" afrodisiaco desiderato dai consumatori, spesso i fornitori vi aggiungono arsenico e mercurio. Le zone che, dallo spazio, appaiono ricche di foreste:
RISPOSTA    Come candele al vento si sono spente nel mondo già tre delle otto sottospecie di tigre esistenti, le cinque sopravvissute sono a rischio. Ma c'è ancora una speranza. Un gruppo di esperti si è unito per ideare un sistema di riferimento destinato a chi si occupa della tutela del felino. Con l'aiuto di immagini satellite hanno tracciato una serie di unità protette, foreste cioè dove le tigri siano libere di condurre la propria battaglia per la sopravvivenza, nel subcontinente indiano, in Indocina e in Indonesia. Eppure, alcune comunità più marginali rischiano di svanire in un paio di anni e le zone che, dallo spazio, appaiono ricche di foreste, potrebbero in realtà rivelarsi prive di animali. In India la tigre è rispettata per tradizione e per fede. Ma convivere con il felino è questione ben più pragmatica, soprattutto se è a rischio la vita dell'uomo e quella del bestiame; allora i contadini si armano. Ma c'è un'altra minaccia, più grave: il bracconaggio per rifornire di ossa e organi di tigre la medicina tradizionale cinese e la produzione di afrodisiaci. Non esistono tuttavia prove scientifiche a favore delle virtù terapeutiche delle ossa, che sono come quelle di ogni altro mammifero: per ottenere il "sensazionale effetto" afrodisiaco desiderato dai consumatori, spesso i fornitori vi aggiungono arsenico e mercurio. I produttori di afrodisiaci:
RISPOSTA    Come candele al vento si sono spente nel mondo già tre delle otto sottospecie di tigre esistenti, le cinque sopravvissute sono a rischio. Ma c'è ancora una speranza. Un gruppo di esperti si è unito per ideare un sistema di riferimento destinato a chi si occupa della tutela del felino. Con l'aiuto di immagini satellite hanno tracciato una serie di unità protette, foreste cioè dove le tigri siano libere di condurre la propria battaglia per la sopravvivenza, nel subcontinente indiano, in Indocina e in Indonesia. Eppure, alcune comunità più marginali rischiano di svanire in un paio di anni e le zone che, dallo spazio, appaiono ricche di foreste, potrebbero in realtà rivelarsi prive di animali. In India la tigre è rispettata per tradizione e per fede. Ma convivere con il felino è questione ben più pragmatica, soprattutto se è a rischio la vita dell'uomo e quella del bestiame; allora i contadini si armano. Ma c'è un'altra minaccia, più grave: il bracconaggio per rifornire di ossa e organi di tigre la medicina tradizionale cinese e la produzione di afrodisiaci. Non esistono tuttavia prove scientifiche a favore delle virtù terapeutiche delle ossa, che sono come quelle di ogni altro mammifero: per ottenere il "sensazionale effetto" afrodisiaco desiderato dai consumatori, spesso i fornitori vi aggiungono arsenico e mercurio. In India:
RISPOSTA    Come candele al vento si sono spente nel mondo già tre delle otto sottospecie di tigre esistenti, le cinque sopravvissute sono a rischio. Ma c'è ancora una speranza. Un gruppo di esperti si è unito per ideare un sistema di riferimento destinato a chi si occupa della tutela del felino. Con l'aiuto di immagini satellite hanno tracciato una serie di unità protette, foreste cioè dove le tigri siano libere di condurre la propria battaglia per la sopravvivenza, nel subcontinente indiano, in Indocina e in Indonesia. Eppure, alcune comunità più marginali rischiano di svanire in un paio di anni e le zone che, dallo spazio, appaiono ricche di foreste, potrebbero in realtà rivelarsi prive di animali. In India la tigre è rispettata per tradizione e per fede. Ma convivere con il felino è questione ben più pragmatica, soprattutto se è a rischio la vita dell'uomo e quella del bestiame; allora i contadini si armano. Ma c'è un'altra minaccia, più grave: il bracconaggio per rifornire di ossa e organi di tigre la medicina tradizionale cinese e la produzione di afrodisiaci. Non esistono tuttavia prove scientifiche a favore delle virtù terapeutiche delle ossa, che sono come quelle di ogni altro mammifero: per ottenere il "sensazionale effetto" afrodisiaco desiderato dai consumatori, spesso i fornitori vi aggiungono arsenico e mercurio. Come sistema di riferimento, sono state tracciate una serie di unità protette:
RISPOSTA    Come candele al vento si sono spente nel mondo già tre delle otto sottospecie di tigre esistenti, le cinque sopravvissute sono a rischio. Ma c'è ancora una speranza. Un gruppo di esperti si è unito per ideare un sistema di riferimento destinato a chi si occupa della tutela del felino. Con l'aiuto di immagini satellite hanno tracciato una serie di unità protette, foreste cioè dove le tigri siano libere di condurre la propria battaglia per la sopravvivenza, nel subcontinente indiano, in Indocina e in Indonesia. Eppure, alcune comunità più marginali rischiano di svanire in un paio di anni e le zone che, dallo spazio, appaiono ricche di foreste, potrebbero in realtà rivelarsi prive di animali. In India la tigre è rispettata per tradizione e per fede. Ma convivere con il felino è questione ben più pragmatica, soprattutto se è a rischio la vita dell'uomo e quella del bestiame; allora i contadini si armano. Ma c'è un'altra minaccia, più grave: il bracconaggio per rifornire di ossa e organi di tigre la medicina tradizionale cinese e la produzione di afrodisiaci. Non esistono tuttavia prove scientifiche a favore delle virtù terapeutiche delle ossa, che sono come quelle di ogni altro mammifero: per ottenere il "sensazionale effetto" afrodisiaco desiderato dai consumatori, spesso i fornitori vi aggiungono arsenico e mercurio. Le sottospecie di tigre che sono sopravvissute:
RISPOSTA    Come candele al vento si sono spente nel mondo già tre delle otto sottospecie di tigre esistenti, le cinque sopravvissute sono a rischio. Ma c'è ancora una speranza. Un gruppo di esperti si è unito per ideare un sistema di riferimento destinato a chi si occupa della tutela del felino. Con l'aiuto di immagini satellite hanno tracciato una serie di unità protette, foreste cioè dove le tigri siano libere di condurre la propria battaglia per la sopravvivenza, nel subcontinente indiano, in Indocina e in Indonesia. Eppure, alcune comunità più marginali rischiano di svanire in un paio di anni e le zone che, dallo spazio, appaiono ricche di foreste, potrebbero in realtà rivelarsi prive di animali. In India la tigre è rispettata per tradizione e per fede. Ma convivere con il felino è questione ben più pragmatica, soprattutto se è a rischio la vita dell'uomo e quella del bestiame; allora i contadini si armano. Ma c'è un'altra minaccia, più grave: il bracconaggio per rifornire di ossa e organi di tigre la medicina tradizionale cinese e la produzione di afrodisiaci. Non esistono tuttavia prove scientifiche a favore delle virtù terapeutiche delle ossa, che sono come quelle di ogni altro mammifero: per ottenere il "sensazionale effetto" afrodisiaco desiderato dai consumatori, spesso i fornitori vi aggiungono arsenico e mercurio. Secondo la medicina tradizionale cinese:
RISPOSTA    Come candele al vento si sono spente nel mondo già tre delle otto sottospecie di tigre esistenti, le cinque sopravvissute sono a rischio. Ma c'è ancora una speranza. Un gruppo di esperti si è unito per ideare un sistema di riferimento destinato a chi si occupa della tutela del felino. Con l'aiuto di immagini satellite hanno tracciato una serie di unità protette, foreste cioè dove le tigri siano libere di condurre la propria battaglia per la sopravvivenza, nel subcontinente indiano, in Indocina e in Indonesia. Eppure, alcune comunità più marginali rischiano di svanire in un paio di anni e le zone che, dallo spazio, appaiono ricche di foreste, potrebbero in realtà rivelarsi prive di animali. In India la tigre è rispettata per tradizione e per fede. Ma convivere con il felino è questione ben più pragmatica, soprattutto se è a rischio la vita dell'uomo e quella del bestiame; allora i contadini si armano. Ma c'è un'altra minaccia, più grave: il bracconaggio per rifornire di ossa e organi di tigre la medicina tradizionale cinese e la produzione di afrodisiaci. Non esistono tuttavia prove scientifiche a favore delle virtù terapeutiche delle ossa, che sono come quelle di ogni altro mammifero: per ottenere il "sensazionale effetto" afrodisiaco desiderato dai consumatori, spesso i fornitori vi aggiungono arsenico e mercurio. La sopravvivenza della tigre è minacciata:

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