Tutte le domande del quiz : Ragionamento critico verbaletratto da:Comune di Napoli Quiz - Concorsi-corso pubblici per titoli ed esami, per il reclutamento complessivo di 534 unita' di personale di ruolo con diversi profili professionali delle categorie C e D - Selezioni per DIPLOMATI  Esercitati su questo Quiz  |
RISPOSTA   I recenti segnali di ripresa dell'economia giapponese hanno ridato vigore e interesse anche al mercatoborsistico di Tokio. I problemi di un investimento diretto nel mercato borsistico giapponese sono, però, tanti enon irrilevanti: per acquistare dall'estero le azioni delle società del Sol Levante occorre rivolgersi alla propriabanca, poiché non è possibile per i non residenti aprire un conto in loco. Le commissioni, dunque, si paganodue volte: al proprio intermediario e al broker locale (che generalmente applica tariffe elevate sullecompravendite azionarie). Anche sulle operazioni online, sulla rete Internet, gravano sia I'ostacolodell'impossibilità di operare con un conto locale sia il fatto che gli intermediari operano con siti in linguagiapponese. Anche i lotti minimi rappresentano un notevole freno alle possibilità di investimento e sono spessodi entità molto elevata rispetto al valore unitario delle azioni. Una via per puntare su alcuni tra i principali titoligiapponesi è quella di operare sulla Borsa di New York. II principale indice di riferimento del mercato borsisticogiapponese è il Nikkei 225 Stock Average. Le società inserite nell'indice appartengono a tutti i settori:dall'alimentare al tessile, dai trasporti alla comunicazione, dal commercio ai servizi. Nell'anno mitico delle Borseinternazionali, il 1999, il Nikkei 225 ha messo a segno una notevole crescita. Mentre nei primi mesi del 2000,seguendo I'andamento dei principali mercati finanziari mondiali, anche il Nikkei ha fatto registrare alcuni segnidi contrazione. Le previsioni per il futuro sono, però, improntate all'ottimismo: molte importanti aziende dellaold economy, dopo un periodo di ristrutturazione, sono destinate a risalire la china e nei prossimi due anni siprevede che saranno svincolati 104 miliardi di yen di depositi postali che saranno, in parte, riversati sul mercatoazionario nipponico. Per molte importanti aziende della old economy si prevede: |
RISPOSTA   I recenti segnali di ripresa dell'economia giapponese hanno ridato vigore e interesse anche al mercatoborsistico di Tokio. I problemi di un investimento diretto nel mercato borsistico giapponese sono, però, tanti enon irrilevanti: per acquistare dall'estero le azioni delle società del Sol Levante occorre rivolgersi alla propriabanca, poiché non è possibile per i non residenti aprire un conto in loco. Le commissioni, dunque, si paganodue volte: al proprio intermediario e al broker locale (che generalmente applica tariffe elevate sullecompravendite azionarie). Anche sulle operazioni online, sulla rete Internet, gravano sia I'ostacolodell'impossibilità di operare con un conto locale sia il fatto che gli intermediari operano con siti in linguagiapponese. Anche i lotti minimi rappresentano un notevole freno alle possibilità di investimento e sono spessodi entità molto elevata rispetto al valore unitario delle azioni. Una via per puntare su alcuni tra i principali titoligiapponesi è quella di operare sulla Borsa di New York. II principale indice di riferimento del mercato borsisticogiapponese è il Nikkei 225 Stock Average. Le società inserite nell'indice appartengono a tutti i settori:dall'alimentare al tessile, dai trasporti alla comunicazione, dal commercio ai servizi. Nell'anno mitico delle Borseinternazionali, il 1999, il Nikkei 225 ha messo a segno una notevole crescita. Mentre nei primi mesi del 2000,seguendo I'andamento dei principali mercati finanziari mondiali, anche il Nikkei ha fatto registrare alcuni segnidi contrazione. Le previsioni per il futuro sono, però, improntate all'ottimismo: molte importanti aziende dellaold economy, dopo un periodo di ristrutturazione, sono destinate a risalire la china e nei prossimi due anni siprevede che saranno svincolati 104 miliardi di yen di depositi postali che saranno, in parte, riversati sul mercatoazionario nipponico. E' previsto che nei prossimi due anni saranno riversati sul mercato azionario giapponese fondi provenienti: |
RISPOSTA   I recenti segnali di ripresa dell'economia giapponese hanno ridato vigore e interesse anche al mercatoborsistico di Tokio. I problemi di un investimento diretto nel mercato borsistico giapponese sono, però, tanti enon irrilevanti: per acquistare dall'estero le azioni delle società del Sol Levante occorre rivolgersi alla propriabanca, poiché non è possibile per i non residenti aprire un conto in loco. Le commissioni, dunque, si paganodue volte: al proprio intermediario e al broker locale (che generalmente applica tariffe elevate sullecompravendite azionarie). Anche sulle operazioni online, sulla rete Internet, gravano sia I'ostacolodell'impossibilità di operare con un conto locale sia il fatto che gli intermediari operano con siti in linguagiapponese. Anche i lotti minimi rappresentano un notevole freno alle possibilità di investimento e sono spessodi entità molto elevata rispetto al valore unitario delle azioni. Una via per puntare su alcuni tra i principali titoligiapponesi è quella di operare sulla Borsa di New York. II principale indice di riferimento del mercato borsisticogiapponese è il Nikkei 225 Stock Average. Le società inserite nell'indice appartengono a tutti i settori:dall'alimentare al tessile, dai trasporti alla comunicazione, dal commercio ai servizi. Nell'anno mitico delle Borseinternazionali, il 1999, il Nikkei 225 ha messo a segno una notevole crescita. Mentre nei primi mesi del 2000,seguendo I'andamento dei principali mercati finanziari mondiali, anche il Nikkei ha fatto registrare alcuni segnidi contrazione. Le previsioni per il futuro sono, però, improntate all'ottimismo: molte importanti aziende dellaold economy, dopo un periodo di ristrutturazione, sono destinate a risalire la china e nei prossimi due anni siprevede che saranno svincolati 104 miliardi di yen di depositi postali che saranno, in parte, riversati sul mercatoazionario nipponico. Il Nikkei, nei primi mesi del 2000, ha seguito l'andamento dei principali mercati finanziari mondiali? |
RISPOSTA   I recenti segnali di ripresa dell'economia giapponese hanno ridato vigore e interesse anche al mercatoborsistico di Tokio. I problemi di un investimento diretto nel mercato borsistico giapponese sono, però, tanti enon irrilevanti: per acquistare dall'estero le azioni delle società del Sol Levante occorre rivolgersi alla propriabanca, poiché non è possibile per i non residenti aprire un conto in loco. Le commissioni, dunque, si paganodue volte: al proprio intermediario e al broker locale (che generalmente applica tariffe elevate sullecompravendite azionarie). Anche sulle operazioni online, sulla rete Internet, gravano sia I'ostacolodell'impossibilità di operare con un conto locale sia il fatto che gli intermediari operano con siti in linguagiapponese. Anche i lotti minimi rappresentano un notevole freno alle possibilità di investimento e sono spessodi entità molto elevata rispetto al valore unitario delle azioni. Una via per puntare su alcuni tra i principali titoligiapponesi è quella di operare sulla Borsa di New York. II principale indice di riferimento del mercato borsisticogiapponese è il Nikkei 225 Stock Average. Le società inserite nell'indice appartengono a tutti i settori:dall'alimentare al tessile, dai trasporti alla comunicazione, dal commercio ai servizi. Nell'anno mitico delle Borseinternazionali, il 1999, il Nikkei 225 ha messo a segno una notevole crescita. Mentre nei primi mesi del 2000,seguendo I'andamento dei principali mercati finanziari mondiali, anche il Nikkei ha fatto registrare alcuni segnidi contrazione. Le previsioni per il futuro sono, però, improntate all'ottimismo: molte importanti aziende dellaold economy, dopo un periodo di ristrutturazione, sono destinate a risalire la china e nei prossimi due anni siprevede che saranno svincolati 104 miliardi di yen di depositi postali che saranno, in parte, riversati sul mercatoazionario nipponico. Quali tipi di società sono inserite nel principale indice di riferimento del mercato giapponese? |
RISPOSTA   I tassi di interesse applicati dalle banche sui mutui ipotecari sono finalmente scesi sotto il 5 per cento,sfondando un'importante barriera per i bilanci delle famiglie. Una svolta positiva perché permette a moltirisparmiatori di avvicinarsi all'acquisto della prima casa. I mutui oggi sono sempre più complessi e non ci sideve fermare al tasso applicato alle rate iniziali, ma bisogna calcolarlo a regime. L'interesse all'entrata, infatti,può essere anche di oltre un punto percentuale inferiore a quello che effettivamente si pagherà negli annisuccessivi. Questa differenza è strutturale nei tassi cosiddetti misti: si paga meno del 5 per cento fisso per iprimi 12 o 24 mesi e poi il calcolo degli interessi cambia, può diventare variabile, legato ad un parametro dimercato, o restare fisso, ma determinato in modo diverso. Bisogna inoltre fare attenzione ai tassi indicizzati allevalute estere che non confluiranno nell'euro. Un mutuo ancorato al franco svizzero potrebbe diventare piùoneroso se l'euro si rivelerà una valuta debole. In generale, il tasso fisso consente una programmazione precisadell'esborso di denaro nel tempo. Con il rischio di rimetterci se i tassi d'interesse scendono e il vantaggio diguadagnarci se al contrario salgono. Il tasso variabile, invece, ha un andamento non programmabile, legato aitassi di mercato. I tassi d'interesse applicati dalle banche sui mutui ipotecari sono: |
RISPOSTA   I tassi di interesse applicati dalle banche sui mutui ipotecari sono finalmente scesi sotto il 5 per cento,sfondando un'importante barriera per i bilanci delle famiglie. Una svolta positiva perché permette a moltirisparmiatori di avvicinarsi all'acquisto della prima casa. I mutui oggi sono sempre più complessi e non ci sideve fermare al tasso applicato alle rate iniziali, ma bisogna calcolarlo a regime. L'interesse all'entrata, infatti,può essere anche di oltre un punto percentuale inferiore a quello che effettivamente si pagherà negli annisuccessivi. Questa differenza è strutturale nei tassi cosiddetti misti: si paga meno del 5 per cento fisso per iprimi 12 o 24 mesi e poi il calcolo degli interessi cambia, può diventare variabile, legato ad un parametro dimercato, o restare fisso, ma determinato in modo diverso. Bisogna inoltre fare attenzione ai tassi indicizzati allevalute estere che non confluiranno nell'euro. Un mutuo ancorato al franco svizzero potrebbe diventare piùoneroso se l'euro si rivelerà una valuta debole. In generale, il tasso fisso consente una programmazione precisadell'esborso di denaro nel tempo. Con il rischio di rimetterci se i tassi d'interesse scendono e il vantaggio diguadagnarci se al contrario salgono. Il tasso variabile, invece, ha un andamento non programmabile, legato aitassi di mercato. I prestiti a tasso fisso, rispetto al tasso variabile, permettono di: |
RISPOSTA   I tassi di interesse applicati dalle banche sui mutui ipotecari sono finalmente scesi sotto il 5 per cento,sfondando un'importante barriera per i bilanci delle famiglie. Una svolta positiva perché permette a moltirisparmiatori di avvicinarsi all'acquisto della prima casa. I mutui oggi sono sempre più complessi e non ci sideve fermare al tasso applicato alle rate iniziali, ma bisogna calcolarlo a regime. L'interesse all'entrata, infatti,può essere anche di oltre un punto percentuale inferiore a quello che effettivamente si pagherà negli annisuccessivi. Questa differenza è strutturale nei tassi cosiddetti misti: si paga meno del 5 per cento fisso per iprimi 12 o 24 mesi e poi il calcolo degli interessi cambia, può diventare variabile, legato ad un parametro dimercato, o restare fisso, ma determinato in modo diverso. Bisogna inoltre fare attenzione ai tassi indicizzati allevalute estere che non confluiranno nell'euro. Un mutuo ancorato al franco svizzero potrebbe diventare piùoneroso se l'euro si rivelerà una valuta debole. In generale, il tasso fisso consente una programmazione precisadell'esborso di denaro nel tempo. Con il rischio di rimetterci se i tassi d'interesse scendono e il vantaggio diguadagnarci se al contrario salgono. Il tasso variabile, invece, ha un andamento non programmabile, legato aitassi di mercato. I tassi misti sono fissi per un primo periodo e poi: |
RISPOSTA   I tassi di interesse applicati dalle banche sui mutui ipotecari sono finalmente scesi sotto il 5 per cento,sfondando un'importante barriera per i bilanci delle famiglie. Una svolta positiva perché permette a moltirisparmiatori di avvicinarsi all'acquisto della prima casa. I mutui oggi sono sempre più complessi e non ci sideve fermare al tasso applicato alle rate iniziali, ma bisogna calcolarlo a regime. L'interesse all'entrata, infatti,può essere anche di oltre un punto percentuale inferiore a quello che effettivamente si pagherà negli annisuccessivi. Questa differenza è strutturale nei tassi cosiddetti misti: si paga meno del 5 per cento fisso per iprimi 12 o 24 mesi e poi il calcolo degli interessi cambia, può diventare variabile, legato ad un parametro dimercato, o restare fisso, ma determinato in modo diverso. Bisogna inoltre fare attenzione ai tassi indicizzati allevalute estere che non confluiranno nell'euro. Un mutuo ancorato al franco svizzero potrebbe diventare piùoneroso se l'euro si rivelerà una valuta debole. In generale, il tasso fisso consente una programmazione precisadell'esborso di denaro nel tempo. Con il rischio di rimetterci se i tassi d'interesse scendono e il vantaggio diguadagnarci se al contrario salgono. Il tasso variabile, invece, ha un andamento non programmabile, legato aitassi di mercato. Se si sceglie un tasso indicizzato ad una valuta estera, è conveniente che sia ancorato: |
RISPOSTA   I tassi di interesse applicati dalle banche sui mutui ipotecari sono finalmente scesi sotto il 5 per cento,sfondando un'importante barriera per i bilanci delle famiglie. Una svolta positiva perché permette a moltirisparmiatori di avvicinarsi all'acquisto della prima casa. I mutui oggi sono sempre più complessi e non ci sideve fermare al tasso applicato alle rate iniziali, ma bisogna calcolarlo a regime. L'interesse all'entrata, infatti,può essere anche di oltre un punto percentuale inferiore a quello che effettivamente si pagherà negli annisuccessivi. Questa differenza è strutturale nei tassi cosiddetti misti: si paga meno del 5 per cento fisso per iprimi 12 o 24 mesi e poi il calcolo degli interessi cambia, può diventare variabile, legato ad un parametro dimercato, o restare fisso, ma determinato in modo diverso. Bisogna inoltre fare attenzione ai tassi indicizzati allevalute estere che non confluiranno nell'euro. Un mutuo ancorato al franco svizzero potrebbe diventare piùoneroso se l'euro si rivelerà una valuta debole. In generale, il tasso fisso consente una programmazione precisadell'esborso di denaro nel tempo. Con il rischio di rimetterci se i tassi d'interesse scendono e il vantaggio diguadagnarci se al contrario salgono. Il tasso variabile, invece, ha un andamento non programmabile, legato aitassi di mercato. La concessione, da parte delle banche, di mutui ipotecari con tassi d'interesse più bassi ha permesso a molte persone di: |
RISPOSTA   I tassi di interesse applicati dalle banche sui mutui ipotecari sono finalmente scesi sotto il 5 per cento,sfondando un'importante barriera per i bilanci delle famiglie. Una svolta positiva perché permette a moltirisparmiatori di avvicinarsi all'acquisto della prima casa. I mutui oggi sono sempre più complessi e non ci sideve fermare al tasso applicato alle rate iniziali, ma bisogna calcolarlo a regime. L'interesse all'entrata, infatti,può essere anche di oltre un punto percentuale inferiore a quello che effettivamente si pagherà negli annisuccessivi. Questa differenza è strutturale nei tassi cosiddetti misti: si paga meno del 5 per cento fisso per iprimi 12 o 24 mesi e poi il calcolo degli interessi cambia, può diventare variabile, legato ad un parametro dimercato, o restare fisso, ma determinato in modo diverso. Bisogna inoltre fare attenzione ai tassi indicizzati allevalute estere che non confluiranno nell'euro. Un mutuo ancorato al franco svizzero potrebbe diventare piùoneroso se l'euro si rivelerà una valuta debole. In generale, il tasso fisso consente una programmazione precisadell'esborso di denaro nel tempo. Con il rischio di rimetterci se i tassi d'interesse scendono e il vantaggio diguadagnarci se al contrario salgono. Il tasso variabile, invece, ha un andamento non programmabile, legato aitassi di mercato. Molti risparmiatori possono oggi avvicinarsi all'acquisto della prima casa perché: |
RISPOSTA   I tassi di interesse applicati dalle banche sui mutui ipotecari sono finalmente scesi sotto il 5 per cento,sfondando un'importante barriera per i bilanci delle famiglie. Una svolta positiva perché permette a moltirisparmiatori di avvicinarsi all'acquisto della prima casa. I mutui oggi sono sempre più complessi e non ci sideve fermare al tasso applicato alle rate iniziali, ma bisogna calcolarlo a regime. L'interesse all'entrata, infatti,può essere anche di oltre un punto percentuale inferiore a quello che effettivamente si pagherà negli annisuccessivi. Questa differenza è strutturale nei tassi cosiddetti misti: si paga meno del 5 per cento fisso per iprimi 12 o 24 mesi e poi il calcolo degli interessi cambia, può diventare variabile, legato ad un parametro dimercato, o restare fisso, ma determinato in modo diverso. Bisogna inoltre fare attenzione ai tassi indicizzati allevalute estere che non confluiranno nell'euro. Un mutuo ancorato al franco svizzero potrebbe diventare piùoneroso se l'euro si rivelerà una valuta debole. In generale, il tasso fisso consente una programmazione precisadell'esborso di denaro nel tempo. Con il rischio di rimetterci se i tassi d'interesse scendono e il vantaggio diguadagnarci se al contrario salgono. Il tasso variabile, invece, ha un andamento non programmabile, legato aitassi di mercato. Oggi i mutui sono sempre più: |
RISPOSTA   I tassi di interesse applicati dalle banche sui mutui ipotecari sono finalmente scesi sotto il 5 per cento,sfondando un'importante barriera per i bilanci delle famiglie. Una svolta positiva perché permette a moltirisparmiatori di avvicinarsi all'acquisto della prima casa. I mutui oggi sono sempre più complessi e non ci sideve fermare al tasso applicato alle rate iniziali, ma bisogna calcolarlo a regime. L'interesse all'entrata, infatti,può essere anche di oltre un punto percentuale inferiore a quello che effettivamente si pagherà negli annisuccessivi. Questa differenza è strutturale nei tassi cosiddetti misti: si paga meno del 5 per cento fisso per iprimi 12 o 24 mesi e poi il calcolo degli interessi cambia, può diventare variabile, legato ad un parametro dimercato, o restare fisso, ma determinato in modo diverso. Bisogna inoltre fare attenzione ai tassi indicizzati allevalute estere che non confluiranno nell'euro. Un mutuo ancorato al franco svizzero potrebbe diventare piùoneroso se l'euro si rivelerà una valuta debole. In generale, il tasso fisso consente una programmazione precisadell'esborso di denaro nel tempo. Con il rischio di rimetterci se i tassi d'interesse scendono e il vantaggio diguadagnarci se al contrario salgono. Il tasso variabile, invece, ha un andamento non programmabile, legato aitassi di mercato. I tassi d'interesse variabili sono: |
RISPOSTA   I titoli di credito si distinguono in obbligazioni, azioni e prestiti concessi da istituzioni finanziarie. Gli emittenti dititoli si chiamano debitori e possono essere sia privati (individui, associazioni, società) che pubblici; coloro cheli acquistano si chiamano prestatori o creditori. Le operazioni tra I'emittente di un titolo e il primo acquirentehanno luogo nel cosiddetto mercato primario, le transazioni successive tra quell'acquirente e altri soggetti, nelmercato secondario. La maggior parte dei titoli scambiati sul mercato secondario appartiene a due ampiecategorie: obbligazioni e azioni. Le obbligazioni sono titoli di credito rimborsabili, che garantiscono unrendimento fisso. Hanno come caratteristiche il valore nominale, la data di scadenza e le cedole di interesse. IIvalore nominale è la quantità di denaro che viene pagata al possessore alla data di scadenza dell'obbligazione.Gli interessi, calcolati sul valore nominale del titolo, vengono pagati con cedole annuali, il cui importo rimanefisso anche se la situazione economica e, quindi, i tassi di interesse subiscono variazioni. Per legge, gliinteressi sulle obbligazioni devono essere sempre corrisposti: se ciò non avviene, I'emittente può incorrerenella bancarotta. Le azioni si distinguono in privilegiate e ordinarie. Le azioni privilegiate sono simili alleobbligazioni in quanto hanno un valore nominale definito e prevedono il pagamento di un dividendo, simile allacedola. Differiscono, invece, per la mancanza di una data fissata di scadenza e per il fatto che i dividendipossono rimanere non pagati per anni senza che ciò, conduca alla bancarotta. Le azioni ordinarie noncontemplano pagamenti annuali quantificati, né data di scadenza: hanno una vita infinita durante la quale vienecorrisposto un dividendo solo se I'emittente ha registrato profitti soddisfacenti. Gli interessi sulle obbligazioni vengono pagati: |
RISPOSTA   I titoli di credito si distinguono in obbligazioni, azioni e prestiti concessi da istituzioni finanziarie. Gli emittenti dititoli si chiamano debitori e possono essere sia privati (individui, associazioni, società) che pubblici; coloro cheli acquistano si chiamano prestatori o creditori. Le operazioni tra I'emittente di un titolo e il primo acquirentehanno luogo nel cosiddetto mercato primario, le transazioni successive tra quell'acquirente e altri soggetti, nelmercato secondario. La maggior parte dei titoli scambiati sul mercato secondario appartiene a due ampiecategorie: obbligazioni e azioni. Le obbligazioni sono titoli di credito rimborsabili, che garantiscono unrendimento fisso. Hanno come caratteristiche il valore nominale, la data di scadenza e le cedole di interesse. IIvalore nominale è la quantità di denaro che viene pagata al possessore alla data di scadenza dell'obbligazione.Gli interessi, calcolati sul valore nominale del titolo, vengono pagati con cedole annuali, il cui importo rimanefisso anche se la situazione economica e, quindi, i tassi di interesse subiscono variazioni. Per legge, gliinteressi sulle obbligazioni devono essere sempre corrisposti: se ciò non avviene, I'emittente può incorrerenella bancarotta. Le azioni si distinguono in privilegiate e ordinarie. Le azioni privilegiate sono simili alleobbligazioni in quanto hanno un valore nominale definito e prevedono il pagamento di un dividendo, simile allacedola. Differiscono, invece, per la mancanza di una data fissata di scadenza e per il fatto che i dividendipossono rimanere non pagati per anni senza che ciò, conduca alla bancarotta. Le azioni ordinarie noncontemplano pagamenti annuali quantificati, né data di scadenza: hanno una vita infinita durante la quale vienecorrisposto un dividendo solo se I'emittente ha registrato profitti soddisfacenti. Un'emittente incorre nella bancarotta: |
RISPOSTA   I titoli di credito si distinguono in obbligazioni, azioni e prestiti concessi da istituzioni finanziarie. Gli emittenti dititoli si chiamano debitori e possono essere sia privati (individui, associazioni, società) che pubblici; coloro cheli acquistano si chiamano prestatori o creditori. Le operazioni tra I'emittente di un titolo e il primo acquirentehanno luogo nel cosiddetto mercato primario, le transazioni successive tra quell'acquirente e altri soggetti, nelmercato secondario. La maggior parte dei titoli scambiati sul mercato secondario appartiene a due ampiecategorie: obbligazioni e azioni. Le obbligazioni sono titoli di credito rimborsabili, che garantiscono unrendimento fisso. Hanno come caratteristiche il valore nominale, la data di scadenza e le cedole di interesse. IIvalore nominale è la quantità di denaro che viene pagata al possessore alla data di scadenza dell'obbligazione.Gli interessi, calcolati sul valore nominale del titolo, vengono pagati con cedole annuali, il cui importo rimanefisso anche se la situazione economica e, quindi, i tassi di interesse subiscono variazioni. Per legge, gliinteressi sulle obbligazioni devono essere sempre corrisposti: se ciò non avviene, I'emittente può incorrerenella bancarotta. Le azioni si distinguono in privilegiate e ordinarie. Le azioni privilegiate sono simili alleobbligazioni in quanto hanno un valore nominale definito e prevedono il pagamento di un dividendo, simile allacedola. Differiscono, invece, per la mancanza di una data fissata di scadenza e per il fatto che i dividendipossono rimanere non pagati per anni senza che ciò, conduca alla bancarotta. Le azioni ordinarie noncontemplano pagamenti annuali quantificati, né data di scadenza: hanno una vita infinita durante la quale vienecorrisposto un dividendo solo se I'emittente ha registrato profitti soddisfacenti. Un singolo individuo può emettere titoli di credito? |
RISPOSTA   I titoli di credito si distinguono in obbligazioni, azioni e prestiti concessi da istituzioni finanziarie. Gli emittenti dititoli si chiamano debitori e possono essere sia privati (individui, associazioni, società) che pubblici; coloro cheli acquistano si chiamano prestatori o creditori. Le operazioni tra I'emittente di un titolo e il primo acquirentehanno luogo nel cosiddetto mercato primario, le transazioni successive tra quell'acquirente e altri soggetti, nelmercato secondario. La maggior parte dei titoli scambiati sul mercato secondario appartiene a due ampiecategorie: obbligazioni e azioni. Le obbligazioni sono titoli di credito rimborsabili, che garantiscono unrendimento fisso. Hanno come caratteristiche il valore nominale, la data di scadenza e le cedole di interesse. IIvalore nominale è la quantità di denaro che viene pagata al possessore alla data di scadenza dell'obbligazione.Gli interessi, calcolati sul valore nominale del titolo, vengono pagati con cedole annuali, il cui importo rimanefisso anche se la situazione economica e, quindi, i tassi di interesse subiscono variazioni. Per legge, gliinteressi sulle obbligazioni devono essere sempre corrisposti: se ciò non avviene, I'emittente può incorrerenella bancarotta. Le azioni si distinguono in privilegiate e ordinarie. Le azioni privilegiate sono simili alleobbligazioni in quanto hanno un valore nominale definito e prevedono il pagamento di un dividendo, simile allacedola. Differiscono, invece, per la mancanza di una data fissata di scadenza e per il fatto che i dividendipossono rimanere non pagati per anni senza che ciò, conduca alla bancarotta. Le azioni ordinarie noncontemplano pagamenti annuali quantificati, né data di scadenza: hanno una vita infinita durante la quale vienecorrisposto un dividendo solo se I'emittente ha registrato profitti soddisfacenti. Le obbligazioni presentano delle similitudini con le azioni privilegiate in quanto: |
RISPOSTA   I titoli di credito si distinguono in obbligazioni, azioni e prestiti concessi da istituzioni finanziarie. Gli emittenti dititoli si chiamano debitori e possono essere sia privati (individui, associazioni, società) che pubblici; coloro cheli acquistano si chiamano prestatori o creditori. Le operazioni tra I'emittente di un titolo e il primo acquirentehanno luogo nel cosiddetto mercato primario, le transazioni successive tra quell'acquirente e altri soggetti, nelmercato secondario. La maggior parte dei titoli scambiati sul mercato secondario appartiene a due ampiecategorie: obbligazioni e azioni. Le obbligazioni sono titoli di credito rimborsabili, che garantiscono unrendimento fisso. Hanno come caratteristiche il valore nominale, la data di scadenza e le cedole di interesse. IIvalore nominale è la quantità di denaro che viene pagata al possessore alla data di scadenza dell'obbligazione.Gli interessi, calcolati sul valore nominale del titolo, vengono pagati con cedole annuali, il cui importo rimanefisso anche se la situazione economica e, quindi, i tassi di interesse subiscono variazioni. Per legge, gliinteressi sulle obbligazioni devono essere sempre corrisposti: se ciò non avviene, I'emittente può incorrerenella bancarotta. Le azioni si distinguono in privilegiate e ordinarie. Le azioni privilegiate sono simili alleobbligazioni in quanto hanno un valore nominale definito e prevedono il pagamento di un dividendo, simile allacedola. Differiscono, invece, per la mancanza di una data fissata di scadenza e per il fatto che i dividendipossono rimanere non pagati per anni senza che ciò, conduca alla bancarotta. Le azioni ordinarie noncontemplano pagamenti annuali quantificati, né data di scadenza: hanno una vita infinita durante la quale vienecorrisposto un dividendo solo se I'emittente ha registrato profitti soddisfacenti. Esiste un titolo di credito che prevede un dividendo solamente nel caso in cui il debitore registri soddisfacenti profitti? |
RISPOSTA   I titoli di credito si distinguono in obbligazioni, azioni e prestiti concessi da istituzioni finanziarie. Gli emittenti dititoli si chiamano debitori e possono essere sia privati (individui, associazioni, società) che pubblici; coloro cheli acquistano si chiamano prestatori o creditori. Le operazioni tra I'emittente di un titolo e il primo acquirentehanno luogo nel cosiddetto mercato primario, le transazioni successive tra quell'acquirente e altri soggetti, nelmercato secondario. La maggior parte dei titoli scambiati sul mercato secondario appartiene a due ampiecategorie: obbligazioni e azioni. Le obbligazioni sono titoli di credito rimborsabili, che garantiscono unrendimento fisso. Hanno come caratteristiche il valore nominale, la data di scadenza e le cedole di interesse. IIvalore nominale è la quantità di denaro che viene pagata al possessore alla data di scadenza dell'obbligazione.Gli interessi, calcolati sul valore nominale del titolo, vengono pagati con cedole annuali, il cui importo rimanefisso anche se la situazione economica e, quindi, i tassi di interesse subiscono variazioni. Per legge, gliinteressi sulle obbligazioni devono essere sempre corrisposti: se ciò non avviene, I'emittente può incorrerenella bancarotta. Le azioni si distinguono in privilegiate e ordinarie. Le azioni privilegiate sono simili alleobbligazioni in quanto hanno un valore nominale definito e prevedono il pagamento di un dividendo, simile allacedola. Differiscono, invece, per la mancanza di una data fissata di scadenza e per il fatto che i dividendipossono rimanere non pagati per anni senza che ciò, conduca alla bancarotta. Le azioni ordinarie noncontemplano pagamenti annuali quantificati, né data di scadenza: hanno una vita infinita durante la quale vienecorrisposto un dividendo solo se I'emittente ha registrato profitti soddisfacenti. La mancanza di una data fissa di scadenza è una caratteristica tipica: |
RISPOSTA   I titoli di credito si distinguono in obbligazioni, azioni e prestiti concessi da istituzioni finanziarie. Gli emittenti dititoli si chiamano debitori e possono essere sia privati (individui, associazioni, società) che pubblici; coloro cheli acquistano si chiamano prestatori o creditori. Le operazioni tra I'emittente di un titolo e il primo acquirentehanno luogo nel cosiddetto mercato primario, le transazioni successive tra quell'acquirente e altri soggetti, nelmercato secondario. La maggior parte dei titoli scambiati sul mercato secondario appartiene a due ampiecategorie: obbligazioni e azioni. Le obbligazioni sono titoli di credito rimborsabili, che garantiscono unrendimento fisso. Hanno come caratteristiche il valore nominale, la data di scadenza e le cedole di interesse. IIvalore nominale è la quantità di denaro che viene pagata al possessore alla data di scadenza dell'obbligazione.Gli interessi, calcolati sul valore nominale del titolo, vengono pagati con cedole annuali, il cui importo rimanefisso anche se la situazione economica e, quindi, i tassi di interesse subiscono variazioni. Per legge, gliinteressi sulle obbligazioni devono essere sempre corrisposti: se ciò non avviene, I'emittente può incorrerenella bancarotta. Le azioni si distinguono in privilegiate e ordinarie. Le azioni privilegiate sono simili alleobbligazioni in quanto hanno un valore nominale definito e prevedono il pagamento di un dividendo, simile allacedola. Differiscono, invece, per la mancanza di una data fissata di scadenza e per il fatto che i dividendipossono rimanere non pagati per anni senza che ciò, conduca alla bancarotta. Le azioni ordinarie noncontemplano pagamenti annuali quantificati, né data di scadenza: hanno una vita infinita durante la quale vienecorrisposto un dividendo solo se I'emittente ha registrato profitti soddisfacenti. Le azioni privilegiate sono caratterizzate: |
RISPOSTA   I titoli di credito si distinguono in obbligazioni, azioni e prestiti concessi da istituzioni finanziarie. Gli emittenti dititoli si chiamano debitori e possono essere sia privati (individui, associazioni, società) che pubblici; coloro cheli acquistano si chiamano prestatori o creditori. Le operazioni tra I'emittente di un titolo e il primo acquirentehanno luogo nel cosiddetto mercato primario, le transazioni successive tra quell'acquirente e altri soggetti, nelmercato secondario. La maggior parte dei titoli scambiati sul mercato secondario appartiene a due ampiecategorie: obbligazioni e azioni. Le obbligazioni sono titoli di credito rimborsabili, che garantiscono unrendimento fisso. Hanno come caratteristiche il valore nominale, la data di scadenza e le cedole di interesse. IIvalore nominale è la quantità di denaro che viene pagata al possessore alla data di scadenza dell'obbligazione.Gli interessi, calcolati sul valore nominale del titolo, vengono pagati con cedole annuali, il cui importo rimanefisso anche se la situazione economica e, quindi, i tassi di interesse subiscono variazioni. Per legge, gliinteressi sulle obbligazioni devono essere sempre corrisposti: se ciò non avviene, I'emittente può incorrerenella bancarotta. Le azioni si distinguono in privilegiate e ordinarie. Le azioni privilegiate sono simili alleobbligazioni in quanto hanno un valore nominale definito e prevedono il pagamento di un dividendo, simile allacedola. Differiscono, invece, per la mancanza di una data fissata di scadenza e per il fatto che i dividendipossono rimanere non pagati per anni senza che ciò, conduca alla bancarotta. Le azioni ordinarie noncontemplano pagamenti annuali quantificati, né data di scadenza: hanno una vita infinita durante la quale vienecorrisposto un dividendo solo se I'emittente ha registrato profitti soddisfacenti. In quale caso le operazioni tra un emittente ed un prestatore avvengono nel cosiddetto mercato secondario? |
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I recenti segnali di ripresa dell'economia giapponese hanno ridato vigore e interesse anche al mercatoborsistico di Tokio. I problemi di un investimento diretto nel mercato borsistico giapponese sono, però, tanti enon irrilevanti: per acquistare dall'estero le azioni delle società del Sol Levante occorre rivolgersi alla propriabanca, poiché non è possibile per i non residenti aprire un conto in loco. Le commissioni, dunque, si paganodue volte: al proprio intermediario e al broker locale (che generalmente applica tariffe elevate sullecompravendite azionarie). Anche sulle operazioni online, sulla rete Internet, gravano sia I'ostacolodell'impossibilità di operare con un conto locale sia il fatto che gli intermediari operano con siti in linguagiapponese. Anche i lotti minimi rappresentano un notevole freno alle possibilità di investimento e sono spessodi entità molto elevata rispetto al valore unitario delle azioni. Una via per puntare su alcuni tra i principali titoligiapponesi è quella di operare sulla Borsa di New York. II principale indice di riferimento del mercato borsisticogiapponese è il Nikkei 225 Stock Average. Le società inserite nell'indice appartengono a tutti i settori:dall'alimentare al tessile, dai trasporti alla comunicazione, dal commercio ai servizi. Nell'anno mitico delle Borseinternazionali, il 1999, il Nikkei 225 ha messo a segno una notevole crescita. Mentre nei primi mesi del 2000,seguendo I'andamento dei principali mercati finanziari mondiali, anche il Nikkei ha fatto registrare alcuni segnidi contrazione. Le previsioni per il futuro sono, però, improntate all'ottimismo: molte importanti aziende dellaold economy, dopo un periodo di ristrutturazione, sono destinate a risalire la china e nei prossimi due anni siprevede che saranno svincolati 104 miliardi di yen di depositi postali che saranno, in parte, riversati sul mercatoazionario nipponico. Per molte importanti aziende della old economy si prevede:
I tassi di interesse applicati dalle banche sui mutui ipotecari sono finalmente scesi sotto il 5 per cento,sfondando un'importante barriera per i bilanci delle famiglie. Una svolta positiva perché permette a moltirisparmiatori di avvicinarsi all'acquisto della prima casa. I mutui oggi sono sempre più complessi e non ci sideve fermare al tasso applicato alle rate iniziali, ma bisogna calcolarlo a regime. L'interesse all'entrata, infatti,può essere anche di oltre un punto percentuale inferiore a quello che effettivamente si pagherà negli annisuccessivi. Questa differenza è strutturale nei tassi cosiddetti misti: si paga meno del 5 per cento fisso per iprimi 12 o 24 mesi e poi il calcolo degli interessi cambia, può diventare variabile, legato ad un parametro dimercato, o restare fisso, ma determinato in modo diverso. Bisogna inoltre fare attenzione ai tassi indicizzati allevalute estere che non confluiranno nell'euro. Un mutuo ancorato al franco svizzero potrebbe diventare piùoneroso se l'euro si rivelerà una valuta debole. In generale, il tasso fisso consente una programmazione precisadell'esborso di denaro nel tempo. Con il rischio di rimetterci se i tassi d'interesse scendono e il vantaggio diguadagnarci se al contrario salgono. Il tasso variabile, invece, ha un andamento non programmabile, legato aitassi di mercato. I tassi d'interesse applicati dalle banche sui mutui ipotecari sono: