Tutte le domande del quiz : Branitratto da:Guardia di Finanza Quiz - 631 allievi marescialli 2018 (90° corso) Concorso pubblico, per titoli ed esami, per 631 allievi marescialli 2018  Esercitati su questo Quiz  |
| RISPOSTA   Leggere attentamente il seguente brano. Nel 1816, una giovanissima donna iniziò a comporre quella che molti considerano la prima vera opera di fantascienza, che avrebbe lanciato uno degli attacchi più duri alla scienza moderna che siano mai stati scritti. Nell'estate di quell'anno, la diciannovenne Mary Godwin (il nome da ragazza) ebbe l'idea di Frankenstein, o il moderno Prometeo mentre si trovava a Villa Diodati, sul lago di Ginevra in Svizzera, con il suo amante e futuro marito Percy Bysshe Shelley, e l'amico e collega Lord Byron. Costretto a stare in casa dal maltempo, il gruppo trascorreva le serate raccontando storie di fantasmi, mentre il medico personale di Byron, il brillante ventenne John William Polidori, li intratteneva illustrando gli ultimi sviluppi della scienza medica. La mente di Mary fu particolarmente stimolata a cimentarsi con la polemica letteraria e scientifica. Sua madre era la scrittrice femminista Mary Wollstonecraft, morta per complicazioni del parto subito dopo la nascita di Mary. Il padre era il filosofo anarchico e romanziere William Godwin, la cui cerchia di amici includeva chimici e pionieri dello studio dell'energia elettrica come Humphry Davy e William Nicholson, e il poeta oppiomane Samuel Taylor Coleridge. Queste personalità influenzarono la giovane mente di Mary, anche per l'incoraggiamento di Shelley, che da ragazzo si era interessato di scienza all'Università di Oxford, prima di essere espulso per ateismo. Il mito di Victor Frankenstein, il giovane scienziato, pazzo ma idealista, che libera involontariamente la sua creatura mostruosa e si sforza di accettarne la responsabilità, è un inebriante cocktail di melodramma gotico e inquietante speculazione. Che si è dimostrato sorprendentemente adattabile. La prima versione teatrale, Presunzione: o il destino di Frankenstein, fu rappresentata all'English Opera House di Londra nel 1823, di fronte a un pubblico enorme e accompagnata da una pubblicità scandalistica ("Non portate le mogli, non portate le vostre figlie, non portate le vostre famiglie"). Mary Shelley, che era presente, sottolineò che "nei primi spettacoli le signore svenivano, con tutta la confusione che ne segue!". Da allora ci sono state più di 90 diverse trasposizioni dell'opera, tra cui quella del 2011 al National Theatre di Londra diretta da Danny Boyle, che si apre con la creatura che cade nuda da un enorme utero artificiale pulsante. La storia è stata adattata anche per oltre 70 film, tra cui l'iconico Frankenstein di James Whale del 1931, interpretato da Boris Karloff. Nel maggio di quest'anno, alla Royal Opera House di Londra è stato messo in scena un balletto ispirato a Frankenstein. Il coreografo Liam Scarlett lo ha sagacemente analizzato come una storia d'amore: "La creatura è come un bambino. è alla disperata ricerca di un genitore o di una persona cara che lo guidi nel mondo". Se il mito è ben noto, il romanzo originale non lo è. Ci sono tre versioni. Mary Shelley ha cominciato a scrivere la prima a Villa Diodati, probabilmente come racconto, in due blocchi d'appunti, per poi espanderlo nel corso dell'inverno 1816-1817 con una prosa semplice e diretta di grande intensità (i blocchi d'appunti sono rimasti inediti fino al 2008). La seconda, con piccoli interventi del marito e di stile più letterario, è stata pubblicata nel 1818. La terza, radicalmente rivista dalla sola Mary, è stata pubblicata nel 1831, con una nuova affascinante introduzione dell'autrice. In tutte le versioni la trama di base rimane la stessa, ma il tono appare via via più cupo. Frankenstein diventa più appassionato e ambizioso, la sua scienza più sinistra e mal diretta ("Ho sentito come se la mia anima stesse lottando con un nemico palpabile"), mentre la sua creatura diventa più alienata e angosciosa. L'introduzione del 1831 contiene anche un immaginifico resoconto retrospettivo della gara di narrazione nella villa. Mary ora chiama il libro la sua "orribile progenie", e afferma che l'idea le venne subito, come un lampo emotivo al risveglio da un incubo terribile. "Vedevo - a occhi chiusi ma con la mente ben desta - lo studioso di una scienza sacrilega, pallido, inginocchiato accanto alla cosa che aveva messo insieme. Vedevo l'orrida forma di un uomo disteso, poi una macchina potente entrava in azione, il cadavere mostrava segni di vita e si sollevava con movimento difficoltoso, solo parzialmente vitale". (Da: Redazione, La genesi di Frankenstein, tra scienza e dilemmi etici, "Le Scienze", Gedi Gruppo Editoriale Spa, 2017) Chi dei seguenti ha definito "Frankenstein" come "un'opera d'amore"? |
| RISPOSTA   Leggere attentamente il seguente brano. Nel 1816, una giovanissima donna iniziò a comporre quella che molti considerano la prima vera opera di fantascienza, che avrebbe lanciato uno degli attacchi più duri alla scienza moderna che siano mai stati scritti. Nell'estate di quell'anno, la diciannovenne Mary Godwin (il nome da ragazza) ebbe l'idea di Frankenstein, o il moderno Prometeo mentre si trovava a Villa Diodati, sul lago di Ginevra in Svizzera, con il suo amante e futuro marito Percy Bysshe Shelley, e l'amico e collega Lord Byron. Costretto a stare in casa dal maltempo, il gruppo trascorreva le serate raccontando storie di fantasmi, mentre il medico personale di Byron, il brillante ventenne John William Polidori, li intratteneva illustrando gli ultimi sviluppi della scienza medica. La mente di Mary fu particolarmente stimolata a cimentarsi con la polemica letteraria e scientifica. Sua madre era la scrittrice femminista Mary Wollstonecraft, morta per complicazioni del parto subito dopo la nascita di Mary. Il padre era il filosofo anarchico e romanziere William Godwin, la cui cerchia di amici includeva chimici e pionieri dello studio dell'energia elettrica come Humphry Davy e William Nicholson, e il poeta oppiomane Samuel Taylor Coleridge. Queste personalità influenzarono la giovane mente di Mary, anche per l'incoraggiamento di Shelley, che da ragazzo si era interessato di scienza all'Università di Oxford, prima di essere espulso per ateismo. Il mito di Victor Frankenstein, il giovane scienziato, pazzo ma idealista, che libera involontariamente la sua creatura mostruosa e si sforza di accettarne la responsabilità, è un inebriante cocktail di melodramma gotico e inquietante speculazione. Che si è dimostrato sorprendentemente adattabile. La prima versione teatrale, Presunzione: o il destino di Frankenstein, fu rappresentata all'English Opera House di Londra nel 1823, di fronte a un pubblico enorme e accompagnata da una pubblicità scandalistica ("Non portate le mogli, non portate le vostre figlie, non portate le vostre famiglie"). Mary Shelley, che era presente, sottolineò che "nei primi spettacoli le signore svenivano, con tutta la confusione che ne segue!". Da allora ci sono state più di 90 diverse trasposizioni dell'opera, tra cui quella del 2011 al National Theatre di Londra diretta da Danny Boyle, che si apre con la creatura che cade nuda da un enorme utero artificiale pulsante. La storia è stata adattata anche per oltre 70 film, tra cui l'iconico Frankenstein di James Whale del 1931, interpretato da Boris Karloff. Nel maggio di quest'anno, alla Royal Opera House di Londra è stato messo in scena un balletto ispirato a Frankenstein. Il coreografo Liam Scarlett lo ha sagacemente analizzato come una storia d'amore: "La creatura è come un bambino. è alla disperata ricerca di un genitore o di una persona cara che lo guidi nel mondo". Se il mito è ben noto, il romanzo originale non lo è. Ci sono tre versioni. Mary Shelley ha cominciato a scrivere la prima a Villa Diodati, probabilmente come racconto, in due blocchi d'appunti, per poi espanderlo nel corso dell'inverno 1816-1817 con una prosa semplice e diretta di grande intensità (i blocchi d'appunti sono rimasti inediti fino al 2008). La seconda, con piccoli interventi del marito e di stile più letterario, è stata pubblicata nel 1818. La terza, radicalmente rivista dalla sola Mary, è stata pubblicata nel 1831, con una nuova affascinante introduzione dell'autrice. In tutte le versioni la trama di base rimane la stessa, ma il tono appare via via più cupo. Frankenstein diventa più appassionato e ambizioso, la sua scienza più sinistra e mal diretta ("Ho sentito come se la mia anima stesse lottando con un nemico palpabile"), mentre la sua creatura diventa più alienata e angosciosa. L'introduzione del 1831 contiene anche un immaginifico resoconto retrospettivo della gara di narrazione nella villa. Mary ora chiama il libro la sua "orribile progenie", e afferma che l'idea le venne subito, come un lampo emotivo al risveglio da un incubo terribile. "Vedevo - a occhi chiusi ma con la mente ben desta - lo studioso di una scienza sacrilega, pallido, inginocchiato accanto alla cosa che aveva messo insieme. Vedevo l'orrida forma di un uomo disteso, poi una macchina potente entrava in azione, il cadavere mostrava segni di vita e si sollevava con movimento difficoltoso, solo parzialmente vitale". (Da: Redazione, La genesi di Frankenstein, tra scienza e dilemmi etici, "Le Scienze", Gedi Gruppo Editoriale Spa, 2017) Non è detto, nel brano, che influenzò Mary Shelley: |
| RISPOSTA   Leggere attentamente il seguente brano. Nel 1816, una giovanissima donna iniziò a comporre quella che molti considerano la prima vera opera di fantascienza, che avrebbe lanciato uno degli attacchi più duri alla scienza moderna che siano mai stati scritti. Nell'estate di quell'anno, la diciannovenne Mary Godwin (il nome da ragazza) ebbe l'idea di Frankenstein, o il moderno Prometeo mentre si trovava a Villa Diodati, sul lago di Ginevra in Svizzera, con il suo amante e futuro marito Percy Bysshe Shelley, e l'amico e collega Lord Byron. Costretto a stare in casa dal maltempo, il gruppo trascorreva le serate raccontando storie di fantasmi, mentre il medico personale di Byron, il brillante ventenne John William Polidori, li intratteneva illustrando gli ultimi sviluppi della scienza medica. La mente di Mary fu particolarmente stimolata a cimentarsi con la polemica letteraria e scientifica. Sua madre era la scrittrice femminista Mary Wollstonecraft, morta per complicazioni del parto subito dopo la nascita di Mary. Il padre era il filosofo anarchico e romanziere William Godwin, la cui cerchia di amici includeva chimici e pionieri dello studio dell'energia elettrica come Humphry Davy e William Nicholson, e il poeta oppiomane Samuel Taylor Coleridge. Queste personalità influenzarono la giovane mente di Mary, anche per l'incoraggiamento di Shelley, che da ragazzo si era interessato di scienza all'Università di Oxford, prima di essere espulso per ateismo. Il mito di Victor Frankenstein, il giovane scienziato, pazzo ma idealista, che libera involontariamente la sua creatura mostruosa e si sforza di accettarne la responsabilità, è un inebriante cocktail di melodramma gotico e inquietante speculazione. Che si è dimostrato sorprendentemente adattabile. La prima versione teatrale, Presunzione: o il destino di Frankenstein, fu rappresentata all'English Opera House di Londra nel 1823, di fronte a un pubblico enorme e accompagnata da una pubblicità scandalistica ("Non portate le mogli, non portate le vostre figlie, non portate le vostre famiglie"). Mary Shelley, che era presente, sottolineò che "nei primi spettacoli le signore svenivano, con tutta la confusione che ne segue!". Da allora ci sono state più di 90 diverse trasposizioni dell'opera, tra cui quella del 2011 al National Theatre di Londra diretta da Danny Boyle, che si apre con la creatura che cade nuda da un enorme utero artificiale pulsante. La storia è stata adattata anche per oltre 70 film, tra cui l'iconico Frankenstein di James Whale del 1931, interpretato da Boris Karloff. Nel maggio di quest'anno, alla Royal Opera House di Londra è stato messo in scena un balletto ispirato a Frankenstein. Il coreografo Liam Scarlett lo ha sagacemente analizzato come una storia d'amore: "La creatura è come un bambino. è alla disperata ricerca di un genitore o di una persona cara che lo guidi nel mondo". Se il mito è ben noto, il romanzo originale non lo è. Ci sono tre versioni. Mary Shelley ha cominciato a scrivere la prima a Villa Diodati, probabilmente come racconto, in due blocchi d'appunti, per poi espanderlo nel corso dell'inverno 1816-1817 con una prosa semplice e diretta di grande intensità (i blocchi d'appunti sono rimasti inediti fino al 2008). La seconda, con piccoli interventi del marito e di stile più letterario, è stata pubblicata nel 1818. La terza, radicalmente rivista dalla sola Mary, è stata pubblicata nel 1831, con una nuova affascinante introduzione dell'autrice. In tutte le versioni la trama di base rimane la stessa, ma il tono appare via via più cupo. Frankenstein diventa più appassionato e ambizioso, la sua scienza più sinistra e mal diretta ("Ho sentito come se la mia anima stesse lottando con un nemico palpabile"), mentre la sua creatura diventa più alienata e angosciosa. L'introduzione del 1831 contiene anche un immaginifico resoconto retrospettivo della gara di narrazione nella villa. Mary ora chiama il libro la sua "orribile progenie", e afferma che l'idea le venne subito, come un lampo emotivo al risveglio da un incubo terribile. "Vedevo - a occhi chiusi ma con la mente ben desta - lo studioso di una scienza sacrilega, pallido, inginocchiato accanto alla cosa che aveva messo insieme. Vedevo l'orrida forma di un uomo disteso, poi una macchina potente entrava in azione, il cadavere mostrava segni di vita e si sollevava con movimento difficoltoso, solo parzialmente vitale". (Da: Redazione, La genesi di Frankenstein, tra scienza e dilemmi etici, "Le Scienze", Gedi Gruppo Editoriale Spa, 2017) In che cosa differiscono le tre versioni di "Frankestein" redatte da Mary Shelley? |
| RISPOSTA   Leggere attentamente il seguente brano. Nel 1816, una giovanissima donna iniziò a comporre quella che molti considerano la prima vera opera di fantascienza, che avrebbe lanciato uno degli attacchi più duri alla scienza moderna che siano mai stati scritti. Nell'estate di quell'anno, la diciannovenne Mary Godwin (il nome da ragazza) ebbe l'idea di Frankenstein, o il moderno Prometeo mentre si trovava a Villa Diodati, sul lago di Ginevra in Svizzera, con il suo amante e futuro marito Percy Bysshe Shelley, e l'amico e collega Lord Byron. Costretto a stare in casa dal maltempo, il gruppo trascorreva le serate raccontando storie di fantasmi, mentre il medico personale di Byron, il brillante ventenne John William Polidori, li intratteneva illustrando gli ultimi sviluppi della scienza medica. La mente di Mary fu particolarmente stimolata a cimentarsi con la polemica letteraria e scientifica. Sua madre era la scrittrice femminista Mary Wollstonecraft, morta per complicazioni del parto subito dopo la nascita di Mary. Il padre era il filosofo anarchico e romanziere William Godwin, la cui cerchia di amici includeva chimici e pionieri dello studio dell'energia elettrica come Humphry Davy e William Nicholson, e il poeta oppiomane Samuel Taylor Coleridge. Queste personalità influenzarono la giovane mente di Mary, anche per l'incoraggiamento di Shelley, che da ragazzo si era interessato di scienza all'Università di Oxford, prima di essere espulso per ateismo. Il mito di Victor Frankenstein, il giovane scienziato, pazzo ma idealista, che libera involontariamente la sua creatura mostruosa e si sforza di accettarne la responsabilità, è un inebriante cocktail di melodramma gotico e inquietante speculazione. Che si è dimostrato sorprendentemente adattabile. La prima versione teatrale, Presunzione: o il destino di Frankenstein, fu rappresentata all'English Opera House di Londra nel 1823, di fronte a un pubblico enorme e accompagnata da una pubblicità scandalistica ("Non portate le mogli, non portate le vostre figlie, non portate le vostre famiglie"). Mary Shelley, che era presente, sottolineò che "nei primi spettacoli le signore svenivano, con tutta la confusione che ne segue!". Da allora ci sono state più di 90 diverse trasposizioni dell'opera, tra cui quella del 2011 al National Theatre di Londra diretta da Danny Boyle, che si apre con la creatura che cade nuda da un enorme utero artificiale pulsante. La storia è stata adattata anche per oltre 70 film, tra cui l'iconico Frankenstein di James Whale del 1931, interpretato da Boris Karloff. Nel maggio di quest'anno, alla Royal Opera House di Londra è stato messo in scena un balletto ispirato a Frankenstein. Il coreografo Liam Scarlett lo ha sagacemente analizzato come una storia d'amore: "La creatura è come un bambino. è alla disperata ricerca di un genitore o di una persona cara che lo guidi nel mondo". Se il mito è ben noto, il romanzo originale non lo è. Ci sono tre versioni. Mary Shelley ha cominciato a scrivere la prima a Villa Diodati, probabilmente come racconto, in due blocchi d'appunti, per poi espanderlo nel corso dell'inverno 1816-1817 con una prosa semplice e diretta di grande intensità (i blocchi d'appunti sono rimasti inediti fino al 2008). La seconda, con piccoli interventi del marito e di stile più letterario, è stata pubblicata nel 1818. La terza, radicalmente rivista dalla sola Mary, è stata pubblicata nel 1831, con una nuova affascinante introduzione dell'autrice. In tutte le versioni la trama di base rimane la stessa, ma il tono appare via via più cupo. Frankenstein diventa più appassionato e ambizioso, la sua scienza più sinistra e mal diretta ("Ho sentito come se la mia anima stesse lottando con un nemico palpabile"), mentre la sua creatura diventa più alienata e angosciosa. L'introduzione del 1831 contiene anche un immaginifico resoconto retrospettivo della gara di narrazione nella villa. Mary ora chiama il libro la sua "orribile progenie", e afferma che l'idea le venne subito, come un lampo emotivo al risveglio da un incubo terribile. "Vedevo - a occhi chiusi ma con la mente ben desta - lo studioso di una scienza sacrilega, pallido, inginocchiato accanto alla cosa che aveva messo insieme. Vedevo l'orrida forma di un uomo disteso, poi una macchina potente entrava in azione, il cadavere mostrava segni di vita e si sollevava con movimento difficoltoso, solo parzialmente vitale". (Da: Redazione, La genesi di Frankenstein, tra scienza e dilemmi etici, "Le Scienze", Gedi Gruppo Editoriale Spa, 2017) Quali delle tre versioni di "Frankenstein" sono state corrette da Percy Shelley? |
| RISPOSTA   Leggere attentamente il seguente brano. Nel 1816, una giovanissima donna iniziò a comporre quella che molti considerano la prima vera opera di fantascienza, che avrebbe lanciato uno degli attacchi più duri alla scienza moderna che siano mai stati scritti. Nell'estate di quell'anno, la diciannovenne Mary Godwin (il nome da ragazza) ebbe l'idea di Frankenstein, o il moderno Prometeo mentre si trovava a Villa Diodati, sul lago di Ginevra in Svizzera, con il suo amante e futuro marito Percy Bysshe Shelley, e l'amico e collega Lord Byron. Costretto a stare in casa dal maltempo, il gruppo trascorreva le serate raccontando storie di fantasmi, mentre il medico personale di Byron, il brillante ventenne John William Polidori, li intratteneva illustrando gli ultimi sviluppi della scienza medica. La mente di Mary fu particolarmente stimolata a cimentarsi con la polemica letteraria e scientifica. Sua madre era la scrittrice femminista Mary Wollstonecraft, morta per complicazioni del parto subito dopo la nascita di Mary. Il padre era il filosofo anarchico e romanziere William Godwin, la cui cerchia di amici includeva chimici e pionieri dello studio dell'energia elettrica come Humphry Davy e William Nicholson, e il poeta oppiomane Samuel Taylor Coleridge. Queste personalità influenzarono la giovane mente di Mary, anche per l'incoraggiamento di Shelley, che da ragazzo si era interessato di scienza all'Università di Oxford, prima di essere espulso per ateismo. Il mito di Victor Frankenstein, il giovane scienziato, pazzo ma idealista, che libera involontariamente la sua creatura mostruosa e si sforza di accettarne la responsabilità, è un inebriante cocktail di melodramma gotico e inquietante speculazione. Che si è dimostrato sorprendentemente adattabile. La prima versione teatrale, Presunzione: o il destino di Frankenstein, fu rappresentata all'English Opera House di Londra nel 1823, di fronte a un pubblico enorme e accompagnata da una pubblicità scandalistica ("Non portate le mogli, non portate le vostre figlie, non portate le vostre famiglie"). Mary Shelley, che era presente, sottolineò che "nei primi spettacoli le signore svenivano, con tutta la confusione che ne segue!". Da allora ci sono state più di 90 diverse trasposizioni dell'opera, tra cui quella del 2011 al National Theatre di Londra diretta da Danny Boyle, che si apre con la creatura che cade nuda da un enorme utero artificiale pulsante. La storia è stata adattata anche per oltre 70 film, tra cui l'iconico Frankenstein di James Whale del 1931, interpretato da Boris Karloff. Nel maggio di quest'anno, alla Royal Opera House di Londra è stato messo in scena un balletto ispirato a Frankenstein. Il coreografo Liam Scarlett lo ha sagacemente analizzato come una storia d'amore: "La creatura è come un bambino. è alla disperata ricerca di un genitore o di una persona cara che lo guidi nel mondo". Se il mito è ben noto, il romanzo originale non lo è. Ci sono tre versioni. Mary Shelley ha cominciato a scrivere la prima a Villa Diodati, probabilmente come racconto, in due blocchi d'appunti, per poi espanderlo nel corso dell'inverno 1816-1817 con una prosa semplice e diretta di grande intensità (i blocchi d'appunti sono rimasti inediti fino al 2008). La seconda, con piccoli interventi del marito e di stile più letterario, è stata pubblicata nel 1818. La terza, radicalmente rivista dalla sola Mary, è stata pubblicata nel 1831, con una nuova affascinante introduzione dell'autrice. In tutte le versioni la trama di base rimane la stessa, ma il tono appare via via più cupo. Frankenstein diventa più appassionato e ambizioso, la sua scienza più sinistra e mal diretta ("Ho sentito come se la mia anima stesse lottando con un nemico palpabile"), mentre la sua creatura diventa più alienata e angosciosa. L'introduzione del 1831 contiene anche un immaginifico resoconto retrospettivo della gara di narrazione nella villa. Mary ora chiama il libro la sua "orribile progenie", e afferma che l'idea le venne subito, come un lampo emotivo al risveglio da un incubo terribile. "Vedevo - a occhi chiusi ma con la mente ben desta - lo studioso di una scienza sacrilega, pallido, inginocchiato accanto alla cosa che aveva messo insieme. Vedevo l'orrida forma di un uomo disteso, poi una macchina potente entrava in azione, il cadavere mostrava segni di vita e si sollevava con movimento difficoltoso, solo parzialmente vitale". (Da: Redazione, La genesi di Frankenstein, tra scienza e dilemmi etici, "Le Scienze", Gedi Gruppo Editoriale Spa, 2017) "Frankestein" è considerato: |
| RISPOSTA   Leggere attentamente il seguente brano. Nel 1973 l'economia mondiale fu scossa da un'impennata dei prezzi [1] del greggio dovuta alla nascita dell'OPEC, che permetteva ai paesi produttori di petrolio di controllare in regime di monopolio le risorse petrolifere mondiali. Seguirono anni di disoccupazione alle stelle, inflazione galoppante e profonda recessione. Le politiche economiche all'epoca prevalenti, di diretta derivazione del New Deal, che avevano favorito la regolamentazione e altre forme di intervento statale, finirono sotto attacco per la loro incapacità di affrontare la crisi. In tutto l'occidente, i governi cominciarono a sposare il modello neoliberista che, come il precursore laissez-faire, esaltava la libertà di iniziativa economica dell'individuo e delle corporation e prescriveva un ruolo limitato dello stato nell'economia. Quando Margaret Thatcher assunse la carica di primo ministro della Gran Bretagna nel 1979, e successivamente Ronald Reagan quella di presidente degli Stati Uniti nel 1980, divenne evidente che la fase storica ispirata dalle idee e dalle politiche del New Deal era giunta al termine. (Da: Joel Bakan, "The Corporation", Fandango libri) L'elezione di Margaret Thatcher e quella di Ronald Reagan chiudono la fase storica ispirata dalle idee e dalle politiche: |
RISPOSTA   Leggere attentamente il seguente brano. Nel 1973 l'economia mondiale fu scossa da un'impennata dei prezzi [1] del greggio dovuta alla nascita dell'OPEC, che permetteva ai paesi produttori di petrolio di controllare in regime di monopolio le risorse petrolifere mondiali. Seguirono anni di disoccupazione alle stelle, inflazione galoppante e profonda recessione. Le politiche economiche all'epoca prevalenti, di diretta derivazione del New Deal, che avevano favorito la regolamentazione e altre forme di intervento statale, finirono sotto attacco per la loro incapacità di affrontare la crisi. In tutto l'occidente, i governi cominciarono a sposare il modello neoliberista che, come il precursore laissez-faire, esaltava la libertà di iniziativa economica dell'individuo e delle corporation e prescriveva un ruolo limitato dello stato nell'economia. Quando Margaret Thatcher assunse la carica di primo ministro della Gran Bretagna nel 1979, e successivamente Ronald Reagan quella di presidente degli Stati Uniti nel 1980, divenne evidente che la fase storica ispirata dalle idee e dalle politiche del New Deal era giunta al termine. (Da: Joel Bakan, "The Corporation", Fandango libri) "Impennata dei prezzi" [1] significa: |
| RISPOSTA   Leggere attentamente il seguente brano. Nel 1973 l'economia mondiale fu scossa da un'impennata dei prezzi [1] del greggio dovuta alla nascita dell'OPEC, che permetteva ai paesi produttori di petrolio di controllare in regime di monopolio le risorse petrolifere mondiali. Seguirono anni di disoccupazione alle stelle, inflazione galoppante e profonda recessione. Le politiche economiche all'epoca prevalenti, di diretta derivazione del New Deal, che avevano favorito la regolamentazione e altre forme di intervento statale, finirono sotto attacco per la loro incapacità di affrontare la crisi. In tutto l'occidente, i governi cominciarono a sposare il modello neoliberista che, come il precursore laissez-faire, esaltava la libertà di iniziativa economica dell'individuo e delle corporation e prescriveva un ruolo limitato dello stato nell'economia. Quando Margaret Thatcher assunse la carica di primo ministro della Gran Bretagna nel 1979, e successivamente Ronald Reagan quella di presidente degli Stati Uniti nel 1980, divenne evidente che la fase storica ispirata dalle idee e dalle politiche del New Deal era giunta al termine. (Da: Joel Bakan, "The Corporation", Fandango libri) Negli anni dopo la nascita dell'OPEC l'economia mondiale: |
| RISPOSTA   Leggere attentamente il seguente brano. Nel 1973 l'economia mondiale fu scossa da un'impennata dei prezzi [1] del greggio dovuta alla nascita dell'OPEC, che permetteva ai paesi produttori di petrolio di controllare in regime di monopolio le risorse petrolifere mondiali. Seguirono anni di disoccupazione alle stelle, inflazione galoppante e profonda recessione. Le politiche economiche all'epoca prevalenti, di diretta derivazione del New Deal, che avevano favorito la regolamentazione e altre forme di intervento statale, finirono sotto attacco per la loro incapacità di affrontare la crisi. In tutto l'occidente, i governi cominciarono a sposare il modello neoliberista che, come il precursore laissez-faire, esaltava la libertà di iniziativa economica dell'individuo e delle corporation e prescriveva un ruolo limitato dello stato nell'economia. Quando Margaret Thatcher assunse la carica di primo ministro della Gran Bretagna nel 1979, e successivamente Ronald Reagan quella di presidente degli Stati Uniti nel 1980, divenne evidente che la fase storica ispirata dalle idee e dalle politiche del New Deal era giunta al termine. (Da: Joel Bakan, "The Corporation", Fandango libri) Le politiche economiche che derivavano direttamente dal New Deal: |
| RISPOSTA   Leggere attentamente il seguente brano. Nel 1973 l'economia mondiale fu scossa da un'impennata dei prezzi [1] del greggio dovuta alla nascita dell'OPEC, che permetteva ai paesi produttori di petrolio di controllare in regime di monopolio le risorse petrolifere mondiali. Seguirono anni di disoccupazione alle stelle, inflazione galoppante e profonda recessione. Le politiche economiche all'epoca prevalenti, di diretta derivazione del New Deal, che avevano favorito la regolamentazione e altre forme di intervento statale, finirono sotto attacco per la loro incapacità di affrontare la crisi. In tutto l'occidente, i governi cominciarono a sposare il modello neoliberista che, come il precursore laissez-faire, esaltava la libertà di iniziativa economica dell'individuo e delle corporation e prescriveva un ruolo limitato dello stato nell'economia. Quando Margaret Thatcher assunse la carica di primo ministro della Gran Bretagna nel 1979, e successivamente Ronald Reagan quella di presidente degli Stati Uniti nel 1980, divenne evidente che la fase storica ispirata dalle idee e dalle politiche del New Deal era giunta al termine. (Da: Joel Bakan, "The Corporation", Fandango libri) Il modello "neoliberista": |
| RISPOSTA   Leggere attentamente il seguente brano. Nel 1977 la sola Unione Sovietica conduce 24 test nucleari. Gli Stati Uniti 20. La Francia 9. La Cina 1. [...]. In agosto un satellite russo scopre che nella base militare di Vastrap, nel deserto del Kalahari, si conducono test nucleari sotterranei. I sovietici informano gli Stati Uniti e il Sudafrica viene costretto a cancellare il programma, sotto pressione americana, sovietica e francese, cioè di paesi che facevano test nucleari più di tutti gli altri messi insieme. Davvero si poteva mettere sotto controllo la proliferazione delle testate? Israele nel '73 ne disponeva di circa venti: l'India aveva dimostrato al mondo di avere l'atomica testandola nel '74. I test nucleari sotterranei, poi, potevano avere ricadute [1] pesantissime a distanza. Per esempio quelli russi tra il 13 e il 15 settembre '76 erano pesantemente indiziati di aver provocato, il 16 settembre, il terremoto 7.7 scala Richter che aveva raso al suolo la città iraniana di Tabas, causando 25.000 vittime. (Da: G. Manfredi, "Ma chi ha detto che non c'è", Agenzia X) I test nucleari condotti negli anni '70: |
| RISPOSTA   Leggere attentamente il seguente brano. Nel 1977 la sola Unione Sovietica conduce 24 test nucleari. Gli Stati Uniti 20. La Francia 9. La Cina 1. [...]. In agosto un satellite russo scopre che nella base militare di Vastrap, nel deserto del Kalahari, si conducono test nucleari sotterranei. I sovietici informano gli Stati Uniti e il Sudafrica viene costretto a cancellare il programma, sotto pressione americana, sovietica e francese, cioè di paesi che facevano test nucleari più di tutti gli altri messi insieme. Davvero si poteva mettere sotto controllo la proliferazione delle testate? Israele nel '73 ne disponeva di circa venti: l'India aveva dimostrato al mondo di avere l'atomica testandola nel '74. I test nucleari sotterranei, poi, potevano avere ricadute [1] pesantissime a distanza. Per esempio quelli russi tra il 13 e il 15 settembre '76 erano pesantemente indiziati di aver provocato, il 16 settembre, il terremoto 7.7 scala Richter che aveva raso al suolo la città iraniana di Tabas, causando 25.000 vittime. (Da: G. Manfredi, "Ma chi ha detto che non c'è", Agenzia X) Nel 1977 si svolgono: |
| RISPOSTA   Leggere attentamente il seguente brano. Nel 1977 la sola Unione Sovietica conduce 24 test nucleari. Gli Stati Uniti 20. La Francia 9. La Cina 1. [...]. In agosto un satellite russo scopre che nella base militare di Vastrap, nel deserto del Kalahari, si conducono test nucleari sotterranei. I sovietici informano gli Stati Uniti e il Sudafrica viene costretto a cancellare il programma, sotto pressione americana, sovietica e francese, cioè di paesi che facevano test nucleari più di tutti gli altri messi insieme. Davvero si poteva mettere sotto controllo la proliferazione delle testate? Israele nel '73 ne disponeva di circa venti: l'India aveva dimostrato al mondo di avere l'atomica testandola nel '74. I test nucleari sotterranei, poi, potevano avere ricadute [1] pesantissime a distanza. Per esempio quelli russi tra il 13 e il 15 settembre '76 erano pesantemente indiziati di aver provocato, il 16 settembre, il terremoto 7.7 scala Richter che aveva raso al suolo la città iraniana di Tabas, causando 25.000 vittime. (Da: G. Manfredi, "Ma chi ha detto che non c'è", Agenzia X) Nel 1977 la Cina è: |
| RISPOSTA   Leggere attentamente il seguente brano. Nel 1977 la sola Unione Sovietica conduce 24 test nucleari. Gli Stati Uniti 20. La Francia 9. La Cina 1. [...]. In agosto un satellite russo scopre che nella base militare di Vastrap, nel deserto del Kalahari, si conducono test nucleari sotterranei. I sovietici informano gli Stati Uniti e il Sudafrica viene costretto a cancellare il programma, sotto pressione americana, sovietica e francese, cioè di paesi che facevano test nucleari più di tutti gli altri messi insieme. Davvero si poteva mettere sotto controllo la proliferazione delle testate? Israele nel '73 ne disponeva di circa venti: l'India aveva dimostrato al mondo di avere l'atomica testandola nel '74. I test nucleari sotterranei, poi, potevano avere ricadute [1] pesantissime a distanza. Per esempio quelli russi tra il 13 e il 15 settembre '76 erano pesantemente indiziati di aver provocato, il 16 settembre, il terremoto 7.7 scala Richter che aveva raso al suolo la città iraniana di Tabas, causando 25.000 vittime. (Da: G. Manfredi, "Ma chi ha detto che non c'è", Agenzia X) Il Sudafrica viene costretto a cancellare il suo programma nucleare su pressione: |
| RISPOSTA   Leggere attentamente il seguente brano. Nel 1977 la sola Unione Sovietica conduce 24 test nucleari. Gli Stati Uniti 20. La Francia 9. La Cina 1. [...]. In agosto un satellite russo scopre che nella base militare di Vastrap, nel deserto del Kalahari, si conducono test nucleari sotterranei. I sovietici informano gli Stati Uniti e il Sudafrica viene costretto a cancellare il programma, sotto pressione americana, sovietica e francese, cioè di paesi che facevano test nucleari più di tutti gli altri messi insieme. Davvero si poteva mettere sotto controllo la proliferazione delle testate? Israele nel '73 ne disponeva di circa venti: l'India aveva dimostrato al mondo di avere l'atomica testandola nel '74. I test nucleari sotterranei, poi, potevano avere ricadute [1] pesantissime a distanza. Per esempio quelli russi tra il 13 e il 15 settembre '76 erano pesantemente indiziati di aver provocato, il 16 settembre, il terremoto 7.7 scala Richter che aveva raso al suolo la città iraniana di Tabas, causando 25.000 vittime. (Da: G. Manfredi, "Ma chi ha detto che non c'è", Agenzia X) La parola "ricadute" [1] può essere sostituita senza alterare il senso del periodo con: |
| RISPOSTA   Leggere attentamente il seguente brano. Nel 2014 il settore agrituristico vede confermati una tendenza strutturale alla crescita e un elevato potenziale competitivo: il numero delle aziende agrituristiche infatti continua ad aumentare, arrivando a 21.744 unità, 847 in più rispetto all'anno precedente (+4,1%).Le nuove aziende autorizzate all'attività agrituristica sono 1.677, quelle cessate 830. Rispetto al 2013, diminuiscono sia le nuove autorizzazioni (�20 unità), sia le cessazioni (� 444 unità).Si consolida l'offerta di "pacchetti turistici" integrati con servizi diretti a qualificare [1] l'attività agrituristica rispetto al territorio in cui viene esercitata: sono 8.028 le aziende che svolgono contemporaneamente alloggio e ristorazione, 10.298 quelle che uniscono all'alloggio altre attività agrituristiche, come equitazione, escursionismo, mountain bike, fattorie didattiche, corsi di varia natura e sport.Sono 1.627 le aziende che svolgono contemporaneamente le quattro tipologie di attività agrituristiche: alloggio, ristorazione, degustazione e altre attività.Rispetto al 2013, il numero degli agriturismi aumenta in misura maggiore nel Mezzogiorno (+13,1%), in misura più contenuta nel Nord (+2,4%) e nel Centro (+1,7%).È localizzato al Nord il 41,4% degli agriturismi con alloggio, il 45,0% di quelli con ristorazione e il 42,2% degli agriturismi con degustazione, mentre il 40,4% delle aziende con altre attività agrituristiche è situato nel Centro.La Toscana e la provincia di Bolzano/Bozen si confermano le aree dove l'agriturismo risulta storicamente più consistente e radicato (rispettivamente 4.052 e 3.145 aziende).Più di una azienda agrituristica su tre (35,9%) è a conduzione femminile; la maggiore concentrazione si rileva in Toscana, con 1.637 aziende, pari al 40,4% del totale regionale e al 20,9% del totale nazionale. (da: www.istat.it) Rispetto al 2013 la crescita degli agriturismi è stata maggiore: |
| RISPOSTA   Leggere attentamente il seguente brano. Nel 2014 il settore agrituristico vede confermati una tendenza strutturale alla crescita e un elevato potenziale competitivo: il numero delle aziende agrituristiche infatti continua ad aumentare, arrivando a 21.744 unità, 847 in più rispetto all'anno precedente (+4,1%).Le nuove aziende autorizzate all'attività agrituristica sono 1.677, quelle cessate 830. Rispetto al 2013, diminuiscono sia le nuove autorizzazioni (�20 unità), sia le cessazioni (� 444 unità).Si consolida l'offerta di "pacchetti turistici" integrati con servizi diretti a qualificare [1] l'attività agrituristica rispetto al territorio in cui viene esercitata: sono 8.028 le aziende che svolgono contemporaneamente alloggio e ristorazione, 10.298 quelle che uniscono all'alloggio altre attività agrituristiche, come equitazione, escursionismo, mountain bike, fattorie didattiche, corsi di varia natura e sport.Sono 1.627 le aziende che svolgono contemporaneamente le quattro tipologie di attività agrituristiche: alloggio, ristorazione, degustazione e altre attività.Rispetto al 2013, il numero degli agriturismi aumenta in misura maggiore nel Mezzogiorno (+13,1%), in misura più contenuta nel Nord (+2,4%) e nel Centro (+1,7%).È localizzato al Nord il 41,4% degli agriturismi con alloggio, il 45,0% di quelli con ristorazione e il 42,2% degli agriturismi con degustazione, mentre il 40,4% delle aziende con altre attività agrituristiche è situato nel Centro.La Toscana e la provincia di Bolzano/Bozen si confermano le aree dove l'agriturismo risulta storicamente più consistente e radicato (rispettivamente 4.052 e 3.145 aziende).Più di una azienda agrituristica su tre (35,9%) è a conduzione femminile; la maggiore concentrazione si rileva in Toscana, con 1.637 aziende, pari al 40,4% del totale regionale e al 20,9% del totale nazionale. (da: www.istat.it) Nel 2014 le nuove aziende autorizzate all'attività agrituristica sono: |
| RISPOSTA   Leggere attentamente il seguente brano. Nel 2014 il settore agrituristico vede confermati una tendenza strutturale alla crescita e un elevato potenziale competitivo: il numero delle aziende agrituristiche infatti continua ad aumentare, arrivando a 21.744 unità, 847 in più rispetto all'anno precedente (+4,1%).Le nuove aziende autorizzate all'attività agrituristica sono 1.677, quelle cessate 830. Rispetto al 2013, diminuiscono sia le nuove autorizzazioni (�20 unità), sia le cessazioni (� 444 unità).Si consolida l'offerta di "pacchetti turistici" integrati con servizi diretti a qualificare [1] l'attività agrituristica rispetto al territorio in cui viene esercitata: sono 8.028 le aziende che svolgono contemporaneamente alloggio e ristorazione, 10.298 quelle che uniscono all'alloggio altre attività agrituristiche, come equitazione, escursionismo, mountain bike, fattorie didattiche, corsi di varia natura e sport.Sono 1.627 le aziende che svolgono contemporaneamente le quattro tipologie di attività agrituristiche: alloggio, ristorazione, degustazione e altre attività.Rispetto al 2013, il numero degli agriturismi aumenta in misura maggiore nel Mezzogiorno (+13,1%), in misura più contenuta nel Nord (+2,4%) e nel Centro (+1,7%).È localizzato al Nord il 41,4% degli agriturismi con alloggio, il 45,0% di quelli con ristorazione e il 42,2% degli agriturismi con degustazione, mentre il 40,4% delle aziende con altre attività agrituristiche è situato nel Centro.La Toscana e la provincia di Bolzano/Bozen si confermano le aree dove l'agriturismo risulta storicamente più consistente e radicato (rispettivamente 4.052 e 3.145 aziende).Più di una azienda agrituristica su tre (35,9%) è a conduzione femminile; la maggiore concentrazione si rileva in Toscana, con 1.637 aziende, pari al 40,4% del totale regionale e al 20,9% del totale nazionale. (da: www.istat.it) La maggior concentrazione di agriturismi condotti da donne si rileva: |
| RISPOSTA   Leggere attentamente il seguente brano. Nel 2014 il settore agrituristico vede confermati una tendenza strutturale alla crescita e un elevato potenziale competitivo: il numero delle aziende agrituristiche infatti continua ad aumentare, arrivando a 21.744 unità, 847 in più rispetto all'anno precedente (+4,1%).Le nuove aziende autorizzate all'attività agrituristica sono 1.677, quelle cessate 830. Rispetto al 2013, diminuiscono sia le nuove autorizzazioni (�20 unità), sia le cessazioni (� 444 unità).Si consolida l'offerta di "pacchetti turistici" integrati con servizi diretti a qualificare [1] l'attività agrituristica rispetto al territorio in cui viene esercitata: sono 8.028 le aziende che svolgono contemporaneamente alloggio e ristorazione, 10.298 quelle che uniscono all'alloggio altre attività agrituristiche, come equitazione, escursionismo, mountain bike, fattorie didattiche, corsi di varia natura e sport.Sono 1.627 le aziende che svolgono contemporaneamente le quattro tipologie di attività agrituristiche: alloggio, ristorazione, degustazione e altre attività.Rispetto al 2013, il numero degli agriturismi aumenta in misura maggiore nel Mezzogiorno (+13,1%), in misura più contenuta nel Nord (+2,4%) e nel Centro (+1,7%).È localizzato al Nord il 41,4% degli agriturismi con alloggio, il 45,0% di quelli con ristorazione e il 42,2% degli agriturismi con degustazione, mentre il 40,4% delle aziende con altre attività agrituristiche è situato nel Centro.La Toscana e la provincia di Bolzano/Bozen si confermano le aree dove l'agriturismo risulta storicamente più consistente e radicato (rispettivamente 4.052 e 3.145 aziende).Più di una azienda agrituristica su tre (35,9%) è a conduzione femminile; la maggiore concentrazione si rileva in Toscana, con 1.637 aziende, pari al 40,4% del totale regionale e al 20,9% del totale nazionale. (da: www.istat.it) Gli agriturismi che offrono servizi di alloggio e ristorazione si trovano con più frequenza: |
| RISPOSTA   Leggere attentamente il seguente brano. Nel 2014 il settore agrituristico vede confermati una tendenza strutturale alla crescita e un elevato potenziale competitivo: il numero delle aziende agrituristiche infatti continua ad aumentare, arrivando a 21.744 unità, 847 in più rispetto all'anno precedente (+4,1%).Le nuove aziende autorizzate all'attività agrituristica sono 1.677, quelle cessate 830. Rispetto al 2013, diminuiscono sia le nuove autorizzazioni (�20 unità), sia le cessazioni (� 444 unità).Si consolida l'offerta di "pacchetti turistici" integrati con servizi diretti a qualificare [1] l'attività agrituristica rispetto al territorio in cui viene esercitata: sono 8.028 le aziende che svolgono contemporaneamente alloggio e ristorazione, 10.298 quelle che uniscono all'alloggio altre attività agrituristiche, come equitazione, escursionismo, mountain bike, fattorie didattiche, corsi di varia natura e sport.Sono 1.627 le aziende che svolgono contemporaneamente le quattro tipologie di attività agrituristiche: alloggio, ristorazione, degustazione e altre attività.Rispetto al 2013, il numero degli agriturismi aumenta in misura maggiore nel Mezzogiorno (+13,1%), in misura più contenuta nel Nord (+2,4%) e nel Centro (+1,7%).È localizzato al Nord il 41,4% degli agriturismi con alloggio, il 45,0% di quelli con ristorazione e il 42,2% degli agriturismi con degustazione, mentre il 40,4% delle aziende con altre attività agrituristiche è situato nel Centro.La Toscana e la provincia di Bolzano/Bozen si confermano le aree dove l'agriturismo risulta storicamente più consistente e radicato (rispettivamente 4.052 e 3.145 aziende).Più di una azienda agrituristica su tre (35,9%) è a conduzione femminile; la maggiore concentrazione si rileva in Toscana, con 1.637 aziende, pari al 40,4% del totale regionale e al 20,9% del totale nazionale. (da: www.istat.it) "Qualificare" [1] significa: |
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Leggere attentamente il seguente brano. Nel 1973 l'economia mondiale fu scossa da un'impennata dei prezzi [1] del greggio dovuta alla nascita dell'OPEC, che permetteva ai paesi produttori di petrolio di controllare in regime di monopolio le risorse petrolifere mondiali. Seguirono anni di disoccupazione alle stelle, inflazione galoppante e profonda recessione. Le politiche economiche all'epoca prevalenti, di diretta derivazione del New Deal, che avevano favorito la regolamentazione e altre forme di intervento statale, finirono sotto attacco per la loro incapacità di affrontare la crisi. In tutto l'occidente, i governi cominciarono a sposare il modello neoliberista che, come il precursore laissez-faire, esaltava la libertà di iniziativa economica dell'individuo e delle corporation e prescriveva un ruolo limitato dello stato nell'economia. Quando Margaret Thatcher assunse la carica di primo ministro della Gran Bretagna nel 1979, e successivamente Ronald Reagan quella di presidente degli Stati Uniti nel 1980, divenne evidente che la fase storica ispirata dalle idee e dalle politiche del New Deal era giunta al termine. (Da: Joel Bakan, "The Corporation", Fandango libri) "Impennata dei prezzi" [1] significa: