Tutte le domande del quiz : Ragionamento critico verbaletratto da:Comune di Napoli / RIPAM Quiz - Concorso pubblico per il reclutamento di 11 maestre (categoria C, posizione economica C1, codice concorso DSI/NAE)  Esercitati su questo Quiz  |
RISPOSTA   Il tema del riordino dei sistemi di controllo interno nelle Amministrazioni pubbliche in generale e nelle Regioni in particolare, ha una portata dirompente se lo si proietta nel processo di forte rinnovamento che sta interessando la Pubblica Amministrazione. Anzi, di questo rinnovamento non è solo parte integrante, ma uno degli elementi determinanti per il suo successo o fallimento. In sostanza, l'introduzione di un modello gestionale per obiettivi e risultati, anche nella Pubblica Amministrazione, richiede l'introduzione di una concezione dei controlli più moderna e funzionale, basata sull'"autocontrollo", che superi le logiche di controllo burocratico e prescrittivo che hanno caratterizzato le esperienze dei primi anni '90 nella prima fase di attività dei servizi di controllo interno delle Regioni. Si procederà a specializzare le funzioni e i sistemi di programmazione e controllo in funzione delle diverse finalità: di supporto alle decisioni, di ascolto interno e di valutazione dei dirigenti. Tra le finalità della specializzazione delle funzioni e dei sistemi di programmazione e controllo vi è: |
RISPOSTA   Il tema del riordino dei sistemi di controllo interno nelle Amministrazioni pubbliche in generale e nelle Regioni in particolare, ha una portata dirompente se lo si proietta nel processo di forte rinnovamento che sta interessando la Pubblica Amministrazione. Anzi, di questo rinnovamento non è solo parte integrante, ma uno degli elementi determinanti per il suo successo o fallimento. In sostanza, l'introduzione di un modello gestionale per obiettivi e risultati, anche nella Pubblica Amministrazione, richiede l'introduzione di una concezione dei controlli più moderna e funzionale, basata sull'"autocontrollo", che superi le logiche di controllo burocratico e prescrittivo che hanno caratterizzato le esperienze dei primi anni '90 nella prima fase di attività dei servizi di controllo interno delle Regioni. Si procederà a specializzare le funzioni e i sistemi di programmazione e controllo in funzione delle diverse finalità: di supporto alle decisioni, di ascolto interno e di valutazione dei dirigenti. Il riordino dei sistemi di controllo interno nelle Amministrazioni pubbliche e in particolare nelle Regioni: |
RISPOSTA   Il tema del riordino dei sistemi di controllo interno nelle Amministrazioni pubbliche in generale e nelle Regioni in particolare, ha una portata dirompente se lo si proietta nel processo di forte rinnovamento che sta interessando la Pubblica Amministrazione. Anzi, di questo rinnovamento non è solo parte integrante, ma uno degli elementi determinanti per il suo successo o fallimento. In sostanza, l'introduzione di un modello gestionale per obiettivi e risultati, anche nella Pubblica Amministrazione, richiede l'introduzione di una concezione dei controlli più moderna e funzionale, basata sull'"autocontrollo", che superi le logiche di controllo burocratico e prescrittivo che hanno caratterizzato le esperienze dei primi anni '90 nella prima fase di attività dei servizi di controllo interno delle Regioni. Si procederà a specializzare le funzioni e i sistemi di programmazione e controllo in funzione delle diverse finalità: di supporto alle decisioni, di ascolto interno e di valutazione dei dirigenti. Nell'ottica del riordino dei sistemi di controllo interno delle Amministrazioni pubbliche: |
RISPOSTA   Il tema del riordino dei sistemi di controllo interno nelle Amministrazioni pubbliche in generale e nelle Regioni in particolare, ha una portata dirompente se lo si proietta nel processo di forte rinnovamento che sta interessando la Pubblica Amministrazione. Anzi, di questo rinnovamento non è solo parte integrante, ma uno degli elementi determinanti per il suo successo o fallimento. In sostanza, l'introduzione di un modello gestionale per obiettivi e risultati, anche nella Pubblica Amministrazione, richiede l'introduzione di una concezione dei controlli più moderna e funzionale, basata sull'"autocontrollo", che superi le logiche di controllo burocratico e prescrittivo che hanno caratterizzato le esperienze dei primi anni '90 nella prima fase di attività dei servizi di controllo interno delle Regioni. Si procederà a specializzare le funzioni e i sistemi di programmazione e controllo in funzione delle diverse finalità: di supporto alle decisioni, di ascolto interno e di valutazione dei dirigenti. Una concezione dei controlli più moderna e funzionale: |
RISPOSTA   Il tema del riordino dei sistemi di controllo interno nelle Amministrazioni pubbliche in generale e nelle Regioni in particolare, ha una portata dirompente se lo si proietta nel processo di forte rinnovamento che sta interessando la Pubblica Amministrazione. Anzi, di questo rinnovamento non è solo parte integrante, ma uno degli elementi determinanti per il suo successo o fallimento. In sostanza, l'introduzione di un modello gestionale per obiettivi e risultati, anche nella Pubblica Amministrazione, richiede l'introduzione di una concezione dei controlli più moderna e funzionale, basata sull'"autocontrollo", che superi le logiche di controllo burocratico e prescrittivo che hanno caratterizzato le esperienze dei primi anni '90 nella prima fase di attività dei servizi di controllo interno delle Regioni. Si procederà a specializzare le funzioni e i sistemi di programmazione e controllo in funzione delle diverse finalità: di supporto alle decisioni, di ascolto interno e di valutazione dei dirigenti. I dirigenti, nelle Pubbliche amministrazioni, secondo il modello gestionale per obiettivi e risultati: |
RISPOSTA   Il termine biblioteca digitale è apparso intorno alla fine degli anni Ottanta, ma non è stato coniato dai bibliotecari. Per primi l'hanno usato gli informatici e i ricercatori, intendendo con questo termine collezioni di documenti digitali organizzate per contenuto e finalizzate a specifici gruppi di utenti. A complicare la comprensione del concetto di biblioteca digitale, vengono usati come sinonimi termini quali biblioteca elettronica e biblioteca virtuale. Il termine biblioteca elettronica ha circa vent'anni. Esso definisce la biblioteca automatizzata che usa ogni tipo di strumentazione elettronica necessaria al suo funzionamento: grossi calcolatori, PC, terminali. Con la qualificazione elettronico s'intende l'attrezzatura usata per la lettura dei dati e non la caratteristica dei dati usati. Nel continuum tra biblioteca tradizionale e biblioteca digitale si pone la biblioteca ibrida, dove fonti informative elettroniche e su carta sono usate insieme. In Italia, il connubio tra diversi supporti informativi si preferisce definirlo biblioteca multimediale. Il primo ad usare il termine biblioteca virtuale è stato lo stesso autore del Web: Tim Berners Lee. La maggiore anzianità di questo termine rispetto al termine biblioteca digitale è evidente. Il concetto di biblioteca virtuale è quello di una collezione di documenti tematici collegati fra loro, costituiti da banche dati e pagine Web realizzate da migliaia di autori. I cataloghi virtuali sono i motori di ricerca che cercano contemporaneamente molti siti in linea. Nella biblioteca digitale: |
RISPOSTA   Il termine biblioteca digitale è apparso intorno alla fine degli anni Ottanta, ma non è stato coniato dai bibliotecari. Per primi l'hanno usato gli informatici e i ricercatori, intendendo con questo termine collezioni di documenti digitali organizzate per contenuto e finalizzate a specifici gruppi di utenti. A complicare la comprensione del concetto di biblioteca digitale, vengono usati come sinonimi termini quali biblioteca elettronica e biblioteca virtuale. Il termine biblioteca elettronica ha circa vent'anni. Esso definisce la biblioteca automatizzata che usa ogni tipo di strumentazione elettronica necessaria al suo funzionamento: grossi calcolatori, PC, terminali. Con la qualificazione elettronico s'intende l'attrezzatura usata per la lettura dei dati e non la caratteristica dei dati usati. Nel continuum tra biblioteca tradizionale e biblioteca digitale si pone la biblioteca ibrida, dove fonti informative elettroniche e su carta sono usate insieme. In Italia, il connubio tra diversi supporti informativi si preferisce definirlo biblioteca multimediale. Il primo ad usare il termine biblioteca virtuale è stato lo stesso autore del Web: Tim Berners Lee. La maggiore anzianità di questo termine rispetto al termine biblioteca digitale è evidente. Il concetto di biblioteca virtuale è quello di una collezione di documenti tematici collegati fra loro, costituiti da banche dati e pagine Web realizzate da migliaia di autori. I cataloghi virtuali sono i motori di ricerca che cercano contemporaneamente molti siti in linea. Il termine "elettronico" utilizzato per distinguere un tipo di biblioteca indica: |
RISPOSTA   Il termine biblioteca digitale è apparso intorno alla fine degli anni Ottanta, ma non è stato coniato dai bibliotecari. Per primi l'hanno usato gli informatici e i ricercatori, intendendo con questo termine collezioni di documenti digitali organizzate per contenuto e finalizzate a specifici gruppi di utenti. A complicare la comprensione del concetto di biblioteca digitale, vengono usati come sinonimi termini quali biblioteca elettronica e biblioteca virtuale. Il termine biblioteca elettronica ha circa vent'anni. Esso definisce la biblioteca automatizzata che usa ogni tipo di strumentazione elettronica necessaria al suo funzionamento: grossi calcolatori, PC, terminali. Con la qualificazione elettronico s'intende l'attrezzatura usata per la lettura dei dati e non la caratteristica dei dati usati. Nel continuum tra biblioteca tradizionale e biblioteca digitale si pone la biblioteca ibrida, dove fonti informative elettroniche e su carta sono usate insieme. In Italia, il connubio tra diversi supporti informativi si preferisce definirlo biblioteca multimediale. Il primo ad usare il termine biblioteca virtuale è stato lo stesso autore del Web: Tim Berners Lee. La maggiore anzianità di questo termine rispetto al termine biblioteca digitale è evidente. Il concetto di biblioteca virtuale è quello di una collezione di documenti tematici collegati fra loro, costituiti da banche dati e pagine Web realizzate da migliaia di autori. I cataloghi virtuali sono i motori di ricerca che cercano contemporaneamente molti siti in linea. Gli informatici e i ricercatori: |
RISPOSTA   Il termine biblioteca digitale è apparso intorno alla fine degli anni Ottanta, ma non è stato coniato dai bibliotecari. Per primi l'hanno usato gli informatici e i ricercatori, intendendo con questo termine collezioni di documenti digitali organizzate per contenuto e finalizzate a specifici gruppi di utenti. A complicare la comprensione del concetto di biblioteca digitale, vengono usati come sinonimi termini quali biblioteca elettronica e biblioteca virtuale. Il termine biblioteca elettronica ha circa vent'anni. Esso definisce la biblioteca automatizzata che usa ogni tipo di strumentazione elettronica necessaria al suo funzionamento: grossi calcolatori, PC, terminali. Con la qualificazione elettronico s'intende l'attrezzatura usata per la lettura dei dati e non la caratteristica dei dati usati. Nel continuum tra biblioteca tradizionale e biblioteca digitale si pone la biblioteca ibrida, dove fonti informative elettroniche e su carta sono usate insieme. In Italia, il connubio tra diversi supporti informativi si preferisce definirlo biblioteca multimediale. Il primo ad usare il termine biblioteca virtuale è stato lo stesso autore del Web: Tim Berners Lee. La maggiore anzianità di questo termine rispetto al termine biblioteca digitale è evidente. Il concetto di biblioteca virtuale è quello di una collezione di documenti tematici collegati fra loro, costituiti da banche dati e pagine Web realizzate da migliaia di autori. I cataloghi virtuali sono i motori di ricerca che cercano contemporaneamente molti siti in linea. L'utilizzo combinato di fonti informative su carta ed elettroniche: |
RISPOSTA   Il termine biblioteca digitale è apparso intorno alla fine degli anni Ottanta, ma non è stato coniato dai bibliotecari. Per primi l'hanno usato gli informatici e i ricercatori, intendendo con questo termine collezioni di documenti digitali organizzate per contenuto e finalizzate a specifici gruppi di utenti. A complicare la comprensione del concetto di biblioteca digitale, vengono usati come sinonimi termini quali biblioteca elettronica e biblioteca virtuale. Il termine biblioteca elettronica ha circa vent'anni. Esso definisce la biblioteca automatizzata che usa ogni tipo di strumentazione elettronica necessaria al suo funzionamento: grossi calcolatori, PC, terminali. Con la qualificazione elettronico s'intende l'attrezzatura usata per la lettura dei dati e non la caratteristica dei dati usati. Nel continuum tra biblioteca tradizionale e biblioteca digitale si pone la biblioteca ibrida, dove fonti informative elettroniche e su carta sono usate insieme. In Italia, il connubio tra diversi supporti informativi si preferisce definirlo biblioteca multimediale. Il primo ad usare il termine biblioteca virtuale è stato lo stesso autore del Web: Tim Berners Lee. La maggiore anzianità di questo termine rispetto al termine biblioteca digitale è evidente. Il concetto di biblioteca virtuale è quello di una collezione di documenti tematici collegati fra loro, costituiti da banche dati e pagine Web realizzate da migliaia di autori. I cataloghi virtuali sono i motori di ricerca che cercano contemporaneamente molti siti in linea. La biblioteca ibrida: |
RISPOSTA   In contrapposizione alle lingue, i dialetti si configurano come forme meno indipendenti, meno stabili, meno delimitate, cioè come parlate tipiche di una regione che fa parte di un'area linguistica. I linguisti riservano sempre più spesso la definizione di "patois" alle forme di estensione ancor più ridotta, strettamente locali, di solito tipiche delle popolazioni rurali. Il termine peggiorativo di "gergo" si addice meno ad una parlata incomprensibile che a una parlata deformata dall'uso eccessivo di termini stranieri, specialistici, particolari, come ad esempio i gerghi tipici delle discipline scientifiche che costituiscono dei sottosistemi consacrati all'efficienza interna, anche se spesso cadono nell'ermetismo. Quando invece si ha la deliberata assunzione di termini inintelligibili alla maggioranza, proprio per rendere il gergo incomprensibile ai non iniziati, si può parlare di "argot", nome che in origine designava la parlata della malavita parigina. Maggiore importanza hanno i "sabir", parlate semplificate a base mista (elementi spagnoli, turchi, arabi, ecc.), il cui prototipo fu la "lingua franca", diffusa all'epoca delle crociate. Con un simile ruolo veicolare tra persone di culture diverse, oggi i "pidgin" di base inglese semplificato sono diffusi in molte regioni costiere dell'Africa occidentale, dell'Estremo Oriente e dell'Oceania. Bisogna però ricordare che i sabir e i pidgin sono sempre e solo seconde lingue di persone che conservano le loro lingue etniche. E' proprio questo che li distingue dalle parlate creole, comparse tra le masse africane ridotte in schiavitù, costrette a barattare le loro molteplici lingue contro una versione semplificata di quella dei loro padroni. Le parlate creole, diventando l'unica espressione di questi gruppi umani, hanno acquistato una vita propria e una personalità che manca ai pidgin. Il gergo della malavita parigina: |
RISPOSTA   In contrapposizione alle lingue, i dialetti si configurano come forme meno indipendenti, meno stabili, meno delimitate, cioè come parlate tipiche di una regione che fa parte di un'area linguistica. I linguisti riservano sempre più spesso la definizione di "patois" alle forme di estensione ancor più ridotta, strettamente locali, di solito tipiche delle popolazioni rurali. Il termine peggiorativo di "gergo" si addice meno ad una parlata incomprensibile che a una parlata deformata dall'uso eccessivo di termini stranieri, specialistici, particolari, come ad esempio i gerghi tipici delle discipline scientifiche che costituiscono dei sottosistemi consacrati all'efficienza interna, anche se spesso cadono nell'ermetismo. Quando invece si ha la deliberata assunzione di termini inintelligibili alla maggioranza, proprio per rendere il gergo incomprensibile ai non iniziati, si può parlare di "argot", nome che in origine designava la parlata della malavita parigina. Maggiore importanza hanno i "sabir", parlate semplificate a base mista (elementi spagnoli, turchi, arabi, ecc.), il cui prototipo fu la "lingua franca", diffusa all'epoca delle crociate. Con un simile ruolo veicolare tra persone di culture diverse, oggi i "pidgin" di base inglese semplificato sono diffusi in molte regioni costiere dell'Africa occidentale, dell'Estremo Oriente e dell'Oceania. Bisogna però ricordare che i sabir e i pidgin sono sempre e solo seconde lingue di persone che conservano le loro lingue etniche. E' proprio questo che li distingue dalle parlate creole, comparse tra le masse africane ridotte in schiavitù, costrette a barattare le loro molteplici lingue contro una versione semplificata di quella dei loro padroni. Le parlate creole, diventando l'unica espressione di questi gruppi umani, hanno acquistato una vita propria e una personalità che manca ai pidgin. I pidgin: |
RISPOSTA   In contrapposizione alle lingue, i dialetti si configurano come forme meno indipendenti, meno stabili, meno delimitate, cioè come parlate tipiche di una regione che fa parte di un'area linguistica. I linguisti riservano sempre più spesso la definizione di "patois" alle forme di estensione ancor più ridotta, strettamente locali, di solito tipiche delle popolazioni rurali. Il termine peggiorativo di "gergo" si addice meno ad una parlata incomprensibile che a una parlata deformata dall'uso eccessivo di termini stranieri, specialistici, particolari, come ad esempio i gerghi tipici delle discipline scientifiche che costituiscono dei sottosistemi consacrati all'efficienza interna, anche se spesso cadono nell'ermetismo. Quando invece si ha la deliberata assunzione di termini inintelligibili alla maggioranza, proprio per rendere il gergo incomprensibile ai non iniziati, si può parlare di "argot", nome che in origine designava la parlata della malavita parigina. Maggiore importanza hanno i "sabir", parlate semplificate a base mista (elementi spagnoli, turchi, arabi, ecc.), il cui prototipo fu la "lingua franca", diffusa all'epoca delle crociate. Con un simile ruolo veicolare tra persone di culture diverse, oggi i "pidgin" di base inglese semplificato sono diffusi in molte regioni costiere dell'Africa occidentale, dell'Estremo Oriente e dell'Oceania. Bisogna però ricordare che i sabir e i pidgin sono sempre e solo seconde lingue di persone che conservano le loro lingue etniche. E' proprio questo che li distingue dalle parlate creole, comparse tra le masse africane ridotte in schiavitù, costrette a barattare le loro molteplici lingue contro una versione semplificata di quella dei loro padroni. Le parlate creole, diventando l'unica espressione di questi gruppi umani, hanno acquistato una vita propria e una personalità che manca ai pidgin. I "sabir" sono parlate: |
RISPOSTA   In contrapposizione alle lingue, i dialetti si configurano come forme meno indipendenti, meno stabili, meno delimitate, cioè come parlate tipiche di una regione che fa parte di un'area linguistica. I linguisti riservano sempre più spesso la definizione di "patois" alle forme di estensione ancor più ridotta, strettamente locali, di solito tipiche delle popolazioni rurali. Il termine peggiorativo di "gergo" si addice meno ad una parlata incomprensibile che a una parlata deformata dall'uso eccessivo di termini stranieri, specialistici, particolari, come ad esempio i gerghi tipici delle discipline scientifiche che costituiscono dei sottosistemi consacrati all'efficienza interna, anche se spesso cadono nell'ermetismo. Quando invece si ha la deliberata assunzione di termini inintelligibili alla maggioranza, proprio per rendere il gergo incomprensibile ai non iniziati, si può parlare di "argot", nome che in origine designava la parlata della malavita parigina. Maggiore importanza hanno i "sabir", parlate semplificate a base mista (elementi spagnoli, turchi, arabi, ecc.), il cui prototipo fu la "lingua franca", diffusa all'epoca delle crociate. Con un simile ruolo veicolare tra persone di culture diverse, oggi i "pidgin" di base inglese semplificato sono diffusi in molte regioni costiere dell'Africa occidentale, dell'Estremo Oriente e dell'Oceania. Bisogna però ricordare che i sabir e i pidgin sono sempre e solo seconde lingue di persone che conservano le loro lingue etniche. E' proprio questo che li distingue dalle parlate creole, comparse tra le masse africane ridotte in schiavitù, costrette a barattare le loro molteplici lingue contro una versione semplificata di quella dei loro padroni. Le parlate creole, diventando l'unica espressione di questi gruppi umani, hanno acquistato una vita propria e una personalità che manca ai pidgin. La "lingua franca" diffusa all'epoca delle crociate fu il prototipo delle parlate: |
RISPOSTA   In contrapposizione alle lingue, i dialetti si configurano come forme meno indipendenti, meno stabili, meno delimitate, cioè come parlate tipiche di una regione che fa parte di un'area linguistica. I linguisti riservano sempre più spesso la definizione di "patois" alle forme di estensione ancor più ridotta, strettamente locali, di solito tipiche delle popolazioni rurali. Il termine peggiorativo di "gergo" si addice meno ad una parlata incomprensibile che a una parlata deformata dall'uso eccessivo di termini stranieri, specialistici, particolari, come ad esempio i gerghi tipici delle discipline scientifiche che costituiscono dei sottosistemi consacrati all'efficienza interna, anche se spesso cadono nell'ermetismo. Quando invece si ha la deliberata assunzione di termini inintelligibili alla maggioranza, proprio per rendere il gergo incomprensibile ai non iniziati, si può parlare di "argot", nome che in origine designava la parlata della malavita parigina. Maggiore importanza hanno i "sabir", parlate semplificate a base mista (elementi spagnoli, turchi, arabi, ecc.), il cui prototipo fu la "lingua franca", diffusa all'epoca delle crociate. Con un simile ruolo veicolare tra persone di culture diverse, oggi i "pidgin" di base inglese semplificato sono diffusi in molte regioni costiere dell'Africa occidentale, dell'Estremo Oriente e dell'Oceania. Bisogna però ricordare che i sabir e i pidgin sono sempre e solo seconde lingue di persone che conservano le loro lingue etniche. E' proprio questo che li distingue dalle parlate creole, comparse tra le masse africane ridotte in schiavitù, costrette a barattare le loro molteplici lingue contro una versione semplificata di quella dei loro padroni. Le parlate creole, diventando l'unica espressione di questi gruppi umani, hanno acquistato una vita propria e una personalità che manca ai pidgin. Il termine "patois" indica: |
RISPOSTA   In Liechtenstein, l'AG (Società per Azioni), può essere costituita sia da residenti che da non residenti purché questi ultimi conferiscano un capitale minimo pari a 50.000 franchi svizzeri, interamente versato, all'atto della costituzione, in una banca del Liechtenstein od elvetica. La società, una volta iscritta nel Pubblico Registro, con contestuale versamento di un'imposta di registro pari al 3% del capitale, può operare dopo due giorni come entità munita di autonomia patrimoniale perfetta. I sottoscrittori del capitale azionario possono essere sia persone fisiche che giuridiche di qualunque nazionalità. Le azioni possono essere sia nominative, che, più frequentemente, al portatore. Questo ultimo aspetto consente al titolare di poter mantenere l'anonimato; del suo nome non verrà fatta menzione neppure nel Pubblico Registro, potendo costituire la società attraverso un fiduciario (es.: un avvocato locale), che ne avrà anche la gestione. Inoltre, come è logico supporre, la circolazione dei titoli potrà avvenire con la semplice disponibilità materiale o giuridica degli stessi da parte del cessionario. Non esistono limiti all'oggetto sociale indicato dalla società; delle restrizioni di carattere amministrativo sussistono per il settore bancario ed amministrativo. L'apertura di una filiale nel Principato necessita di una licenza amministrativa e di un capitale adeguato pari a 10.000.000 di franchi svizzeri. L'AG: |
RISPOSTA   In Liechtenstein, l'AG (Società per Azioni), può essere costituita sia da residenti che da non residenti purché questi ultimi conferiscano un capitale minimo pari a 50.000 franchi svizzeri, interamente versato, all'atto della costituzione, in una banca del Liechtenstein od elvetica. La società, una volta iscritta nel Pubblico Registro, con contestuale versamento di un'imposta di registro pari al 3% del capitale, può operare dopo due giorni come entità munita di autonomia patrimoniale perfetta. I sottoscrittori del capitale azionario possono essere sia persone fisiche che giuridiche di qualunque nazionalità. Le azioni possono essere sia nominative, che, più frequentemente, al portatore. Questo ultimo aspetto consente al titolare di poter mantenere l'anonimato; del suo nome non verrà fatta menzione neppure nel Pubblico Registro, potendo costituire la società attraverso un fiduciario (es.: un avvocato locale), che ne avrà anche la gestione. Inoltre, come è logico supporre, la circolazione dei titoli potrà avvenire con la semplice disponibilità materiale o giuridica degli stessi da parte del cessionario. Non esistono limiti all'oggetto sociale indicato dalla società; delle restrizioni di carattere amministrativo sussistono per il settore bancario ed amministrativo. L'apertura di una filiale nel Principato necessita di una licenza amministrativa e di un capitale adeguato pari a 10.000.000 di franchi svizzeri. Per quanto riguarda il settore bancario: |
RISPOSTA   In Liechtenstein, l'AG (Società per Azioni), può essere costituita sia da residenti che da non residenti purché questi ultimi conferiscano un capitale minimo pari a 50.000 franchi svizzeri, interamente versato, all'atto della costituzione, in una banca del Liechtenstein od elvetica. La società, una volta iscritta nel Pubblico Registro, con contestuale versamento di un'imposta di registro pari al 3% del capitale, può operare dopo due giorni come entità munita di autonomia patrimoniale perfetta. I sottoscrittori del capitale azionario possono essere sia persone fisiche che giuridiche di qualunque nazionalità. Le azioni possono essere sia nominative, che, più frequentemente, al portatore. Questo ultimo aspetto consente al titolare di poter mantenere l'anonimato; del suo nome non verrà fatta menzione neppure nel Pubblico Registro, potendo costituire la società attraverso un fiduciario (es.: un avvocato locale), che ne avrà anche la gestione. Inoltre, come è logico supporre, la circolazione dei titoli potrà avvenire con la semplice disponibilità materiale o giuridica degli stessi da parte del cessionario. Non esistono limiti all'oggetto sociale indicato dalla società; delle restrizioni di carattere amministrativo sussistono per il settore bancario ed amministrativo. L'apertura di una filiale nel Principato necessita di una licenza amministrativa e di un capitale adeguato pari a 10.000.000 di franchi svizzeri. Nel Liechtenstein per poter procedere alla costituzione di un'AG: |
RISPOSTA   In Liechtenstein, l'AG (Società per Azioni), può essere costituita sia da residenti che da non residenti purché questi ultimi conferiscano un capitale minimo pari a 50.000 franchi svizzeri, interamente versato, all'atto della costituzione, in una banca del Liechtenstein od elvetica. La società, una volta iscritta nel Pubblico Registro, con contestuale versamento di un'imposta di registro pari al 3% del capitale, può operare dopo due giorni come entità munita di autonomia patrimoniale perfetta. I sottoscrittori del capitale azionario possono essere sia persone fisiche che giuridiche di qualunque nazionalità. Le azioni possono essere sia nominative, che, più frequentemente, al portatore. Questo ultimo aspetto consente al titolare di poter mantenere l'anonimato; del suo nome non verrà fatta menzione neppure nel Pubblico Registro, potendo costituire la società attraverso un fiduciario (es.: un avvocato locale), che ne avrà anche la gestione. Inoltre, come è logico supporre, la circolazione dei titoli potrà avvenire con la semplice disponibilità materiale o giuridica degli stessi da parte del cessionario. Non esistono limiti all'oggetto sociale indicato dalla società; delle restrizioni di carattere amministrativo sussistono per il settore bancario ed amministrativo. L'apertura di una filiale nel Principato necessita di una licenza amministrativa e di un capitale adeguato pari a 10.000.000 di franchi svizzeri. L'oggetto sociale della Società per Azioni del Liechtenstein: |
RISPOSTA   In Liechtenstein, l'AG (Società per Azioni), può essere costituita sia da residenti che da non residenti purché questi ultimi conferiscano un capitale minimo pari a 50.000 franchi svizzeri, interamente versato, all'atto della costituzione, in una banca del Liechtenstein od elvetica. La società, una volta iscritta nel Pubblico Registro, con contestuale versamento di un'imposta di registro pari al 3% del capitale, può operare dopo due giorni come entità munita di autonomia patrimoniale perfetta. I sottoscrittori del capitale azionario possono essere sia persone fisiche che giuridiche di qualunque nazionalità. Le azioni possono essere sia nominative, che, più frequentemente, al portatore. Questo ultimo aspetto consente al titolare di poter mantenere l'anonimato; del suo nome non verrà fatta menzione neppure nel Pubblico Registro, potendo costituire la società attraverso un fiduciario (es.: un avvocato locale), che ne avrà anche la gestione. Inoltre, come è logico supporre, la circolazione dei titoli potrà avvenire con la semplice disponibilità materiale o giuridica degli stessi da parte del cessionario. Non esistono limiti all'oggetto sociale indicato dalla società; delle restrizioni di carattere amministrativo sussistono per il settore bancario ed amministrativo. L'apertura di una filiale nel Principato necessita di una licenza amministrativa e di un capitale adeguato pari a 10.000.000 di franchi svizzeri. Il capitale di un'AG: |
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Il tema del riordino dei sistemi di controllo interno nelle Amministrazioni pubbliche in generale e nelle Regioni in particolare, ha una portata dirompente se lo si proietta nel processo di forte rinnovamento che sta interessando la Pubblica Amministrazione. Anzi, di questo rinnovamento non è solo parte integrante, ma uno degli elementi determinanti per il suo successo o fallimento. In sostanza, l'introduzione di un modello gestionale per obiettivi e risultati, anche nella Pubblica Amministrazione, richiede l'introduzione di una concezione dei controlli più moderna e funzionale, basata sull'"autocontrollo", che superi le logiche di controllo burocratico e prescrittivo che hanno caratterizzato le esperienze dei primi anni '90 nella prima fase di attività dei servizi di controllo interno delle Regioni. Si procederà a specializzare le funzioni e i sistemi di programmazione e controllo in funzione delle diverse finalità: di supporto alle decisioni, di ascolto interno e di valutazione dei dirigenti. Tra le finalità della specializzazione delle funzioni e dei sistemi di programmazione e controllo vi è:
In contrapposizione alle lingue, i dialetti si configurano come forme meno indipendenti, meno stabili, meno delimitate, cioè come parlate tipiche di una regione che fa parte di un'area linguistica. I linguisti riservano sempre più spesso la definizione di "patois" alle forme di estensione ancor più ridotta, strettamente locali, di solito tipiche delle popolazioni rurali. Il termine peggiorativo di "gergo" si addice meno ad una parlata incomprensibile che a una parlata deformata dall'uso eccessivo di termini stranieri, specialistici, particolari, come ad esempio i gerghi tipici delle discipline scientifiche che costituiscono dei sottosistemi consacrati all'efficienza interna, anche se spesso cadono nell'ermetismo. Quando invece si ha la deliberata assunzione di termini inintelligibili alla maggioranza, proprio per rendere il gergo incomprensibile ai non iniziati, si può parlare di "argot", nome che in origine designava la parlata della malavita parigina. Maggiore importanza hanno i "sabir", parlate semplificate a base mista (elementi spagnoli, turchi, arabi, ecc.), il cui prototipo fu la "lingua franca", diffusa all'epoca delle crociate. Con un simile ruolo veicolare tra persone di culture diverse, oggi i "pidgin" di base inglese semplificato sono diffusi in molte regioni costiere dell'Africa occidentale, dell'Estremo Oriente e dell'Oceania. Bisogna però ricordare che i sabir e i pidgin sono sempre e solo seconde lingue di persone che conservano le loro lingue etniche. E' proprio questo che li distingue dalle parlate creole, comparse tra le masse africane ridotte in schiavitù, costrette a barattare le loro molteplici lingue contro una versione semplificata di quella dei loro padroni. Le parlate creole, diventando l'unica espressione di questi gruppi umani, hanno acquistato una vita propria e una personalità che manca ai pidgin. La "lingua franca" diffusa all'epoca delle crociate fu il prototipo delle parlate:
In Liechtenstein, l'AG (Società per Azioni), può essere costituita sia da residenti che da non residenti purché questi ultimi conferiscano un capitale minimo pari a 50.000 franchi svizzeri, interamente versato, all'atto della costituzione, in una banca del Liechtenstein od elvetica. La società, una volta iscritta nel Pubblico Registro, con contestuale versamento di un'imposta di registro pari al 3% del capitale, può operare dopo due giorni come entità munita di autonomia patrimoniale perfetta. I sottoscrittori del capitale azionario possono essere sia persone fisiche che giuridiche di qualunque nazionalità. Le azioni possono essere sia nominative, che, più frequentemente, al portatore. Questo ultimo aspetto consente al titolare di poter mantenere l'anonimato; del suo nome non verrà fatta menzione neppure nel Pubblico Registro, potendo costituire la società attraverso un fiduciario (es.: un avvocato locale), che ne avrà anche la gestione. Inoltre, come è logico supporre, la circolazione dei titoli potrà avvenire con la semplice disponibilità materiale o giuridica degli stessi da parte del cessionario. Non esistono limiti all'oggetto sociale indicato dalla società; delle restrizioni di carattere amministrativo sussistono per il settore bancario ed amministrativo. L'apertura di una filiale nel Principato necessita di una licenza amministrativa e di un capitale adeguato pari a 10.000.000 di franchi svizzeri. Nel Liechtenstein per poter procedere alla costituzione di un'AG: