Tutte le domande del quiz : Ragionamento critico verbaletratto da:Comune di Napoli / RIPAM Quiz - Concorso pubblico per il reclutamento di 94 istruttori socio-educativi (categoria C, posizione economica C1, codice concorso ISE/NAE)  Esercitati su questo Quiz  |
| RISPOSTA   I bambini di un tempo potevano giocare in modi oggi non più praticabili. Queste esperienze ludiche erano esplorazioni complesse dell'ambiente circostante: prati, campi, vie cittadine e interi quartieri o paesi erano i luoghi in cui si svolgeva l'"apprendistato al mondo" dei bambini. A volte riuniti in bande, a volte costretti o ostinati in una solitudine segreta, i bambini si confrontavano con gli altri bambini, con gli animali, con il territorio, in parte conosciuto e amico, in parte ignoto e misterioso, e con gli adulti. La parola chiave era "la scoperta". Oggi alcuni bambini riescono ancora a vivere un surrogato di questa palestra cognitiva. La causa di questa mancanza è da ricercare soprattutto nella urbanizzazione e nella consegna della città nelle mani dell'automobilista. Il bambino è confinato in una riserva che assume le vesti della casa o del parco giochi. Il parco giochi non ha nulla a che fare con il parco dei divertimenti, luogo di fughe, giostre e meraviglie, è un luogo destituito di ogni magia. Non ci sono pericoli, non si deve marinare la scuola per andarci, non si rischia l'incolumità, non c'è avventura a disposizione. Il fascino della scoperta si esaurisce nella brevità della prima ricognizione visiva e motoria. Questo spazio non offre alcuna possibilità di essere vissuto in maniera personale e creativa, la sua fruizione è disegnata a tavolino e prevista da progettisti adulti, esistono esecuzioni di gesti già programmati (lo scivolo, l'altalena). E' un sistema ludico chiuso. Le città oggi: |
| RISPOSTA   I bambini di un tempo potevano giocare in modi oggi non più praticabili. Queste esperienze ludiche erano esplorazioni complesse dell'ambiente circostante: prati, campi, vie cittadine e interi quartieri o paesi erano i luoghi in cui si svolgeva l'"apprendistato al mondo" dei bambini. A volte riuniti in bande, a volte costretti o ostinati in una solitudine segreta, i bambini si confrontavano con gli altri bambini, con gli animali, con il territorio, in parte conosciuto e amico, in parte ignoto e misterioso, e con gli adulti. La parola chiave era "la scoperta". Oggi alcuni bambini riescono ancora a vivere un surrogato di questa palestra cognitiva. La causa di questa mancanza è da ricercare soprattutto nella urbanizzazione e nella consegna della città nelle mani dell'automobilista. Il bambino è confinato in una riserva che assume le vesti della casa o del parco giochi. Il parco giochi non ha nulla a che fare con il parco dei divertimenti, luogo di fughe, giostre e meraviglie, è un luogo destituito di ogni magia. Non ci sono pericoli, non si deve marinare la scuola per andarci, non si rischia l'incolumità, non c'è avventura a disposizione. Il fascino della scoperta si esaurisce nella brevità della prima ricognizione visiva e motoria. Questo spazio non offre alcuna possibilità di essere vissuto in maniera personale e creativa, la sua fruizione è disegnata a tavolino e prevista da progettisti adulti, esistono esecuzioni di gesti già programmati (lo scivolo, l'altalena). E' un sistema ludico chiuso. I bambini di un tempo svolgevano il loro "apprendistato al mondo": |
RISPOSTA   I bambini di un tempo potevano giocare in modi oggi non più praticabili. Queste esperienze ludiche erano esplorazioni complesse dell'ambiente circostante: prati, campi, vie cittadine e interi quartieri o paesi erano i luoghi in cui si svolgeva l'"apprendistato al mondo" dei bambini. A volte riuniti in bande, a volte costretti o ostinati in una solitudine segreta, i bambini si confrontavano con gli altri bambini, con gli animali, con il territorio, in parte conosciuto e amico, in parte ignoto e misterioso, e con gli adulti. La parola chiave era "la scoperta". Oggi alcuni bambini riescono ancora a vivere un surrogato di questa palestra cognitiva. La causa di questa mancanza è da ricercare soprattutto nella urbanizzazione e nella consegna della città nelle mani dell'automobilista. Il bambino è confinato in una riserva che assume le vesti della casa o del parco giochi. Il parco giochi non ha nulla a che fare con il parco dei divertimenti, luogo di fughe, giostre e meraviglie, è un luogo destituito di ogni magia. Non ci sono pericoli, non si deve marinare la scuola per andarci, non si rischia l'incolumità, non c'è avventura a disposizione. Il fascino della scoperta si esaurisce nella brevità della prima ricognizione visiva e motoria. Questo spazio non offre alcuna possibilità di essere vissuto in maniera personale e creativa, la sua fruizione è disegnata a tavolino e prevista da progettisti adulti, esistono esecuzioni di gesti già programmati (lo scivolo, l'altalena). E' un sistema ludico chiuso. Il parco giochi: |
| RISPOSTA   I bambini di un tempo potevano giocare in modi oggi non più praticabili. Queste esperienze ludiche erano esplorazioni complesse dell'ambiente circostante: prati, campi, vie cittadine e interi quartieri o paesi erano i luoghi in cui si svolgeva l'"apprendistato al mondo" dei bambini. A volte riuniti in bande, a volte costretti o ostinati in una solitudine segreta, i bambini si confrontavano con gli altri bambini, con gli animali, con il territorio, in parte conosciuto e amico, in parte ignoto e misterioso, e con gli adulti. La parola chiave era "la scoperta". Oggi alcuni bambini riescono ancora a vivere un surrogato di questa palestra cognitiva. La causa di questa mancanza è da ricercare soprattutto nella urbanizzazione e nella consegna della città nelle mani dell'automobilista. Il bambino è confinato in una riserva che assume le vesti della casa o del parco giochi. Il parco giochi non ha nulla a che fare con il parco dei divertimenti, luogo di fughe, giostre e meraviglie, è un luogo destituito di ogni magia. Non ci sono pericoli, non si deve marinare la scuola per andarci, non si rischia l'incolumità, non c'è avventura a disposizione. Il fascino della scoperta si esaurisce nella brevità della prima ricognizione visiva e motoria. Questo spazio non offre alcuna possibilità di essere vissuto in maniera personale e creativa, la sua fruizione è disegnata a tavolino e prevista da progettisti adulti, esistono esecuzioni di gesti già programmati (lo scivolo, l'altalena). E' un sistema ludico chiuso. Le cause del fatto che i bambini di oggi non vivono lo stesso tipo di "apprendistato al mondo" di quelli di un tempo: |
RISPOSTA   I bambini di un tempo potevano giocare in modi oggi non più praticabili. Queste esperienze ludiche erano esplorazioni complesse dell'ambiente circostante: prati, campi, vie cittadine e interi quartieri o paesi erano i luoghi in cui si svolgeva l'"apprendistato al mondo" dei bambini. A volte riuniti in bande, a volte costretti o ostinati in una solitudine segreta, i bambini si confrontavano con gli altri bambini, con gli animali, con il territorio, in parte conosciuto e amico, in parte ignoto e misterioso, e con gli adulti. La parola chiave era "la scoperta". Oggi alcuni bambini riescono ancora a vivere un surrogato di questa palestra cognitiva. La causa di questa mancanza è da ricercare soprattutto nella urbanizzazione e nella consegna della città nelle mani dell'automobilista. Il bambino è confinato in una riserva che assume le vesti della casa o del parco giochi. Il parco giochi non ha nulla a che fare con il parco dei divertimenti, luogo di fughe, giostre e meraviglie, è un luogo destituito di ogni magia. Non ci sono pericoli, non si deve marinare la scuola per andarci, non si rischia l'incolumità, non c'è avventura a disposizione. Il fascino della scoperta si esaurisce nella brevità della prima ricognizione visiva e motoria. Questo spazio non offre alcuna possibilità di essere vissuto in maniera personale e creativa, la sua fruizione è disegnata a tavolino e prevista da progettisti adulti, esistono esecuzioni di gesti già programmati (lo scivolo, l'altalena). E' un sistema ludico chiuso. Prima i bambini: |
| RISPOSTA   I giroscopi sono i cervelli silenziosi che guidano gli aerei per aria, i satelliti in orbita e le navi in mare. Due sono i principi fisici su cui si fonda il funzionamento dei giroscopi: la legge di conservazione del momento angolare e il principio di precessione. Secondo la legge di conservazione del momento angolare, una massa rotante tende a mantenere fissa nello spazio la direzione di rotazione, (per questo motivo un giroscopio in moto riesce a mantenere un satellite sempre in direzione della Terra, rendendo stabili le comunicazioni) e si oppone ad una forza che cerchi di inclinarla. In base al principio di precessione un giroscopio in moto non vincolato si muove ortogonalmente rispetto ad una forza esterna; un giroscopio posto nell'ala di un aereo in volo ha un moto di precessione quando questa comincia ad inclinarsi, rilevando la precessione, gli strumenti di bordo possono segnalare al pilota l'inclinazione dell'ala. Verso la metà del XX secolo, per contrastare le onde e mantenere in assetto le navi, enormi giroscopi erano alloggiati nelle stive e mantenuti in rotazione da motori; oggi i giroscopi meccanici sono sempre meno: negli anni Ottanta sono comparsi i giroscopi laser ad anello e a fibre ottiche, più compatti e precisi dei loro predecessori. Vengono prodotti anche piccoli giroscopi al quarzo e al silicio, in grado di avvertire le vibrazioni dei materiali. Questi ultimi sono meno accurati rispetto a quelli laser ma molto più economici e potrebbero essere utilizzati anche nelle automobili. Negli aerei, i giroscopi: |
| RISPOSTA   I giroscopi sono i cervelli silenziosi che guidano gli aerei per aria, i satelliti in orbita e le navi in mare. Due sono i principi fisici su cui si fonda il funzionamento dei giroscopi: la legge di conservazione del momento angolare e il principio di precessione. Secondo la legge di conservazione del momento angolare, una massa rotante tende a mantenere fissa nello spazio la direzione di rotazione, (per questo motivo un giroscopio in moto riesce a mantenere un satellite sempre in direzione della Terra, rendendo stabili le comunicazioni) e si oppone ad una forza che cerchi di inclinarla. In base al principio di precessione un giroscopio in moto non vincolato si muove ortogonalmente rispetto ad una forza esterna; un giroscopio posto nell'ala di un aereo in volo ha un moto di precessione quando questa comincia ad inclinarsi, rilevando la precessione, gli strumenti di bordo possono segnalare al pilota l'inclinazione dell'ala. Verso la metà del XX secolo, per contrastare le onde e mantenere in assetto le navi, enormi giroscopi erano alloggiati nelle stive e mantenuti in rotazione da motori; oggi i giroscopi meccanici sono sempre meno: negli anni Ottanta sono comparsi i giroscopi laser ad anello e a fibre ottiche, più compatti e precisi dei loro predecessori. Vengono prodotti anche piccoli giroscopi al quarzo e al silicio, in grado di avvertire le vibrazioni dei materiali. Questi ultimi sono meno accurati rispetto a quelli laser ma molto più economici e potrebbero essere utilizzati anche nelle automobili. Nelle navi erano presenti: |
| RISPOSTA   I giroscopi sono i cervelli silenziosi che guidano gli aerei per aria, i satelliti in orbita e le navi in mare. Due sono i principi fisici su cui si fonda il funzionamento dei giroscopi: la legge di conservazione del momento angolare e il principio di precessione. Secondo la legge di conservazione del momento angolare, una massa rotante tende a mantenere fissa nello spazio la direzione di rotazione, (per questo motivo un giroscopio in moto riesce a mantenere un satellite sempre in direzione della Terra, rendendo stabili le comunicazioni) e si oppone ad una forza che cerchi di inclinarla. In base al principio di precessione un giroscopio in moto non vincolato si muove ortogonalmente rispetto ad una forza esterna; un giroscopio posto nell'ala di un aereo in volo ha un moto di precessione quando questa comincia ad inclinarsi, rilevando la precessione, gli strumenti di bordo possono segnalare al pilota l'inclinazione dell'ala. Verso la metà del XX secolo, per contrastare le onde e mantenere in assetto le navi, enormi giroscopi erano alloggiati nelle stive e mantenuti in rotazione da motori; oggi i giroscopi meccanici sono sempre meno: negli anni Ottanta sono comparsi i giroscopi laser ad anello e a fibre ottiche, più compatti e precisi dei loro predecessori. Vengono prodotti anche piccoli giroscopi al quarzo e al silicio, in grado di avvertire le vibrazioni dei materiali. Questi ultimi sono meno accurati rispetto a quelli laser ma molto più economici e potrebbero essere utilizzati anche nelle automobili. Negli ultimi decenni del secolo scorso: |
| RISPOSTA   I giroscopi sono i cervelli silenziosi che guidano gli aerei per aria, i satelliti in orbita e le navi in mare. Due sono i principi fisici su cui si fonda il funzionamento dei giroscopi: la legge di conservazione del momento angolare e il principio di precessione. Secondo la legge di conservazione del momento angolare, una massa rotante tende a mantenere fissa nello spazio la direzione di rotazione, (per questo motivo un giroscopio in moto riesce a mantenere un satellite sempre in direzione della Terra, rendendo stabili le comunicazioni) e si oppone ad una forza che cerchi di inclinarla. In base al principio di precessione un giroscopio in moto non vincolato si muove ortogonalmente rispetto ad una forza esterna; un giroscopio posto nell'ala di un aereo in volo ha un moto di precessione quando questa comincia ad inclinarsi, rilevando la precessione, gli strumenti di bordo possono segnalare al pilota l'inclinazione dell'ala. Verso la metà del XX secolo, per contrastare le onde e mantenere in assetto le navi, enormi giroscopi erano alloggiati nelle stive e mantenuti in rotazione da motori; oggi i giroscopi meccanici sono sempre meno: negli anni Ottanta sono comparsi i giroscopi laser ad anello e a fibre ottiche, più compatti e precisi dei loro predecessori. Vengono prodotti anche piccoli giroscopi al quarzo e al silicio, in grado di avvertire le vibrazioni dei materiali. Questi ultimi sono meno accurati rispetto a quelli laser ma molto più economici e potrebbero essere utilizzati anche nelle automobili. Il funzionamento dei giroscopi: |
RISPOSTA   I giroscopi sono i cervelli silenziosi che guidano gli aerei per aria, i satelliti in orbita e le navi in mare. Due sono i principi fisici su cui si fonda il funzionamento dei giroscopi: la legge di conservazione del momento angolare e il principio di precessione. Secondo la legge di conservazione del momento angolare, una massa rotante tende a mantenere fissa nello spazio la direzione di rotazione, (per questo motivo un giroscopio in moto riesce a mantenere un satellite sempre in direzione della Terra, rendendo stabili le comunicazioni) e si oppone ad una forza che cerchi di inclinarla. In base al principio di precessione un giroscopio in moto non vincolato si muove ortogonalmente rispetto ad una forza esterna; un giroscopio posto nell'ala di un aereo in volo ha un moto di precessione quando questa comincia ad inclinarsi, rilevando la precessione, gli strumenti di bordo possono segnalare al pilota l'inclinazione dell'ala. Verso la metà del XX secolo, per contrastare le onde e mantenere in assetto le navi, enormi giroscopi erano alloggiati nelle stive e mantenuti in rotazione da motori; oggi i giroscopi meccanici sono sempre meno: negli anni Ottanta sono comparsi i giroscopi laser ad anello e a fibre ottiche, più compatti e precisi dei loro predecessori. Vengono prodotti anche piccoli giroscopi al quarzo e al silicio, in grado di avvertire le vibrazioni dei materiali. Questi ultimi sono meno accurati rispetto a quelli laser ma molto più economici e potrebbero essere utilizzati anche nelle automobili. I giroscopi in grado di avvertire le vibrazioni dei materiali sono: |
RISPOSTA   I mutamenti socio-demografici che sono venuti investendo i Paesi occidentali nel corso dell'ultimo quarto del secolo XX sollevano un interrogativo a carico dell'istituto familiare. Nelle società occidentali si assiste ad una drastica contrazione della fertilità, che viene compensata, in termini di crescita della popolazione residenziale complessiva, al netto delle immigrazioni, esclusivamente dall'allungamento della vita media. In condizioni di "crescita-zero", ove il flusso di natalità non supera quello di mortalità, la popolazione complessiva appare comunque in crescita fin tanto che il suddetto allungamento, o speranza di vita, continua a sua volta ad estendersi: se si stabilizzasse, pure su valori alti, comincerebbe a decrescere la popolazione complessiva e questo si può cogliere già oggi nella flessione comparata dei saggi di incremento (la crescita c'è sempre, ma in misura ogni anno inferiore a quella dell'anno precedente). Se questo è uno degli estremi dello squilibrio planetario, l'altro è costituito dall'enorme espansione dei cosiddetti "Paesi in via di sviluppo" dovuto da un lato al loro alto livello di fertilità, dall'altro agli effetti restrittivi della mortalità infantile, esercitato dal miglioramento delle condizioni di vita. E' il riscontro di questa seconda linea di tendenza a far sì che, nonostante la depressione demografica occidentale, i più diversi scenari di proiezione sul medio-lungo termine alludano a condizioni di sovrappopolazione mondiale. La depressione demografica dei Paesi occidentali: |
| RISPOSTA   I mutamenti socio-demografici che sono venuti investendo i Paesi occidentali nel corso dell'ultimo quarto del secolo XX sollevano un interrogativo a carico dell'istituto familiare. Nelle società occidentali si assiste ad una drastica contrazione della fertilità, che viene compensata, in termini di crescita della popolazione residenziale complessiva, al netto delle immigrazioni, esclusivamente dall'allungamento della vita media. In condizioni di "crescita-zero", ove il flusso di natalità non supera quello di mortalità, la popolazione complessiva appare comunque in crescita fin tanto che il suddetto allungamento, o speranza di vita, continua a sua volta ad estendersi: se si stabilizzasse, pure su valori alti, comincerebbe a decrescere la popolazione complessiva e questo si può cogliere già oggi nella flessione comparata dei saggi di incremento (la crescita c'è sempre, ma in misura ogni anno inferiore a quella dell'anno precedente). Se questo è uno degli estremi dello squilibrio planetario, l'altro è costituito dall'enorme espansione dei cosiddetti "Paesi in via di sviluppo" dovuto da un lato al loro alto livello di fertilità, dall'altro agli effetti restrittivi della mortalità infantile, esercitato dal miglioramento delle condizioni di vita. E' il riscontro di questa seconda linea di tendenza a far sì che, nonostante la depressione demografica occidentale, i più diversi scenari di proiezione sul medio-lungo termine alludano a condizioni di sovrappopolazione mondiale. I più diversi scenari di proiezione sul medio-lungo termine, alludono a condizioni di sovrappopolazione mondiale: |
RISPOSTA   I mutamenti socio-demografici che sono venuti investendo i Paesi occidentali nel corso dell'ultimo quarto del secolo XX sollevano un interrogativo a carico dell'istituto familiare. Nelle società occidentali si assiste ad una drastica contrazione della fertilità, che viene compensata, in termini di crescita della popolazione residenziale complessiva, al netto delle immigrazioni, esclusivamente dall'allungamento della vita media. In condizioni di "crescita-zero", ove il flusso di natalità non supera quello di mortalità, la popolazione complessiva appare comunque in crescita fin tanto che il suddetto allungamento, o speranza di vita, continua a sua volta ad estendersi: se si stabilizzasse, pure su valori alti, comincerebbe a decrescere la popolazione complessiva e questo si può cogliere già oggi nella flessione comparata dei saggi di incremento (la crescita c'è sempre, ma in misura ogni anno inferiore a quella dell'anno precedente). Se questo è uno degli estremi dello squilibrio planetario, l'altro è costituito dall'enorme espansione dei cosiddetti "Paesi in via di sviluppo" dovuto da un lato al loro alto livello di fertilità, dall'altro agli effetti restrittivi della mortalità infantile, esercitato dal miglioramento delle condizioni di vita. E' il riscontro di questa seconda linea di tendenza a far sì che, nonostante la depressione demografica occidentale, i più diversi scenari di proiezione sul medio-lungo termine alludano a condizioni di sovrappopolazione mondiale. In condizioni di "crescita-zero": |
RISPOSTA   I mutamenti socio-demografici che sono venuti investendo i Paesi occidentali nel corso dell'ultimo quarto del secolo XX sollevano un interrogativo a carico dell'istituto familiare. Nelle società occidentali si assiste ad una drastica contrazione della fertilità, che viene compensata, in termini di crescita della popolazione residenziale complessiva, al netto delle immigrazioni, esclusivamente dall'allungamento della vita media. In condizioni di "crescita-zero", ove il flusso di natalità non supera quello di mortalità, la popolazione complessiva appare comunque in crescita fin tanto che il suddetto allungamento, o speranza di vita, continua a sua volta ad estendersi: se si stabilizzasse, pure su valori alti, comincerebbe a decrescere la popolazione complessiva e questo si può cogliere già oggi nella flessione comparata dei saggi di incremento (la crescita c'è sempre, ma in misura ogni anno inferiore a quella dell'anno precedente). Se questo è uno degli estremi dello squilibrio planetario, l'altro è costituito dall'enorme espansione dei cosiddetti "Paesi in via di sviluppo" dovuto da un lato al loro alto livello di fertilità, dall'altro agli effetti restrittivi della mortalità infantile, esercitato dal miglioramento delle condizioni di vita. E' il riscontro di questa seconda linea di tendenza a far sì che, nonostante la depressione demografica occidentale, i più diversi scenari di proiezione sul medio-lungo termine alludano a condizioni di sovrappopolazione mondiale. I cosiddetti "Paesi in via di sviluppo": |
| RISPOSTA   I mutamenti socio-demografici che sono venuti investendo i Paesi occidentali nel corso dell'ultimo quarto del secolo XX sollevano un interrogativo a carico dell'istituto familiare. Nelle società occidentali si assiste ad una drastica contrazione della fertilità, che viene compensata, in termini di crescita della popolazione residenziale complessiva, al netto delle immigrazioni, esclusivamente dall'allungamento della vita media. In condizioni di "crescita-zero", ove il flusso di natalità non supera quello di mortalità, la popolazione complessiva appare comunque in crescita fin tanto che il suddetto allungamento, o speranza di vita, continua a sua volta ad estendersi: se si stabilizzasse, pure su valori alti, comincerebbe a decrescere la popolazione complessiva e questo si può cogliere già oggi nella flessione comparata dei saggi di incremento (la crescita c'è sempre, ma in misura ogni anno inferiore a quella dell'anno precedente). Se questo è uno degli estremi dello squilibrio planetario, l'altro è costituito dall'enorme espansione dei cosiddetti "Paesi in via di sviluppo" dovuto da un lato al loro alto livello di fertilità, dall'altro agli effetti restrittivi della mortalità infantile, esercitato dal miglioramento delle condizioni di vita. E' il riscontro di questa seconda linea di tendenza a far sì che, nonostante la depressione demografica occidentale, i più diversi scenari di proiezione sul medio-lungo termine alludano a condizioni di sovrappopolazione mondiale. La drastica contrazione della fertilità registrata nelle società occidentali: |
| RISPOSTA   I titoli di credito si distinguono in obbligazioni, azioni e prestiti concessi da istituzioni finanziarie. Gli emittenti di titoli si chiamano debitori e possono essere sia privati (individui, associazioni, società) che pubblici; coloro che li acquistano si chiamano prestatori o creditori. Le operazioni tra I'emittente di un titolo e il primo acquirente hanno luogo nel cosiddetto mercato primario, le transazioni successive tra quell'acquirente e altri soggetti, nel mercato secondario. La maggior parte dei titoli scambiati sul mercato secondario appartiene a due ampie categorie: obbligazioni e azioni. Le obbligazioni sono titoli di credito rimborsabili, che garantiscono un rendimento fisso. Hanno come caratteristiche il valore nominale, la data di scadenza e le cedole di interesse. II valore nominale è la quantità di denaro che viene pagata al possessore alla data di scadenza dell'obbligazione. Gli interessi, calcolati sul valore nominale del titolo, vengono pagati con cedole annuali, il cui importo rimane fisso anche se la situazione economica e, quindi, i tassi di interesse subiscono variazioni. Per legge, gli interessi sulle obbligazioni devono essere sempre corrisposti: se ciò non avviene, I'emittente può incorrere nella bancarotta. Le azioni si distinguono in privilegiate e ordinarie. Le azioni privilegiate sono simili alle obbligazioni in quanto hanno un valore nominale definito e prevedono il pagamento di un dividendo, simile alla cedola. Differiscono, invece, per la mancanza di una data fissata di scadenza e per il fatto che i dividendi possono rimanere non pagati per anni senza che ciò, conduca alla bancarotta. Le azioni ordinarie non contemplano pagamenti annuali quantificati, né data di scadenza: hanno una vita infinita durante la quale viene corrisposto un dividendo solo se I'emittente ha registrato profitti soddisfacenti. Un'emittente incorre nella bancarotta: |
| RISPOSTA   I titoli di credito si distinguono in obbligazioni, azioni e prestiti concessi da istituzioni finanziarie. Gli emittenti di titoli si chiamano debitori e possono essere sia privati (individui, associazioni, società) che pubblici; coloro che li acquistano si chiamano prestatori o creditori. Le operazioni tra I'emittente di un titolo e il primo acquirente hanno luogo nel cosiddetto mercato primario, le transazioni successive tra quell'acquirente e altri soggetti, nel mercato secondario. La maggior parte dei titoli scambiati sul mercato secondario appartiene a due ampie categorie: obbligazioni e azioni. Le obbligazioni sono titoli di credito rimborsabili, che garantiscono un rendimento fisso. Hanno come caratteristiche il valore nominale, la data di scadenza e le cedole di interesse. II valore nominale è la quantità di denaro che viene pagata al possessore alla data di scadenza dell'obbligazione. Gli interessi, calcolati sul valore nominale del titolo, vengono pagati con cedole annuali, il cui importo rimane fisso anche se la situazione economica e, quindi, i tassi di interesse subiscono variazioni. Per legge, gli interessi sulle obbligazioni devono essere sempre corrisposti: se ciò non avviene, I'emittente può incorrere nella bancarotta. Le azioni si distinguono in privilegiate e ordinarie. Le azioni privilegiate sono simili alle obbligazioni in quanto hanno un valore nominale definito e prevedono il pagamento di un dividendo, simile alla cedola. Differiscono, invece, per la mancanza di una data fissata di scadenza e per il fatto che i dividendi possono rimanere non pagati per anni senza che ciò, conduca alla bancarotta. Le azioni ordinarie non contemplano pagamenti annuali quantificati, né data di scadenza: hanno una vita infinita durante la quale viene corrisposto un dividendo solo se I'emittente ha registrato profitti soddisfacenti. Esiste un titolo di credito che prevede un dividendo solamente nel caso in cui il debitore registri soddisfacenti profitti? |
| RISPOSTA   I titoli di credito si distinguono in obbligazioni, azioni e prestiti concessi da istituzioni finanziarie. Gli emittenti di titoli si chiamano debitori e possono essere sia privati (individui, associazioni, società) che pubblici; coloro che li acquistano si chiamano prestatori o creditori. Le operazioni tra I'emittente di un titolo e il primo acquirente hanno luogo nel cosiddetto mercato primario, le transazioni successive tra quell'acquirente e altri soggetti, nel mercato secondario. La maggior parte dei titoli scambiati sul mercato secondario appartiene a due ampie categorie: obbligazioni e azioni. Le obbligazioni sono titoli di credito rimborsabili, che garantiscono un rendimento fisso. Hanno come caratteristiche il valore nominale, la data di scadenza e le cedole di interesse. II valore nominale è la quantità di denaro che viene pagata al possessore alla data di scadenza dell'obbligazione. Gli interessi, calcolati sul valore nominale del titolo, vengono pagati con cedole annuali, il cui importo rimane fisso anche se la situazione economica e, quindi, i tassi di interesse subiscono variazioni. Per legge, gli interessi sulle obbligazioni devono essere sempre corrisposti: se ciò non avviene, I'emittente può incorrere nella bancarotta. Le azioni si distinguono in privilegiate e ordinarie. Le azioni privilegiate sono simili alle obbligazioni in quanto hanno un valore nominale definito e prevedono il pagamento di un dividendo, simile alla cedola. Differiscono, invece, per la mancanza di una data fissata di scadenza e per il fatto che i dividendi possono rimanere non pagati per anni senza che ciò, conduca alla bancarotta. Le azioni ordinarie non contemplano pagamenti annuali quantificati, né data di scadenza: hanno una vita infinita durante la quale viene corrisposto un dividendo solo se I'emittente ha registrato profitti soddisfacenti. Le obbligazioni presentano delle similitudini con le azioni privilegiate in quanto: |
| RISPOSTA   I titoli di credito si distinguono in obbligazioni, azioni e prestiti concessi da istituzioni finanziarie. Gli emittenti di titoli si chiamano debitori e possono essere sia privati (individui, associazioni, società) che pubblici; coloro che li acquistano si chiamano prestatori o creditori. Le operazioni tra I'emittente di un titolo e il primo acquirente hanno luogo nel cosiddetto mercato primario, le transazioni successive tra quell'acquirente e altri soggetti, nel mercato secondario. La maggior parte dei titoli scambiati sul mercato secondario appartiene a due ampie categorie: obbligazioni e azioni. Le obbligazioni sono titoli di credito rimborsabili, che garantiscono un rendimento fisso. Hanno come caratteristiche il valore nominale, la data di scadenza e le cedole di interesse. II valore nominale è la quantità di denaro che viene pagata al possessore alla data di scadenza dell'obbligazione. Gli interessi, calcolati sul valore nominale del titolo, vengono pagati con cedole annuali, il cui importo rimane fisso anche se la situazione economica e, quindi, i tassi di interesse subiscono variazioni. Per legge, gli interessi sulle obbligazioni devono essere sempre corrisposti: se ciò non avviene, I'emittente può incorrere nella bancarotta. Le azioni si distinguono in privilegiate e ordinarie. Le azioni privilegiate sono simili alle obbligazioni in quanto hanno un valore nominale definito e prevedono il pagamento di un dividendo, simile alla cedola. Differiscono, invece, per la mancanza di una data fissata di scadenza e per il fatto che i dividendi possono rimanere non pagati per anni senza che ciò, conduca alla bancarotta. Le azioni ordinarie non contemplano pagamenti annuali quantificati, né data di scadenza: hanno una vita infinita durante la quale viene corrisposto un dividendo solo se I'emittente ha registrato profitti soddisfacenti. In quale caso le operazioni tra un emittente ed un prestatore avvengono nel cosiddetto mercato secondario? |
| RISPOSTA   I titoli di credito si distinguono in obbligazioni, azioni e prestiti concessi da istituzioni finanziarie. Gli emittenti di titoli si chiamano debitori e possono essere sia privati (individui, associazioni, società) che pubblici; coloro che li acquistano si chiamano prestatori o creditori. Le operazioni tra I'emittente di un titolo e il primo acquirente hanno luogo nel cosiddetto mercato primario, le transazioni successive tra quell'acquirente e altri soggetti, nel mercato secondario. La maggior parte dei titoli scambiati sul mercato secondario appartiene a due ampie categorie: obbligazioni e azioni. Le obbligazioni sono titoli di credito rimborsabili, che garantiscono un rendimento fisso. Hanno come caratteristiche il valore nominale, la data di scadenza e le cedole di interesse. II valore nominale è la quantità di denaro che viene pagata al possessore alla data di scadenza dell'obbligazione. Gli interessi, calcolati sul valore nominale del titolo, vengono pagati con cedole annuali, il cui importo rimane fisso anche se la situazione economica e, quindi, i tassi di interesse subiscono variazioni. Per legge, gli interessi sulle obbligazioni devono essere sempre corrisposti: se ciò non avviene, I'emittente può incorrere nella bancarotta. Le azioni si distinguono in privilegiate e ordinarie. Le azioni privilegiate sono simili alle obbligazioni in quanto hanno un valore nominale definito e prevedono il pagamento di un dividendo, simile alla cedola. Differiscono, invece, per la mancanza di una data fissata di scadenza e per il fatto che i dividendi possono rimanere non pagati per anni senza che ciò, conduca alla bancarotta. Le azioni ordinarie non contemplano pagamenti annuali quantificati, né data di scadenza: hanno una vita infinita durante la quale viene corrisposto un dividendo solo se I'emittente ha registrato profitti soddisfacenti. Gli interessi sulle obbligazioni vengono pagati: |
|
 Esercitati su questo Quiz  |
Cerca
CONCORSI NELLE PROVINCE
Agrigento Alessandria Ancona Aosta Arezzo Ascoli Piceno Asti Avellino Bari Barletta Andria Trani Belluno Benevento Bergamo Biella Bologna Bolzano Brescia Brindisi Cagliari Caltanissetta Campobasso Carbonia Iglesias Caserta Catania Catanzaro Chieti Como Cosenza Cremona Crotone Cuneo Enna Fermo Ferrara Firenze Foggia Forli Cesena Frosinone Genova Gorizia Grosseto Imperia Isernia La Spezia L'Aquila Latina Lecce Lecco Livorno Lodi Lucca Macerata Mantova Massa Carrara Matera Messina Milano Modena Monza e della Brianza Napoli Novara Nuoro Olbia Tempio Oristano Padova Palermo Parma Pavia Perugia Pesaro e Urbino Pescara Piacenza Pisa Pistoia Pordenone Potenza Prato Ragusa Ravenna Reggio Calabria Reggio Emilia Rieti Rimini Roma Rovigo Salerno Medio Campidano Sassari Savona Siena Siracusa Sondrio Taranto Teramo Terni Torino Ogliastra Trapani Trento Treviso Trieste Udine Varese Venezia Verbano Cusio Ossola Vercelli Verona Vibo Valentia Vicenza Viterbo

I bambini di un tempo potevano giocare in modi oggi non più praticabili. Queste esperienze ludiche erano esplorazioni complesse dell'ambiente circostante: prati, campi, vie cittadine e interi quartieri o paesi erano i luoghi in cui si svolgeva l'"apprendistato al mondo" dei bambini. A volte riuniti in bande, a volte costretti o ostinati in una solitudine segreta, i bambini si confrontavano con gli altri bambini, con gli animali, con il territorio, in parte conosciuto e amico, in parte ignoto e misterioso, e con gli adulti. La parola chiave era "la scoperta". Oggi alcuni bambini riescono ancora a vivere un surrogato di questa palestra cognitiva. La causa di questa mancanza è da ricercare soprattutto nella urbanizzazione e nella consegna della città nelle mani dell'automobilista. Il bambino è confinato in una riserva che assume le vesti della casa o del parco giochi. Il parco giochi non ha nulla a che fare con il parco dei divertimenti, luogo di fughe, giostre e meraviglie, è un luogo destituito di ogni magia. Non ci sono pericoli, non si deve marinare la scuola per andarci, non si rischia l'incolumità, non c'è avventura a disposizione. Il fascino della scoperta si esaurisce nella brevità della prima ricognizione visiva e motoria. Questo spazio non offre alcuna possibilità di essere vissuto in maniera personale e creativa, la sua fruizione è disegnata a tavolino e prevista da progettisti adulti, esistono esecuzioni di gesti già programmati (lo scivolo, l'altalena). E' un sistema ludico chiuso. Il parco giochi: