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Tutte le domande del quiz : Brani

tratto da:
Guardia di Finanza
Quiz - 631 allievi marescialli 2018 (90° corso) Concorso pubblico, per titoli ed esami, per 631 allievi marescialli 2018



 Esercitati su questo Quiz 

RISPOSTA    Leggere attentamente il seguente brano. Sul cominciare del 1859, le linee ferroviarie dei vari Stati italiani avevano uno sviluppo complessivo di 1707 chilometri, di cui ben 850 nel Regno di Sardegna, 483 nel Lombardo-Veneto e 255 in Toscana. Come si vede, il resto dell'Italia era praticamente privo di ferrovie: ma soprattutto, le varie reti mancavano assolutamente di coordinamento, e la loro efficacia ne era gravemente compromessa. Ma già nel 1859-61, nonostante la guerra e le rivoluzioni, le costruzioni si intensificarono, e si moltiplicarono le concessioni da parte dei governi provvisori: cosicché nel 1862 si hanno 2939 chilometri di ferrovie in esercizio, 2356 in costruzione e 2089 in progetto.Tuttavia, anche nelle nuove costruzioni e concessioni, si fa sentire la mancanza di coordinamento tra le varie linee. Ancora nel 1864, ben ventidue società diverse partecipano alla costruzione e all'esercizio della rete italiana. Man mano che il nuovo Stato si viene organizzando, esso assume la funzione di coordinatore e di unificatore delle nuove costruzioni; e, nonostante le gravissime difficoltà finanziarie in cui si dibatte, esso interviene a correggere attivamente errori, a colmare deficit, a fornire sussidi. (Archivio Selexi) Secondo le informazioni contenute nel brano, sul cominciare del 1859 lo sviluppo del sistema ferroviario italiano era limitato:
RISPOSTA    Leggere attentamente il seguente brano. Sul cominciare del 1859, le linee ferroviarie dei vari Stati italiani avevano uno sviluppo complessivo di 1707 chilometri, di cui ben 850 nel Regno di Sardegna, 483 nel Lombardo-Veneto e 255 in Toscana. Come si vede, il resto dell'Italia era praticamente privo di ferrovie: ma soprattutto, le varie reti mancavano assolutamente di coordinamento, e la loro efficacia ne era gravemente compromessa. Ma già nel 1859-61, nonostante la guerra e le rivoluzioni, le costruzioni si intensificarono, e si moltiplicarono le concessioni da parte dei governi provvisori: cosicché nel 1862 si hanno 2939 chilometri di ferrovie in esercizio, 2356 in costruzione e 2089 in progetto.Tuttavia, anche nelle nuove costruzioni e concessioni, si fa sentire la mancanza di coordinamento tra le varie linee. Ancora nel 1864, ben ventidue società diverse partecipano alla costruzione e all'esercizio della rete italiana. Man mano che il nuovo Stato si viene organizzando, esso assume la funzione di coordinatore e di unificatore delle nuove costruzioni; e, nonostante le gravissime difficoltà finanziarie in cui si dibatte, esso interviene a correggere attivamente errori, a colmare deficit, a fornire sussidi. (Archivio Selexi) Dalle informazioni contenute nel testo si può dedurre che, nel 1859:
RISPOSTA    Leggere attentamente il seguente brano. Sul cominciare del 1859, le linee ferroviarie dei vari Stati italiani avevano uno sviluppo complessivo di 1707 chilometri, di cui ben 850 nel Regno di Sardegna, 483 nel Lombardo-Veneto e 255 in Toscana. Come si vede, il resto dell'Italia era praticamente privo di ferrovie: ma soprattutto, le varie reti mancavano assolutamente di coordinamento, e la loro efficacia ne era gravemente compromessa. Ma già nel 1859-61, nonostante la guerra e le rivoluzioni, le costruzioni si intensificarono, e si moltiplicarono le concessioni da parte dei governi provvisori: cosicché nel 1862 si hanno 2939 chilometri di ferrovie in esercizio, 2356 in costruzione e 2089 in progetto.Tuttavia, anche nelle nuove costruzioni e concessioni, si fa sentire la mancanza di coordinamento tra le varie linee. Ancora nel 1864, ben ventidue società diverse partecipano alla costruzione e all'esercizio della rete italiana. Man mano che il nuovo Stato si viene organizzando, esso assume la funzione di coordinatore e di unificatore delle nuove costruzioni; e, nonostante le gravissime difficoltà finanziarie in cui si dibatte, esso interviene a correggere attivamente errori, a colmare deficit, a fornire sussidi. (Archivio Selexi) Secondo quanto scritto nel brano, la frase "Ancora nel 1864, ben ventidue società diverse partecipano alla costruzione e all'esercizio della rete italiana":
RISPOSTA    Leggere attentamente il seguente brano. Sul cominciare del 1859, le linee ferroviarie dei vari Stati italiani avevano uno sviluppo complessivo di 1707 chilometri, di cui ben 850 nel Regno di Sardegna, 483 nel Lombardo-Veneto e 255 in Toscana. Come si vede, il resto dell'Italia era praticamente privo di ferrovie: ma soprattutto, le varie reti mancavano assolutamente di coordinamento, e la loro efficacia ne era gravemente compromessa. Ma già nel 1859-61, nonostante la guerra e le rivoluzioni, le costruzioni si intensificarono, e si moltiplicarono le concessioni da parte dei governi provvisori: cosicché nel 1862 si hanno 2939 chilometri di ferrovie in esercizio, 2356 in costruzione e 2089 in progetto.Tuttavia, anche nelle nuove costruzioni e concessioni, si fa sentire la mancanza di coordinamento tra le varie linee. Ancora nel 1864, ben ventidue società diverse partecipano alla costruzione e all'esercizio della rete italiana. Man mano che il nuovo Stato si viene organizzando, esso assume la funzione di coordinatore e di unificatore delle nuove costruzioni; e, nonostante le gravissime difficoltà finanziarie in cui si dibatte, esso interviene a correggere attivamente errori, a colmare deficit, a fornire sussidi. (Archivio Selexi) NON è possibile dedurre dal testo che:
RISPOSTA    Leggere attentamente il seguente brano. Sul cominciare del 1859, le linee ferroviarie dei vari Stati italiani avevano uno sviluppo complessivo di 1707 chilometri, di cui ben 850 nel Regno di Sardegna, 483 nel Lombardo-Veneto e 255 in Toscana. Come si vede, il resto dell'Italia era praticamente privo di ferrovie: ma soprattutto, le varie reti mancavano assolutamente di coordinamento, e la loro efficacia ne era gravemente compromessa. Ma già nel 1859-61, nonostante la guerra e le rivoluzioni, le costruzioni si intensificarono, e si moltiplicarono le concessioni da parte dei governi provvisori: cosicché nel 1862 si hanno 2939 chilometri di ferrovie in esercizio, 2356 in costruzione e 2089 in progetto.Tuttavia, anche nelle nuove costruzioni e concessioni, si fa sentire la mancanza di coordinamento tra le varie linee. Ancora nel 1864, ben ventidue società diverse partecipano alla costruzione e all'esercizio della rete italiana. Man mano che il nuovo Stato si viene organizzando, esso assume la funzione di coordinatore e di unificatore delle nuove costruzioni; e, nonostante le gravissime difficoltà finanziarie in cui si dibatte, esso interviene a correggere attivamente errori, a colmare deficit, a fornire sussidi. (Archivio Selexi) Secondo quanto scritto nel brano è scorretto affermare che il nuovo Stato italiano:
RISPOSTA    Leggere attentamente il seguente brano. Sulla facciata del palazzo Capodiferro-Spada a Roma sono inserite le statue dei grandi romani secondo un programma iconografico che riflette bene la dottrina umanistica ormai entrata in rotta di collisione con la nascente controriforma. L'edificio viene eretto e decorato intorno alla metà del Cinquecento come dimora del cardinale Gerolamo Capodiferro, tipico esponente di quella cultura cattolica, nutrito di spirito riformista ma non riformato, che coniugava la più fervente adesione ai portati del neoplatonismo con la più convinta osservanza dei poteri temporali della chiesa. Nel suo palazzo il cardinale intendeva costruire una vera e propria sintesi dottrinale inerente al sempre appassionante tema del rapporto tra la Roma moderna e la Roma antica. I personaggi collocati nelle nicchie in facciata sono Romolo, Numa Pompilio, Fabio Massimo, Marco Marcello, Gneo Pompeo, Giulio Cesare, Augusto e Traiano. L'emblematica scelta non ha bisogno di commenti ma molto rilevanti sono le scritte che accompagnano i personaggi. Sotto la figura di Cesare, qui insignito del titolo di Dictator, si legge: Universum Terrarum Orbem Hostili Cruore Replevit / Suo Demum Sanguine Curiam Inundavit. È interessante la messa in evidenza del supremo sacrificio da parte del grande conquistatore. È l'aspetto che probabilmente interessò in modo suggestivo e perentorio l'ambiente umanistico romano fin dall'avvento della grande stagione rinascimentale. Si tratta, in sostanza, del tema della legittimazione del potere e della perduta grandezza di Roma. È notevole osservare, ad esempio, come nella collezione di papa Paolo II Barbo, tra i massimi raccoglitori di antichità poco dopo la metà del Quattrocento, risultasse la presenza di una rarissima moneta sul cui verso si credette di poter decifrare la scena di Bruto e i suoi che si avviano a uccidere Cesare. L'interpretazione era sicuramente errata, ma è sintomatica di un clima culturale volto a privilegiare l'immagine di Cesare che versa il sangue come necessaria conseguenza di un'ascesa arrestabile solo con la morte. È un'immagine collocabile in posizione dialettica rispetto alla figura di Cesare che, a distanza di pochissimi anni dalla facciata di palazzo Capodiferro-Spada, viene formulata nell'ambiente vasariano a Firenze. (da: C. Strinati, "Giulio Cesare", Silvana Editoriale) L'atteggiamento di Gerolamo Capodiferro nei confronti della controriforma è descritto come:
RISPOSTA    Leggere attentamente il seguente brano. Sulla facciata del palazzo Capodiferro-Spada a Roma sono inserite le statue dei grandi romani secondo un programma iconografico che riflette bene la dottrina umanistica ormai entrata in rotta di collisione con la nascente controriforma. L'edificio viene eretto e decorato intorno alla metà del Cinquecento come dimora del cardinale Gerolamo Capodiferro, tipico esponente di quella cultura cattolica, nutrito di spirito riformista ma non riformato, che coniugava la più fervente adesione ai portati del neoplatonismo con la più convinta osservanza dei poteri temporali della chiesa. Nel suo palazzo il cardinale intendeva costruire una vera e propria sintesi dottrinale inerente al sempre appassionante tema del rapporto tra la Roma moderna e la Roma antica. I personaggi collocati nelle nicchie in facciata sono Romolo, Numa Pompilio, Fabio Massimo, Marco Marcello, Gneo Pompeo, Giulio Cesare, Augusto e Traiano. L'emblematica scelta non ha bisogno di commenti ma molto rilevanti sono le scritte che accompagnano i personaggi. Sotto la figura di Cesare, qui insignito del titolo di Dictator, si legge: Universum Terrarum Orbem Hostili Cruore Replevit / Suo Demum Sanguine Curiam Inundavit. È interessante la messa in evidenza del supremo sacrificio da parte del grande conquistatore. È l'aspetto che probabilmente interessò in modo suggestivo e perentorio l'ambiente umanistico romano fin dall'avvento della grande stagione rinascimentale. Si tratta, in sostanza, del tema della legittimazione del potere e della perduta grandezza di Roma. È notevole osservare, ad esempio, come nella collezione di papa Paolo II Barbo, tra i massimi raccoglitori di antichità poco dopo la metà del Quattrocento, risultasse la presenza di una rarissima moneta sul cui verso si credette di poter decifrare la scena di Bruto e i suoi che si avviano a uccidere Cesare. L'interpretazione era sicuramente errata, ma è sintomatica di un clima culturale volto a privilegiare l'immagine di Cesare che versa il sangue come necessaria conseguenza di un'ascesa arrestabile solo con la morte. È un'immagine collocabile in posizione dialettica rispetto alla figura di Cesare che, a distanza di pochissimi anni dalla facciata di palazzo Capodiferro-Spada, viene formulata nell'ambiente vasariano a Firenze. (da: C. Strinati, "Giulio Cesare", Silvana Editoriale) In base a quanto detto nel brano, all'epoca della costruzione di Palazzo Capodiferro-Spada, la dottrina umanistica:
RISPOSTA    Leggere attentamente il seguente brano. Sulla facciata del palazzo Capodiferro-Spada a Roma sono inserite le statue dei grandi romani secondo un programma iconografico che riflette bene la dottrina umanistica ormai entrata in rotta di collisione con la nascente controriforma. L'edificio viene eretto e decorato intorno alla metà del Cinquecento come dimora del cardinale Gerolamo Capodiferro, tipico esponente di quella cultura cattolica, nutrito di spirito riformista ma non riformato, che coniugava la più fervente adesione ai portati del neoplatonismo con la più convinta osservanza dei poteri temporali della chiesa. Nel suo palazzo il cardinale intendeva costruire una vera e propria sintesi dottrinale inerente al sempre appassionante tema del rapporto tra la Roma moderna e la Roma antica. I personaggi collocati nelle nicchie in facciata sono Romolo, Numa Pompilio, Fabio Massimo, Marco Marcello, Gneo Pompeo, Giulio Cesare, Augusto e Traiano. L'emblematica scelta non ha bisogno di commenti ma molto rilevanti sono le scritte che accompagnano i personaggi. Sotto la figura di Cesare, qui insignito del titolo di Dictator, si legge: Universum Terrarum Orbem Hostili Cruore Replevit / Suo Demum Sanguine Curiam Inundavit. È interessante la messa in evidenza del supremo sacrificio da parte del grande conquistatore. È l'aspetto che probabilmente interessò in modo suggestivo e perentorio l'ambiente umanistico romano fin dall'avvento della grande stagione rinascimentale. Si tratta, in sostanza, del tema della legittimazione del potere e della perduta grandezza di Roma. È notevole osservare, ad esempio, come nella collezione di papa Paolo II Barbo, tra i massimi raccoglitori di antichità poco dopo la metà del Quattrocento, risultasse la presenza di una rarissima moneta sul cui verso si credette di poter decifrare la scena di Bruto e i suoi che si avviano a uccidere Cesare. L'interpretazione era sicuramente errata, ma è sintomatica di un clima culturale volto a privilegiare l'immagine di Cesare che versa il sangue come necessaria conseguenza di un'ascesa arrestabile solo con la morte. È un'immagine collocabile in posizione dialettica rispetto alla figura di Cesare che, a distanza di pochissimi anni dalla facciata di palazzo Capodiferro-Spada, viene formulata nell'ambiente vasariano a Firenze. (da: C. Strinati, "Giulio Cesare", Silvana Editoriale) Il tema ideale che presiede alla costruzione di Palazzo Capodiferro-Spada è:
RISPOSTA   Domanda difficile Leggere attentamente il seguente brano. Sulla facciata del palazzo Capodiferro-Spada a Roma sono inserite le statue dei grandi romani secondo un programma iconografico che riflette bene la dottrina umanistica ormai entrata in rotta di collisione con la nascente controriforma. L'edificio viene eretto e decorato intorno alla metà del Cinquecento come dimora del cardinale Gerolamo Capodiferro, tipico esponente di quella cultura cattolica, nutrito di spirito riformista ma non riformato, che coniugava la più fervente adesione ai portati del neoplatonismo con la più convinta osservanza dei poteri temporali della chiesa. Nel suo palazzo il cardinale intendeva costruire una vera e propria sintesi dottrinale inerente al sempre appassionante tema del rapporto tra la Roma moderna e la Roma antica. I personaggi collocati nelle nicchie in facciata sono Romolo, Numa Pompilio, Fabio Massimo, Marco Marcello, Gneo Pompeo, Giulio Cesare, Augusto e Traiano. L'emblematica scelta non ha bisogno di commenti ma molto rilevanti sono le scritte che accompagnano i personaggi. Sotto la figura di Cesare, qui insignito del titolo di Dictator, si legge: Universum Terrarum Orbem Hostili Cruore Replevit / Suo Demum Sanguine Curiam Inundavit. È interessante la messa in evidenza del supremo sacrificio da parte del grande conquistatore. È l'aspetto che probabilmente interessò in modo suggestivo e perentorio l'ambiente umanistico romano fin dall'avvento della grande stagione rinascimentale. Si tratta, in sostanza, del tema della legittimazione del potere e della perduta grandezza di Roma. È notevole osservare, ad esempio, come nella collezione di papa Paolo II Barbo, tra i massimi raccoglitori di antichità poco dopo la metà del Quattrocento, risultasse la presenza di una rarissima moneta sul cui verso si credette di poter decifrare la scena di Bruto e i suoi che si avviano a uccidere Cesare. L'interpretazione era sicuramente errata, ma è sintomatica di un clima culturale volto a privilegiare l'immagine di Cesare che versa il sangue come necessaria conseguenza di un'ascesa arrestabile solo con la morte. È un'immagine collocabile in posizione dialettica rispetto alla figura di Cesare che, a distanza di pochissimi anni dalla facciata di palazzo Capodiferro-Spada, viene formulata nell'ambiente vasariano a Firenze. (da: C. Strinati, "Giulio Cesare", Silvana Editoriale) L'ambiente umanistico antecedente il rinascimento privilegiò, quanto alla figura di Cesare, il tema:
RISPOSTA    Leggere attentamente il seguente brano. Sulla facciata del palazzo Capodiferro-Spada a Roma sono inserite le statue dei grandi romani secondo un programma iconografico che riflette bene la dottrina umanistica ormai entrata in rotta di collisione con la nascente controriforma. L'edificio viene eretto e decorato intorno alla metà del Cinquecento come dimora del cardinale Gerolamo Capodiferro, tipico esponente di quella cultura cattolica, nutrito di spirito riformista ma non riformato, che coniugava la più fervente adesione ai portati del neoplatonismo con la più convinta osservanza dei poteri temporali della chiesa. Nel suo palazzo il cardinale intendeva costruire una vera e propria sintesi dottrinale inerente al sempre appassionante tema del rapporto tra la Roma moderna e la Roma antica. I personaggi collocati nelle nicchie in facciata sono Romolo, Numa Pompilio, Fabio Massimo, Marco Marcello, Gneo Pompeo, Giulio Cesare, Augusto e Traiano. L'emblematica scelta non ha bisogno di commenti ma molto rilevanti sono le scritte che accompagnano i personaggi. Sotto la figura di Cesare, qui insignito del titolo di Dictator, si legge: Universum Terrarum Orbem Hostili Cruore Replevit / Suo Demum Sanguine Curiam Inundavit. È interessante la messa in evidenza del supremo sacrificio da parte del grande conquistatore. È l'aspetto che probabilmente interessò in modo suggestivo e perentorio l'ambiente umanistico romano fin dall'avvento della grande stagione rinascimentale. Si tratta, in sostanza, del tema della legittimazione del potere e della perduta grandezza di Roma. È notevole osservare, ad esempio, come nella collezione di papa Paolo II Barbo, tra i massimi raccoglitori di antichità poco dopo la metà del Quattrocento, risultasse la presenza di una rarissima moneta sul cui verso si credette di poter decifrare la scena di Bruto e i suoi che si avviano a uccidere Cesare. L'interpretazione era sicuramente errata, ma è sintomatica di un clima culturale volto a privilegiare l'immagine di Cesare che versa il sangue come necessaria conseguenza di un'ascesa arrestabile solo con la morte. È un'immagine collocabile in posizione dialettica rispetto alla figura di Cesare che, a distanza di pochissimi anni dalla facciata di palazzo Capodiferro-Spada, viene formulata nell'ambiente vasariano a Firenze. (da: C. Strinati, "Giulio Cesare", Silvana Editoriale) L'immagine di Cesare formulata nell'ambiente vasariano a Firenze:
RISPOSTA    Leggere attentamente il seguente brano. Tra gli anni 80 e 90 è stata realizzata dall'ISPRA, dall'Istituto Superiore della Sanità e dai Centri Regionali di Riferimento della Radioattività Ambientale degli assessorati regionali alla Sanità, oggi confluiti nelle Agenzie per la protezione dell'ambiente regionali e provinciali (ARPA e APPA), un'indagine nazionale rappresentativa sulla esposizione al radon nelle abitazioni.Il valore della concentrazione media è risultato pari a 70 Bq/m3, valore relativamente elevato rispetto alla media mondiale valutata intorno a 40 Bq/m3 e a quella europea di circa 59 Bq/m3.I risultati dell'indagine nazionale aggregati per Regione mostrano una situazione molto diversificata con concentrazioni medie regionali che vanno da poche decine di Bq/m3 fino ad oltre 100 Bq/m3 e singole abitazioni che arrivano fino a migliaia di Bq/m3. Tale differenza è dovuta principalmente alle differenti caratteristiche geologiche. Si evidenzia che all'interno delle singole regioni sono possibili variazioni locali, anche notevoli, della concentrazione di radon indoor, pertanto il valore della concentrazione media regionale non fornisce nessuna indicazione riguardo alla concentrazione di radon presente nella singola abitazione.La concentrazione di radon in una abitazione dipende da molti fattori: dalla presenza di uranio e radio nel suolo e nei materiali da costruzione, dalla permeabilità del suolo, dalle tecniche costruttive e dalle abitudini di vita. Tuttavia, elevati livelli di radon possono essere riscontrati ovunque. Esistono delle aree, denominate radon prone areas, in cui si riscontrano elevati livelli di radon in una percentuale di edifici superiore ai valori medi.Negli anni successivi all'indagine nazionale, diverse Regioni hanno svolto ulteriori indagini, su scala regionale o sub-regionale, finalizzate all'individuazione delle aree con elevata probabilità di alte concentrazioni di attività di radon come previsto dal D.Lgs. 230/95 e s.m.i., o comunque hanno effettuato campagne di misura per approfondire la conoscenza della distribuzione dei livelli di radon sul proprio territorio. Ulteriori informazioni possono essere reperite dai siti web delle Agenzie Regionali e delle Province Autonome per la protezione dell'ambiente. Tali indagini hanno notevolmente ampliato la produzione di dati sul territorio, permettendo di comprendere la distribuzione spaziale dei livelli di radon all'interno del territorio regionale e di rappresentarla attraverso delle mappe radon. La mancanza di linee guida ha generato, però, una situazione molto eterogenea [1] nelle metodologie di esecuzione delle indagini e nella rappresentazione cartografica, pertanto servono ulteriori sforzi per ottenere una mappa delle aree ad elevata probabilità di alte concentrazioni di radon a livello nazionale. (da: http://www.isprambiente.gov.it/it/temi/radioattivita-e-radiazioni/Radon/la-situazione-in-italia) Quale tra questi è sinonimo di "eterogenea"? [1]
RISPOSTA    Leggere attentamente il seguente brano. Tra gli anni 80 e 90 è stata realizzata dall'ISPRA, dall'Istituto Superiore della Sanità e dai Centri Regionali di Riferimento della Radioattività Ambientale degli assessorati regionali alla Sanità, oggi confluiti nelle Agenzie per la protezione dell'ambiente regionali e provinciali (ARPA e APPA), un'indagine nazionale rappresentativa sulla esposizione al radon nelle abitazioni.Il valore della concentrazione media è risultato pari a 70 Bq/m3, valore relativamente elevato rispetto alla media mondiale valutata intorno a 40 Bq/m3 e a quella europea di circa 59 Bq/m3.I risultati dell'indagine nazionale aggregati per Regione mostrano una situazione molto diversificata con concentrazioni medie regionali che vanno da poche decine di Bq/m3 fino ad oltre 100 Bq/m3 e singole abitazioni che arrivano fino a migliaia di Bq/m3. Tale differenza è dovuta principalmente alle differenti caratteristiche geologiche. Si evidenzia che all'interno delle singole regioni sono possibili variazioni locali, anche notevoli, della concentrazione di radon indoor, pertanto il valore della concentrazione media regionale non fornisce nessuna indicazione riguardo alla concentrazione di radon presente nella singola abitazione.La concentrazione di radon in una abitazione dipende da molti fattori: dalla presenza di uranio e radio nel suolo e nei materiali da costruzione, dalla permeabilità del suolo, dalle tecniche costruttive e dalle abitudini di vita. Tuttavia, elevati livelli di radon possono essere riscontrati ovunque. Esistono delle aree, denominate radon prone areas, in cui si riscontrano elevati livelli di radon in una percentuale di edifici superiore ai valori medi.Negli anni successivi all'indagine nazionale, diverse Regioni hanno svolto ulteriori indagini, su scala regionale o sub-regionale, finalizzate all'individuazione delle aree con elevata probabilità di alte concentrazioni di attività di radon come previsto dal D.Lgs. 230/95 e s.m.i., o comunque hanno effettuato campagne di misura per approfondire la conoscenza della distribuzione dei livelli di radon sul proprio territorio. Ulteriori informazioni possono essere reperite dai siti web delle Agenzie Regionali e delle Province Autonome per la protezione dell'ambiente. Tali indagini hanno notevolmente ampliato la produzione di dati sul territorio, permettendo di comprendere la distribuzione spaziale dei livelli di radon all'interno del territorio regionale e di rappresentarla attraverso delle mappe radon. La mancanza di linee guida ha generato, però, una situazione molto eterogenea [1] nelle metodologie di esecuzione delle indagini e nella rappresentazione cartografica, pertanto servono ulteriori sforzi per ottenere una mappa delle aree ad elevata probabilità di alte concentrazioni di radon a livello nazionale. (da: http://www.isprambiente.gov.it/it/temi/radioattivita-e-radiazioni/Radon/la-situazione-in-italia) Quale tra questi NON è un fattore che influisce sulla concentrazione di radon in un'abitazione?
RISPOSTA   Domanda difficile Leggere attentamente il seguente brano. Tra gli anni 80 e 90 è stata realizzata dall'ISPRA, dall'Istituto Superiore della Sanità e dai Centri Regionali di Riferimento della Radioattività Ambientale degli assessorati regionali alla Sanità, oggi confluiti nelle Agenzie per la protezione dell'ambiente regionali e provinciali (ARPA e APPA), un'indagine nazionale rappresentativa sulla esposizione al radon nelle abitazioni.Il valore della concentrazione media è risultato pari a 70 Bq/m3, valore relativamente elevato rispetto alla media mondiale valutata intorno a 40 Bq/m3 e a quella europea di circa 59 Bq/m3.I risultati dell'indagine nazionale aggregati per Regione mostrano una situazione molto diversificata con concentrazioni medie regionali che vanno da poche decine di Bq/m3 fino ad oltre 100 Bq/m3 e singole abitazioni che arrivano fino a migliaia di Bq/m3. Tale differenza è dovuta principalmente alle differenti caratteristiche geologiche. Si evidenzia che all'interno delle singole regioni sono possibili variazioni locali, anche notevoli, della concentrazione di radon indoor, pertanto il valore della concentrazione media regionale non fornisce nessuna indicazione riguardo alla concentrazione di radon presente nella singola abitazione.La concentrazione di radon in una abitazione dipende da molti fattori: dalla presenza di uranio e radio nel suolo e nei materiali da costruzione, dalla permeabilità del suolo, dalle tecniche costruttive e dalle abitudini di vita. Tuttavia, elevati livelli di radon possono essere riscontrati ovunque. Esistono delle aree, denominate radon prone areas, in cui si riscontrano elevati livelli di radon in una percentuale di edifici superiore ai valori medi.Negli anni successivi all'indagine nazionale, diverse Regioni hanno svolto ulteriori indagini, su scala regionale o sub-regionale, finalizzate all'individuazione delle aree con elevata probabilità di alte concentrazioni di attività di radon come previsto dal D.Lgs. 230/95 e s.m.i., o comunque hanno effettuato campagne di misura per approfondire la conoscenza della distribuzione dei livelli di radon sul proprio territorio. Ulteriori informazioni possono essere reperite dai siti web delle Agenzie Regionali e delle Province Autonome per la protezione dell'ambiente. Tali indagini hanno notevolmente ampliato la produzione di dati sul territorio, permettendo di comprendere la distribuzione spaziale dei livelli di radon all'interno del territorio regionale e di rappresentarla attraverso delle mappe radon. La mancanza di linee guida ha generato, però, una situazione molto eterogenea [1] nelle metodologie di esecuzione delle indagini e nella rappresentazione cartografica, pertanto servono ulteriori sforzi per ottenere una mappa delle aree ad elevata probabilità di alte concentrazioni di radon a livello nazionale. (da: http://www.isprambiente.gov.it/it/temi/radioattivita-e-radiazioni/Radon/la-situazione-in-italia) L'argomento principale del brano è:
RISPOSTA    Leggere attentamente il seguente brano. Tra gli anni 80 e 90 è stata realizzata dall'ISPRA, dall'Istituto Superiore della Sanità e dai Centri Regionali di Riferimento della Radioattività Ambientale degli assessorati regionali alla Sanità, oggi confluiti nelle Agenzie per la protezione dell'ambiente regionali e provinciali (ARPA e APPA), un'indagine nazionale rappresentativa sulla esposizione al radon nelle abitazioni.Il valore della concentrazione media è risultato pari a 70 Bq/m3, valore relativamente elevato rispetto alla media mondiale valutata intorno a 40 Bq/m3 e a quella europea di circa 59 Bq/m3.I risultati dell'indagine nazionale aggregati per Regione mostrano una situazione molto diversificata con concentrazioni medie regionali che vanno da poche decine di Bq/m3 fino ad oltre 100 Bq/m3 e singole abitazioni che arrivano fino a migliaia di Bq/m3. Tale differenza è dovuta principalmente alle differenti caratteristiche geologiche. Si evidenzia che all'interno delle singole regioni sono possibili variazioni locali, anche notevoli, della concentrazione di radon indoor, pertanto il valore della concentrazione media regionale non fornisce nessuna indicazione riguardo alla concentrazione di radon presente nella singola abitazione.La concentrazione di radon in una abitazione dipende da molti fattori: dalla presenza di uranio e radio nel suolo e nei materiali da costruzione, dalla permeabilità del suolo, dalle tecniche costruttive e dalle abitudini di vita. Tuttavia, elevati livelli di radon possono essere riscontrati ovunque. Esistono delle aree, denominate radon prone areas, in cui si riscontrano elevati livelli di radon in una percentuale di edifici superiore ai valori medi.Negli anni successivi all'indagine nazionale, diverse Regioni hanno svolto ulteriori indagini, su scala regionale o sub-regionale, finalizzate all'individuazione delle aree con elevata probabilità di alte concentrazioni di attività di radon come previsto dal D.Lgs. 230/95 e s.m.i., o comunque hanno effettuato campagne di misura per approfondire la conoscenza della distribuzione dei livelli di radon sul proprio territorio. Ulteriori informazioni possono essere reperite dai siti web delle Agenzie Regionali e delle Province Autonome per la protezione dell'ambiente. Tali indagini hanno notevolmente ampliato la produzione di dati sul territorio, permettendo di comprendere la distribuzione spaziale dei livelli di radon all'interno del territorio regionale e di rappresentarla attraverso delle mappe radon. La mancanza di linee guida ha generato, però, una situazione molto eterogenea [1] nelle metodologie di esecuzione delle indagini e nella rappresentazione cartografica, pertanto servono ulteriori sforzi per ottenere una mappa delle aree ad elevata probabilità di alte concentrazioni di radon a livello nazionale. (da: http://www.isprambiente.gov.it/it/temi/radioattivita-e-radiazioni/Radon/la-situazione-in-italia) Quale tra le seguenti affermazioni NON è deducibile dal brano?
RISPOSTA    Leggere attentamente il seguente brano. Tra gli anni 80 e 90 è stata realizzata dall'ISPRA, dall'Istituto Superiore della Sanità e dai Centri Regionali di Riferimento della Radioattività Ambientale degli assessorati regionali alla Sanità, oggi confluiti nelle Agenzie per la protezione dell'ambiente regionali e provinciali (ARPA e APPA), un'indagine nazionale rappresentativa sulla esposizione al radon nelle abitazioni.Il valore della concentrazione media è risultato pari a 70 Bq/m3, valore relativamente elevato rispetto alla media mondiale valutata intorno a 40 Bq/m3 e a quella europea di circa 59 Bq/m3.I risultati dell'indagine nazionale aggregati per Regione mostrano una situazione molto diversificata con concentrazioni medie regionali che vanno da poche decine di Bq/m3 fino ad oltre 100 Bq/m3 e singole abitazioni che arrivano fino a migliaia di Bq/m3. Tale differenza è dovuta principalmente alle differenti caratteristiche geologiche. Si evidenzia che all'interno delle singole regioni sono possibili variazioni locali, anche notevoli, della concentrazione di radon indoor, pertanto il valore della concentrazione media regionale non fornisce nessuna indicazione riguardo alla concentrazione di radon presente nella singola abitazione.La concentrazione di radon in una abitazione dipende da molti fattori: dalla presenza di uranio e radio nel suolo e nei materiali da costruzione, dalla permeabilità del suolo, dalle tecniche costruttive e dalle abitudini di vita. Tuttavia, elevati livelli di radon possono essere riscontrati ovunque. Esistono delle aree, denominate radon prone areas, in cui si riscontrano elevati livelli di radon in una percentuale di edifici superiore ai valori medi.Negli anni successivi all'indagine nazionale, diverse Regioni hanno svolto ulteriori indagini, su scala regionale o sub-regionale, finalizzate all'individuazione delle aree con elevata probabilità di alte concentrazioni di attività di radon come previsto dal D.Lgs. 230/95 e s.m.i., o comunque hanno effettuato campagne di misura per approfondire la conoscenza della distribuzione dei livelli di radon sul proprio territorio. Ulteriori informazioni possono essere reperite dai siti web delle Agenzie Regionali e delle Province Autonome per la protezione dell'ambiente. Tali indagini hanno notevolmente ampliato la produzione di dati sul territorio, permettendo di comprendere la distribuzione spaziale dei livelli di radon all'interno del territorio regionale e di rappresentarla attraverso delle mappe radon. La mancanza di linee guida ha generato, però, una situazione molto eterogenea [1] nelle metodologie di esecuzione delle indagini e nella rappresentazione cartografica, pertanto servono ulteriori sforzi per ottenere una mappa delle aree ad elevata probabilità di alte concentrazioni di radon a livello nazionale. (da: http://www.isprambiente.gov.it/it/temi/radioattivita-e-radiazioni/Radon/la-situazione-in-italia) Vi sono delle aree specifiche in cui si rilevano alti livelli di radon?
RISPOSTA    Leggere attentamente il seguente brano. Tra XI e XII secolo, in seguito alla riorganizzazione degli studi che accompagna la generale rinascita dell'Europa, si sviluppa una nuova istituzione scolastica, l'università, detta anche studium. È difficile determinare, con precisione, la data di nascita delle varie università [1], a meno che non ci si limiti a considerare il loro riconoscimento ufficiale da parte di un vescovo, di un sovrano o di un'altra autorità religiosa o politica; le università nascono infatti quando un maestro celebre richiama attorno a sé studenti che provengono da varie regioni o città dell'Europa. Avviene così ad esempio per la città di Bologna, dove insegna un grande giurista come Irnerio. Le prime università sono corporazioni di intellettuali, società tra docenti e discenti, fondate su un contratto con il quale i primi si impegnano a insegnare una disciplina, i secondi a riconoscere e pagare l'attività dei docenti. Successivamente i gruppi di studenti si strutturano prendendo il nome di Nationes, che si riconoscono nell'Universitas Scholarium, un'associazione di tipo corporativo. L'università medievale si articola in quattro facoltà: arti, teologia, diritto e medicina. La facoltà delle arti, che impegna gli studenti per circa sei anni, è necessaria per accedere alle altre tre. (Da: AAVV, "La letteratura italiana", Corriere della Sera, pag. 373) Nel periodo "È difficile determinare, con precisione, la data di nascita delle varie università" [1], è presente una proposizione subordinata:
RISPOSTA   Domanda difficile Leggere attentamente il seguente brano. Tra XI e XII secolo, in seguito alla riorganizzazione degli studi che accompagna la generale rinascita dell'Europa, si sviluppa una nuova istituzione scolastica, l'università, detta anche studium. È difficile determinare, con precisione, la data di nascita delle varie università [1], a meno che non ci si limiti a considerare il loro riconoscimento ufficiale da parte di un vescovo, di un sovrano o di un'altra autorità religiosa o politica; le università nascono infatti quando un maestro celebre richiama attorno a sé studenti che provengono da varie regioni o città dell'Europa. Avviene così ad esempio per la città di Bologna, dove insegna un grande giurista come Irnerio. Le prime università sono corporazioni di intellettuali, società tra docenti e discenti, fondate su un contratto con il quale i primi si impegnano a insegnare una disciplina, i secondi a riconoscere e pagare l'attività dei docenti. Successivamente i gruppi di studenti si strutturano prendendo il nome di Nationes, che si riconoscono nell'Universitas Scholarium, un'associazione di tipo corporativo. L'università medievale si articola in quattro facoltà: arti, teologia, diritto e medicina. La facoltà delle arti, che impegna gli studenti per circa sei anni, è necessaria per accedere alle altre tre. (Da: AAVV, "La letteratura italiana", Corriere della Sera, pag. 373) A proposito della data di nascita delle università, nel brano si dice che:
RISPOSTA   Domanda difficile Leggere attentamente il seguente brano. Tra XI e XII secolo, in seguito alla riorganizzazione degli studi che accompagna la generale rinascita dell'Europa, si sviluppa una nuova istituzione scolastica, l'università, detta anche studium. È difficile determinare, con precisione, la data di nascita delle varie università [1], a meno che non ci si limiti a considerare il loro riconoscimento ufficiale da parte di un vescovo, di un sovrano o di un'altra autorità religiosa o politica; le università nascono infatti quando un maestro celebre richiama attorno a sé studenti che provengono da varie regioni o città dell'Europa. Avviene così ad esempio per la città di Bologna, dove insegna un grande giurista come Irnerio. Le prime università sono corporazioni di intellettuali, società tra docenti e discenti, fondate su un contratto con il quale i primi si impegnano a insegnare una disciplina, i secondi a riconoscere e pagare l'attività dei docenti. Successivamente i gruppi di studenti si strutturano prendendo il nome di Nationes, che si riconoscono nell'Universitas Scholarium, un'associazione di tipo corporativo. L'università medievale si articola in quattro facoltà: arti, teologia, diritto e medicina. La facoltà delle arti, che impegna gli studenti per circa sei anni, è necessaria per accedere alle altre tre. (Da: AAVV, "La letteratura italiana", Corriere della Sera, pag. 373) Nel brano si dice che la nascita delle università è dovuta:
RISPOSTA    Leggere attentamente il seguente brano. Tra XI e XII secolo, in seguito alla riorganizzazione degli studi che accompagna la generale rinascita dell'Europa, si sviluppa una nuova istituzione scolastica, l'università, detta anche studium. È difficile determinare, con precisione, la data di nascita delle varie università [1], a meno che non ci si limiti a considerare il loro riconoscimento ufficiale da parte di un vescovo, di un sovrano o di un'altra autorità religiosa o politica; le università nascono infatti quando un maestro celebre richiama attorno a sé studenti che provengono da varie regioni o città dell'Europa. Avviene così ad esempio per la città di Bologna, dove insegna un grande giurista come Irnerio. Le prime università sono corporazioni di intellettuali, società tra docenti e discenti, fondate su un contratto con il quale i primi si impegnano a insegnare una disciplina, i secondi a riconoscere e pagare l'attività dei docenti. Successivamente i gruppi di studenti si strutturano prendendo il nome di Nationes, che si riconoscono nell'Universitas Scholarium, un'associazione di tipo corporativo. L'università medievale si articola in quattro facoltà: arti, teologia, diritto e medicina. La facoltà delle arti, che impegna gli studenti per circa sei anni, è necessaria per accedere alle altre tre. (Da: AAVV, "La letteratura italiana", Corriere della Sera, pag. 373) L'elemento fondativo di un'università è detto essere:
RISPOSTA    Leggere attentamente il seguente brano. Tra XI e XII secolo, in seguito alla riorganizzazione degli studi che accompagna la generale rinascita dell'Europa, si sviluppa una nuova istituzione scolastica, l'università, detta anche studium. È difficile determinare, con precisione, la data di nascita delle varie università [1], a meno che non ci si limiti a considerare il loro riconoscimento ufficiale da parte di un vescovo, di un sovrano o di un'altra autorità religiosa o politica; le università nascono infatti quando un maestro celebre richiama attorno a sé studenti che provengono da varie regioni o città dell'Europa. Avviene così ad esempio per la città di Bologna, dove insegna un grande giurista come Irnerio. Le prime università sono corporazioni di intellettuali, società tra docenti e discenti, fondate su un contratto con il quale i primi si impegnano a insegnare una disciplina, i secondi a riconoscere e pagare l'attività dei docenti. Successivamente i gruppi di studenti si strutturano prendendo il nome di Nationes, che si riconoscono nell'Universitas Scholarium, un'associazione di tipo corporativo. L'università medievale si articola in quattro facoltà: arti, teologia, diritto e medicina. La facoltà delle arti, che impegna gli studenti per circa sei anni, è necessaria per accedere alle altre tre. (Da: AAVV, "La letteratura italiana", Corriere della Sera, pag. 373) Quale delle seguenti affermazioni può essere ricavata dal brano?

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