Tutte le domande del quiz : Ragionamento critico verbaletratto da:Comune di Napoli / RIPAM Quiz - Concorso pubblico per il reclutamento di 94 istruttori socio-educativi (categoria C, posizione economica C1, codice concorso ISE/NAE)  Esercitati su questo Quiz  |
| RISPOSTA   Il 13 Novembre 2009, la missione Rosetta dell'ESA ha effettuato l'ultimo fly-by della Terra permettendo a VIRTIS, lo strumento a responsabilità INAF e finanziato da fondi ASI (Agenzia Spaziale Italiana), di raccogliere interessanti immagini e dati del nostro pianeta. La prima immagine (VIS 1) rappresenta quello che vedrebbe l'occhio umano guardando il globo terrestre al posto di VIRTIS: i continenti sono poco visibili, coperti dalle nubi, è distinguibile tutto il centro e sud America e solo la parte orientale degli Stati Uniti ed il golfo del Messico. La seconda immagine (VIS 2) è la stessa immagine in cui sono però state combinate le varie lunghezze d'onda del visibile per rendere più evidente il contrasto tra terra, acqua e nuvole. Questo è uno dei possibili trattamenti a cui possono essere sottoposte le immagini multi-spettrali, che permettono di realizzare delle "mappe geologiche" che identificano la composizione delle varie zone dei pianeti. Nella terza immagine (VIS 3) è stata selezionata la banda spettrale della clorofilla. In verde, la vegetazione si staglia contro le zone nere (che rappresentano tutto ciò che non contiene clorofilla, dunque l'acqua degli oceani o le nuvole sovrastanti). La seconda immagine raccolta da VIRTIS: |
RISPOSTA   Il 13 Novembre 2009, la missione Rosetta dell'ESA ha effettuato l'ultimo fly-by della Terra permettendo a VIRTIS, lo strumento a responsabilità INAF e finanziato da fondi ASI (Agenzia Spaziale Italiana), di raccogliere interessanti immagini e dati del nostro pianeta. La prima immagine (VIS 1) rappresenta quello che vedrebbe l'occhio umano guardando il globo terrestre al posto di VIRTIS: i continenti sono poco visibili, coperti dalle nubi, è distinguibile tutto il centro e sud America e solo la parte orientale degli Stati Uniti ed il golfo del Messico. La seconda immagine (VIS 2) è la stessa immagine in cui sono però state combinate le varie lunghezze d'onda del visibile per rendere più evidente il contrasto tra terra, acqua e nuvole. Questo è uno dei possibili trattamenti a cui possono essere sottoposte le immagini multi-spettrali, che permettono di realizzare delle "mappe geologiche" che identificano la composizione delle varie zone dei pianeti. Nella terza immagine (VIS 3) è stata selezionata la banda spettrale della clorofilla. In verde, la vegetazione si staglia contro le zone nere (che rappresentano tutto ciò che non contiene clorofilla, dunque l'acqua degli oceani o le nuvole sovrastanti). Le immagini multi-spettrali: |
| RISPOSTA   Il 13 Novembre 2009, la missione Rosetta dell'ESA ha effettuato l'ultimo fly-by della Terra permettendo a VIRTIS, lo strumento a responsabilità INAF e finanziato da fondi ASI (Agenzia Spaziale Italiana), di raccogliere interessanti immagini e dati del nostro pianeta. La prima immagine (VIS 1) rappresenta quello che vedrebbe l'occhio umano guardando il globo terrestre al posto di VIRTIS: i continenti sono poco visibili, coperti dalle nubi, è distinguibile tutto il centro e sud America e solo la parte orientale degli Stati Uniti ed il golfo del Messico. La seconda immagine (VIS 2) è la stessa immagine in cui sono però state combinate le varie lunghezze d'onda del visibile per rendere più evidente il contrasto tra terra, acqua e nuvole. Questo è uno dei possibili trattamenti a cui possono essere sottoposte le immagini multi-spettrali, che permettono di realizzare delle "mappe geologiche" che identificano la composizione delle varie zone dei pianeti. Nella terza immagine (VIS 3) è stata selezionata la banda spettrale della clorofilla. In verde, la vegetazione si staglia contro le zone nere (che rappresentano tutto ciò che non contiene clorofilla, dunque l'acqua degli oceani o le nuvole sovrastanti). L'ASI: |
| RISPOSTA   Il 13 Novembre 2009, la missione Rosetta dell'ESA ha effettuato l'ultimo fly-by della Terra permettendo a VIRTIS, lo strumento a responsabilità INAF e finanziato da fondi ASI (Agenzia Spaziale Italiana), di raccogliere interessanti immagini e dati del nostro pianeta. La prima immagine (VIS 1) rappresenta quello che vedrebbe l'occhio umano guardando il globo terrestre al posto di VIRTIS: i continenti sono poco visibili, coperti dalle nubi, è distinguibile tutto il centro e sud America e solo la parte orientale degli Stati Uniti ed il golfo del Messico. La seconda immagine (VIS 2) è la stessa immagine in cui sono però state combinate le varie lunghezze d'onda del visibile per rendere più evidente il contrasto tra terra, acqua e nuvole. Questo è uno dei possibili trattamenti a cui possono essere sottoposte le immagini multi-spettrali, che permettono di realizzare delle "mappe geologiche" che identificano la composizione delle varie zone dei pianeti. Nella terza immagine (VIS 3) è stata selezionata la banda spettrale della clorofilla. In verde, la vegetazione si staglia contro le zone nere (che rappresentano tutto ciò che non contiene clorofilla, dunque l'acqua degli oceani o le nuvole sovrastanti). La prima immagine raccolta da VIRTIS: |
| RISPOSTA   Il 13 Novembre 2009, la missione Rosetta dell'ESA ha effettuato l'ultimo fly-by della Terra permettendo a VIRTIS, lo strumento a responsabilità INAF e finanziato da fondi ASI (Agenzia Spaziale Italiana), di raccogliere interessanti immagini e dati del nostro pianeta. La prima immagine (VIS 1) rappresenta quello che vedrebbe l'occhio umano guardando il globo terrestre al posto di VIRTIS: i continenti sono poco visibili, coperti dalle nubi, è distinguibile tutto il centro e sud America e solo la parte orientale degli Stati Uniti ed il golfo del Messico. La seconda immagine (VIS 2) è la stessa immagine in cui sono però state combinate le varie lunghezze d'onda del visibile per rendere più evidente il contrasto tra terra, acqua e nuvole. Questo è uno dei possibili trattamenti a cui possono essere sottoposte le immagini multi-spettrali, che permettono di realizzare delle "mappe geologiche" che identificano la composizione delle varie zone dei pianeti. Nella terza immagine (VIS 3) è stata selezionata la banda spettrale della clorofilla. In verde, la vegetazione si staglia contro le zone nere (che rappresentano tutto ciò che non contiene clorofilla, dunque l'acqua degli oceani o le nuvole sovrastanti). La banda spettrale della clorofilla: |
RISPOSTA   Il cellulare semina tracce digitali, utili per inchiodare chi commette reati. Tutti i telefonini, quando sono attivati, segnalano il luogo in cui si trovano i loro possessori, e le relative informazioni vengono archiviate nei computer delle società telefoniche: in stanze protette si raccolgono i dischi digitali con le memorie di come abbiamo usato il cellulare negli ultimi cinque anni. Dischi inaccessibili, se non al magistrato che ne dovesse fare richiesta. Il gestore possiede data, ora, durata, destinazione e costo di una chiamata. Tutto questo è reso possibile dal fatto che il territorio è suddiviso in celle, da cui il termine cellulare, dotate di una stazione radio base che contatta l'antenna del telefonino. Una telefonata fa sapere alla centralina dell'operatore dove siamo con una approssimazione di cinquecento metri o al massimo un chilometro in città e di dieci chilometri in aree extra urbane, perché l'antenna invia la sua posizione al sistema centrale. Negli Stati Uniti è da poco passata una legge che impone alle società di telefonia mobile di dotarsi, tempo un anno, di un sistema di localizzazione continua che permette di identificare subito il luogo di provenienza di una chiamata con una approssimazione di cento metri. La localizzazione di un cellulare all'interno di una cella è resa possibile dalla comunicazione tra questo e: |
RISPOSTA   Il cellulare semina tracce digitali, utili per inchiodare chi commette reati. Tutti i telefonini, quando sono attivati, segnalano il luogo in cui si trovano i loro possessori, e le relative informazioni vengono archiviate nei computer delle società telefoniche: in stanze protette si raccolgono i dischi digitali con le memorie di come abbiamo usato il cellulare negli ultimi cinque anni. Dischi inaccessibili, se non al magistrato che ne dovesse fare richiesta. Il gestore possiede data, ora, durata, destinazione e costo di una chiamata. Tutto questo è reso possibile dal fatto che il territorio è suddiviso in celle, da cui il termine cellulare, dotate di una stazione radio base che contatta l'antenna del telefonino. Una telefonata fa sapere alla centralina dell'operatore dove siamo con una approssimazione di cinquecento metri o al massimo un chilometro in città e di dieci chilometri in aree extra urbane, perché l'antenna invia la sua posizione al sistema centrale. Negli Stati Uniti è da poco passata una legge che impone alle società di telefonia mobile di dotarsi, tempo un anno, di un sistema di localizzazione continua che permette di identificare subito il luogo di provenienza di una chiamata con una approssimazione di cento metri. Da un telefonino cellulare è possibile localizzare il suo possessore: |
| RISPOSTA   Il cellulare semina tracce digitali, utili per inchiodare chi commette reati. Tutti i telefonini, quando sono attivati, segnalano il luogo in cui si trovano i loro possessori, e le relative informazioni vengono archiviate nei computer delle società telefoniche: in stanze protette si raccolgono i dischi digitali con le memorie di come abbiamo usato il cellulare negli ultimi cinque anni. Dischi inaccessibili, se non al magistrato che ne dovesse fare richiesta. Il gestore possiede data, ora, durata, destinazione e costo di una chiamata. Tutto questo è reso possibile dal fatto che il territorio è suddiviso in celle, da cui il termine cellulare, dotate di una stazione radio base che contatta l'antenna del telefonino. Una telefonata fa sapere alla centralina dell'operatore dove siamo con una approssimazione di cinquecento metri o al massimo un chilometro in città e di dieci chilometri in aree extra urbane, perché l'antenna invia la sua posizione al sistema centrale. Negli Stati Uniti è da poco passata una legge che impone alle società di telefonia mobile di dotarsi, tempo un anno, di un sistema di localizzazione continua che permette di identificare subito il luogo di provenienza di una chiamata con una approssimazione di cento metri. L'archiviazione dei dati relativi alla posizione dei diversi cellulari viene effettuata: |
| RISPOSTA   Il cellulare semina tracce digitali, utili per inchiodare chi commette reati. Tutti i telefonini, quando sono attivati, segnalano il luogo in cui si trovano i loro possessori, e le relative informazioni vengono archiviate nei computer delle società telefoniche: in stanze protette si raccolgono i dischi digitali con le memorie di come abbiamo usato il cellulare negli ultimi cinque anni. Dischi inaccessibili, se non al magistrato che ne dovesse fare richiesta. Il gestore possiede data, ora, durata, destinazione e costo di una chiamata. Tutto questo è reso possibile dal fatto che il territorio è suddiviso in celle, da cui il termine cellulare, dotate di una stazione radio base che contatta l'antenna del telefonino. Una telefonata fa sapere alla centralina dell'operatore dove siamo con una approssimazione di cinquecento metri o al massimo un chilometro in città e di dieci chilometri in aree extra urbane, perché l'antenna invia la sua posizione al sistema centrale. Negli Stati Uniti è da poco passata una legge che impone alle società di telefonia mobile di dotarsi, tempo un anno, di un sistema di localizzazione continua che permette di identificare subito il luogo di provenienza di una chiamata con una approssimazione di cento metri. Attualmente, tramite cellulare, è possibile localizzare l'utente: |
| RISPOSTA   Il cellulare semina tracce digitali, utili per inchiodare chi commette reati. Tutti i telefonini, quando sono attivati, segnalano il luogo in cui si trovano i loro possessori, e le relative informazioni vengono archiviate nei computer delle società telefoniche: in stanze protette si raccolgono i dischi digitali con le memorie di come abbiamo usato il cellulare negli ultimi cinque anni. Dischi inaccessibili, se non al magistrato che ne dovesse fare richiesta. Il gestore possiede data, ora, durata, destinazione e costo di una chiamata. Tutto questo è reso possibile dal fatto che il territorio è suddiviso in celle, da cui il termine cellulare, dotate di una stazione radio base che contatta l'antenna del telefonino. Una telefonata fa sapere alla centralina dell'operatore dove siamo con una approssimazione di cinquecento metri o al massimo un chilometro in città e di dieci chilometri in aree extra urbane, perché l'antenna invia la sua posizione al sistema centrale. Negli Stati Uniti è da poco passata una legge che impone alle società di telefonia mobile di dotarsi, tempo un anno, di un sistema di localizzazione continua che permette di identificare subito il luogo di provenienza di una chiamata con una approssimazione di cento metri. Di cosa dovranno dotarsi, nel giro di un anno, le compagnie di telefonia mobile americane? |
RISPOSTA   Il consumo energetico tende ad aumentare sia nei Paesi sviluppati sia in quelli in via di sviluppo, dove la diffusione dell'industrializzazione e il miglioramento della qualità della vita sono tendenze irreversibili. A tutt'oggi, la produzione di energia si basa ancora principalmente sull'uso dei combustibili fossili, ma il progressivo esaurimento dei giacimenti e l'aumento della richiesta comportano un continuo incremento dei costi e un aumento dell'impatto sull'ambiente. Per questo, l'orientamento dei Paesi occidentali e del Giappone è di contabilizzare questo impatto per mezzo di imposte. L'alternativa è l'utilizzo delle fonti rinnovabili, alcune già industrialmente mature, come l'energia idroelettrica, altre, come quella solare termica, quella fotovoltaica, quella eolica, ostacolate nella loro diffusione dalla bassa densità energetica e dall'intermittenza della disponibilità. Una soluzione può venire dall'uso dell'idrogeno quale vettore energetico. Questa fonte non solo è potenzialmente inesauribile, in quanto si può ricavare dall'acqua e dal gas naturale, ma è anche non inquinante, perché la sua combustione produce acqua e quantità limitate di ossidi di azoto. A fronte di questi vantaggi, l'idrogeno presenta problemi che, unitamente al costo di produzione ancora elevato, ne hanno finora impedito l'applicazione: è esplosivo, facilmente infiammabile ed estremamente volatile. Grazie ai recenti progressi tecnologici, questi problemi però possono considerarsi superati. Il consumo enegetico ha una tendenza: |
RISPOSTA   Il consumo energetico tende ad aumentare sia nei Paesi sviluppati sia in quelli in via di sviluppo, dove la diffusione dell'industrializzazione e il miglioramento della qualità della vita sono tendenze irreversibili. A tutt'oggi, la produzione di energia si basa ancora principalmente sull'uso dei combustibili fossili, ma il progressivo esaurimento dei giacimenti e l'aumento della richiesta comportano un continuo incremento dei costi e un aumento dell'impatto sull'ambiente. Per questo, l'orientamento dei Paesi occidentali e del Giappone è di contabilizzare questo impatto per mezzo di imposte. L'alternativa è l'utilizzo delle fonti rinnovabili, alcune già industrialmente mature, come l'energia idroelettrica, altre, come quella solare termica, quella fotovoltaica, quella eolica, ostacolate nella loro diffusione dalla bassa densità energetica e dall'intermittenza della disponibilità. Una soluzione può venire dall'uso dell'idrogeno quale vettore energetico. Questa fonte non solo è potenzialmente inesauribile, in quanto si può ricavare dall'acqua e dal gas naturale, ma è anche non inquinante, perché la sua combustione produce acqua e quantità limitate di ossidi di azoto. A fronte di questi vantaggi, l'idrogeno presenta problemi che, unitamente al costo di produzione ancora elevato, ne hanno finora impedito l'applicazione: è esplosivo, facilmente infiammabile ed estremamente volatile. Grazie ai recenti progressi tecnologici, questi problemi però possono considerarsi superati. Per cercare di risolvere il problema dell'esaurimento dei combustibili fossili: |
| RISPOSTA   Il consumo energetico tende ad aumentare sia nei Paesi sviluppati sia in quelli in via di sviluppo, dove la diffusione dell'industrializzazione e il miglioramento della qualità della vita sono tendenze irreversibili. A tutt'oggi, la produzione di energia si basa ancora principalmente sull'uso dei combustibili fossili, ma il progressivo esaurimento dei giacimenti e l'aumento della richiesta comportano un continuo incremento dei costi e un aumento dell'impatto sull'ambiente. Per questo, l'orientamento dei Paesi occidentali e del Giappone è di contabilizzare questo impatto per mezzo di imposte. L'alternativa è l'utilizzo delle fonti rinnovabili, alcune già industrialmente mature, come l'energia idroelettrica, altre, come quella solare termica, quella fotovoltaica, quella eolica, ostacolate nella loro diffusione dalla bassa densità energetica e dall'intermittenza della disponibilità. Una soluzione può venire dall'uso dell'idrogeno quale vettore energetico. Questa fonte non solo è potenzialmente inesauribile, in quanto si può ricavare dall'acqua e dal gas naturale, ma è anche non inquinante, perché la sua combustione produce acqua e quantità limitate di ossidi di azoto. A fronte di questi vantaggi, l'idrogeno presenta problemi che, unitamente al costo di produzione ancora elevato, ne hanno finora impedito l'applicazione: è esplosivo, facilmente infiammabile ed estremamente volatile. Grazie ai recenti progressi tecnologici, questi problemi però possono considerarsi superati. Alcune fonti energetiche, come quella fotovoltaica, e quella eolica: |
| RISPOSTA   Il consumo energetico tende ad aumentare sia nei Paesi sviluppati sia in quelli in via di sviluppo, dove la diffusione dell'industrializzazione e il miglioramento della qualità della vita sono tendenze irreversibili. A tutt'oggi, la produzione di energia si basa ancora principalmente sull'uso dei combustibili fossili, ma il progressivo esaurimento dei giacimenti e l'aumento della richiesta comportano un continuo incremento dei costi e un aumento dell'impatto sull'ambiente. Per questo, l'orientamento dei Paesi occidentali e del Giappone è di contabilizzare questo impatto per mezzo di imposte. L'alternativa è l'utilizzo delle fonti rinnovabili, alcune già industrialmente mature, come l'energia idroelettrica, altre, come quella solare termica, quella fotovoltaica, quella eolica, ostacolate nella loro diffusione dalla bassa densità energetica e dall'intermittenza della disponibilità. Una soluzione può venire dall'uso dell'idrogeno quale vettore energetico. Questa fonte non solo è potenzialmente inesauribile, in quanto si può ricavare dall'acqua e dal gas naturale, ma è anche non inquinante, perché la sua combustione produce acqua e quantità limitate di ossidi di azoto. A fronte di questi vantaggi, l'idrogeno presenta problemi che, unitamente al costo di produzione ancora elevato, ne hanno finora impedito l'applicazione: è esplosivo, facilmente infiammabile ed estremamente volatile. Grazie ai recenti progressi tecnologici, questi problemi però possono considerarsi superati. Una fonte di energia potenzialmente inesauribile: |
| RISPOSTA   Il consumo energetico tende ad aumentare sia nei Paesi sviluppati sia in quelli in via di sviluppo, dove la diffusione dell'industrializzazione e il miglioramento della qualità della vita sono tendenze irreversibili. A tutt'oggi, la produzione di energia si basa ancora principalmente sull'uso dei combustibili fossili, ma il progressivo esaurimento dei giacimenti e l'aumento della richiesta comportano un continuo incremento dei costi e un aumento dell'impatto sull'ambiente. Per questo, l'orientamento dei Paesi occidentali e del Giappone è di contabilizzare questo impatto per mezzo di imposte. L'alternativa è l'utilizzo delle fonti rinnovabili, alcune già industrialmente mature, come l'energia idroelettrica, altre, come quella solare termica, quella fotovoltaica, quella eolica, ostacolate nella loro diffusione dalla bassa densità energetica e dall'intermittenza della disponibilità. Una soluzione può venire dall'uso dell'idrogeno quale vettore energetico. Questa fonte non solo è potenzialmente inesauribile, in quanto si può ricavare dall'acqua e dal gas naturale, ma è anche non inquinante, perché la sua combustione produce acqua e quantità limitate di ossidi di azoto. A fronte di questi vantaggi, l'idrogeno presenta problemi che, unitamente al costo di produzione ancora elevato, ne hanno finora impedito l'applicazione: è esplosivo, facilmente infiammabile ed estremamente volatile. Grazie ai recenti progressi tecnologici, questi problemi però possono considerarsi superati. Oggi la maggior parte dell'energia è prodotta: |
RISPOSTA   Il deserto della Siria ha regalato una magnifica scoperta a un gruppo di archeologi. Si tratta di una tomba reale incredibilmente intatta appartenente a una delle prime civiltà urbane del mondo. E' una tomba dalle caratteristiche singolari, risale a 4300 anni fa ed è rimasta sepolta dalla polvere, che ha conservato nei millenni il suo carico di tesori: ornamenti reali in oro e argento, manufatti e i resti ben conservati di un ampio gruppo familiare. La tomba contiene cinque adulti e tre bambini distribuiti su tre livelli. Tutti gli occupanti sono coperti di ornamenti dalla testa ai piedi. Il livello più alto presenta i resti di due involucri ciascuno contenente una giovane donna sui vent'anni con un bambino al fianco. Le donne hanno gli ornamenti più ricchi, e uno dei bambini porta un collare di bronzo. Gli involucri sul livello inferiore contengono due uomini e i resti di un bambino posto a distanza dagli altri due corpi, vicino all'ingresso della tomba. Uno degli uomini porta un diadema d'argento. Il livello inferiore custodisce infine i resti di un uomo ornato da decorazioni e spille d'argento. Fuori dalla tomba, un barattolo contente i resti di un bambino e due teschi di animali decapitati. La tomba è stata ritrovata in un sito che si ritiene sia il luogo dove sorgeva l'antica città di Tuba, una delle prime città della Siria. Adesso gli archeologi si interrogano sul significato della loro scoperta e sulla peculiarità della distribuzione dei corpi e degli ornamenti dei suoi occupanti; attribuiscono il sito a una famiglia reale, ma escludono che si tratti della tomba di un re dal momento che le donne sono le figure più ricche di ornamenti. Fino a epoca recente gli studiosi indicavano la Mesopotamia e l'Egitto come le culle delle prime società urbane, ma queste nuove scoperte ci raccontano una storia tutta nuova sul ruolo della Siria. Studiando questa regione potremmo ottenere preziose informazioni sui differenti modi in cui si sono evolute le società urbane. Una indicazione circa il rango delle persone sepolte nella tomba: |
RISPOSTA   Il deserto della Siria ha regalato una magnifica scoperta a un gruppo di archeologi. Si tratta di una tomba reale incredibilmente intatta appartenente a una delle prime civiltà urbane del mondo. E' una tomba dalle caratteristiche singolari, risale a 4300 anni fa ed è rimasta sepolta dalla polvere, che ha conservato nei millenni il suo carico di tesori: ornamenti reali in oro e argento, manufatti e i resti ben conservati di un ampio gruppo familiare. La tomba contiene cinque adulti e tre bambini distribuiti su tre livelli. Tutti gli occupanti sono coperti di ornamenti dalla testa ai piedi. Il livello più alto presenta i resti di due involucri ciascuno contenente una giovane donna sui vent'anni con un bambino al fianco. Le donne hanno gli ornamenti più ricchi, e uno dei bambini porta un collare di bronzo. Gli involucri sul livello inferiore contengono due uomini e i resti di un bambino posto a distanza dagli altri due corpi, vicino all'ingresso della tomba. Uno degli uomini porta un diadema d'argento. Il livello inferiore custodisce infine i resti di un uomo ornato da decorazioni e spille d'argento. Fuori dalla tomba, un barattolo contente i resti di un bambino e due teschi di animali decapitati. La tomba è stata ritrovata in un sito che si ritiene sia il luogo dove sorgeva l'antica città di Tuba, una delle prime città della Siria. Adesso gli archeologi si interrogano sul significato della loro scoperta e sulla peculiarità della distribuzione dei corpi e degli ornamenti dei suoi occupanti; attribuiscono il sito a una famiglia reale, ma escludono che si tratti della tomba di un re dal momento che le donne sono le figure più ricche di ornamenti. Fino a epoca recente gli studiosi indicavano la Mesopotamia e l'Egitto come le culle delle prime società urbane, ma queste nuove scoperte ci raccontano una storia tutta nuova sul ruolo della Siria. Studiando questa regione potremmo ottenere preziose informazioni sui differenti modi in cui si sono evolute le società urbane. Una delle conclusioni cui sono giunti i ricercatori: |
| RISPOSTA   Il deserto della Siria ha regalato una magnifica scoperta a un gruppo di archeologi. Si tratta di una tomba reale incredibilmente intatta appartenente a una delle prime civiltà urbane del mondo. E' una tomba dalle caratteristiche singolari, risale a 4300 anni fa ed è rimasta sepolta dalla polvere, che ha conservato nei millenni il suo carico di tesori: ornamenti reali in oro e argento, manufatti e i resti ben conservati di un ampio gruppo familiare. La tomba contiene cinque adulti e tre bambini distribuiti su tre livelli. Tutti gli occupanti sono coperti di ornamenti dalla testa ai piedi. Il livello più alto presenta i resti di due involucri ciascuno contenente una giovane donna sui vent'anni con un bambino al fianco. Le donne hanno gli ornamenti più ricchi, e uno dei bambini porta un collare di bronzo. Gli involucri sul livello inferiore contengono due uomini e i resti di un bambino posto a distanza dagli altri due corpi, vicino all'ingresso della tomba. Uno degli uomini porta un diadema d'argento. Il livello inferiore custodisce infine i resti di un uomo ornato da decorazioni e spille d'argento. Fuori dalla tomba, un barattolo contente i resti di un bambino e due teschi di animali decapitati. La tomba è stata ritrovata in un sito che si ritiene sia il luogo dove sorgeva l'antica città di Tuba, una delle prime città della Siria. Adesso gli archeologi si interrogano sul significato della loro scoperta e sulla peculiarità della distribuzione dei corpi e degli ornamenti dei suoi occupanti; attribuiscono il sito a una famiglia reale, ma escludono che si tratti della tomba di un re dal momento che le donne sono le figure più ricche di ornamenti. Fino a epoca recente gli studiosi indicavano la Mesopotamia e l'Egitto come le culle delle prime società urbane, ma queste nuove scoperte ci raccontano una storia tutta nuova sul ruolo della Siria. Studiando questa regione potremmo ottenere preziose informazioni sui differenti modi in cui si sono evolute le società urbane. All'interno di questa tomba: |
| RISPOSTA   Il deserto della Siria ha regalato una magnifica scoperta a un gruppo di archeologi. Si tratta di una tomba reale incredibilmente intatta appartenente a una delle prime civiltà urbane del mondo. E' una tomba dalle caratteristiche singolari, risale a 4300 anni fa ed è rimasta sepolta dalla polvere, che ha conservato nei millenni il suo carico di tesori: ornamenti reali in oro e argento, manufatti e i resti ben conservati di un ampio gruppo familiare. La tomba contiene cinque adulti e tre bambini distribuiti su tre livelli. Tutti gli occupanti sono coperti di ornamenti dalla testa ai piedi. Il livello più alto presenta i resti di due involucri ciascuno contenente una giovane donna sui vent'anni con un bambino al fianco. Le donne hanno gli ornamenti più ricchi, e uno dei bambini porta un collare di bronzo. Gli involucri sul livello inferiore contengono due uomini e i resti di un bambino posto a distanza dagli altri due corpi, vicino all'ingresso della tomba. Uno degli uomini porta un diadema d'argento. Il livello inferiore custodisce infine i resti di un uomo ornato da decorazioni e spille d'argento. Fuori dalla tomba, un barattolo contente i resti di un bambino e due teschi di animali decapitati. La tomba è stata ritrovata in un sito che si ritiene sia il luogo dove sorgeva l'antica città di Tuba, una delle prime città della Siria. Adesso gli archeologi si interrogano sul significato della loro scoperta e sulla peculiarità della distribuzione dei corpi e degli ornamenti dei suoi occupanti; attribuiscono il sito a una famiglia reale, ma escludono che si tratti della tomba di un re dal momento che le donne sono le figure più ricche di ornamenti. Fino a epoca recente gli studiosi indicavano la Mesopotamia e l'Egitto come le culle delle prime società urbane, ma queste nuove scoperte ci raccontano una storia tutta nuova sul ruolo della Siria. Studiando questa regione potremmo ottenere preziose informazioni sui differenti modi in cui si sono evolute le società urbane. Il ritrovamento effettuato in Siria: |
RISPOSTA   Il deserto della Siria ha regalato una magnifica scoperta a un gruppo di archeologi. Si tratta di una tomba reale incredibilmente intatta appartenente a una delle prime civiltà urbane del mondo. E' una tomba dalle caratteristiche singolari, risale a 4300 anni fa ed è rimasta sepolta dalla polvere, che ha conservato nei millenni il suo carico di tesori: ornamenti reali in oro e argento, manufatti e i resti ben conservati di un ampio gruppo familiare. La tomba contiene cinque adulti e tre bambini distribuiti su tre livelli. Tutti gli occupanti sono coperti di ornamenti dalla testa ai piedi. Il livello più alto presenta i resti di due involucri ciascuno contenente una giovane donna sui vent'anni con un bambino al fianco. Le donne hanno gli ornamenti più ricchi, e uno dei bambini porta un collare di bronzo. Gli involucri sul livello inferiore contengono due uomini e i resti di un bambino posto a distanza dagli altri due corpi, vicino all'ingresso della tomba. Uno degli uomini porta un diadema d'argento. Il livello inferiore custodisce infine i resti di un uomo ornato da decorazioni e spille d'argento. Fuori dalla tomba, un barattolo contente i resti di un bambino e due teschi di animali decapitati. La tomba è stata ritrovata in un sito che si ritiene sia il luogo dove sorgeva l'antica città di Tuba, una delle prime città della Siria. Adesso gli archeologi si interrogano sul significato della loro scoperta e sulla peculiarità della distribuzione dei corpi e degli ornamenti dei suoi occupanti; attribuiscono il sito a una famiglia reale, ma escludono che si tratti della tomba di un re dal momento che le donne sono le figure più ricche di ornamenti. Fino a epoca recente gli studiosi indicavano la Mesopotamia e l'Egitto come le culle delle prime società urbane, ma queste nuove scoperte ci raccontano una storia tutta nuova sul ruolo della Siria. Studiando questa regione potremmo ottenere preziose informazioni sui differenti modi in cui si sono evolute le società urbane. Il luogo del ritrovamento: |
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Il 13 Novembre 2009, la missione Rosetta dell'ESA ha effettuato l'ultimo fly-by della Terra permettendo a VIRTIS, lo strumento a responsabilità INAF e finanziato da fondi ASI (Agenzia Spaziale Italiana), di raccogliere interessanti immagini e dati del nostro pianeta. La prima immagine (VIS 1) rappresenta quello che vedrebbe l'occhio umano guardando il globo terrestre al posto di VIRTIS: i continenti sono poco visibili, coperti dalle nubi, è distinguibile tutto il centro e sud America e solo la parte orientale degli Stati Uniti ed il golfo del Messico. La seconda immagine (VIS 2) è la stessa immagine in cui sono però state combinate le varie lunghezze d'onda del visibile per rendere più evidente il contrasto tra terra, acqua e nuvole. Questo è uno dei possibili trattamenti a cui possono essere sottoposte le immagini multi-spettrali, che permettono di realizzare delle "mappe geologiche" che identificano la composizione delle varie zone dei pianeti. Nella terza immagine (VIS 3) è stata selezionata la banda spettrale della clorofilla. In verde, la vegetazione si staglia contro le zone nere (che rappresentano tutto ciò che non contiene clorofilla, dunque l'acqua degli oceani o le nuvole sovrastanti). Le immagini multi-spettrali: