Tutte le domande del quiz : Branitratto da:Guardia di Finanza Quiz - 631 allievi marescialli 2018 (90° corso) Concorso pubblico, per titoli ed esami, per 631 allievi marescialli 2018  Esercitati su questo Quiz  |
| RISPOSTA   Leggere attentamente il seguente brano. Una nave pirata richiedeva tre caratteristiche: doveva essere veloce, affidabile e ben armata. Un'imbarcazione rapida consentiva ai pirati di catturare la preda e fuggire velocemente: "un buon paio di piedi sono utili sia per prendere sia per evitare d'esser presi", sosteneva il capitano Johnson. [1] Per tale ragione molti pirati delle Indie occidentali utilizzavano sloop monoalbero costruiti nelle Bermuda e in Giamaica, noti per essere veloci. I pirati li conservavano in buone condizioni, carenandoli regolarmente per mantenere lo scafo liscio e libero dalle alghe, e solitamente, riuscivano a sfuggire a qualsiasi nave li inseguisse.Quando gli sloop di Vane, nel 1718, attaccarono una spedizione nel porto di New Providence, nelle Bahamas, le autorità inviarono alcuni vascelli al suo inseguimento "ma quando furono in mare aperto, i nostri sloop interruppero la caccia, poiché egli li superava di due piedi a ogni loro piede". I corsari della Barberia, nel Mediterraneo, usavano galee a remi, manovrati da schiavi. Erano imbarcazioni lunghe e strette, rinomate per la loro rapidità, e le navi a vela in bonaccia erano in loro balìa. I remi fungevano da motore e consentivano loro di compiere rapide manovre e raggiungere velocemente la vittima. Quando si alzava il vento, i corsari issavano un'ampia vela latina sull'unico albero a mezza nave. Le galee erano dotate di uno o più cannoni di grandi dimensioni a prua e di armi girevoli lungo le battagliole, ma la loro arma segreta erano i cento guerrieri che si lanciavano a bordo della preda e ne stroncavano qualsiasi tentativo di opposizione.Una nave pirata doveva anche essere affidabile, ovvero capace di superare le tempeste locali, di compiere traversate e, in alcuni casi, di effettuare viaggi oceanici. Una delle caratteristiche sorprendenti delle navi pirata degli inizi del Settecento erano, per l'appunto, i lunghissimi spostamenti che compivano in cerca di tesori: viaggiavano lungo la costa del Nordamerica da Terranova ai Caraibi, attraversavano l'Atlantico fino alla costa della Guinea e doppiavano Capo di Buona Speranza per raggiungere il Madagascar e depredare le navi nell'Oceano Indiano.La dotazione d'armi dei vascelli era meno importante della velocità e dell'affidabilità, poiché i pezzi d'artiglieria potevano essere sempre aggiunti in un secondo tempo. (Da: David Cordingly, "Storia della pirateria", Mondadori) Le imbarcazioni dei pirati dovevano essere: |
| RISPOSTA   Leggere attentamente il seguente brano. Una nave pirata richiedeva tre caratteristiche: doveva essere veloce, affidabile e ben armata. Un'imbarcazione rapida consentiva ai pirati di catturare la preda e fuggire velocemente: "un buon paio di piedi sono utili sia per prendere sia per evitare d'esser presi", sosteneva il capitano Johnson. [1] Per tale ragione molti pirati delle Indie occidentali utilizzavano sloop monoalbero costruiti nelle Bermuda e in Giamaica, noti per essere veloci. I pirati li conservavano in buone condizioni, carenandoli regolarmente per mantenere lo scafo liscio e libero dalle alghe, e solitamente, riuscivano a sfuggire a qualsiasi nave li inseguisse.Quando gli sloop di Vane, nel 1718, attaccarono una spedizione nel porto di New Providence, nelle Bahamas, le autorità inviarono alcuni vascelli al suo inseguimento "ma quando furono in mare aperto, i nostri sloop interruppero la caccia, poiché egli li superava di due piedi a ogni loro piede". I corsari della Barberia, nel Mediterraneo, usavano galee a remi, manovrati da schiavi. Erano imbarcazioni lunghe e strette, rinomate per la loro rapidità, e le navi a vela in bonaccia erano in loro balìa. I remi fungevano da motore e consentivano loro di compiere rapide manovre e raggiungere velocemente la vittima. Quando si alzava il vento, i corsari issavano un'ampia vela latina sull'unico albero a mezza nave. Le galee erano dotate di uno o più cannoni di grandi dimensioni a prua e di armi girevoli lungo le battagliole, ma la loro arma segreta erano i cento guerrieri che si lanciavano a bordo della preda e ne stroncavano qualsiasi tentativo di opposizione.Una nave pirata doveva anche essere affidabile, ovvero capace di superare le tempeste locali, di compiere traversate e, in alcuni casi, di effettuare viaggi oceanici. Una delle caratteristiche sorprendenti delle navi pirata degli inizi del Settecento erano, per l'appunto, i lunghissimi spostamenti che compivano in cerca di tesori: viaggiavano lungo la costa del Nordamerica da Terranova ai Caraibi, attraversavano l'Atlantico fino alla costa della Guinea e doppiavano Capo di Buona Speranza per raggiungere il Madagascar e depredare le navi nell'Oceano Indiano.La dotazione d'armi dei vascelli era meno importante della velocità e dell'affidabilità, poiché i pezzi d'artiglieria potevano essere sempre aggiunti in un secondo tempo. (Da: David Cordingly, "Storia della pirateria", Mondadori) Cosa sono gli "sloop" [1]? |
| RISPOSTA   Leggere attentamente il seguente brano. Una nave pirata richiedeva tre caratteristiche: doveva essere veloce, affidabile e ben armata. Un'imbarcazione rapida consentiva ai pirati di catturare la preda e fuggire velocemente: "un buon paio di piedi sono utili sia per prendere sia per evitare d'esser presi", sosteneva il capitano Johnson. [1] Per tale ragione molti pirati delle Indie occidentali utilizzavano sloop monoalbero costruiti nelle Bermuda e in Giamaica, noti per essere veloci. I pirati li conservavano in buone condizioni, carenandoli regolarmente per mantenere lo scafo liscio e libero dalle alghe, e solitamente, riuscivano a sfuggire a qualsiasi nave li inseguisse.Quando gli sloop di Vane, nel 1718, attaccarono una spedizione nel porto di New Providence, nelle Bahamas, le autorità inviarono alcuni vascelli al suo inseguimento "ma quando furono in mare aperto, i nostri sloop interruppero la caccia, poiché egli li superava di due piedi a ogni loro piede". I corsari della Barberia, nel Mediterraneo, usavano galee a remi, manovrati da schiavi. Erano imbarcazioni lunghe e strette, rinomate per la loro rapidità, e le navi a vela in bonaccia erano in loro balìa. I remi fungevano da motore e consentivano loro di compiere rapide manovre e raggiungere velocemente la vittima. Quando si alzava il vento, i corsari issavano un'ampia vela latina sull'unico albero a mezza nave. Le galee erano dotate di uno o più cannoni di grandi dimensioni a prua e di armi girevoli lungo le battagliole, ma la loro arma segreta erano i cento guerrieri che si lanciavano a bordo della preda e ne stroncavano qualsiasi tentativo di opposizione.Una nave pirata doveva anche essere affidabile, ovvero capace di superare le tempeste locali, di compiere traversate e, in alcuni casi, di effettuare viaggi oceanici. Una delle caratteristiche sorprendenti delle navi pirata degli inizi del Settecento erano, per l'appunto, i lunghissimi spostamenti che compivano in cerca di tesori: viaggiavano lungo la costa del Nordamerica da Terranova ai Caraibi, attraversavano l'Atlantico fino alla costa della Guinea e doppiavano Capo di Buona Speranza per raggiungere il Madagascar e depredare le navi nell'Oceano Indiano.La dotazione d'armi dei vascelli era meno importante della velocità e dell'affidabilità, poiché i pezzi d'artiglieria potevano essere sempre aggiunti in un secondo tempo. (Da: David Cordingly, "Storia della pirateria", Mondadori) Quale delle seguenti affermazioni NON è corretta? |
| RISPOSTA   Leggere attentamente il seguente brano. Una nave pirata richiedeva tre caratteristiche: doveva essere veloce, affidabile e ben armata. Un'imbarcazione rapida consentiva ai pirati di catturare la preda e fuggire velocemente: "un buon paio di piedi sono utili sia per prendere sia per evitare d'esser presi", sosteneva il capitano Johnson. [1] Per tale ragione molti pirati delle Indie occidentali utilizzavano sloop monoalbero costruiti nelle Bermuda e in Giamaica, noti per essere veloci. I pirati li conservavano in buone condizioni, carenandoli regolarmente per mantenere lo scafo liscio e libero dalle alghe, e solitamente, riuscivano a sfuggire a qualsiasi nave li inseguisse.Quando gli sloop di Vane, nel 1718, attaccarono una spedizione nel porto di New Providence, nelle Bahamas, le autorità inviarono alcuni vascelli al suo inseguimento "ma quando furono in mare aperto, i nostri sloop interruppero la caccia, poiché egli li superava di due piedi a ogni loro piede". I corsari della Barberia, nel Mediterraneo, usavano galee a remi, manovrati da schiavi. Erano imbarcazioni lunghe e strette, rinomate per la loro rapidità, e le navi a vela in bonaccia erano in loro balìa. I remi fungevano da motore e consentivano loro di compiere rapide manovre e raggiungere velocemente la vittima. Quando si alzava il vento, i corsari issavano un'ampia vela latina sull'unico albero a mezza nave. Le galee erano dotate di uno o più cannoni di grandi dimensioni a prua e di armi girevoli lungo le battagliole, ma la loro arma segreta erano i cento guerrieri che si lanciavano a bordo della preda e ne stroncavano qualsiasi tentativo di opposizione.Una nave pirata doveva anche essere affidabile, ovvero capace di superare le tempeste locali, di compiere traversate e, in alcuni casi, di effettuare viaggi oceanici. Una delle caratteristiche sorprendenti delle navi pirata degli inizi del Settecento erano, per l'appunto, i lunghissimi spostamenti che compivano in cerca di tesori: viaggiavano lungo la costa del Nordamerica da Terranova ai Caraibi, attraversavano l'Atlantico fino alla costa della Guinea e doppiavano Capo di Buona Speranza per raggiungere il Madagascar e depredare le navi nell'Oceano Indiano.La dotazione d'armi dei vascelli era meno importante della velocità e dell'affidabilità, poiché i pezzi d'artiglieria potevano essere sempre aggiunti in un secondo tempo. (Da: David Cordingly, "Storia della pirateria", Mondadori) Perché una nave pirata doveva essere affidabile? |
| RISPOSTA   Leggere attentamente il seguente brano. Una nave pirata richiedeva tre caratteristiche: doveva essere veloce, affidabile e ben armata. Un'imbarcazione rapida consentiva ai pirati di catturare la preda e fuggire velocemente: "un buon paio di piedi sono utili sia per prendere sia per evitare d'esser presi", sosteneva il capitano Johnson. [1] Per tale ragione molti pirati delle Indie occidentali utilizzavano sloop monoalbero costruiti nelle Bermuda e in Giamaica, noti per essere veloci. I pirati li conservavano in buone condizioni, carenandoli regolarmente per mantenere lo scafo liscio e libero dalle alghe, e solitamente, riuscivano a sfuggire a qualsiasi nave li inseguisse.Quando gli sloop di Vane, nel 1718, attaccarono una spedizione nel porto di New Providence, nelle Bahamas, le autorità inviarono alcuni vascelli al suo inseguimento "ma quando furono in mare aperto, i nostri sloop interruppero la caccia, poiché egli li superava di due piedi a ogni loro piede". I corsari della Barberia, nel Mediterraneo, usavano galee a remi, manovrati da schiavi. Erano imbarcazioni lunghe e strette, rinomate per la loro rapidità, e le navi a vela in bonaccia erano in loro balìa. I remi fungevano da motore e consentivano loro di compiere rapide manovre e raggiungere velocemente la vittima. Quando si alzava il vento, i corsari issavano un'ampia vela latina sull'unico albero a mezza nave. Le galee erano dotate di uno o più cannoni di grandi dimensioni a prua e di armi girevoli lungo le battagliole, ma la loro arma segreta erano i cento guerrieri che si lanciavano a bordo della preda e ne stroncavano qualsiasi tentativo di opposizione.Una nave pirata doveva anche essere affidabile, ovvero capace di superare le tempeste locali, di compiere traversate e, in alcuni casi, di effettuare viaggi oceanici. Una delle caratteristiche sorprendenti delle navi pirata degli inizi del Settecento erano, per l'appunto, i lunghissimi spostamenti che compivano in cerca di tesori: viaggiavano lungo la costa del Nordamerica da Terranova ai Caraibi, attraversavano l'Atlantico fino alla costa della Guinea e doppiavano Capo di Buona Speranza per raggiungere il Madagascar e depredare le navi nell'Oceano Indiano.La dotazione d'armi dei vascelli era meno importante della velocità e dell'affidabilità, poiché i pezzi d'artiglieria potevano essere sempre aggiunti in un secondo tempo. (Da: David Cordingly, "Storia della pirateria", Mondadori) Tra le caratteristiche descritte come proprie delle navi pirata, quella considerata meno importante è: |
| RISPOSTA   Leggere attentamente il seguente brano. Una peculiarità del Casanova è che non cerca tanto la madre, ma un oggetto transizionale che gli offra l'illusione del calore materno. Gli oggetti transizionali, come le copertine, le bambole o gli animali di peluche, svolgono un ruolo essenziale nella crescita del bambino verso l'autonomia. Essi infatti divengono i primi sostituti della madre assente: il bambino si consola con la copertina di lana fino a quando non impara a consolarsi con l'immagine interiorizzata della madre. Gli oggetti transizionali sono anche le prime cose che egli effettivamente controlla e manipola e, in questo senso, gli forniscono la prima prova reale del suo potere sull'ambiente circostante. Tutti abbiamo notato la dipendenza di certi bambini da una coperta logora o da un orsacchiotto malconcio; la stessa dipendenza caratterizza tutti coloro che sono rimasti bloccati alla fase transizionale: tossicodipendenti, alcolizzati e Casanova. L'alcol per l'alcolizzato o l'eroina per il tossicodipendente hanno la stessa funzione degli oggetti consolatori: non solo promettono quel nutrimento a lungo agognato, ma offrono anche quella sensazione di completezza e di autenticità di cui, altrimenti, sentono la mancanza. Il problema, chiaramente, è che la copertina del bambino, o la dose di eroina, non sono un seno materno: offrono solo un'illusione di consolazione che svanisce non appena la copertina non è a portata di mano o la droga ha finito l'effetto. Mancando della vera capacità di bastare a se stessi e con un senso della propria identità assai fragile, uomini come Ed, Eric e Saul devono cercare in continuazione oggetti transizionali, per evitare di provare il panico e la disperazione dei bambini abbandonati.Per i Casanova, le donne costituiscono la droga fondamentale. Essi cercano nuove partner sessuali in modo compulsivo [1], a volte mettendo a repentaglio salute, carriera e altri rapporti. Il loro oggetto del desiderio ispira lo stesso odio-amore che la droga ispira al tossicodipendente. Nelle fasi iniziali dell'abbordaggio o del corteggiamento, le donne sono madri buone, tanto desiderate, che promettono al tempo stesso emozione e sollievo. Nel giro di pochi mesi, settimane o ore, però, queste stesse donne si trasformano in madri cattive, tese solo a sfruttarli. Dopodiché, il Casanova si rimprovera di aver ceduto al brutale richiamo delle ghiandole e rimpiange ciò che Derek definisce "concezione romantica idiota". E si ripromette di non cascarci più. L'eterno ciclo di desiderio, disprezzo e senso di colpa è ben noto a chiunque abbia conosciuto l'alcolismo, la tossicodipendenza o abbia vissuto con una persona afflitta da questi problemi. (da: P. Trachtenberg, "Il Complesso di Casanova") Il Casanova descritto in questo brano: |
| RISPOSTA   Leggere attentamente il seguente brano. Una peculiarità del Casanova è che non cerca tanto la madre, ma un oggetto transizionale che gli offra l'illusione del calore materno. Gli oggetti transizionali, come le copertine, le bambole o gli animali di peluche, svolgono un ruolo essenziale nella crescita del bambino verso l'autonomia. Essi infatti divengono i primi sostituti della madre assente: il bambino si consola con la copertina di lana fino a quando non impara a consolarsi con l'immagine interiorizzata della madre. Gli oggetti transizionali sono anche le prime cose che egli effettivamente controlla e manipola e, in questo senso, gli forniscono la prima prova reale del suo potere sull'ambiente circostante. Tutti abbiamo notato la dipendenza di certi bambini da una coperta logora o da un orsacchiotto malconcio; la stessa dipendenza caratterizza tutti coloro che sono rimasti bloccati alla fase transizionale: tossicodipendenti, alcolizzati e Casanova. L'alcol per l'alcolizzato o l'eroina per il tossicodipendente hanno la stessa funzione degli oggetti consolatori: non solo promettono quel nutrimento a lungo agognato, ma offrono anche quella sensazione di completezza e di autenticità di cui, altrimenti, sentono la mancanza. Il problema, chiaramente, è che la copertina del bambino, o la dose di eroina, non sono un seno materno: offrono solo un'illusione di consolazione che svanisce non appena la copertina non è a portata di mano o la droga ha finito l'effetto. Mancando della vera capacità di bastare a se stessi e con un senso della propria identità assai fragile, uomini come Ed, Eric e Saul devono cercare in continuazione oggetti transizionali, per evitare di provare il panico e la disperazione dei bambini abbandonati.Per i Casanova, le donne costituiscono la droga fondamentale. Essi cercano nuove partner sessuali in modo compulsivo [1], a volte mettendo a repentaglio salute, carriera e altri rapporti. Il loro oggetto del desiderio ispira lo stesso odio-amore che la droga ispira al tossicodipendente. Nelle fasi iniziali dell'abbordaggio o del corteggiamento, le donne sono madri buone, tanto desiderate, che promettono al tempo stesso emozione e sollievo. Nel giro di pochi mesi, settimane o ore, però, queste stesse donne si trasformano in madri cattive, tese solo a sfruttarli. Dopodiché, il Casanova si rimprovera di aver ceduto al brutale richiamo delle ghiandole e rimpiange ciò che Derek definisce "concezione romantica idiota". E si ripromette di non cascarci più. L'eterno ciclo di desiderio, disprezzo e senso di colpa è ben noto a chiunque abbia conosciuto l'alcolismo, la tossicodipendenza o abbia vissuto con una persona afflitta da questi problemi. (da: P. Trachtenberg, "Il Complesso di Casanova") Quale delle seguenti NON è indicata dall'autore come una proprietà degli oggetti transizionali? |
| RISPOSTA   Leggere attentamente il seguente brano. Una peculiarità del Casanova è che non cerca tanto la madre, ma un oggetto transizionale che gli offra l'illusione del calore materno. Gli oggetti transizionali, come le copertine, le bambole o gli animali di peluche, svolgono un ruolo essenziale nella crescita del bambino verso l'autonomia. Essi infatti divengono i primi sostituti della madre assente: il bambino si consola con la copertina di lana fino a quando non impara a consolarsi con l'immagine interiorizzata della madre. Gli oggetti transizionali sono anche le prime cose che egli effettivamente controlla e manipola e, in questo senso, gli forniscono la prima prova reale del suo potere sull'ambiente circostante. Tutti abbiamo notato la dipendenza di certi bambini da una coperta logora o da un orsacchiotto malconcio; la stessa dipendenza caratterizza tutti coloro che sono rimasti bloccati alla fase transizionale: tossicodipendenti, alcolizzati e Casanova. L'alcol per l'alcolizzato o l'eroina per il tossicodipendente hanno la stessa funzione degli oggetti consolatori: non solo promettono quel nutrimento a lungo agognato, ma offrono anche quella sensazione di completezza e di autenticità di cui, altrimenti, sentono la mancanza. Il problema, chiaramente, è che la copertina del bambino, o la dose di eroina, non sono un seno materno: offrono solo un'illusione di consolazione che svanisce non appena la copertina non è a portata di mano o la droga ha finito l'effetto. Mancando della vera capacità di bastare a se stessi e con un senso della propria identità assai fragile, uomini come Ed, Eric e Saul devono cercare in continuazione oggetti transizionali, per evitare di provare il panico e la disperazione dei bambini abbandonati.Per i Casanova, le donne costituiscono la droga fondamentale. Essi cercano nuove partner sessuali in modo compulsivo [1], a volte mettendo a repentaglio salute, carriera e altri rapporti. Il loro oggetto del desiderio ispira lo stesso odio-amore che la droga ispira al tossicodipendente. Nelle fasi iniziali dell'abbordaggio o del corteggiamento, le donne sono madri buone, tanto desiderate, che promettono al tempo stesso emozione e sollievo. Nel giro di pochi mesi, settimane o ore, però, queste stesse donne si trasformano in madri cattive, tese solo a sfruttarli. Dopodiché, il Casanova si rimprovera di aver ceduto al brutale richiamo delle ghiandole e rimpiange ciò che Derek definisce "concezione romantica idiota". E si ripromette di non cascarci più. L'eterno ciclo di desiderio, disprezzo e senso di colpa è ben noto a chiunque abbia conosciuto l'alcolismo, la tossicodipendenza o abbia vissuto con una persona afflitta da questi problemi. (da: P. Trachtenberg, "Il Complesso di Casanova") Cosa viene indicato nel brano come in grado di rendere superflui gli oggetti transizionali? |
| RISPOSTA   Leggere attentamente il seguente brano. Una peculiarità del Casanova è che non cerca tanto la madre, ma un oggetto transizionale che gli offra l'illusione del calore materno. Gli oggetti transizionali, come le copertine, le bambole o gli animali di peluche, svolgono un ruolo essenziale nella crescita del bambino verso l'autonomia. Essi infatti divengono i primi sostituti della madre assente: il bambino si consola con la copertina di lana fino a quando non impara a consolarsi con l'immagine interiorizzata della madre. Gli oggetti transizionali sono anche le prime cose che egli effettivamente controlla e manipola e, in questo senso, gli forniscono la prima prova reale del suo potere sull'ambiente circostante. Tutti abbiamo notato la dipendenza di certi bambini da una coperta logora o da un orsacchiotto malconcio; la stessa dipendenza caratterizza tutti coloro che sono rimasti bloccati alla fase transizionale: tossicodipendenti, alcolizzati e Casanova. L'alcol per l'alcolizzato o l'eroina per il tossicodipendente hanno la stessa funzione degli oggetti consolatori: non solo promettono quel nutrimento a lungo agognato, ma offrono anche quella sensazione di completezza e di autenticità di cui, altrimenti, sentono la mancanza. Il problema, chiaramente, è che la copertina del bambino, o la dose di eroina, non sono un seno materno: offrono solo un'illusione di consolazione che svanisce non appena la copertina non è a portata di mano o la droga ha finito l'effetto. Mancando della vera capacità di bastare a se stessi e con un senso della propria identità assai fragile, uomini come Ed, Eric e Saul devono cercare in continuazione oggetti transizionali, per evitare di provare il panico e la disperazione dei bambini abbandonati.Per i Casanova, le donne costituiscono la droga fondamentale. Essi cercano nuove partner sessuali in modo compulsivo [1], a volte mettendo a repentaglio salute, carriera e altri rapporti. Il loro oggetto del desiderio ispira lo stesso odio-amore che la droga ispira al tossicodipendente. Nelle fasi iniziali dell'abbordaggio o del corteggiamento, le donne sono madri buone, tanto desiderate, che promettono al tempo stesso emozione e sollievo. Nel giro di pochi mesi, settimane o ore, però, queste stesse donne si trasformano in madri cattive, tese solo a sfruttarli. Dopodiché, il Casanova si rimprovera di aver ceduto al brutale richiamo delle ghiandole e rimpiange ciò che Derek definisce "concezione romantica idiota". E si ripromette di non cascarci più. L'eterno ciclo di desiderio, disprezzo e senso di colpa è ben noto a chiunque abbia conosciuto l'alcolismo, la tossicodipendenza o abbia vissuto con una persona afflitta da questi problemi. (da: P. Trachtenberg, "Il Complesso di Casanova") L'aggettivo "compulsivo" [1], secondo il significato che assume nel brano, può avere come sinonimo: |
| RISPOSTA   Leggere attentamente il seguente brano. Una peculiarità del Casanova è che non cerca tanto la madre, ma un oggetto transizionale che gli offra l'illusione del calore materno. Gli oggetti transizionali, come le copertine, le bambole o gli animali di peluche, svolgono un ruolo essenziale nella crescita del bambino verso l'autonomia. Essi infatti divengono i primi sostituti della madre assente: il bambino si consola con la copertina di lana fino a quando non impara a consolarsi con l'immagine interiorizzata della madre. Gli oggetti transizionali sono anche le prime cose che egli effettivamente controlla e manipola e, in questo senso, gli forniscono la prima prova reale del suo potere sull'ambiente circostante. Tutti abbiamo notato la dipendenza di certi bambini da una coperta logora o da un orsacchiotto malconcio; la stessa dipendenza caratterizza tutti coloro che sono rimasti bloccati alla fase transizionale: tossicodipendenti, alcolizzati e Casanova. L'alcol per l'alcolizzato o l'eroina per il tossicodipendente hanno la stessa funzione degli oggetti consolatori: non solo promettono quel nutrimento a lungo agognato, ma offrono anche quella sensazione di completezza e di autenticità di cui, altrimenti, sentono la mancanza. Il problema, chiaramente, è che la copertina del bambino, o la dose di eroina, non sono un seno materno: offrono solo un'illusione di consolazione che svanisce non appena la copertina non è a portata di mano o la droga ha finito l'effetto. Mancando della vera capacità di bastare a se stessi e con un senso della propria identità assai fragile, uomini come Ed, Eric e Saul devono cercare in continuazione oggetti transizionali, per evitare di provare il panico e la disperazione dei bambini abbandonati.Per i Casanova, le donne costituiscono la droga fondamentale. Essi cercano nuove partner sessuali in modo compulsivo [1], a volte mettendo a repentaglio salute, carriera e altri rapporti. Il loro oggetto del desiderio ispira lo stesso odio-amore che la droga ispira al tossicodipendente. Nelle fasi iniziali dell'abbordaggio o del corteggiamento, le donne sono madri buone, tanto desiderate, che promettono al tempo stesso emozione e sollievo. Nel giro di pochi mesi, settimane o ore, però, queste stesse donne si trasformano in madri cattive, tese solo a sfruttarli. Dopodiché, il Casanova si rimprovera di aver ceduto al brutale richiamo delle ghiandole e rimpiange ciò che Derek definisce "concezione romantica idiota". E si ripromette di non cascarci più. L'eterno ciclo di desiderio, disprezzo e senso di colpa è ben noto a chiunque abbia conosciuto l'alcolismo, la tossicodipendenza o abbia vissuto con una persona afflitta da questi problemi. (da: P. Trachtenberg, "Il Complesso di Casanova") Che cosa accomuna, secondo quanto riportato nel brano, i bambini, gli alcolisti, i tossicodipendenti e i Casanova? |
RISPOSTA   Leggere attentamente il seguente brano. Una prima riflessione va dunque fatta sul valore mediamente attribuito dal management alla formazione, ritenuta per lo più un'attività che sottrae anziché aggiungere valore.Allontanando dal controllo e dall'operatività [1], essa non è percepita come un investimento personale e aziendale, per una ragione molto semplice: l'azione manageriale trova ancora la sua massima espressione nell'esercizio di una leadership basata sulla presenza fisica. Partecipare a un corso non rappresenta per la maggior parte dei manager una fruttuosa pausa di distacco, che consente di rileggere con maggior oggettività il proprio operato e di confrontarlo con quello di altri, ma un momento di perdita di controllo.Tutto ciò, oltre a generare ansia e tensione (al punto che anche in aula si mantengono costanti contatti con l'ufficio), comporta una limitazione dell'apprendimento, sempre schermato dalla telefonata, da mail message, dai contatti più vari. (Da: Ortini, Visconti, "Dosi pediatriche per adulti", Economia & Management, 2012, pag. 12) Secondo quanto dice l'autore del brano, i manager tendono a vedere la formazione come: |
RISPOSTA   Leggere attentamente il seguente brano. Una prima riflessione va dunque fatta sul valore mediamente attribuito dal management alla formazione, ritenuta per lo più un'attività che sottrae anziché aggiungere valore.Allontanando dal controllo e dall'operatività [1], essa non è percepita come un investimento personale e aziendale, per una ragione molto semplice: l'azione manageriale trova ancora la sua massima espressione nell'esercizio di una leadership basata sulla presenza fisica. Partecipare a un corso non rappresenta per la maggior parte dei manager una fruttuosa pausa di distacco, che consente di rileggere con maggior oggettività il proprio operato e di confrontarlo con quello di altri, ma un momento di perdita di controllo.Tutto ciò, oltre a generare ansia e tensione (al punto che anche in aula si mantengono costanti contatti con l'ufficio), comporta una limitazione dell'apprendimento, sempre schermato dalla telefonata, da mail message, dai contatti più vari. (Da: Ortini, Visconti, "Dosi pediatriche per adulti", Economia & Management, 2012, pag. 12) Qual è il significato del temine "operatività" [1] impiegato nel brano? |
| RISPOSTA   Leggere attentamente il seguente brano. Una prima riflessione va dunque fatta sul valore mediamente attribuito dal management alla formazione, ritenuta per lo più un'attività che sottrae anziché aggiungere valore.Allontanando dal controllo e dall'operatività [1], essa non è percepita come un investimento personale e aziendale, per una ragione molto semplice: l'azione manageriale trova ancora la sua massima espressione nell'esercizio di una leadership basata sulla presenza fisica. Partecipare a un corso non rappresenta per la maggior parte dei manager una fruttuosa pausa di distacco, che consente di rileggere con maggior oggettività il proprio operato e di confrontarlo con quello di altri, ma un momento di perdita di controllo.Tutto ciò, oltre a generare ansia e tensione (al punto che anche in aula si mantengono costanti contatti con l'ufficio), comporta una limitazione dell'apprendimento, sempre schermato dalla telefonata, da mail message, dai contatti più vari. (Da: Ortini, Visconti, "Dosi pediatriche per adulti", Economia & Management, 2012, pag. 12) L'autore dice che il non sapersi distaccare dal proprio lavoro durante un corso produce come conseguenza: |
| RISPOSTA   Leggere attentamente il seguente brano. Una prima riflessione va dunque fatta sul valore mediamente attribuito dal management alla formazione, ritenuta per lo più un'attività che sottrae anziché aggiungere valore.Allontanando dal controllo e dall'operatività [1], essa non è percepita come un investimento personale e aziendale, per una ragione molto semplice: l'azione manageriale trova ancora la sua massima espressione nell'esercizio di una leadership basata sulla presenza fisica. Partecipare a un corso non rappresenta per la maggior parte dei manager una fruttuosa pausa di distacco, che consente di rileggere con maggior oggettività il proprio operato e di confrontarlo con quello di altri, ma un momento di perdita di controllo.Tutto ciò, oltre a generare ansia e tensione (al punto che anche in aula si mantengono costanti contatti con l'ufficio), comporta una limitazione dell'apprendimento, sempre schermato dalla telefonata, da mail message, dai contatti più vari. (Da: Ortini, Visconti, "Dosi pediatriche per adulti", Economia & Management, 2012, pag. 12) L'autore del brano lascia intendere che la frequenza a un corso, per il manager, dovrebbe essere: |
RISPOSTA   Leggere attentamente il seguente brano. Una prima riflessione va dunque fatta sul valore mediamente attribuito dal management alla formazione, ritenuta per lo più un'attività che sottrae anziché aggiungere valore.Allontanando dal controllo e dall'operatività [1], essa non è percepita come un investimento personale e aziendale, per una ragione molto semplice: l'azione manageriale trova ancora la sua massima espressione nell'esercizio di una leadership basata sulla presenza fisica. Partecipare a un corso non rappresenta per la maggior parte dei manager una fruttuosa pausa di distacco, che consente di rileggere con maggior oggettività il proprio operato e di confrontarlo con quello di altri, ma un momento di perdita di controllo.Tutto ciò, oltre a generare ansia e tensione (al punto che anche in aula si mantengono costanti contatti con l'ufficio), comporta una limitazione dell'apprendimento, sempre schermato dalla telefonata, da mail message, dai contatti più vari. (Da: Ortini, Visconti, "Dosi pediatriche per adulti", Economia & Management, 2012, pag. 12) Cosa intende l'autore quando parla di leadership basata sulla presenza fisica? |
RISPOSTA   Leggere attentamente il seguente brano. Una settimana di jazz e poesia con Stefano Benni, Paolo Fresu e Filomena Campus porta una ventata di spettacolo e cultura italiani sotto il Big Ben. Si chiama Jazz Islands Festival, nasce in Sardegna per approdare ora per la prima volta in un'isola più grande ma pur sempre isola, la Gran Bretagna, avendo come base uno dei locali storici di Londra, il "Pizza Express Jazz Club", scantinato nel cuore di Soho da cui sono passate generazioni di artisti e musicisti. L'idea è quella di portare i colori, i versi e le passioni del nostro Paese in Inghilterra con un formato nuovo, un mix di parole e musica, di concerto e teatro, rivolto non solo alla folta comunità italiana di Londra (200 mila residenti permanenti più almeno altrettanti di passaggio: una Bologna o una Cagliari, per fare riferimento ai protagonisti della kermesse, trapiantate lungo le rive del Tamigi), ma anche agli inglesi che già conoscono le star di questa rassegna e al formidabile pentolone multietnico della metropoli. (Da: Enrico Franceschini, "Jazz Islands Festival, a Londra musica e poesia parlano italiano", "La Repubblica") È corretto affermare che Stefano Benni, Paolo Fresu e Filomena Campus hanno aderito alla manifestazione londinese "Jazz Islands Festival"? |
| RISPOSTA   Leggere attentamente il seguente brano. Una settimana di jazz e poesia con Stefano Benni, Paolo Fresu e Filomena Campus porta una ventata di spettacolo e cultura italiani sotto il Big Ben. Si chiama Jazz Islands Festival, nasce in Sardegna per approdare ora per la prima volta in un'isola più grande ma pur sempre isola, la Gran Bretagna, avendo come base uno dei locali storici di Londra, il "Pizza Express Jazz Club", scantinato nel cuore di Soho da cui sono passate generazioni di artisti e musicisti. L'idea è quella di portare i colori, i versi e le passioni del nostro Paese in Inghilterra con un formato nuovo, un mix di parole e musica, di concerto e teatro, rivolto non solo alla folta comunità italiana di Londra (200 mila residenti permanenti più almeno altrettanti di passaggio: una Bologna o una Cagliari, per fare riferimento ai protagonisti della kermesse, trapiantate lungo le rive del Tamigi), ma anche agli inglesi che già conoscono le star di questa rassegna e al formidabile pentolone multietnico della metropoli. (Da: Enrico Franceschini, "Jazz Islands Festival, a Londra musica e poesia parlano italiano", "La Repubblica") A chi è rivolto lo spettacolo di jazz e poesia che si terrà a Londra? |
RISPOSTA   Leggere attentamente il seguente brano. Una settimana di jazz e poesia con Stefano Benni, Paolo Fresu e Filomena Campus porta una ventata di spettacolo e cultura italiani sotto il Big Ben. Si chiama Jazz Islands Festival, nasce in Sardegna per approdare ora per la prima volta in un'isola più grande ma pur sempre isola, la Gran Bretagna, avendo come base uno dei locali storici di Londra, il "Pizza Express Jazz Club", scantinato nel cuore di Soho da cui sono passate generazioni di artisti e musicisti. L'idea è quella di portare i colori, i versi e le passioni del nostro Paese in Inghilterra con un formato nuovo, un mix di parole e musica, di concerto e teatro, rivolto non solo alla folta comunità italiana di Londra (200 mila residenti permanenti più almeno altrettanti di passaggio: una Bologna o una Cagliari, per fare riferimento ai protagonisti della kermesse, trapiantate lungo le rive del Tamigi), ma anche agli inglesi che già conoscono le star di questa rassegna e al formidabile pentolone multietnico della metropoli. (Da: Enrico Franceschini, "Jazz Islands Festival, a Londra musica e poesia parlano italiano", "La Repubblica") Tra gli scopi dello svolgimento della kermesse a Londra NON è incluso/a: |
| RISPOSTA   Leggere attentamente il seguente brano. Una settimana di jazz e poesia con Stefano Benni, Paolo Fresu e Filomena Campus porta una ventata di spettacolo e cultura italiani sotto il Big Ben. Si chiama Jazz Islands Festival, nasce in Sardegna per approdare ora per la prima volta in un'isola più grande ma pur sempre isola, la Gran Bretagna, avendo come base uno dei locali storici di Londra, il "Pizza Express Jazz Club", scantinato nel cuore di Soho da cui sono passate generazioni di artisti e musicisti. L'idea è quella di portare i colori, i versi e le passioni del nostro Paese in Inghilterra con un formato nuovo, un mix di parole e musica, di concerto e teatro, rivolto non solo alla folta comunità italiana di Londra (200 mila residenti permanenti più almeno altrettanti di passaggio: una Bologna o una Cagliari, per fare riferimento ai protagonisti della kermesse, trapiantate lungo le rive del Tamigi), ma anche agli inglesi che già conoscono le star di questa rassegna e al formidabile pentolone multietnico della metropoli. (Da: Enrico Franceschini, "Jazz Islands Festival, a Londra musica e poesia parlano italiano", "La Repubblica") Il "Pizza Express Jazz Club" è definito "uno dei locali storici di Londra" perché: |
| RISPOSTA   Leggere attentamente il seguente brano. Una settimana di jazz e poesia con Stefano Benni, Paolo Fresu e Filomena Campus porta una ventata di spettacolo e cultura italiani sotto il Big Ben. Si chiama Jazz Islands Festival, nasce in Sardegna per approdare ora per la prima volta in un'isola più grande ma pur sempre isola, la Gran Bretagna, avendo come base uno dei locali storici di Londra, il "Pizza Express Jazz Club", scantinato nel cuore di Soho da cui sono passate generazioni di artisti e musicisti. L'idea è quella di portare i colori, i versi e le passioni del nostro Paese in Inghilterra con un formato nuovo, un mix di parole e musica, di concerto e teatro, rivolto non solo alla folta comunità italiana di Londra (200 mila residenti permanenti più almeno altrettanti di passaggio: una Bologna o una Cagliari, per fare riferimento ai protagonisti della kermesse, trapiantate lungo le rive del Tamigi), ma anche agli inglesi che già conoscono le star di questa rassegna e al formidabile pentolone multietnico della metropoli. (Da: Enrico Franceschini, "Jazz Islands Festival, a Londra musica e poesia parlano italiano", "La Repubblica") Da dove provengono gli artisti protagonisti dell'evento? |
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Leggere attentamente il seguente brano. Una prima riflessione va dunque fatta sul valore mediamente attribuito dal management alla formazione, ritenuta per lo più un'attività che sottrae anziché aggiungere valore.Allontanando dal controllo e dall'operatività [1], essa non è percepita come un investimento personale e aziendale, per una ragione molto semplice: l'azione manageriale trova ancora la sua massima espressione nell'esercizio di una leadership basata sulla presenza fisica. Partecipare a un corso non rappresenta per la maggior parte dei manager una fruttuosa pausa di distacco, che consente di rileggere con maggior oggettività il proprio operato e di confrontarlo con quello di altri, ma un momento di perdita di controllo.Tutto ciò, oltre a generare ansia e tensione (al punto che anche in aula si mantengono costanti contatti con l'ufficio), comporta una limitazione dell'apprendimento, sempre schermato dalla telefonata, da mail message, dai contatti più vari. (Da: Ortini, Visconti, "Dosi pediatriche per adulti", Economia & Management, 2012, pag. 12) Secondo quanto dice l'autore del brano, i manager tendono a vedere la formazione come: