Tutte le domande del quiz : Branitratto da:Guardia di Finanza Quiz - 631 allievi marescialli 2018 (90° corso) Concorso pubblico, per titoli ed esami, per 631 allievi marescialli 2018  Esercitati su questo Quiz  |
RISPOSTA   Leggere attentamente il seguente brano. Una vita più lunga e di qualità. Un progetto molto ambizioso per realizzare a Milano il centro di eccellenza mondiale per il miglioramento della vita in tutti i suoi aspetti.Questo il piano per il dopo Expo che il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, presenterà a Milano. Il progetto propone di creare in una parte dell'area dell'Esposizione universale un polo internazionale di ricerca e tecnologia applicata. Dedicato non solo all'alimentazione, ma a tutte le competenze che possono contribuire all'allungamento e al benessere della vita. Si mira quindi all'interazione fra scoperte e tecnologie mediche, welfare in una società che invecchia, innovazioni nei materiali sostenibili e nel ciclo dell'acqua e dei rifiuti, fino alla valorizzazione del patrimonio artistico e culturale. Il polo sarà guidato dall'Iit, l'Istituto Italiano di Tecnologia diretto dal 2005 dal 53enne fisico di fama mondiale Roberto Cingolani, che si avvarrà della collaborazione di altri due centri di eccellenza del Paese: l'Institute for International Interchange di Torino, e la Edmund Mach Foundation di Trento, centro di eccellenza per la ricerca e la formazione in campo agricolo, alimentare e ambientale. Il polo dovrà attrarre i migliori talenti mondiali e lavorare in sinergia con le aziende private. Il governo, spiegano a Palazzo Chigi, finanzierà il progetto con iniziali 100 milioni di euro mentre altri 100 milioni saranno investiti da Iit. Nel polo proposto da Renzi lavorerebbero almeno mille persone tra scienziati, ricercatori e tecnici mentre sono previsti circa 600 dottorati post laurea.Milano, sul modello dell'Istituto Italiano di Tecnologia dove il 45% dello staff viene dall'estero, dovrebbe diventare il centro di attrazione delle migliori intelligenze del mondo.Il piano guarda lontano e propone un primo traguardo fra 25 anni, nel 2040, per fare dell'Italia il Paese leader mondiale nelle "Human Technologies". In vista di questo traguardo i soggetti coinvolti dovranno collaborare su 11 progetti in diversi campi del sapere. Speciale attenzione sarà dedicata alla cura del cancro e delle malattie neurodegenerative, tra le principali cause di morte e invalidità nei Paesi industrializzati. Infine, si legge nel documento, ci sarà anche un beneficio per l' "immagine del Paese", facendo dell'Italia, si legge ancora, il "posto ideale per vivere, ma anche un leader visibile nei rami delle scienze e tecnologie al servizio dell'umanità". (da: "Il dopo Expo", "Corriere della Sera") Quante persone lavorerebbero nel polo tecnologico? |
| RISPOSTA   Leggere attentamente il seguente brano. Una vita più lunga e di qualità. Un progetto molto ambizioso per realizzare a Milano il centro di eccellenza mondiale per il miglioramento della vita in tutti i suoi aspetti.Questo il piano per il dopo Expo che il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, presenterà a Milano. Il progetto propone di creare in una parte dell'area dell'Esposizione universale un polo internazionale di ricerca e tecnologia applicata. Dedicato non solo all'alimentazione, ma a tutte le competenze che possono contribuire all'allungamento e al benessere della vita. Si mira quindi all'interazione fra scoperte e tecnologie mediche, welfare in una società che invecchia, innovazioni nei materiali sostenibili e nel ciclo dell'acqua e dei rifiuti, fino alla valorizzazione del patrimonio artistico e culturale. Il polo sarà guidato dall'Iit, l'Istituto Italiano di Tecnologia diretto dal 2005 dal 53enne fisico di fama mondiale Roberto Cingolani, che si avvarrà della collaborazione di altri due centri di eccellenza del Paese: l'Institute for International Interchange di Torino, e la Edmund Mach Foundation di Trento, centro di eccellenza per la ricerca e la formazione in campo agricolo, alimentare e ambientale. Il polo dovrà attrarre i migliori talenti mondiali e lavorare in sinergia con le aziende private. Il governo, spiegano a Palazzo Chigi, finanzierà il progetto con iniziali 100 milioni di euro mentre altri 100 milioni saranno investiti da Iit. Nel polo proposto da Renzi lavorerebbero almeno mille persone tra scienziati, ricercatori e tecnici mentre sono previsti circa 600 dottorati post laurea.Milano, sul modello dell'Istituto Italiano di Tecnologia dove il 45% dello staff viene dall'estero, dovrebbe diventare il centro di attrazione delle migliori intelligenze del mondo.Il piano guarda lontano e propone un primo traguardo fra 25 anni, nel 2040, per fare dell'Italia il Paese leader mondiale nelle "Human Technologies". In vista di questo traguardo i soggetti coinvolti dovranno collaborare su 11 progetti in diversi campi del sapere. Speciale attenzione sarà dedicata alla cura del cancro e delle malattie neurodegenerative, tra le principali cause di morte e invalidità nei Paesi industrializzati. Infine, si legge nel documento, ci sarà anche un beneficio per l' "immagine del Paese", facendo dell'Italia, si legge ancora, il "posto ideale per vivere, ma anche un leader visibile nei rami delle scienze e tecnologie al servizio dell'umanità". (da: "Il dopo Expo", "Corriere della Sera") Qual è l'obiettivo per il dopo Expo espresso da Matteo Renzi a Milano? |
RISPOSTA   Leggere attentamente il seguente brano. Una vita più lunga e di qualità. Un progetto molto ambizioso per realizzare a Milano il centro di eccellenza mondiale per il miglioramento della vita in tutti i suoi aspetti.Questo il piano per il dopo Expo che il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, presenterà a Milano. Il progetto propone di creare in una parte dell'area dell'Esposizione universale un polo internazionale di ricerca e tecnologia applicata. Dedicato non solo all'alimentazione, ma a tutte le competenze che possono contribuire all'allungamento e al benessere della vita. Si mira quindi all'interazione fra scoperte e tecnologie mediche, welfare in una società che invecchia, innovazioni nei materiali sostenibili e nel ciclo dell'acqua e dei rifiuti, fino alla valorizzazione del patrimonio artistico e culturale. Il polo sarà guidato dall'Iit, l'Istituto Italiano di Tecnologia diretto dal 2005 dal 53enne fisico di fama mondiale Roberto Cingolani, che si avvarrà della collaborazione di altri due centri di eccellenza del Paese: l'Institute for International Interchange di Torino, e la Edmund Mach Foundation di Trento, centro di eccellenza per la ricerca e la formazione in campo agricolo, alimentare e ambientale. Il polo dovrà attrarre i migliori talenti mondiali e lavorare in sinergia con le aziende private. Il governo, spiegano a Palazzo Chigi, finanzierà il progetto con iniziali 100 milioni di euro mentre altri 100 milioni saranno investiti da Iit. Nel polo proposto da Renzi lavorerebbero almeno mille persone tra scienziati, ricercatori e tecnici mentre sono previsti circa 600 dottorati post laurea.Milano, sul modello dell'Istituto Italiano di Tecnologia dove il 45% dello staff viene dall'estero, dovrebbe diventare il centro di attrazione delle migliori intelligenze del mondo.Il piano guarda lontano e propone un primo traguardo fra 25 anni, nel 2040, per fare dell'Italia il Paese leader mondiale nelle "Human Technologies". In vista di questo traguardo i soggetti coinvolti dovranno collaborare su 11 progetti in diversi campi del sapere. Speciale attenzione sarà dedicata alla cura del cancro e delle malattie neurodegenerative, tra le principali cause di morte e invalidità nei Paesi industrializzati. Infine, si legge nel documento, ci sarà anche un beneficio per l' "immagine del Paese", facendo dell'Italia, si legge ancora, il "posto ideale per vivere, ma anche un leader visibile nei rami delle scienze e tecnologie al servizio dell'umanità". (da: "Il dopo Expo", "Corriere della Sera") Da chi sarà guidato il polo tecnologico citato nel brano? |
| RISPOSTA   Leggere attentamente il seguente brano. Una vita più lunga e di qualità. Un progetto molto ambizioso per realizzare a Milano il centro di eccellenza mondiale per il miglioramento della vita in tutti i suoi aspetti.Questo il piano per il dopo Expo che il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, presenterà a Milano. Il progetto propone di creare in una parte dell'area dell'Esposizione universale un polo internazionale di ricerca e tecnologia applicata. Dedicato non solo all'alimentazione, ma a tutte le competenze che possono contribuire all'allungamento e al benessere della vita. Si mira quindi all'interazione fra scoperte e tecnologie mediche, welfare in una società che invecchia, innovazioni nei materiali sostenibili e nel ciclo dell'acqua e dei rifiuti, fino alla valorizzazione del patrimonio artistico e culturale. Il polo sarà guidato dall'Iit, l'Istituto Italiano di Tecnologia diretto dal 2005 dal 53enne fisico di fama mondiale Roberto Cingolani, che si avvarrà della collaborazione di altri due centri di eccellenza del Paese: l'Institute for International Interchange di Torino, e la Edmund Mach Foundation di Trento, centro di eccellenza per la ricerca e la formazione in campo agricolo, alimentare e ambientale. Il polo dovrà attrarre i migliori talenti mondiali e lavorare in sinergia con le aziende private. Il governo, spiegano a Palazzo Chigi, finanzierà il progetto con iniziali 100 milioni di euro mentre altri 100 milioni saranno investiti da Iit. Nel polo proposto da Renzi lavorerebbero almeno mille persone tra scienziati, ricercatori e tecnici mentre sono previsti circa 600 dottorati post laurea.Milano, sul modello dell'Istituto Italiano di Tecnologia dove il 45% dello staff viene dall'estero, dovrebbe diventare il centro di attrazione delle migliori intelligenze del mondo.Il piano guarda lontano e propone un primo traguardo fra 25 anni, nel 2040, per fare dell'Italia il Paese leader mondiale nelle "Human Technologies". In vista di questo traguardo i soggetti coinvolti dovranno collaborare su 11 progetti in diversi campi del sapere. Speciale attenzione sarà dedicata alla cura del cancro e delle malattie neurodegenerative, tra le principali cause di morte e invalidità nei Paesi industrializzati. Infine, si legge nel documento, ci sarà anche un beneficio per l' "immagine del Paese", facendo dell'Italia, si legge ancora, il "posto ideale per vivere, ma anche un leader visibile nei rami delle scienze e tecnologie al servizio dell'umanità". (da: "Il dopo Expo", "Corriere della Sera") Chi finanzierà il progetto? |
| RISPOSTA   Leggere attentamente il seguente brano. Una vita più lunga e di qualità. Un progetto molto ambizioso per realizzare a Milano il centro di eccellenza mondiale per il miglioramento della vita in tutti i suoi aspetti.Questo il piano per il dopo Expo che il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, presenterà a Milano. Il progetto propone di creare in una parte dell'area dell'Esposizione universale un polo internazionale di ricerca e tecnologia applicata. Dedicato non solo all'alimentazione, ma a tutte le competenze che possono contribuire all'allungamento e al benessere della vita. Si mira quindi all'interazione fra scoperte e tecnologie mediche, welfare in una società che invecchia, innovazioni nei materiali sostenibili e nel ciclo dell'acqua e dei rifiuti, fino alla valorizzazione del patrimonio artistico e culturale. Il polo sarà guidato dall'Iit, l'Istituto Italiano di Tecnologia diretto dal 2005 dal 53enne fisico di fama mondiale Roberto Cingolani, che si avvarrà della collaborazione di altri due centri di eccellenza del Paese: l'Institute for International Interchange di Torino, e la Edmund Mach Foundation di Trento, centro di eccellenza per la ricerca e la formazione in campo agricolo, alimentare e ambientale. Il polo dovrà attrarre i migliori talenti mondiali e lavorare in sinergia con le aziende private. Il governo, spiegano a Palazzo Chigi, finanzierà il progetto con iniziali 100 milioni di euro mentre altri 100 milioni saranno investiti da Iit. Nel polo proposto da Renzi lavorerebbero almeno mille persone tra scienziati, ricercatori e tecnici mentre sono previsti circa 600 dottorati post laurea.Milano, sul modello dell'Istituto Italiano di Tecnologia dove il 45% dello staff viene dall'estero, dovrebbe diventare il centro di attrazione delle migliori intelligenze del mondo.Il piano guarda lontano e propone un primo traguardo fra 25 anni, nel 2040, per fare dell'Italia il Paese leader mondiale nelle "Human Technologies". In vista di questo traguardo i soggetti coinvolti dovranno collaborare su 11 progetti in diversi campi del sapere. Speciale attenzione sarà dedicata alla cura del cancro e delle malattie neurodegenerative, tra le principali cause di morte e invalidità nei Paesi industrializzati. Infine, si legge nel documento, ci sarà anche un beneficio per l' "immagine del Paese", facendo dell'Italia, si legge ancora, il "posto ideale per vivere, ma anche un leader visibile nei rami delle scienze e tecnologie al servizio dell'umanità". (da: "Il dopo Expo", "Corriere della Sera") Quali sono i vantaggi previsti con la creazione del polo per la città di Milano? |
| RISPOSTA   Leggere attentamente il seguente brano. Uno steward che lavorava negli anni ottanta per l'American Airlines osservò che i suoi passeggeri divoravano di gusto le insalate servite in volo per cena, ma quasi tre su quattro lasciavano le olive. Robert Crandall, all'epoca a capo dell'azienda, le eliminò subito. Era venuto fuori che la compagnia aerea pagava i suoi fornitori di cibo in base al numero di ingredienti nell'insalata: 60 centesimi per quattro elementi e 80 per cinque. L'oliva era il quinto elemento. Questa decisione portò a un risparmio di 40mila dollari all'anno.Nel 1994 la Southwest Airlines ha seguito il suggerimento di un membro del personale di bordo e ha rimosso il logo della compagnia dai sacchetti dei rifiuti, facendo risparmiare alla compagnia 300mila dollari all'anno. In un settore industriale che ha a che fare con clienti schizzinosi e opera su margini ridottissimi, come fanno le compagnie moderne a tagliare i costi senza esagerare con il risparmio?Cominciano a imitare le supermodelle che evitano le ciambelle, attente al loro peso fino alle cifre decimali. Le compagnie aeree cestinano le riviste troppo voluminose distribuite in volo, stendono tappetini più sottili e servono il cibo in scatole di cartone più leggere. Alcune si sono liberate degli equipaggiamenti di sicurezza per gli atterraggi di emergenza in acqua sugli aerei che non volano sull'acqua.I sedili sono diventati più leggeri. Nel suo Airbus A321, la francese Air Mediterranée ha di recente sostituito 220 sedili della classe economy di 12 chilogrammi ciascuno con sedili più sottili realizzati con materiali più leggeri come il titanio che pesano circa quattro chilogrammi. La GoAir, una low-cost indiana, assume solo personale di bordo femminile perché le donne pesano in media 10-15 chilogrammi in meno degli uomini. Questa parsimonia produce dei risultati. Il carburante assorbe un terzo dei costi di una compagnia aerea e ogni chilogrammo rosicchiato in questo modo riduce di cento dollari le spese annuali di carburante di un velivolo.Piccoli aggiustamenti di design sui velivoli moderni che non consumano quanto i loro predecessori possono rivelarsi altrettanto utili. La Southwest Airlines ha stimato un risparmio di "243 milioni di litri di carburante ogni anno" dopo aver installato sulla sua flotta winglet o alette d'estremità rivolte verso l'alto per ridurre la resistenza aerodinamica. (da "Come fanno le linee aeree a tagliare i costi?", Internazionale online) Per "steward" si intende: |
| RISPOSTA   Leggere attentamente il seguente brano. Uno steward che lavorava negli anni ottanta per l'American Airlines osservò che i suoi passeggeri divoravano di gusto le insalate servite in volo per cena, ma quasi tre su quattro lasciavano le olive. Robert Crandall, all'epoca a capo dell'azienda, le eliminò subito. Era venuto fuori che la compagnia aerea pagava i suoi fornitori di cibo in base al numero di ingredienti nell'insalata: 60 centesimi per quattro elementi e 80 per cinque. L'oliva era il quinto elemento. Questa decisione portò a un risparmio di 40mila dollari all'anno.Nel 1994 la Southwest Airlines ha seguito il suggerimento di un membro del personale di bordo e ha rimosso il logo della compagnia dai sacchetti dei rifiuti, facendo risparmiare alla compagnia 300mila dollari all'anno. In un settore industriale che ha a che fare con clienti schizzinosi e opera su margini ridottissimi, come fanno le compagnie moderne a tagliare i costi senza esagerare con il risparmio?Cominciano a imitare le supermodelle che evitano le ciambelle, attente al loro peso fino alle cifre decimali. Le compagnie aeree cestinano le riviste troppo voluminose distribuite in volo, stendono tappetini più sottili e servono il cibo in scatole di cartone più leggere. Alcune si sono liberate degli equipaggiamenti di sicurezza per gli atterraggi di emergenza in acqua sugli aerei che non volano sull'acqua.I sedili sono diventati più leggeri. Nel suo Airbus A321, la francese Air Mediterranée ha di recente sostituito 220 sedili della classe economy di 12 chilogrammi ciascuno con sedili più sottili realizzati con materiali più leggeri come il titanio che pesano circa quattro chilogrammi. La GoAir, una low-cost indiana, assume solo personale di bordo femminile perché le donne pesano in media 10-15 chilogrammi in meno degli uomini. Questa parsimonia produce dei risultati. Il carburante assorbe un terzo dei costi di una compagnia aerea e ogni chilogrammo rosicchiato in questo modo riduce di cento dollari le spese annuali di carburante di un velivolo.Piccoli aggiustamenti di design sui velivoli moderni che non consumano quanto i loro predecessori possono rivelarsi altrettanto utili. La Southwest Airlines ha stimato un risparmio di "243 milioni di litri di carburante ogni anno" dopo aver installato sulla sua flotta winglet o alette d'estremità rivolte verso l'alto per ridurre la resistenza aerodinamica. (da "Come fanno le linee aeree a tagliare i costi?", Internazionale online) Quale delle seguenti conclusioni è autorizzata dal brano? |
| RISPOSTA   Leggere attentamente il seguente brano. Uno steward che lavorava negli anni ottanta per l'American Airlines osservò che i suoi passeggeri divoravano di gusto le insalate servite in volo per cena, ma quasi tre su quattro lasciavano le olive. Robert Crandall, all'epoca a capo dell'azienda, le eliminò subito. Era venuto fuori che la compagnia aerea pagava i suoi fornitori di cibo in base al numero di ingredienti nell'insalata: 60 centesimi per quattro elementi e 80 per cinque. L'oliva era il quinto elemento. Questa decisione portò a un risparmio di 40mila dollari all'anno.Nel 1994 la Southwest Airlines ha seguito il suggerimento di un membro del personale di bordo e ha rimosso il logo della compagnia dai sacchetti dei rifiuti, facendo risparmiare alla compagnia 300mila dollari all'anno. In un settore industriale che ha a che fare con clienti schizzinosi e opera su margini ridottissimi, come fanno le compagnie moderne a tagliare i costi senza esagerare con il risparmio?Cominciano a imitare le supermodelle che evitano le ciambelle, attente al loro peso fino alle cifre decimali. Le compagnie aeree cestinano le riviste troppo voluminose distribuite in volo, stendono tappetini più sottili e servono il cibo in scatole di cartone più leggere. Alcune si sono liberate degli equipaggiamenti di sicurezza per gli atterraggi di emergenza in acqua sugli aerei che non volano sull'acqua.I sedili sono diventati più leggeri. Nel suo Airbus A321, la francese Air Mediterranée ha di recente sostituito 220 sedili della classe economy di 12 chilogrammi ciascuno con sedili più sottili realizzati con materiali più leggeri come il titanio che pesano circa quattro chilogrammi. La GoAir, una low-cost indiana, assume solo personale di bordo femminile perché le donne pesano in media 10-15 chilogrammi in meno degli uomini. Questa parsimonia produce dei risultati. Il carburante assorbe un terzo dei costi di una compagnia aerea e ogni chilogrammo rosicchiato in questo modo riduce di cento dollari le spese annuali di carburante di un velivolo.Piccoli aggiustamenti di design sui velivoli moderni che non consumano quanto i loro predecessori possono rivelarsi altrettanto utili. La Southwest Airlines ha stimato un risparmio di "243 milioni di litri di carburante ogni anno" dopo aver installato sulla sua flotta winglet o alette d'estremità rivolte verso l'alto per ridurre la resistenza aerodinamica. (da "Come fanno le linee aeree a tagliare i costi?", Internazionale online) Paragonando le compagnie aeree alle modelle l'autore del brano intende dire che: |
| RISPOSTA   Leggere attentamente il seguente brano. Uno steward che lavorava negli anni ottanta per l'American Airlines osservò che i suoi passeggeri divoravano di gusto le insalate servite in volo per cena, ma quasi tre su quattro lasciavano le olive. Robert Crandall, all'epoca a capo dell'azienda, le eliminò subito. Era venuto fuori che la compagnia aerea pagava i suoi fornitori di cibo in base al numero di ingredienti nell'insalata: 60 centesimi per quattro elementi e 80 per cinque. L'oliva era il quinto elemento. Questa decisione portò a un risparmio di 40mila dollari all'anno.Nel 1994 la Southwest Airlines ha seguito il suggerimento di un membro del personale di bordo e ha rimosso il logo della compagnia dai sacchetti dei rifiuti, facendo risparmiare alla compagnia 300mila dollari all'anno. In un settore industriale che ha a che fare con clienti schizzinosi e opera su margini ridottissimi, come fanno le compagnie moderne a tagliare i costi senza esagerare con il risparmio?Cominciano a imitare le supermodelle che evitano le ciambelle, attente al loro peso fino alle cifre decimali. Le compagnie aeree cestinano le riviste troppo voluminose distribuite in volo, stendono tappetini più sottili e servono il cibo in scatole di cartone più leggere. Alcune si sono liberate degli equipaggiamenti di sicurezza per gli atterraggi di emergenza in acqua sugli aerei che non volano sull'acqua.I sedili sono diventati più leggeri. Nel suo Airbus A321, la francese Air Mediterranée ha di recente sostituito 220 sedili della classe economy di 12 chilogrammi ciascuno con sedili più sottili realizzati con materiali più leggeri come il titanio che pesano circa quattro chilogrammi. La GoAir, una low-cost indiana, assume solo personale di bordo femminile perché le donne pesano in media 10-15 chilogrammi in meno degli uomini. Questa parsimonia produce dei risultati. Il carburante assorbe un terzo dei costi di una compagnia aerea e ogni chilogrammo rosicchiato in questo modo riduce di cento dollari le spese annuali di carburante di un velivolo.Piccoli aggiustamenti di design sui velivoli moderni che non consumano quanto i loro predecessori possono rivelarsi altrettanto utili. La Southwest Airlines ha stimato un risparmio di "243 milioni di litri di carburante ogni anno" dopo aver installato sulla sua flotta winglet o alette d'estremità rivolte verso l'alto per ridurre la resistenza aerodinamica. (da "Come fanno le linee aeree a tagliare i costi?", Internazionale online) Per quale motivo la GoAir indiana preferisce assumere personale di bordo femminile? |
| RISPOSTA   Leggere attentamente il seguente brano. Uno steward che lavorava negli anni ottanta per l'American Airlines osservò che i suoi passeggeri divoravano di gusto le insalate servite in volo per cena, ma quasi tre su quattro lasciavano le olive. Robert Crandall, all'epoca a capo dell'azienda, le eliminò subito. Era venuto fuori che la compagnia aerea pagava i suoi fornitori di cibo in base al numero di ingredienti nell'insalata: 60 centesimi per quattro elementi e 80 per cinque. L'oliva era il quinto elemento. Questa decisione portò a un risparmio di 40mila dollari all'anno.Nel 1994 la Southwest Airlines ha seguito il suggerimento di un membro del personale di bordo e ha rimosso il logo della compagnia dai sacchetti dei rifiuti, facendo risparmiare alla compagnia 300mila dollari all'anno. In un settore industriale che ha a che fare con clienti schizzinosi e opera su margini ridottissimi, come fanno le compagnie moderne a tagliare i costi senza esagerare con il risparmio?Cominciano a imitare le supermodelle che evitano le ciambelle, attente al loro peso fino alle cifre decimali. Le compagnie aeree cestinano le riviste troppo voluminose distribuite in volo, stendono tappetini più sottili e servono il cibo in scatole di cartone più leggere. Alcune si sono liberate degli equipaggiamenti di sicurezza per gli atterraggi di emergenza in acqua sugli aerei che non volano sull'acqua.I sedili sono diventati più leggeri. Nel suo Airbus A321, la francese Air Mediterranée ha di recente sostituito 220 sedili della classe economy di 12 chilogrammi ciascuno con sedili più sottili realizzati con materiali più leggeri come il titanio che pesano circa quattro chilogrammi. La GoAir, una low-cost indiana, assume solo personale di bordo femminile perché le donne pesano in media 10-15 chilogrammi in meno degli uomini. Questa parsimonia produce dei risultati. Il carburante assorbe un terzo dei costi di una compagnia aerea e ogni chilogrammo rosicchiato in questo modo riduce di cento dollari le spese annuali di carburante di un velivolo.Piccoli aggiustamenti di design sui velivoli moderni che non consumano quanto i loro predecessori possono rivelarsi altrettanto utili. La Southwest Airlines ha stimato un risparmio di "243 milioni di litri di carburante ogni anno" dopo aver installato sulla sua flotta winglet o alette d'estremità rivolte verso l'alto per ridurre la resistenza aerodinamica. (da "Come fanno le linee aeree a tagliare i costi?", Internazionale online) Qual è l'argomento principale del brano? |
| RISPOSTA   Leggere attentamente il seguente brano. Vediamo, ora, quali sono gli elementi della Bibbia che avvalorano le immagini urbane del Medioevo, così come le abbiamo incontrate nelle opere del secolo XII. Sono, da un lato, le immagini materiali della città: materiali, ma anche impregnate di valorizzazioni e tali da incarnare sistemi ideologici fondamentali. Sono gli elementi che definiscono gli stereotipi urbani: le mura, le porte, le torri, i materiali che esprimono solidità, ricchezza, bellezza, quali la pietra, il marmo, l'argento e l'oro. È il prevalere di due monumenti � o tipi di monumento � che materializzano il gioco dei poteri dominanti: il Tempio e il Palazzo, la chiesa e il castello. È la predominanza di due spinte essenziali, quella che innalza al cielo muraglie, torri e monumenti e quella che instaura attraverso la porta quell'andirivieni fra la cultura interna e la natura esterna, fra il mondo della produzione agricola e il mondo dei consumi, della fabbricazione di oggetti e dello scambio di beni, fra il mettersi al riparo e il partire verso l'avventura e la solitudine. Dimora ideale di una società in cui l'organizzazione dello spazio e dei valori, più che fra la destra e la sinistra dell'Antichità, si costruisce fra l'alto e il basso, l'interno e l'esterno, privilegiando la verticalità e l'interiorità. Ma è anche il desiderio ambivalente della città da conquistare, della città-preda, e più ancora l'ambiguità fondamentale della città stessa, Babilonia o Gerusalemme, Babilonia e Gerusalemme, che evolve fra l'unità armoniosa e il disordine, il desiderio e la paura, la rovina e la salvezza. Prima di tornare al secolo XII e ai nostri testi, notiamo ancora che la terza eredità culturale di cui abbiamo parlato prima, cioè l'eredità barbara, sembra seguire, dai pochi indizi che abbiamo, le tracce delle immagini bibliche. Un brano significativo di Tacito, nel sottolineare che i barbari ignorano la città, suggerisce l'idea che le città li attraggono con la loro solidità (universo di pietra e di mattoni a fronte del loro mondo di legno), con la loro ricchezza e bellezza, con la loro funzione di focolai di civiltà e centri di potere. Occorre anche sgombrare il campo dai possibili equivoci sul significato della ricerca che qui si propone. Io non considero la Bibbia come la fonte � nel significato tradizionale del termine � delle immagini culturali e mentali della società medievale. (Da: Le Goff, "L'immaginario medievale", Editori Laterza) Perché la città è ambivalente? |
RISPOSTA   Leggere attentamente il seguente brano. Vediamo, ora, quali sono gli elementi della Bibbia che avvalorano le immagini urbane del Medioevo, così come le abbiamo incontrate nelle opere del secolo XII. Sono, da un lato, le immagini materiali della città: materiali, ma anche impregnate di valorizzazioni e tali da incarnare sistemi ideologici fondamentali. Sono gli elementi che definiscono gli stereotipi urbani: le mura, le porte, le torri, i materiali che esprimono solidità, ricchezza, bellezza, quali la pietra, il marmo, l'argento e l'oro. È il prevalere di due monumenti � o tipi di monumento � che materializzano il gioco dei poteri dominanti: il Tempio e il Palazzo, la chiesa e il castello. È la predominanza di due spinte essenziali, quella che innalza al cielo muraglie, torri e monumenti e quella che instaura attraverso la porta quell'andirivieni fra la cultura interna e la natura esterna, fra il mondo della produzione agricola e il mondo dei consumi, della fabbricazione di oggetti e dello scambio di beni, fra il mettersi al riparo e il partire verso l'avventura e la solitudine. Dimora ideale di una società in cui l'organizzazione dello spazio e dei valori, più che fra la destra e la sinistra dell'Antichità, si costruisce fra l'alto e il basso, l'interno e l'esterno, privilegiando la verticalità e l'interiorità. Ma è anche il desiderio ambivalente della città da conquistare, della città-preda, e più ancora l'ambiguità fondamentale della città stessa, Babilonia o Gerusalemme, Babilonia e Gerusalemme, che evolve fra l'unità armoniosa e il disordine, il desiderio e la paura, la rovina e la salvezza. Prima di tornare al secolo XII e ai nostri testi, notiamo ancora che la terza eredità culturale di cui abbiamo parlato prima, cioè l'eredità barbara, sembra seguire, dai pochi indizi che abbiamo, le tracce delle immagini bibliche. Un brano significativo di Tacito, nel sottolineare che i barbari ignorano la città, suggerisce l'idea che le città li attraggono con la loro solidità (universo di pietra e di mattoni a fronte del loro mondo di legno), con la loro ricchezza e bellezza, con la loro funzione di focolai di civiltà e centri di potere. Occorre anche sgombrare il campo dai possibili equivoci sul significato della ricerca che qui si propone. Io non considero la Bibbia come la fonte � nel significato tradizionale del termine � delle immagini culturali e mentali della società medievale. (Da: Le Goff, "L'immaginario medievale", Editori Laterza) Quali, tra i seguenti edifici, simboleggiano maggiormente la dicotomia del potere? |
| RISPOSTA   Leggere attentamente il seguente brano. Vediamo, ora, quali sono gli elementi della Bibbia che avvalorano le immagini urbane del Medioevo, così come le abbiamo incontrate nelle opere del secolo XII. Sono, da un lato, le immagini materiali della città: materiali, ma anche impregnate di valorizzazioni e tali da incarnare sistemi ideologici fondamentali. Sono gli elementi che definiscono gli stereotipi urbani: le mura, le porte, le torri, i materiali che esprimono solidità, ricchezza, bellezza, quali la pietra, il marmo, l'argento e l'oro. È il prevalere di due monumenti � o tipi di monumento � che materializzano il gioco dei poteri dominanti: il Tempio e il Palazzo, la chiesa e il castello. È la predominanza di due spinte essenziali, quella che innalza al cielo muraglie, torri e monumenti e quella che instaura attraverso la porta quell'andirivieni fra la cultura interna e la natura esterna, fra il mondo della produzione agricola e il mondo dei consumi, della fabbricazione di oggetti e dello scambio di beni, fra il mettersi al riparo e il partire verso l'avventura e la solitudine. Dimora ideale di una società in cui l'organizzazione dello spazio e dei valori, più che fra la destra e la sinistra dell'Antichità, si costruisce fra l'alto e il basso, l'interno e l'esterno, privilegiando la verticalità e l'interiorità. Ma è anche il desiderio ambivalente della città da conquistare, della città-preda, e più ancora l'ambiguità fondamentale della città stessa, Babilonia o Gerusalemme, Babilonia e Gerusalemme, che evolve fra l'unità armoniosa e il disordine, il desiderio e la paura, la rovina e la salvezza. Prima di tornare al secolo XII e ai nostri testi, notiamo ancora che la terza eredità culturale di cui abbiamo parlato prima, cioè l'eredità barbara, sembra seguire, dai pochi indizi che abbiamo, le tracce delle immagini bibliche. Un brano significativo di Tacito, nel sottolineare che i barbari ignorano la città, suggerisce l'idea che le città li attraggono con la loro solidità (universo di pietra e di mattoni a fronte del loro mondo di legno), con la loro ricchezza e bellezza, con la loro funzione di focolai di civiltà e centri di potere. Occorre anche sgombrare il campo dai possibili equivoci sul significato della ricerca che qui si propone. Io non considero la Bibbia come la fonte � nel significato tradizionale del termine � delle immagini culturali e mentali della società medievale. (Da: Le Goff, "L'immaginario medievale", Editori Laterza) Quali dimensioni spaziali privilegia il Medioevo? |
| RISPOSTA   Leggere attentamente il seguente brano. Vediamo, ora, quali sono gli elementi della Bibbia che avvalorano le immagini urbane del Medioevo, così come le abbiamo incontrate nelle opere del secolo XII. Sono, da un lato, le immagini materiali della città: materiali, ma anche impregnate di valorizzazioni e tali da incarnare sistemi ideologici fondamentali. Sono gli elementi che definiscono gli stereotipi urbani: le mura, le porte, le torri, i materiali che esprimono solidità, ricchezza, bellezza, quali la pietra, il marmo, l'argento e l'oro. È il prevalere di due monumenti � o tipi di monumento � che materializzano il gioco dei poteri dominanti: il Tempio e il Palazzo, la chiesa e il castello. È la predominanza di due spinte essenziali, quella che innalza al cielo muraglie, torri e monumenti e quella che instaura attraverso la porta quell'andirivieni fra la cultura interna e la natura esterna, fra il mondo della produzione agricola e il mondo dei consumi, della fabbricazione di oggetti e dello scambio di beni, fra il mettersi al riparo e il partire verso l'avventura e la solitudine. Dimora ideale di una società in cui l'organizzazione dello spazio e dei valori, più che fra la destra e la sinistra dell'Antichità, si costruisce fra l'alto e il basso, l'interno e l'esterno, privilegiando la verticalità e l'interiorità. Ma è anche il desiderio ambivalente della città da conquistare, della città-preda, e più ancora l'ambiguità fondamentale della città stessa, Babilonia o Gerusalemme, Babilonia e Gerusalemme, che evolve fra l'unità armoniosa e il disordine, il desiderio e la paura, la rovina e la salvezza. Prima di tornare al secolo XII e ai nostri testi, notiamo ancora che la terza eredità culturale di cui abbiamo parlato prima, cioè l'eredità barbara, sembra seguire, dai pochi indizi che abbiamo, le tracce delle immagini bibliche. Un brano significativo di Tacito, nel sottolineare che i barbari ignorano la città, suggerisce l'idea che le città li attraggono con la loro solidità (universo di pietra e di mattoni a fronte del loro mondo di legno), con la loro ricchezza e bellezza, con la loro funzione di focolai di civiltà e centri di potere. Occorre anche sgombrare il campo dai possibili equivoci sul significato della ricerca che qui si propone. Io non considero la Bibbia come la fonte � nel significato tradizionale del termine � delle immagini culturali e mentali della società medievale. (Da: Le Goff, "L'immaginario medievale", Editori Laterza) Dal brano si evince che le città nel Medioevo: |
| RISPOSTA   Leggere attentamente il seguente brano. Vediamo, ora, quali sono gli elementi della Bibbia che avvalorano le immagini urbane del Medioevo, così come le abbiamo incontrate nelle opere del secolo XII. Sono, da un lato, le immagini materiali della città: materiali, ma anche impregnate di valorizzazioni e tali da incarnare sistemi ideologici fondamentali. Sono gli elementi che definiscono gli stereotipi urbani: le mura, le porte, le torri, i materiali che esprimono solidità, ricchezza, bellezza, quali la pietra, il marmo, l'argento e l'oro. È il prevalere di due monumenti � o tipi di monumento � che materializzano il gioco dei poteri dominanti: il Tempio e il Palazzo, la chiesa e il castello. È la predominanza di due spinte essenziali, quella che innalza al cielo muraglie, torri e monumenti e quella che instaura attraverso la porta quell'andirivieni fra la cultura interna e la natura esterna, fra il mondo della produzione agricola e il mondo dei consumi, della fabbricazione di oggetti e dello scambio di beni, fra il mettersi al riparo e il partire verso l'avventura e la solitudine. Dimora ideale di una società in cui l'organizzazione dello spazio e dei valori, più che fra la destra e la sinistra dell'Antichità, si costruisce fra l'alto e il basso, l'interno e l'esterno, privilegiando la verticalità e l'interiorità. Ma è anche il desiderio ambivalente della città da conquistare, della città-preda, e più ancora l'ambiguità fondamentale della città stessa, Babilonia o Gerusalemme, Babilonia e Gerusalemme, che evolve fra l'unità armoniosa e il disordine, il desiderio e la paura, la rovina e la salvezza. Prima di tornare al secolo XII e ai nostri testi, notiamo ancora che la terza eredità culturale di cui abbiamo parlato prima, cioè l'eredità barbara, sembra seguire, dai pochi indizi che abbiamo, le tracce delle immagini bibliche. Un brano significativo di Tacito, nel sottolineare che i barbari ignorano la città, suggerisce l'idea che le città li attraggono con la loro solidità (universo di pietra e di mattoni a fronte del loro mondo di legno), con la loro ricchezza e bellezza, con la loro funzione di focolai di civiltà e centri di potere. Occorre anche sgombrare il campo dai possibili equivoci sul significato della ricerca che qui si propone. Io non considero la Bibbia come la fonte � nel significato tradizionale del termine � delle immagini culturali e mentali della società medievale. (Da: Le Goff, "L'immaginario medievale", Editori Laterza) Secondo Tacito, i barbari: |
| RISPOSTA   Leggere attentamente il seguente brano. Vittorini pensava di aver scritto un libro antifascista e comunque temeva che la censura lo bloccasse. In realtà la censura era intervenuta poco prima sul suo "Garofano rosso" per ragioni moralistiche, con l'accusa cioè di cadute "pornografiche", e anche per "Conversazione" i primi recensori (1941-42) si accapigliarono essenzialmente sui capitoli XXIX-XXXI, riguardanti lo stucchevole "giro delle iniezioni", che tante pagine occupa nel racconto e pretende di raffigurare una sorta di "iniziazione" sessuale dell'autore. Sta di fatto che non di rado � per la censura � l'accusa di "pornografia" risultava la più comoda anche quando si voleva colpire altro. Nel caso di Vittorini, nonostante la prudenza dell'editore Parenti, il quale "nascose" "Conversazione" dietro il breve racconto (che dava titolo al volume) "Nome e lacrime", l'attacco venne direttamente dal "Popolo d'Italia", con un trafiletto non firmato. Il libro riapparve da Bompiani, non senza una violenta reprimenda [1] a Vittorini da parte del federale milanese, forse aizzato, o eccitato, dalla lettura del "Popolo d'Italia". Presto però scattò il divieto e il volume, percepito come antifascista, fu ristampato all'estero, in Svizzera. (Da: Canfora, prefazione a Conversazione in Sicilia, Corriere della Sera) Qual è il significato del termine "reprimenda" [1] utilizzato nel testo? |
| RISPOSTA   Leggere attentamente il seguente brano. Vittorini pensava di aver scritto un libro antifascista e comunque temeva che la censura lo bloccasse. In realtà la censura era intervenuta poco prima sul suo "Garofano rosso" per ragioni moralistiche, con l'accusa cioè di cadute "pornografiche", e anche per "Conversazione" i primi recensori (1941-42) si accapigliarono essenzialmente sui capitoli XXIX-XXXI, riguardanti lo stucchevole "giro delle iniezioni", che tante pagine occupa nel racconto e pretende di raffigurare una sorta di "iniziazione" sessuale dell'autore. Sta di fatto che non di rado � per la censura � l'accusa di "pornografia" risultava la più comoda anche quando si voleva colpire altro. Nel caso di Vittorini, nonostante la prudenza dell'editore Parenti, il quale "nascose" "Conversazione" dietro il breve racconto (che dava titolo al volume) "Nome e lacrime", l'attacco venne direttamente dal "Popolo d'Italia", con un trafiletto non firmato. Il libro riapparve da Bompiani, non senza una violenta reprimenda [1] a Vittorini da parte del federale milanese, forse aizzato, o eccitato, dalla lettura del "Popolo d'Italia". Presto però scattò il divieto e il volume, percepito come antifascista, fu ristampato all'estero, in Svizzera. (Da: Canfora, prefazione a Conversazione in Sicilia, Corriere della Sera) Quale delle seguenti affermazioni NON è ricavabile dal brano? |
| RISPOSTA   Leggere attentamente il seguente brano. Vittorini pensava di aver scritto un libro antifascista e comunque temeva che la censura lo bloccasse. In realtà la censura era intervenuta poco prima sul suo "Garofano rosso" per ragioni moralistiche, con l'accusa cioè di cadute "pornografiche", e anche per "Conversazione" i primi recensori (1941-42) si accapigliarono essenzialmente sui capitoli XXIX-XXXI, riguardanti lo stucchevole "giro delle iniezioni", che tante pagine occupa nel racconto e pretende di raffigurare una sorta di "iniziazione" sessuale dell'autore. Sta di fatto che non di rado � per la censura � l'accusa di "pornografia" risultava la più comoda anche quando si voleva colpire altro. Nel caso di Vittorini, nonostante la prudenza dell'editore Parenti, il quale "nascose" "Conversazione" dietro il breve racconto (che dava titolo al volume) "Nome e lacrime", l'attacco venne direttamente dal "Popolo d'Italia", con un trafiletto non firmato. Il libro riapparve da Bompiani, non senza una violenta reprimenda [1] a Vittorini da parte del federale milanese, forse aizzato, o eccitato, dalla lettura del "Popolo d'Italia". Presto però scattò il divieto e il volume, percepito come antifascista, fu ristampato all'estero, in Svizzera. (Da: Canfora, prefazione a Conversazione in Sicilia, Corriere della Sera) L'autore del brano esprime l'opinione che: |
| RISPOSTA   Leggere attentamente il seguente brano. Vittorini pensava di aver scritto un libro antifascista e comunque temeva che la censura lo bloccasse. In realtà la censura era intervenuta poco prima sul suo "Garofano rosso" per ragioni moralistiche, con l'accusa cioè di cadute "pornografiche", e anche per "Conversazione" i primi recensori (1941-42) si accapigliarono essenzialmente sui capitoli XXIX-XXXI, riguardanti lo stucchevole "giro delle iniezioni", che tante pagine occupa nel racconto e pretende di raffigurare una sorta di "iniziazione" sessuale dell'autore. Sta di fatto che non di rado � per la censura � l'accusa di "pornografia" risultava la più comoda anche quando si voleva colpire altro. Nel caso di Vittorini, nonostante la prudenza dell'editore Parenti, il quale "nascose" "Conversazione" dietro il breve racconto (che dava titolo al volume) "Nome e lacrime", l'attacco venne direttamente dal "Popolo d'Italia", con un trafiletto non firmato. Il libro riapparve da Bompiani, non senza una violenta reprimenda [1] a Vittorini da parte del federale milanese, forse aizzato, o eccitato, dalla lettura del "Popolo d'Italia". Presto però scattò il divieto e il volume, percepito come antifascista, fu ristampato all'estero, in Svizzera. (Da: Canfora, prefazione a Conversazione in Sicilia, Corriere della Sera) Nel brano si dice che l'accusa di pornografia da parte dei recensori fascisti: |
| RISPOSTA   Leggere attentamente il seguente brano. Vittorini pensava di aver scritto un libro antifascista e comunque temeva che la censura lo bloccasse. In realtà la censura era intervenuta poco prima sul suo "Garofano rosso" per ragioni moralistiche, con l'accusa cioè di cadute "pornografiche", e anche per "Conversazione" i primi recensori (1941-42) si accapigliarono essenzialmente sui capitoli XXIX-XXXI, riguardanti lo stucchevole "giro delle iniezioni", che tante pagine occupa nel racconto e pretende di raffigurare una sorta di "iniziazione" sessuale dell'autore. Sta di fatto che non di rado � per la censura � l'accusa di "pornografia" risultava la più comoda anche quando si voleva colpire altro. Nel caso di Vittorini, nonostante la prudenza dell'editore Parenti, il quale "nascose" "Conversazione" dietro il breve racconto (che dava titolo al volume) "Nome e lacrime", l'attacco venne direttamente dal "Popolo d'Italia", con un trafiletto non firmato. Il libro riapparve da Bompiani, non senza una violenta reprimenda [1] a Vittorini da parte del federale milanese, forse aizzato, o eccitato, dalla lettura del "Popolo d'Italia". Presto però scattò il divieto e il volume, percepito come antifascista, fu ristampato all'estero, in Svizzera. (Da: Canfora, prefazione a Conversazione in Sicilia, Corriere della Sera) I capitoli XXIX-XXXI di "Conversazione": |
|
 Esercitati su questo Quiz  |
Cerca
CONCORSI NELLE PROVINCE
Agrigento Alessandria Ancona Aosta Arezzo Ascoli Piceno Asti Avellino Bari Barletta Andria Trani Belluno Benevento Bergamo Biella Bologna Bolzano Brescia Brindisi Cagliari Caltanissetta Campobasso Carbonia Iglesias Caserta Catania Catanzaro Chieti Como Cosenza Cremona Crotone Cuneo Enna Fermo Ferrara Firenze Foggia Forli Cesena Frosinone Genova Gorizia Grosseto Imperia Isernia La Spezia L'Aquila Latina Lecce Lecco Livorno Lodi Lucca Macerata Mantova Massa Carrara Matera Messina Milano Modena Monza e della Brianza Napoli Novara Nuoro Olbia Tempio Oristano Padova Palermo Parma Pavia Perugia Pesaro e Urbino Pescara Piacenza Pisa Pistoia Pordenone Potenza Prato Ragusa Ravenna Reggio Calabria Reggio Emilia Rieti Rimini Roma Rovigo Salerno Medio Campidano Sassari Savona Siena Siracusa Sondrio Taranto Teramo Terni Torino Ogliastra Trapani Trento Treviso Trieste Udine Varese Venezia Verbano Cusio Ossola Vercelli Verona Vibo Valentia Vicenza Viterbo

Leggere attentamente il seguente brano. Una vita più lunga e di qualità. Un progetto molto ambizioso per realizzare a Milano il centro di eccellenza mondiale per il miglioramento della vita in tutti i suoi aspetti.Questo il piano per il dopo Expo che il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, presenterà a Milano. Il progetto propone di creare in una parte dell'area dell'Esposizione universale un polo internazionale di ricerca e tecnologia applicata. Dedicato non solo all'alimentazione, ma a tutte le competenze che possono contribuire all'allungamento e al benessere della vita. Si mira quindi all'interazione fra scoperte e tecnologie mediche, welfare in una società che invecchia, innovazioni nei materiali sostenibili e nel ciclo dell'acqua e dei rifiuti, fino alla valorizzazione del patrimonio artistico e culturale. Il polo sarà guidato dall'Iit, l'Istituto Italiano di Tecnologia diretto dal 2005 dal 53enne fisico di fama mondiale Roberto Cingolani, che si avvarrà della collaborazione di altri due centri di eccellenza del Paese: l'Institute for International Interchange di Torino, e la Edmund Mach Foundation di Trento, centro di eccellenza per la ricerca e la formazione in campo agricolo, alimentare e ambientale. Il polo dovrà attrarre i migliori talenti mondiali e lavorare in sinergia con le aziende private. Il governo, spiegano a Palazzo Chigi, finanzierà il progetto con iniziali 100 milioni di euro mentre altri 100 milioni saranno investiti da Iit. Nel polo proposto da Renzi lavorerebbero almeno mille persone tra scienziati, ricercatori e tecnici mentre sono previsti circa 600 dottorati post laurea.Milano, sul modello dell'Istituto Italiano di Tecnologia dove il 45% dello staff viene dall'estero, dovrebbe diventare il centro di attrazione delle migliori intelligenze del mondo.Il piano guarda lontano e propone un primo traguardo fra 25 anni, nel 2040, per fare dell'Italia il Paese leader mondiale nelle "Human Technologies". In vista di questo traguardo i soggetti coinvolti dovranno collaborare su 11 progetti in diversi campi del sapere. Speciale attenzione sarà dedicata alla cura del cancro e delle malattie neurodegenerative, tra le principali cause di morte e invalidità nei Paesi industrializzati. Infine, si legge nel documento, ci sarà anche un beneficio per l' "immagine del Paese", facendo dell'Italia, si legge ancora, il "posto ideale per vivere, ma anche un leader visibile nei rami delle scienze e tecnologie al servizio dell'umanità". (da: "Il dopo Expo", "Corriere della Sera") Quante persone lavorerebbero nel polo tecnologico?
Leggere attentamente il seguente brano. Una vita più lunga e di qualità. Un progetto molto ambizioso per realizzare a Milano il centro di eccellenza mondiale per il miglioramento della vita in tutti i suoi aspetti.Questo il piano per il dopo Expo che il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, presenterà a Milano. Il progetto propone di creare in una parte dell'area dell'Esposizione universale un polo internazionale di ricerca e tecnologia applicata. Dedicato non solo all'alimentazione, ma a tutte le competenze che possono contribuire all'allungamento e al benessere della vita. Si mira quindi all'interazione fra scoperte e tecnologie mediche, welfare in una società che invecchia, innovazioni nei materiali sostenibili e nel ciclo dell'acqua e dei rifiuti, fino alla valorizzazione del patrimonio artistico e culturale. Il polo sarà guidato dall'Iit, l'Istituto Italiano di Tecnologia diretto dal 2005 dal 53enne fisico di fama mondiale Roberto Cingolani, che si avvarrà della collaborazione di altri due centri di eccellenza del Paese: l'Institute for International Interchange di Torino, e la Edmund Mach Foundation di Trento, centro di eccellenza per la ricerca e la formazione in campo agricolo, alimentare e ambientale. Il polo dovrà attrarre i migliori talenti mondiali e lavorare in sinergia con le aziende private. Il governo, spiegano a Palazzo Chigi, finanzierà il progetto con iniziali 100 milioni di euro mentre altri 100 milioni saranno investiti da Iit. Nel polo proposto da Renzi lavorerebbero almeno mille persone tra scienziati, ricercatori e tecnici mentre sono previsti circa 600 dottorati post laurea.Milano, sul modello dell'Istituto Italiano di Tecnologia dove il 45% dello staff viene dall'estero, dovrebbe diventare il centro di attrazione delle migliori intelligenze del mondo.Il piano guarda lontano e propone un primo traguardo fra 25 anni, nel 2040, per fare dell'Italia il Paese leader mondiale nelle "Human Technologies". In vista di questo traguardo i soggetti coinvolti dovranno collaborare su 11 progetti in diversi campi del sapere. Speciale attenzione sarà dedicata alla cura del cancro e delle malattie neurodegenerative, tra le principali cause di morte e invalidità nei Paesi industrializzati. Infine, si legge nel documento, ci sarà anche un beneficio per l' "immagine del Paese", facendo dell'Italia, si legge ancora, il "posto ideale per vivere, ma anche un leader visibile nei rami delle scienze e tecnologie al servizio dell'umanità". (da: "Il dopo Expo", "Corriere della Sera") Da chi sarà guidato il polo tecnologico citato nel brano?